Cartografia 6/10/2014
Divisione territoriale italiana
Il territorio italiano è diviso in due fusi: il fuso est (6 gradi di longitudine est, è il 33) e il fuso ovest (32). Si trova al foglio in scala 1:100.000, i fogli sono moltissimi, 276 in tutto. Sono numerati in 4 quadranti, divisi a loro volta in 4 quadranti più piccoli con due assi ortogonali che si incrociano al centro (nord-ovest, sud-est...).
Designazione dei punti
Per la designazione di un punto con l'approssimazione di 100 metri: si deve prima far riferimento al fuso, poi si individua la zona (es 32T per la Torre di Pisa); poi la coppia di lettere, e la distanza dal reticolato medio più vicino. 32TPP125422 -> per la Torre di Pisa.
Orientamento delle carte
Le carte per convenzione sono orientate col Nord in alto. Come lo si trova? C'è uno strumento, la bussola (si orienta con un ago di direzione nord-sud) ma si usano anche le stelle. In un bosco si può osservare anche la corteccia degli alberi per capire dove si trova il nord (la parte a nord è coperta da muschio ed è umida). Con le stelle ci si orienta con la stella polare, che dovrebbe indicare la posizione del nord. Come si individua? Si vede molto raramente, ma si può far riferimento alla costellazione dell'Orsa Minore dove essa si trova, è l'ultima stella del timone del carro. L'Orsa Maggiore si può facilmente distinguere invece.
Sistemi di orientamento alternativi
Un altro sistema può essere quello dell'orientamento con l'orologio analogico. (Es. si fa 16.30 diviso due e fa 8.15 -> sull'orologio si prende 8 e 15 sec, qui dovrebbe esserci il nord).
Nord geografico e magnetico
Il nord della carta deve corrispondere con il nord geografico. Il nord indicato dalla bussola non corrisponde esattamente al nord geografico, c'è una discrepanza ma si orienta in maniera precisa con la declinazione dell'angolo riportato sulla carta. In ogni luogo c'è un campo magnetico diverso. La declinazione magnetica diminuisce ogni anno di circa 7 primi e 30 secondi.
Interpretazione della carta
Interpretazione della carta: osservare, concatenare e dedurre, questi sono i processi da fare per leggere e interpretare una carta. Occorre prima valutare l'aspetto morfologico del territorio e poi quello antropico. Si parte dal rilievo, poi idrografia, poi vegetazione, la natura del terreno, l'insediamento urbano, la storia dei centri, l'economia. La prima comunque è l'andamento delle coste, poi il rilievo.
Le coste
Le coste: si fa riferimento al mare, principale agente che modifica l'andamento costiero, insieme al vento. Il mare è una soluzione di acqua con sali -> il principale sale è il cloruro di sodio, per questo l'acqua di mare ha un PH acido. La salinità varia in relazione di vari fattori: chiusura del mare, mancanza di apporto di acque dolci, di fiumi, pioggia (quando l'acqua è più diluita la salinità è minore). Il mare più salato in assoluto è il Mar Rosso (non ci sono fiumi intorno, non ha collegamenti, è chiuso, è circondato da deserto, non ci sono precipitazioni). Altra caratteristica del mare è la temperatura, che varia con l'altitudine e la profondità (es. al polo la temperatura è più fredda in superficie che in profondità).
Movimenti del mare
Altra caratteristica fondamentale sono i movimenti del mare: costanti (cioè le correnti, flussi di acqua che hanno sempre stesse direzioni, la loro importanza è di ridistribuire i frammenti staccati dalla costa, ma non agiscono sulle coste); variabili sono le onde; periodici (sono le maree, variazioni periodiche del livello del mare provocate dalla legge di gravitazione universale di Newton, è la luna essenzialmente a determinare i movimenti delle maree -> di solito sono due al giorno, una quando la luna è all'antimeridiano -> prevale la forza centripeta; una quando la luna culmina sul meridiano -> c'è alta marea, prevale la forza centripeta). La marea può variare di circa 40 cm o mezzo metro (in Italia almeno), negli oceani invece sono molto alte. L'impatto che la marea ha sulla costa è quello di redistribuzione dei frammenti della costa; movimenti ondosi (dove la pressione è maggiore, l'acqua si solleva lateralmente e si crea poi una depressione -> tutto è un movimento continuativo verticale). Nell'onda si ha un moto circolare; in prossimità della costa si trova attrito e il moto rotatorio si spezza, formando così i frangiflutti o cavalloni, risale fino a un certo punto e poi torna indietro. Nella costa: c'è un impatto forte dell'acqua sulla costa -> effetti: l'onda produce schizzi.
