Cloramfenicolo e tiamfenicolo
Storia
Tra i primi antibiotici usati in terapia, furono isolati da coltura di Streptomyces Venezualae, poi prodotti per sintesi. Antibiotico batteriostatico particolarmente attivo verso i batteri del tifo e paratifo, l’impiego è limitato dalla tossicità dovuta alla metabolizzazione del nitrogruppo a forme ridotte (nitroso idrossilammina, amina).
Relazione struttura-attività
O Cl La sostituzione dell’NO2 con altri come CONH2, SO2NHR, NH2OH, NH2, Br, F, SO2R, COOH, e C6H5, non porta a miglioramenti. H N Cl Prodotti meta sostituiti sono inattivi. O N OH2 OH La sostituzione dell’anello benzenico con isosteri da composti inattivi.
Cloramfenicolo
2,2-dicloro-N-[(1R,2R)-2-OH-1-idrossimetil La catena laterale è intoccabile, l’allungamento dà risultati negativi; il dicloroacetile non è determinante.
Altre caratteristiche
- Acido resistente
- Gusto amaro (può essere eliminato grazie all’esterificazione all’OH primario, rimovibile in vivo)
Meccanismo d’azione
Inibisce la biosintesi delle proteine a livello ribosomiale. Si lega alla subunità 50S. L’unico analogo entrato in terapia è il tiamfenicolo, ovvero il parametilsulfonilderivato. I ceppi resistenti sono quelli che riescono ad acetilare l’OH primario tramite acetil trasferasi ed AcetilCoA.
Sintesi del cloramfenicolo
Differenti vie di formazione della catena: +C C C 4-nitroacetofenone C C C C Calcool cinammico + C C C benzaldeide.
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Chimica farmaceutica
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Chimica farmaceutica e tossicologica 2
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Chimica farmaceutica e tossicologica II
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Chimica farmaceutica e tossicologica