CEFALOSPORINE
1. INTRODUZIONE
Le Cefalosporine rappresentano una classe di antibiotici ampiamente utilizzata in terapia
grazie all’ampio spettro d’azione, alla favorevole azione battericida, al basso indice terapeutico
(in quanto battericide solo sull’organismo infettante) e alla capacità di raggiungere la sede
d’infezione.
Prima fonte della classe delle Cefalosporine fu il Cephalosporium acremonium
(Acremonium chrysogenum) isolato nel 1945 da G.Brotzu a Cagliari. Da questo micete fu
estratta la Cefalosporina C, capostipite naturale della famiglia delle Cefalosporine, che si rivelò
subito interessante per il suo spettro di attività ampio, in quanto attiva sia verso i batteri Gram+
che verso i Gram-; inoltre, rispetto alla penicillina G, presentava il vantaggio di essere resistente
β-lattamasi.
alle In realtà, essa non trovò applicazione in sede terapeutica, ma fu di enorme
interesse industriale per produrre l’acido 7-aminocefalosporanico, composto base per
l’ottenimento delle Cefalosporine semisintetiche di uso clinico.[2]
Cefalosporina C
L’acido 7-aminocefalosporanico (7-ACA) è un composto biciclico provvisto di una
struttura diidrotiazino-β-lattamica (Fig. 1); si prepara dalla Cefalosporina C (facilmente ottenuta
per fermentazione) attraverso metodi chimici, visto che le amidasi batteriche non sono capaci di
scindere il legame amidico della catena laterale. Le varie Cefalosporine si ottengono per
acilazione del 7-ACA, eventualmente seguita da modifiche secondarie.[1]
Anello diidrotiazinico
Anello β-lattamico
Fig. 1. Acido 7-aminocefalosporanico Fig. 2. Struttura generale delle Cefalosporine 1
La realizzazione di questi antibiotici si è susseguita nel tempo, e ciò ha consentito di
a a a a
classificare le Cefalosporine in farmaci di 1 , 2 , 3 e poi anche di 4 generazione, in base al loro
spettro antibatterico verso i bacilli Gram-.
a
■ Le Cefalosporine di 1 generazione hanno maggiore affinità per PBP di stafilococchi, sono
le più attive contro Gram+ e hanno uno spettro antibatterico più ristretto per Gram- rispetto a
a
quelle di 2 generazione. a a
■ Le cefalosporine di 2 generazione sono più attive contro i Gram- rispetto a quelle di 1
generazione. β-lattamasi
Cefossitina, Cefmetazolo, Cefotetan e Cefurossima sono resistenti alle di Gram-.
a
■ Le Cefalosporine di 3 generazione hanno maggiore affinità per PBP di enterobacteri,
maggiore capacità di superare la membrana esterna dei Gram-, sono più attive e hanno uno
β-lattamasi
spettro antimicrobico ancora più ampio contro Gram-, sono più stabili alle di Gram-
a
e sono meno attive di quelle di 1 generazione contro batteri Gram+.
a
■ Le Cefalosporine di 4 generazione hanno uno spettro d’azione molto ampio, un’alta
β-lattamasi.
