Casi di diritto privato
Diritto all'immagine
Maradona all'aeroporto di Napoli, un reporter fotografa lui e la sua bambina, Maradona lo insulta e lo malmena. Il reporter però riesce a sviluppare le foto e le pubblica. Maradona chiede un risarcimento, in quanto aveva manifestato il suo dissenso alla pubblicazione di quelle immagini. La corte dice: le immagini non ledono il decoro, il fatto è avvenuto in luogo pubblico, la gente è interessata a ciò che fai in pubblico in quanto sei personaggio pubblico e quindi le immagini possono essere pubblicate. (Art. 96-97 leggi sul diritto d'autore)
Van Basten si trova oggetto della videocassetta "I migliori Gol". La società che ha realizzato il video era stata autorizzata dal Milan, usando partite della squadra. Un produttore di olio compra la videocassetta e la regala ai suoi clienti che comprano un certo quantitativo di olio. Van Basten querela la società produttrice della cassetta e chiede un risarcimento perché ha venduto immagini senza consenso. Questo era fondamentale, in quanto si è verificata una "diluizione dell'immagine", e su questa si basa il risarcimento. Van Basten doveva avere la possibilità di decidere se diluire di più o di meno la sua immagine, e quindi avere guadagni maggiori o minori. Il danno economico è tenuto molto in conto.
Diritto alla vita (e al proprio corpo)
Una signora va in ospedale e le dicono che per sopravvivere deve esserle tagliato un piede (cancrena), se no morirà. Lei preferisce vivere un anno con tutti i piedi, piuttosto che 30 senza uno; quindi firma una deliberatoria ed i medici dovranno rispettare la sua volontà.
Caso Welby: ragazza attaccata a dei macchinari, non ha più l'uso delle braccia e non può staccare la spina da sola, ma è assolutamente in grado di intendere e di volere. Un medico la aiutò a morire e in un primo momento ci furono delle accuse contro il medico (omicidio consenziente), poi tutte decadute.
Caso Englaro: Non ha la possibilità di staccare la spina da sola ma nemmeno quella di esprimere la sua volontà in quanto in coma profondo. La volontà di non proseguire con le cure è espressa dal padre, non come volontà propria, ma come ricostruzione della volontà presunta della figlia. Si deduce la sua volontà di rifiuto attraverso una ricostruzione della volontà presunta, riferendosi ai momenti in cui era ancora cosciente.
Capacità di intendere e di volere
Una bambina di 12 anni, già da tempo sottoposta a cure invasive, decide di interromperle in quanto, secondo i medici, la sua vita l'aveva portata ad una maturità maggiore rispetto ai suoi coetanei.
Arriva un paziente non cosciente all'ospedale, i medici trovano un biglietto nel portafoglio con scritto: "No sangue". Però devono operare e la persona non è capace di manifestare la sua volontà. Procedono con la trasfusione per salvargli la vita e in seguito il paziente fa causa ai medici, ma questi sono assolti in quanto la persona non era in grado di manifestare la sua volontà ed il biglietto era molto generico, in quanto non indicava in quali situazioni, più o meno estreme, no sangue. Se il biglietto avesse indicato che no sangue anche in caso di morte, il medico avrebbe dovuto rispettare la scelta. Qui però i medici hanno giustamente indicato lo stato di necessità (art. 54 Codice Penale), art. 2045 (CC).
Arriva un paziente all'ospedale e manifesta in modo inequivocabile la sua volontà a non ricevere trasfusioni. I medici lo avvertono che rischia la morte, ma lui non ritratta. Il pm interpellato dice ai medici che l'art 54 li salva, che non c'è pericolo e che devono operare. I medici procedono mentendo al paziente, gli fanno un'anestesia e eseguono la trasfusione. Il paziente si salva, ma poi denuncia tutti i medici, in quanto aveva manifestato la sua volontà contraria. Il paziente denuncia i medici sia sul piano civilistico che su quello penale, i medici si difendono dicendo che il pm gli aveva detto di essere protetti dall'art. 54. Il gip dice che l'interpretazione del suddetto era errata in quanto applicabile solo nel caso in cui la volontà non possa essere manifestata. I medici sono assolti in quanto si erano basati sull'interpretazione di un giudice qualificato, quella del pm era un'ignoranza "sanabile" in quanto indotta dal pm.
Una donna di 90 anni arriva con una frattura al femore ed è necessaria una trasfusione. I nipoti dicono che se si fa trasfondere non la vanno più a trovare, la signora non sa cosa fare e i medici rendono chiaro il quadro: se lei rifiuta muore. La signora accetta la trasfusione una volta