Che materia stai cercando?

Catullo e Giovenzio

Questa tesina analizza i carmi 99,60,48,5,7,11,16,24,81,58.Mette a confronto i carmi destinati a Giovenzio e quelli per Lesbia. Traduzione,analisi retorica,analisi contesto storico. Università degli Studi della Basilicata - Unibas. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Lingua e letteratura latina docente Prof. F. Nocchi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Carme 7

Quaeris quo mihi basiationes

Tuae, Lesbia, sint satis superque.

Quam magnus numerus Libyssae harenae

Lasarpiciferis iacet Cyrenis,

Oraclum Iovis inter aestuosi

Et Battu veteris sacrum sepulcrum.

Aut quam sidera multa, cum tacet nox,

Furtivos hominum vident amores,

Tam te basia multa basiare

Vesano satis et super Catullo est,

Quae nec pernumerare curiosi

Possint nec mala fascinare lingua.

Mi chiedi Lesbia quanti dei tuoi baci mi saranno sufficienti e in avanzo

– quanto grande è il numero delle sabbie libiche distese a Cirene

fertile di silfio tra l'oracolo infuocato di Giove e il santo sepolcro di

Batto, o tanti quante le stelle che, nel silenzio della notte, spiano i

furtivi amori degli uomini. Tante volte baciarti basterà e sarà troppo a

Catullo folle, che i curiosi non possano contare e né la lingua maligna

maledire. Caratteristiche Carme 5

Allitterazione della -s- e della -u-: essa serve a creare un contrasto tra

il suono sensuale della -s- che richiama il rumore del chiacchiericcio e il

suono cupo delle -u- che si richiama la gravosità dei rimproveri.

Senum severiorum: omoteleuto che rafforza il senso di gravosità.

● Omnes/unius: antitesi volta a sottolineare la poca importanza delle

chiacchiere dei vecchi moralisti.

Brevis Lux/Perpetua Nox: antitesi volta ad enfatizzare la metafora

della vita vista come un breve giorno di sole a cui si contrappone la

morte vista come un'eterna notte

Deinde e Centum: rispettivamente in anafora e epifora per ricreare la

sensazione il numero incalzante dei baci

Facerimus e Contubabimus: legge dell'anteriorità che sottolinea la

volontà di proteggere i baci

Caratteristiche carme 7

Vv. 3,8: metafore iperboliche che enfatizzano l'impossibilità di contare

il numero dei baci

vr.4 e vr.8: iperbati per sottolineare la distanza. Al vr. 8 ricorre il topos

delle stelle testimoni degli amori

Vr.5: anastrofe di iter e ipallage di aestuosi che concorda con Iovis,

anziché con oraclum

Analogia: essa consiste nel tema: in tutti e tre i carmi viene sviluppato il

tema del bacio, infatti essi appartengono ad un ciclo appunto detto “dei

baci”. Catullo tenta di enumerarli, ma senza darne una quantità precisa.

Anche il linguaggio, naturalmente, li accomuna poiché il poeta tenta in

tutti e tre i carmi di stabilire un'atmosfera sensuale e romantica.

Differenze: tra il carme 48 e gli altri due carmi dedicati a Lesbia

insistono molte differenze. Il primo più evidente consiste nel modus con

enumerare

cui Catullo cerca di i baci. Nel carme 48, dà un numero

definito, nel carme 5 pur utilizzando delle cifre numeriche, esse hanno

comunque valenza indefinita, proprio per creare un senso di confusione,

nel 7, vengono utilizzate esclusivamente delle metafore iperboliche. Altra

metafore,

differenza è nella qualità delle agli ambiti a cui Catullo fa

riferimento: nel 48, si rifà al tema campestre, nei carmi 5 e 7 le metafore

sono molto più raffinate e arricchite anche dall'uso di numerosi artifici

retorici; nel 7, si presuppone anche una conoscenza della geografia e

della storia greca; non solo, egli fa anche riferimento agli astri e a luoghi

sacri elevando il concetto espresso, ponendo dunque Lesbia in una

condizione di superiorità. La terza differenza riguarda il tentativo di

proteggere il suo amore

Catullo di dalle malelingue, ricorrendo a delle

formule magiche come quella di confondere il numero dei baci, presente

nei carmi 5 e 7 e assente nel 48, probabilmente questo deriva dalla

diversa natura delle due relazioni.

Carme 24

O qui flosculus es Ioventiorum,

Non horum modo; sed quot aut fuerunt

Aut posthac aliis erunt in annis,

Mallem divitias Midae dedisses

Isti, quoi neque servus ab illo amari.

<<Qui? Non est homo bellus?>> inquies. Est;

Sed bello huic neque servus est neque arca.

Hoc tu quam lubet abice elevaque; .

Nec servum tamen ille habet neque arcam

O tu che sei il fiore dei Giovenzi, non solo di questi, ma di quanti furono

e in seguito saranno negli altri anni, avrei preferito che avessi dato le

ricchezze di Mida a costui, che non possiede né uno schiavo né una

cassa, che permettessi d'essere così amato da lui. <<Come? Non è un

uomo brillante?>> dirai. Sì, lo è, ma quest'uomo brillante non possiede

né uno schiavo né una cassa. Tu questo disprezzalo e trascuralo quanto

vuoi; tuttavia costui non possiede né uno schiavo né una cassa

Carme 81

Nemone in tanto potuit populo esse, Iuventi,

Bellus homo, quem tu diligere inciperes,

Praetererquam iste tuus moribunda a sede Pisauri

Hospes inaurata pallidior statua,

Qui tibi nunc cordi est, quem tu praeponere nobis

Audes? Ei! Nescis quod facinus facias.

