Origini del cinema neorealista
Giuseppe De Santis disse che il cinema neorealista nasce dopo la Resistenza e nasce dalla Resistenza. La guerra partigiana diventa tema centrale di più film molto diversi tra loro che forniranno due dei massimi capolavori del neorealismo Roma città aperta (1945, Rossellini) e Paisà (1946, Rossellini).
Racconto partigiano e tradizione orale
Il racconto partigiano nasce da una tradizione orale; il cinema del neorealismo ha adottato e ampiamente impiegato strutture narrative peculiari ai racconti della nazione: successione di eventi fittizi, funzionali a far apparire dato naturale e ovvio una comunità di individui altrimenti suddivisibili sulla base di molti altri criteri. Molti film neorealisti mettono in scena momenti pertinenti per la fondazione della comunità nazione: il sacrificio dei protagonisti. Il neorealismo cinematografico è parte attiva della costituzione di una comunità nazionale nell’ambito della rappresentazione.
Le influenze degli anni 30 e 40
La fine degli anni '30 e l’inizio dei '40 assistono all’avvento di una nuova generazione intellettuale. Uno dei palcoscenici più affollati di questa nuova generazione fu la rivista Cinema fondata nel 1936 e poi diretta per un lungo periodo da Vittorio Mussolini, figlio del duce. Ossessione di Visconti del 1943 è stato il vero e proprio film-manifesto di una generazione. Luchino Visconti: assistente di Jean Renoir dal 1936, il suo esordio Ossessione è il laboratorio che mette alla prova le idee e le speranze della generazione di Cinema rivista alla quale collabora. Nel dopoguerra è attivo anche in campo teatrale.
Il ruolo del paesaggio
Il paesaggio ricopre un ruolo fondamentale nei film neorealisti ed uno dei luoghi più rappresentati dal cinema neorealista sarà la pianura padana, culla del movimento resistenziale. Il paesaggio svolge un importante ruolo nella discussione avviata sulle pagine di Cinema: offrire un luogo di interazione tra uomo e ambiente, o meglio, tra personaggi e spazio.
Realismo e tradizioni cinematografiche
Il futuro cinema nazionale pianificato dai giovani critici dev’essere un cinema di finzione, a vocazione realistica. Realismo: La nozione di realismo si può intendere come una modalità rappresentativa intenzionata a dimostrare un rapporto privilegiato con il referente tramite più soluzioni; il racconto delle classi subalterne, altrimenti prive di voce. Nel cinema italiano, l’idea di realismo ha una tradizione consolidata nella cultura nazionale precedente il neorealismo, l’esperienza della rivista Cinematografo; il recupero del verismo si coniugano con l’attenzione alle avanguardie storiche europee, alle cinematografie sovietica, francese e hollywoodiana alla nuova narrativa statunitense.
Cinema dei telefoni bianchi
Telefoni bianchi: La definizione di cinema dei telefoni bianchi spesso alternativa a commedia all’ungherese identifica un insieme di film dai contorni poco definiti, un modo di produzione e una presunta relazione tra cinema di finzione e ideologia fascista. Si tratta di un’etichetta applicata alle commedie sentimentali italiane realizzate nel corso degli anni '30 con intento spregiativo; questo tipo di rappresentazione fu giudicato reo di occultare agli occhi dello spettatore la realtà miserevole del Paese durante il regime fascista.
Neorealismo e autore cinematografico
Autore: Il cinema emerso dalla seconda guerra mondiale e classificato come neorealista vide progressivamente affermarsi la figura dell’autore cinematografico, in base a più modelli e necessità. Solida culturale e formatosi presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.
Influenza internazionale e politica
Nel 1946 i film di provenienza statunitense importati in Italia superavano le 6 centinaia, a fronte dei 65 film nazionali. Il cinema hollywoodiana da un lato suscitò interessa e vera e propria ammirazione, espressi anche attraverso pubblicazioni periodiche, più o meno affiliate ai distributori nazionali delle major; dall’altro fece emergere un vero e proprio timore culturale già diffuso nella società. Il riferimento alla sessualità deriva dal cinema francese mentre la rappresentazione del crimine è tratta dal gangster movie hollywoodiano.
