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Cinema e comunicazione audiovisiva appunti 11.02.16

Il cinema è una forma di comunicazione che nasce nell’800 ed è ancor a un

fenomeno capace di agire a livello collettivo. Non è più un fenomeno

egemone lo fu fino agli anni 50 del 900.

Anni in cui entrò in scena la Tv che non fece tuttavia scomparire il cinema ma

lo ricollocò, come sta avvenendo oggi.

Il cinema è dotato di una vitalità intrinseca e ha la capacità di rinnovarsi.

Che cos’è il cinema?

Non esiste una riposta univoca e esaustiva.

Jean-Luc Godard “il cinema è cinema non si può definire”.

Possiamo cercare il senso nei film stessi:

per decenni il cinema ha rappresentato:

un’ esperienza di fuga

• un momento di evasione dalla realtà

• modo per conoscere differenti idee e punti di vista

• modo per confrontarsi con esperienze altrui

attraverso un coinvolgimento : emotivo

 cognitivo

BLOW OUT (1981)

TRAMA : Con John Travolta.

Storia di un fonico Cosa ci dice sul CINEMA:

che si occupa della

registrazione di ILLUSIONE CINETICA : Il cinema si basa su di

1.

suoni naturali che un’illusione, noi vediamo corpi e cose muoversi ma

poi verranno mixati

con immagini. in realtà il movimento è della pellicola. Il

Una notte mentre è PARADOSSO del movimento apparente e reale. Il

in un bosco a cinema è una successione di istanti immobili che

registrare i rumori danno l’illusione del movimento. Si basa su di

notturni assiste ad un’illusione grazie ad un artificio davvero potente.

un incidente

stradale in cui il

conducente muore. ESIGE un grado di MEDIAZIONE TECNOLOGICA

2.

Egli si rende conto decisamente superiore rispetto alla comunicazione

che si tratta di un scritta e orale. (limite: non tutti possono permettersi

omicidio unendo gli strumenti per fare film)

immagini e suoni =

facendo cinema.

Il cinema PERMETTE DI MANIPOLARE LA REALTA’ (avanti/indietro),

3. può manipolare il tempo e la realtà

Il cinema è un’esperienza AUDIO-VISIVA: componente sonora e visiva

4. (anche nel cinema muto degli anni 20 musica con valore commentativo)

Può essere un’esperienza di conoscenza del mondo, ci può rivelare

5. qualcosa del mondo che nella nostra continua immersione nella realtà

altrimenti non vedremmo.

I FILM SUL CINEMA (METACINEMATOGRAFICI)

Anni 70 Francia

Regista: F. Truffaut (amico di Godard)

Racconta la propria esperienza da regista in: LA NOTTE

TRAMA: AMERICANA tradotto in italiano come EFFETTO

Racconta la sua

esperienza da regista NOTTE.

(Nel cinema EFFETTO NOTTE: crea la notte nel giorno, illusione).

Le immagini cinematografiche per raccontarci qualche cosa devono

essere messe in relazione tra loro. le immagini si differenziano in base a

6 criteri:

1 DISTANZE: (primo piano, figura intera ecc) tutto secondo una logica

della variazione delle distanze.

2 DENTRO FUORI: ogni scelta di inquadratura è sempre un’operazione di

selezione (ciò che c’è e ciò che si esclude)

3 LUCI: il cinema ho costantemente bisogno di luce anche in esterno.

4 MOVIMENTI : le immagini sono in moviemento

- all’interno del quadro

- movimenti di macchina: fondamentali e difficili da gestire.

5 PUNTI DI VISTA: posizione della macchina da presa, punto di vista

ottico: dove si posiziona la macchina l’apparecchio, che genera poi i punti

di vista narrativi e ideologici. (prendono forma i racconti)

6 SGUARDI: i film sono delle tessiture di sguardi non sono quello della

macchina da presa ma anche quello tra personaggi.

CONOSCERE IL PASSATO PER CAPIRE I LINGUAGGI DELLA

CONTEMPORANEITA’: il linguaggio audio-visivo in una prospettiva

storica

1895 nasce il cinema (fenomeno 800ntesco che riesce poi a diventare

l’occhio del 900, capace di rielaborare un immaginario collettivo).

Nella storia della comunicazione audio visiva un intervallo di 5-10 anni è

fondamentale.

Es. Alice in Wonderland 2010 di Tim Burton

Mette in scena la caduta di alice attraverso una moltiplicazione di punti di

vista, attraverso il montaggio e movimenti di macchina.

Alice in Wonderland 1903 di Cecil M. Hepworth e Percy Stow fu la prima

versione di Alice, di un cinema che ha alle spalle 8 anni, già nel 1903 si

inventano dei trucchi, degli effetti speciali.