Nessun uomo brillante poté esserci in tanta gente, o Giovenzio, che tu

cominciassi ad amare eccetto questo ospite dalla moribonda sede di

Pesaro, più pallido di una statua dorata, che ora ti stia a cuore che tu

osi anteporre a noi, e non sai quale gesto commetti?

Caratteristiche carme 24

Flosculus: il diminutivo è utilizzato per dare un carezzevole avvio al

● carme. (cfr 99,1; 48, 1)

Vv.2,3 : questa formula che si trova tre volte in Catullo, qui esprime

● l'esuberante affetto per Giovenzio

Divitias Midae : allegoria che vuole mostare quanto Giovenzio abbia

● da offrire

Bellus : diminutivo di bonus, soppiantando formosus. Ricorre 14 volte

● in Catullo Caratteristiche Carme 81

Moribunda : cioè “mortifera”, riferito a Pesaro, a causa della grave

● decadenza ai tempi di Catullo

Iste tuus moribuda ab sede Pisauri: è un blocco sintatticamente

● unitario, ma stilisticamente discontinuo. Iste tuus: familiare e

sprezzante; hospes di lega bene a moribunda ab sede Pisauri

poiché ne continua la funzione parodica.

Carme 58

Caeli, Lesbia nostra, Lesbia, illa,

Illa Lesbia, quam Catullus unam

Plus quam se atque suos amavit omnes,

Nunc in quadriviis et angiportis

Glubit magnanimos Remi nepotes.

Celio, la nostra Lesbia, quella Lesbia, Lei, Lesbia, la sola che

Catullo ha amato più di se stesso e di tutti i suoi, ora negli incroci e

nei vicoli scortica i nipoti del magnanimo Remo.

Analogie: in tutti e tre i carmi traspare chiaramente il motivo della

gelosia che attanaglia Catullo, il quale si pone ancora una volta come

vittima, come soggetto passivo che subisce le azioni e le scelte dei

suoi amanti

Differenze: tuttavia anche in questo caso Catullo si rivolge in modo

differente ai suoi amanti, ammondendoli di non riservagli la giusta

attenzione. Nei cami 24 e 81, il poeta vuole “aprire gli occhi” del

giovanetto sventato e volubile che subisce il fascino dello “homo

bellus” e cerca di fargli capire di che la sua scelta, in realtà, è ricaduta

su due poveracci. Pone così al centro del discorso di due

rivali,accusando il primo di essere brillante ma di non possedere nulla,

mentre contro il secondo inveisce definendolo malsano, proprio come

la città di provenienza. Colloca così in “mellitus puer” in un'atmosfera

bonaria ironia.

di Nel carme 58, il tema della gelosia è affrontato in

modo diretto, il poeta reagisce duramente al tradimento, riversando

rabbia e risentimento nei versi, è importante la metafora con

valenza oscena che vede la donna tanto amata, il cui nome viene

enfaticamente ripetuto tre volte all'inizio del carme, si limiti, ormai ad

intrattenere numerose relazioni erotiche prive di coinvolgimento

emotivo. Carme 16

Pedicabo ego vos et irrumabo,

Aureli Furi,

pathice et cinaede

Qui me ex versiculis meis putastis,

Quod sunt molliculi, parum pudicum.

Nam castum esse decet pium poetam

Ipsum, versiculos nihil necesse est,

Qui tum denique habent salem ac leporem,

Si sunt molliculi ac parum pudici

Et quod pruriat incitare possunt,

Non dico pueris, sed his pilosis

Qui duros nequeunt movere lumbos.

Vos, quei milia multa basiorum

Legistis male me marem putatis?

Pedicabo ego vos et irrumabo

Caratteristiche carme 16

Il sedici è un carme di accusa, in cui Catullo si scaglia contro Aurelio e

Furio sostanzialmente per due motivi:

1) aver sottratto Giovenzio dalle sue attenzioni

2) accusa di “effeminatio” e, al contempo di rozzezza.

L'accusa di effeminatio, ovvero di essere un uomo poco virile,

articolata dai due amici, prende le mosse dai carmi scritti da Catullo

per Giovenzio, in particolare il 48 a cui si fa riferimento nei versi 12, 13

del carme 16. Questi lo accusano di saper scrivere di baci, lasciando

trasparire una dolcezza che poco confà allo status di “vir”. Nel

contempo, però, Catullo si è dimostrato anche un uomo rozzo, di

bassa lega, in quanto capace di scrivere versi, a loro indirizzati, molto

forti, caratterizzati da un linguaggio altamente colorito. Il poeta trova

un'unica giustificazione ad entrambe le accuse: la vita poetica non

trova corrispondenza nella vita reale. Catullo insiste dicendo che

non è possibili giudicare le qualità di uomo dal contenuto dei suoi

“versiculi”, poiché questi intrisi di finzione poetica, non specchio delle

reali caratteristiche dell'uomo. Dunque, egli nei suoi versi può

sembrare impudico o eccessivamente dolce, questo però non fa di lui

tale.


PAGINE

24

PESO

231.60 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nemesia03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Basilicata - Unibas o del prof Nocchi Francesca Romana.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in lettere

La pittura nella letteratura
Appunto