Scenario normativo italiano
Discussione e la definizione di un cinema nazionale riguardano le forze politiche emerse dalla conclusione della guerra, in particolare modo i due partiti di massa destinati a segnare le vicende italiane fino agli anni '90: la democrazia cristiana e il partito comunista Italiano. Lo scenario normativo italiano nel primo dopoguerra si caratterizzava per la considerevole incertezza il decreto legislativo del 1945 aboliva la censura.
Successi internazionali
In questo scenario precario il cinema neorealista di vieni più occasioni un biglietto da visita internazionale premiato con l'Oscar per il miglior film straniero Sciuscià di Vittorio De Sica 1946 e Ladri di biciclette Vittorio De Sica 1948 celebrato a Cannes. Roma città aperta distribuito nei circuiti d’essai statunitensi.
Neorealismo e resistenza
Neorealismo divenne l'ideale prosecuzione estetica dell'esperienza della resistenza una rigenerazione del paese. Si andava costruendo un'ideologia del neorealismo un cinema di poche operazioni, un cinema di poche opere eccezionali e molti film imperfetti. Il neorealismo è movimento nazional-popolare il movimento culturale antifascista per antonomasia.
Avanguardie e realismo
Avanguardia: una parola che incrocia spesso il dibattito sul neorealismo. La concezione dominante all'Interna nella cultura marxista italiana in linea con l'inclinazione dei dirigenti del partito comunista italiano è quella di avanguardia come arte decadente formalista reazionaria. A questo punto di vista realismo appare come l'esatto contrario di avanguardia. Da un lato attraverso la legge degli 80 giorni prima e la legge Andreotti poi consentito il predominio della produzione hollywoodiana sul mercato italiano.
Il contributo di Vittorio De Sica
Vittorio De Sica: carriera d'attore nella commedia degli anni '30 e un esordio da regista nel medesimo genere, affiancato dallo sceneggiatore Cesare Zavattini. L'umanesimo dei racconti, impiego di attori non professionisti, l'utilizzo di esterni reali, la peculiare struttura narrativa insieme a una qualità melodrammatica della rappresentazione resero queste opere del dopoguerra tra le problematiche del neorealismo. Il realismo cinematografico non preso forma in una condizione isolamento, anzi convesse con fenomeni paragonabili ulteriori ambiti estetici, special modo con la letteratura la fotografia. Ladri di biciclette tratto dal testo di Luigi Bartolini.
Esplosione postbellica
Il fenomeno Neorealista è stato identificato con la manifestazione della narrazione nella cultura nazionale. La fase postbellica assiste a un esplosione del racconto. Nel caso del cinema la dimensione collettiva del racconto è stata spesso individuata nell'uso della VoiceOver.
Figure e modelli del cinema neorealista
Luigi Zampa: autore di sette pellicole tra il 1945 ed il 1950. Roberto Rossellini: è attivo già dalla fine degli anni '30 dirige l’opera inaugurale del neorealismo Roma città aperta 1945. Propensione a fare del cinema uno strumento comunicativo. Per grande semplificazione possiamo individuare tre modelli principali: il tempo dell'attesa, il tempo dell'evento e il tempo dialettico. Il secondo esempio è più spesso individuato nei film di De Sica-Zavattini, è in maniera particolare e Ladri di biciclette e Umberto D.
Teoria del pedinamento
Teoria del pedinamento: desunta dalle posizioni poetiche di Cesare Zavattini ha costituito una semplificazione della complessità del neorealismo. L'artista promosso il neorealismo quale mezzo di conoscenza dell'uomo e della società contemporanea. La terra trema di Luchino Visconti bene esemplifica la commistione di tempo storico e tempo mitico. Nel cinema neorealistico l'efficacia realistica della narrazione poggia sulle spalle di personaggi capaci di far avanzare il racconto interagendo con un ambiente composito e variegato. Il cinema di Giuseppe De Santis o quello di Alberto Lattuada si nutrono di esempi prelevati dal cinema hollywoodiano, dal realismo poetico.
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