Composti aromatici
O
H CHO
C CH
3
C6H5CHO C6H5CH3
benzaldeide toluene
(isolabile da olio di mandorle amare) (isolabile dal balsamo del tolù)
CH OH
2
Costituenti importanti di spezie C6H5-CH2OH
In genere le sostanze aromatiche naturali alcol benzilico
hanno struttura relativamente semplice (isolabile dalla gomma benzoino, resina balsamica di alberi del SE Asiatico)
ossidazione
Molte sostanze aromatiche naturali O
HO C CO H
contengono l’unità a 6 atomi di carbonio 2
-C H
6 5
Unità –C H in grado di rimanere inalterata
6 5 C6H5-CO2H
attraverso varie reazioni chimiche acido benzoico
(isolabile dalla gomma benzoino)
che interessano il resto della struttura 1. CaO
∆
2.
C6H6 (C 6H5-H)
benzene
isolato dal gas illuminante compresso
(Faraday, 1825)
Benzene
BENZENE
(produzione annua USA: 6 milioni di tonnellate, da reforming alcani e cicloalcani del petrolio
e cracking di alcune frazioni delle benzine)
Capostipite di composti aromatici
Composti che hanno in comune particolari proprietà chimiche
H
Benzene C
6 6
Struttura altamente insatura rispetto a quella dell’esano C H
6 14
o del cicloesano C H
6 12
Nonostante la sua formula molecolare
il benzene non si comporta da composto insaturo
g Non decolora soluzioni di bromo (come fanno alcheni e alchini)
ovvero:
g Non dà reazioni di addizione (tipiche di alcheni e alchini)
g Non è facilmente ossidato dal KMnO 4
Il benzene dà soprattutto reazioni di sostituzione
FeBr3
C6H6 + Br C6H5Br + HBr
2 cat.
benzene bromobenzene
Benzene
Esempi di reazioni di sostituzione:
FeBr3
C6H6 + Br C6H5Br + HBr
2 cat.
benzene bromobenzene
FeCl3
C6H6 + Cl C6H5Cl + HCl
2 cat.
benzene clorobenzene
Si isola un solo monobromobenzene o un solo monoclorobenzene
⇓
tutti e sei gli atomi di idrogeno del benzene sono equivalenti
Benzene
Preparazione di derivati disostituiti:
FeBr3
C6H5Br + Br C6H4Br2 + HBr
2 cat.
bromobenzene dibromobenzeni
3 isomeri
(due isomeri in %
predominante)
Risultati analoghi nella ulteriore clorurazione del clorobenzene
a dare diclorobenzeni Benzene
Kekulè
1865
Prima ipotesi sulla possibile struttura del benzene:
6 atomi di carbonio ai vertici di esagono regolare
1 atomo di idrogeno legato a ciascun atomo di carbonio
Alternanza di legami semplici e di legami doppi lungo l’anello
Kekulè ipotizza che:
“i legami doppi e semplici scambiassero la loro posizione lungo l’anello
a velocità così elevata che non potessero avvenire
le reazioni caratteristiche dei doppi legami”
NB Ipotesi NON CORRETTA
H H
ipotesi di Kekulè
(NON corretta!!)
H H H H
H H H H
H H
strutture di Kekulè per il benzene
Benzene
Modello della risonanza per il benzene
Il modello di Kekulè del benzene non è corretto
Formule di Kekulè:
differiscono solo per la disposizione degli elettroni,
tutti i nuclei occupano la stessa posizione nelle due strutture
Formule di Kekulè:
non sono altro che due formule limite equivalenti
che contribuiscono alla struttura ibrida di risonanza del benzene, che è una sola
La struttura reale del benzene non è rappresentata in maniera adeguata
da nessuna delle due strutture di Kekulè prese singolarmente
Il benzene, essendo un ibrido di risonanza, è più stabile delle due forme limite separate
H
H H H
H
H H H
H H H
H
il benzene è un ibrido di risonanza di queste due forme limite
Benzene
H
H H H
H H H H
H H H
H
il benzene è un ibrido di risonanza di queste due forme limite
Nell’ibrido non esistono né legami semplici né legami doppi
Esiste un unico tipo di legame carbonio-carbonio
Caratteristiche intermedie a quelle dei legami C-C e C=C
Conferma sperimentale
Molecola planare, con atomi di carbonio ai vertici di esagono regolare
Benzene:
tutte le lunghezze di legame carbonio-carbonio sono uguali
carbonio-carbonio (benzene) 1.39 Å
C⎯C 1.54 Å
C=C 1.34 Å
Risonanza
Metodo per descrivere la struttura molecolare di alcune molecole,
cui si ricorre nei casi in cui si riveli inadeguato il nostro sistema semplificato di descrivere
la distribuzione di elettroni e la natura dei legami tra gli atomi di quelle specie molecolari.