I primi anni ciò scatenò stupore perlopiù paure a volte terrore che poi però si

è trasformato, ma permane tutt’ora il fascino delle immagini in movimento.

Il Cinema ha anche fare con il passato, e questo è un tratto che lo differenzia

dalla tv (diretta live); tale meccanismo ci porta ad osservare che il cinema è la

traccia di ciò che è accaduto. INCUBI NOTTURNI 1945 Inghilterra di Autori

vari

Le persone si raccontano storie Si tratta di un film a episodi le persone si

terrificanti. In uno di questi Episodi raccontano storie terrificanti.

lei dona uno specchio a lui, lo

specchio era rimasto coperto Specchi, finestre e fotografie: ci vogliono

dall’800. Lo specchio continuava a proporre una riflessione metacinematografica.

trattenere l’ultima immagine riflessa. (riflessione delle immagini cinematografiche)

L’episodio può essere letto a più livelli:

Storia paranormale

• Storia d’amore

• Storia di un uomo che ha timore di sposarsi e vede le proiezioni delle

• sue paure.

L’uomo riconosce ad un certo punto che il problema non è nello specchio ,

ma nella sua testa. E questa potremmo definirla una sintesi del cinema.

Le immagini del cinema sono degli oggetti che iniziano ad esistere quando

uno spettatore li guarda. I film esistono solo perché li guardiamo. Il cinema

esiste perché le immagini sono percepite e interpretate dalla mente dello

spettatore. (traccia riflessa del passato).

Il protagonista inoltre ammette di essere attratto da quelle immagini “qualcosa

mi chiama”, al cinema succede la stessa cosa, ci trasportiamo dentro al film,

ci chiama a partecipare alle storie dei protagonisti.

Il cinema è Phantasma: il termine in greco stava per sogno, visione: è infatti

un esperienza che ricorda quella del sonno, del sogno, inoltre noi vediamo

cosa accdute che non esistono più.

J.Cordeu “ il cinema è la morte del lavoro” : mentre filma le cose ci racconta

che quelle finiranno.

Viene definito la prima forma d’arte che sconfigge la morte.

J.Derrida “ il cinema è la prova che l’avvenire appartiene ai fantasmi”.

Il cinema del passato ci parla in continuazione al presente perché è dentro la

memoria latente dei “nostri” luoghi e di coloro che ci hanno preceduto. (es.

TIGRIS 1913 e LA MASCHERA PIETOSA 1914 girati a Torino).

Riassumendo:

1 i film esistono perché percepiti e pensati dallo spettatore

2 le immagini filmiche sono traccia riflessa del passato

3 il cinema esercita un potere seduttivo sullo spettatore

4 il cinema è phantasma (Derrida: “il cinema è la prova che l’avvenire

appartiene ai fantasmi”).

GEORGE MELIES 1861-1938 Le voyage à travers l’impossible 1904

Era un uomo di teatro che non appena conosce il film ne resta affascinato e

si cimenta subito in esso. Il suo stile scenico è inconfondibile, coniuga la sua

esperienza da uomo di teatro con gli effetti speciali del cinema.

Nel 1995 esce il disco dei Smashing Pumpkins, i quali realizzano un videoclip

che riprende gli stilemi del cinema di Melies, si tratta di una proposta anche

teorica: un ritorno alla purezza originaria, rivendicazione di qualcosa di

“primordiane”.

Fu anche un omaggio al cinema di Melies.

A cavallo tra i 2 secoli 900-2000 si collocò una vera e propria rivoluzione degli

effetti speciali negli audiovisivi, un po’ come quella che si trovò a vivere

Melies a cavallo tra 800-900. 12.02.16

Punti chiave detti precedentemente:

Il cinema è una forma di illusione (mimetica con immagini sempre più

1. realistiche)

Esige una tecnologia

2. Rapporto profondo con il passato e con la realtà (il rapporto con la

3. realtà sta cambiando ulteriormente oggi con CGI).

Il film esiste perché viene comunicato e percepito (la storia del cinema

4. è anche la storia dal pubblico).

Come sono stati visti i film?, rapporto del film con i corpi degli

spettatori

Fonti primarie: spettatori del passato (oggi morti)

Fonti secondarie: racconti, resoconti, statistiche sugli incassi, ecc

Con lo studio di quest’ultime vediamo profilarsi 3 modelli di relazione tra

pubblico e schermo che si attestano l’uno dopo l’altro (periodizzazione di che

vanno prese con elasticità).

I 3 MODELLI STORICI DI ESPERIENZA SPETTATORIALE

Modello 1 : <EMERSIVO-AGGRESSIVO>

Anche chiamato modello della stazione Ciotat (arrivo id un treno in stazione

60 secondi di film) la leggenda racconta: il pubblico fuggì.