affinità per il bersaglio e un’elevata resistenza all’azione idrolitica da parte delle
Sono usate per infezioni scarsamente sensibili alle Cefalosporine più vecchie.[1]
La progressiva evoluzione della famiglia delle Cefalosporine ha quindi ampliato lo spettro
antibatterico iniziale che risultava essere limitato ai batteri Gram+, escluso l’enterococco ed a pochi
β-lattamasi e sui germi
Gram-, inducendo un ampio spettro d’azione anche sui germi produttori di
“difficili”, quali Pseudomonas, Serratia, Bacteroides.[2]
Nelle tabelle seguenti sono riportate le cefalosporine attualmente usate in terapia. [1]
a
Cefalosporine di 1 generazione
R1 R3 R4
S O CH H Cefalotina
3
O
S S CH 3 H Cefazolina
N N N
N N S S
N H Ceftezolo
N N Continua… 2
S O CH 3 H Cefapirina
N O
CH H Cefalessina
3
H NH 2
H O CH H
3 Cefadroxil
H NH 2 H Cefradina
CH 3
H NH 2 a
Cefalosporine di 2 generazione
R1 R3 R4
H O S H Cefatrizina
NH
N N
H NH 2 H Cefprozil
O NH 2 H Cefmandolo
O
H OH
O O NH H Cefurossima
2
O
N OCH 3 H Cefaclor
Cl
H NH 2 Continua… 3
COOH
S N N H Ceforanide
N N
NH 2 SO H
3
S N H Cefonicid
N
H N N
OH a
Cefamicine di 2 generazione (R =OCH3)
2
R1 R3 R4
S O NH
2 H Cefossitina
O
O S CH 3
S S N H Cefotetan
H N
2 N
N N
O OH CH 3
S N H Cefmetazolo
S N
N N N
a
Cefalosporine di 3 generazione
R1 R3 R4
H Cefotassima
O CH 3
S O
H N
2 N H Ceftisossima
H
N CH
3
OCH 3 S N NH H Ceftriaxone
N CH 2
O Continua… 4
S
H N H
2 + Ceftazidima
N
N COOH
CH 3
N O CH 3
S COOH
S S H Cefodizima
H N
2 N N
N OCH CH
3 3
S
H N
2 N H Cefissima
N COOH
O
H
O CH
3
S N N H Cefoperazone
H NH O N N
O
O N N CH
3
S
H N
2 H Ceftibuten
H
N COOH
S
H N
2 H Cefetamet
CH
N 3
N OCH 3
S H Cefdinir
H N CH
2
2 N N OH a
Cefalosporine di 4 generazione
R1 R3 R4
S N O
H N
2 H Cefclidina
N NH 2
+
N N
O
CH
3 Continua… 5
H C H Cefepima
3 +
N
S
H N
2 N H Cefpirone
N +
N
O
CH 3 +
N H Cefoselis
NH 2
N OH
2. MECCANISMO D’AZIONE
2.1. INIBIZIONE TRANPEPTIDAZIONE
Il meccanismo d’azione delle Cefalosporine consiste in un’inibizione della sintesi della parete
cellulare batterica per interferenza sul processo enzimatico di transpeptidazione, che catalizza la
formazione delle reticolazioni polimeriche peptidoglicaniche (Fig. 3).[1-2]
Fig. 3 Struttura del Peptidoglicano.[1]
La biosintesi del peptidoglicano può essere schematizzata in 3 stadi:
Il I° stadio, consiste nella produzione di unità base UDP-acetilglucosamina e UDP-muramil-
pentapeptide, dentro il citoplasma.
Il II° stadio, procede con la condensazione delle unità base e il loro trasferimento sulla struttura
peptidoglicanica in fase di formazione, a livello della membrana cellulare batterica.
Il III° stadio, coinvolge la formazione di legami trasversali (cross-linking) fra le catene
peptidoglicaniche neoformate (Fig. 4). 6
Fig. 4 Cross-linking.[1]
Quest’ultimo stadio, che si compie al di fuori della membrana citoplasmatica, è catalizzato da una
transpeptidasi, enzima che usa un ossidrile serinico per attaccare la penultima unità di alanina
formando un legame covalente, mentre l’alanina terminale è allontanata. Il complesso enzima-
peptidoglicano è attaccato dal gruppo amminico terminale dell’unità pentaglicinica adiacente, che
rigenera il sito attivo della transpeptidasi rendendolo disponibile per l’ulteriore azione catalitica e
produce un nuovo legame ammidico che lega fra loro le due catene adiacenti (Fig. 5).[2]
Fig. 5 Meccanismo catalitico delle Transpeptidasi batteriche.[1] Continua… 7
β-lattamici
Gli antibiotici funzionano da inibitori irreversibili delle transpeptidasi batteriche.
Modelli stereochimici dimostrano che la loro struttura mima il frammento Acetil
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