Quando una struttura di Lewis convenzionale non descrive adeguatamente
la struttura reale di una specie, usiamo due o più strutture di Lewis
per descrivere la specie e consideriamo che la specie reale
abbia le caratteristiche di tutte le strutture considerate globalmente.
Il “peso” (il contributo) delle singole strutture non è necessariamente lo stesso.
Le strutture necessarie per descrivere la specie si chiamano STRUTTURE di RISONANZA
(STRUTTURE CANONICHE di RISONANZA)
e la molecola reale si dice IBRIDO di RISONANZA
Questa situazione è descritta dal simbolo della freccia con due punte
+
es. +
Risonanza
ATTENZIONE a non confondere la freccia a due punte (simbolo di risonanza)
con la doppia freccia (simbolo di equilibrio)!
(oppure con , perfettamente equivalente a , entrambi simboli di equilibrio)
e (o )
sono simboli relativi a situazioni completamente differenti!
Risonanza
Le specie collegate dalla doppia freccia sono specie in equilibrio tra loro,
tutte realmente esistenti e in grado di trasformarsi una nell'altra.
(Il rapporto tra le concentrazioni delle due specie all’equilibrio
è dato dalla costante di equilibrio).
Le specie collegate dalla freccia a due punte (strutture di risonanza) non esistono:
esiste solo la molecola reale (ibrido di risonanza),
che però non è possibile rappresentare con una sola struttura di Lewis
Le strutture di risonanza non comportano
NESSUN CAMBIAMENTO nella posizione relativa dei nuclei,
ma riguardano solo la riorganizzazione della distribuzione degli elettroni mobili
(delocalizzazione degli elettroni mobili).
Elettroni mobili: coppie di elettroni di non legame, π.
elettroni coinvolti nella formazione di legami
Nessuna delle singole strutture di risonanza, considerata individualmente,
è la formula vera, corretta, della molecola, ma considerate nel loro insieme
descrivono la distribuzione elettronica reale della molecola
Risonanza
La delocalizzazione degli elettroni mobili comporta una diminuzione di energia
rispetto all'ipotetica struttura con i legami fissi
Ibrido di risonanza:
più stabile di qualsiasi struttura di risonanza che serve per descriverlo
Se in una molecola ci sono elettroni mobili, questi vengono delocalizzati,
perché la delocalizzazione comporta una maggiore stabilità
(stabilizzazione per risonanza).
Maggiore è il numero di strutture significative che si possono scrivere
e più le strutture sono simili tra loro, maggiore è la stabilizzazione di risonanza,
a parità di altre condizioni. Risonanza
Le strutture di risonanza possono contribuire in modo diverso
alla descrizione della molecola vera.
Strutture più "stabili" contribuiscono di più.
a) Strutture con più legami covalenti sono in genere più stabili
di quelle con un numero inferiore di legami covalenti
b) La stabilità di una struttura diminuisce all’aumentare della separazione di carica
(allontanamento di cariche di segno opposto).
Strutture con più cariche formali sono meno stabili di strutture non cariche.
Strutture con più di due cariche in genere contribuiscono poco all'ibrido.
Un tipo di struttura particolarmente sfavorevole
è quella che prevede due cariche di segno uguale su due atomi adiacenti.
c) Strutture in cui tutti gli atomi della prima riga (II periodo) del sistema periodico (C, N, O)
hanno l'ottetto completo, sono più importanti delle strutture con ottetti non completi.
d) A parità di realizzazione di ottetti elettronici,
strutture con carica negativa sull'atomo più elettronegativo sono più stabili di altre,
in cui la carica negativa sia su un atomo meno elettronegativo.
e) Strutture con angoli distorti o lunghezze di legame distorte sono instabili.
Energia di risonanza
ENERGIA di RISONANZA
Misura sperimentale della differenza di stabilità tra il benzene
e la struttura ipotizzata da Kekulè (l’ipotetico 1,3,5-cicloesatriene)
Idrogenazione di doppio legame
Reazione esotermica
+ H H
C C C C + calore (26-30 kcal/mole)
valore esatto della quantità di energia liberata (calore)
H H dipende da sostituenti legati al doppio legame
+ H H + calore (28.6 kcal/mole)
cicloesene cicloesano
+ + calore (55.4 kcal/mole)
2 H H cicloesano
1,3-cicloesadiene
Come atteso, l’idrogenazione dell’1,3-cicloesadiene libera una quantit&a
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