The countryman’s first sight of the animated pictures (R.W: Paul) 1901

Il protagonista è un bifolco che va in città, egli è simbolo del mondo contadino

che si scontra con la modernità, egli non riesce a distinguere tra immagine e

realtà.

Le immagini si impongono con aggressività verso il pubblico:

Regolamentazione dei comportamenti di visione (ruolo pedagogico). Si cerca

di disciplinare la portata dell’immagine in movimento. (ripreso dal film

Superfantozzi).

Nei primi anni 10 il modello entra in crisi poiché si inizia a dialogare con le

immagini.

Il modello aggressivo-emersivo lo ritroveremo negli anni 50 con l’arrivo della

tv, nel momento in cui si impone il 3D (immagine che vuole entrare).

Modello 2: < ONIRICO-IMMERSIVO>

Comincia a prender forma negli anni 10 e domina incontrastato fino ai 50 e

perdura ancora oggi. Completamente contrario al 1 modello: le immagini del

cinema chiamano a sé lo spettatore.

-esperienza simile al sogno:

Sala buia

• Siamo seduti (possibilità di movimento limitate

• Tutti i nostri sensi sono ridefiniti

• Pseudo ipnosi

• Sogno artificiale che ci viene proposto e noi ci immergiamo

La questione sta nel dispositivo stesso : il rapporto tra schermo e la nostra

mente. Il cinema Hollywoodiano si basa proprio su questo.

Film che teorizzano questo:

anni 20 di Buster Keaton Sherlock, Jr. 1924 capolavori comici sulla

modernità, riflette sull’analogia cinema/sogno.

si tratta di una prima riflessione sul cinema

come sogno, che poi passa ad una riflessione

TRAMA:

inizialmente il protagonista entra nel sul sogno vero e proprio.

film , poi gli scenari cambiano e lui

non trova il suo posto. Questo modello si perpetua ancora oggi, tanto

Mima le dinamiche di un sogno, con

una dinamica metamorfica della che lo troviamo anche in un film del 1985 di

scena onirica. Woody Allen “La rosa purpurea del Cairo”

di gusto

vagamente pirandelliano, il film è ambientato TRAMA:

negli anni 80, anni in cui trionfa il cinema Una donna per sfuggire dalle

inquietudini quotidiani va al cinema,

classico che arriva al raggiungimento della e guarda sempre lo stesso film “La

maturazione stilistica, per le dinamiche del rosea purpurea del Cairo” è il titolo,

coinvolgimento emotivo. la donna viene notata dal

protagonista del film che esce dallo

schermo e la porta con lui

Tale modello entra in crisi negli anni 50 e 60,

in cui si inizia a realizzarsi un nuovo tipo di cinema, il meccanismo fondativo

del modello onirico immersivo è quello di costruire dei mondi possibili che

dovevano dichiararsi come tali (possibili).

Lo spettatore non deve avere la possibilità di strappo, di infrazione (Truman

Show). Nel cinema classico Hollywoodiano non deve esserci alcun “strappo

di carta”.

“lo strappo del cielo di carta” Il fu Mattia Pascal.

Dinamica che negli anni 50 e 60 caratterizzati da rivolte diviene un modello

discutibile: lo spettatore passivo che viene manipolato non va più bene.

Anni 50 si impone il cinema della modernità con l’obiettivo di decostruire i

mondi, vuole spettatori attivi e critici, vuole disorientare lo spettatore non

rassicurarlo.

3 MODELLO: <DISORIENTANTE-CRITICO>

Lo spettatore viene guardato direttamente, egli sa di essere in sala, si rende

conto della macchina da presa (prima vietato).

Tale modello vuole “decostruire e strappare il cielo di carta”.

PERIODIZZAZIONI DEL CINEMA

Possiamo distinguere 4 grandi periodi oltre al cinema contemporaneo:

CINEMA DELLE ATTRAZIONI (1895-1908) : vuole proporre cose da

1. vedere, non dei racconti, cose semplici, acrobazie, effetti, trucchi ecc.

cose proposte con l’obiettivo di colpire lo spettatore. Es: arrivo di un

treno, sequenze di ballo ecc.

CINEMA DELL’INTEGRAZIONE NARRATIVA (1908-1925) : Si

2. allungano i metraggi da 60 secondi si passa a 10/15 minuti (Melies

fondamentale nel passaggio). Retorica narrativa: regole per inventare i

racconti, qui inizia ad essere codificato il modello onirico immersivo che

raggiunge il suo apice nel cinema classico.

CINEMA CLASSICO (1925-1955) : Aspetti linguistici, scenografie,

3. inquadrature, luci, dialettica campo/fuori campo è tutto coordinato in

funzione di un racconto, di un mondo narrativo funzionante.