Cartografia 7/10/2014
Rappresentazione della costa
La costa si rappresenta con una linea azzurra, poi a seconda se sia alta o bassa si rappresenta così: quella alta si rappresenta con il segno nero di roccia affiorante oppure marroni (indicano i detriti alla basale della scogliera + i piccoli puntini sulla costa indicano la spiaggia); le coste basse sono generalmente sabbiose + il fondo è sabbioso, si spezza il moto circolare dell'onda, si annulla, poi torna indietro per gravità. Toccando il fondo, l'onda si carica di particelle di sabbia. Quando l'onda torna indietro va a scontrarsi con la nuova onda che arriva e nel punto in cui si scontrano l'energia si annulla e lì si forma un piccolo scalino, formato dai detriti dell'onda di andata e da quella di ritorno (cordone sottomarino oppure anche litoraneo).
Dune costiere
La duna costiera è un deposito di sabbia sollevata dal vento che tende a sollevarsi e il cordone tende a diventare permanente -> si parla di "duna fossile" quando inizia a nascerci sopra la vegetazione. I cordoni litoranei sono in continua evoluzione. Una costa bassa è bassa, rettilinea, sabbiosa. Le dune litoranee sono piccole strisce marroni.
Terrazzo marino
Terrazzo marino: è ciò che rimane di una vecchia piattaforma di abrasione del mare diverse decine di metri dal livello del mare. Può essere una zona piana delimitata da due curve di livello oppure da una serie di triangolini altimetrici. L'evoluzione di una linea di costa tende ad avanzare verso il mare, ma non sempre a volte tende a ritirarsi.
Rilievo e placche tettoniche
RILIEVO: si formano a causa del movimento delle placche tettoniche, poiché il calore viene dal centro, dal nucleo della terra e si creano dei moti convettivi. Ciò tende a fratturare la superficie terrestre e a spingere le placche che sono in movimento. Le placche collidono: una tende a sprofondare sotto l'altra oppure se le due placche hanno stessa energia e simile plasticità si sollevano le catene montuose. Gli strati di roccia preesistente tendono così a formare delle pieghe con queste spinte laterali della placche. Può accadere che nello scontro oltre a formarsi delle pieghe si possono formare delle fratture, se nello scontro la roccia si frantuma si creano le faglie, orizzontali, verticali o oblique. I terremoti si verificano lungo le linee di faglia -> si libera energia e si scatenano i terremoti (i lati della faglia slittano e liberano energia accumulata per la pressione). Occorre individuare l'altitudine, la pendenza e l'andamento (quello complessivo si dice "linea di cresta"). Dire se il rilievo è alto o no, individuare la linea di cresta e dire se la pendenza è notevole o no + aggiungere poi alcuni fenomeni particolari, dire se ci sono frane (è costituita da tre parti, nicchia di distacco, zona di scorrimento e accumulo di frana).
Idrografia
- Glacialismo: le variazioni di temperatura spaccano la roccia -> "termoclastismo" (all'aumento di temperatura la roccia tende a dilatarsi, ma quando si raffredda tende di nuovo a contrarsi; a lungo andare questo movimento della roccia provoca una spaccatura della roccia stessa. In queste spaccature vi può finire dell'acqua che nella notte tende a gelare -> l'acqua così tende ad aumentare di volume e a spaccare ulteriormente la roccia (si dice "crioclastismo"). I ghiacciai presenti attualmente sono solo un piccolo residuo di quelli che erano i ghiacciai dell'ultima era glaciale.