CINEMA MODERNO (1955-1975) : contestazione della retorica

4. narrativa. Es montaggio (raccordare singole inquadrature per produrre

sequenze) Nel cinema classico: montaggio invisibile,

 tutto fluido e continuativo.

Nel cinema moderno: si vuole comunicare lo

 strappo tra le inquadrature. Non c’è fluidità.

Il sogno nel: CINEMA DELLE ATTRAZIONI: 1911 (bisogna sempre

1. considerare le date di cesura con una certa elasticità temporale) CLIP:

“Aspettando il diretto per Mezzanotte” film che è già narrativo ma

che contiene attrazione poiché è un incubo. TRAMA: capostazione che

rientra nel suo ufficio e nel baule c’è un rapinatore, egli però si

addormenta e fa un incubo.

(primi del 900 campagna contro il tabacco poiché causa di allucinazioni)

Il sogno è un esempio tipico del cinema dell’immagine autarchica:

politica della dittatura fascista dopo che l’Italia è stata sanzionata per

aver aggradito l’Etiopia avvia un programma di autosufficienza

economica.

Lo stesso concetto di autarchia è applicabile alle immagini, che non

vogliono il montaggio per raccontare bastano a sé stesse.

Vi è l’espressione di un cinema che ha elaborato complesse strategie di

montaggio.

L’inquadratura del sogno è definibile autarchica:

Cambio di colore

- Cambio di sfondo

- Protagonista + contenuti del sogno

-

Lo spettatore ha la possibilità di vedere 2 livelli di realtà

contemporaneamente:

Protagonista

- Realtà onirica

-

2 il sogno nel: CINEMA DELL’INTEGRAZIONE NARRATIVA:

1914 Cabiria sequenza: “Il sogno di Sofonisba” spacciato come film di

Gabriele D’annunzio in realtà è di Giovanni Pastrone che chiede a

D’annunzio il “nome” la costruzione del sogno in questo caso è più

TRAMA: complessa, e anche la costruzione

Sofonisba è una principessa che ha dell’immagine:

salvato una bambina intenerita dalla Sognatrice

piccola decide di crescerla e fare di -

lei la sua ancella(Cabiria). Sogno (come su di uno schermo)

- + una persona in più (Cabiria)

-

Lo spettatore è chiamato a svolgere

un’operazione più complessa, egli è

onniscente e deve muoversi con competenza nell’immagine.

Lo spettatore in assenza di montaggio deve muoversi tra immagini

complesse.

Giuseppe D’Abundo fu uno psichiatra che affrontò il problema della nevrosi

da cinematografo.

I casi affetti dalla nevrosi erano perlopiù donne e giovani. 1911 primo studio

di un caso , una donna che raccontava di aver avuto delle allucinazioni in

seguito alla visione del film “Aspettando il diretto di Mezzanotte”.

La donna dichiarò di continuare a vivere sia nel sonno che nella veglia la

scena del film.

Sicuramente è indubbio che il film potesse vere un impatto traumatico tuttavia

è chiaro che la donna avesse anche altri problemi. Il cinema veniva percepito

come pericolo sociale, cosi come poi la tv negli anni 50 e i videogiochi oggi.

3 Il sogno nel: CINEMA CLASSICO (Hollywoodiano): il sogno nel cinema

Hollywoodiano pone dei problemi poiché il film stesso si pone come sogno

che assorbe lo spettatore. Egli deve vivere un processo di identificazione con

il personaggio. Se io mi identifico con il personaggio faccio però fatica a farlo

con i suoi sogni.

Rischia di essere una specie di sogno nel sogno (si tratta di un processo

identificativo che non si realizza al 100%. Vi è sempre il desiderio di mettere

“dei paletti” tra sogno e realtà.

Vi è una demarcazione e non è presente quella condensazione autarchica

del cinema dell’integrazione narrativa.

Hitchcock 1945 “Io ti salverò”

Analisi manifesto: lui in basso rispetto a lei, lui paziente lei psicanalista.

TRAMA: Il sogno è molto mediato e demarcato. Le

Lui soffre di attacchi fobici e attacchi scenografie che vediamo nel sogno sono

di panico, si tratta di un film che opere del pittore surrealista Dalì:

tematizza la psicanalisi. Il sogno non è diretto ma viene ricordato

• e raccontato

Il sogno non si sviluppa in continuità, vi

• sono continui passaggi tra realtà e

sogno

Sognatore che racconta e due personaggi che ascoltano e si

• interrogano

Scenografie di Dalì: netta demarcazione tra:

• Visibile onirico

 Visibil

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daria.loreti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cinema e comunicazione audiovisiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Alovisio Silvio.
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