Carl Schmitt: da nemico ad amico del diritto romano
Introduzione
Epoca diversa con un approccio diverso perché ci spostiamo nell'Europa del Novecento (prima metà). Momento particolare per la nostra storia e soprattutto ci focalizziamo sulla Germania. Il saggio affronta il percorso di riflessione che Carl Schmitt ha percorso durante la sua vita riguardante la concezione che aveva con il diritto romano. Si assiste a questa riflessione che va dagli anni '30 fino a un periodo avanzato della sua vita.
Chi era Carl Schmitt?
Era una persona difficile da inquadrare con degli aggettivi. È stato giurista, politologo, filosofo politico e professore di diritto pubblico in diverse università tedesche (Humboldt di Berlino). La sua vita molto lunga, quasicentenaria, si è sviluppata dalla fine dell'800 (1888) fino al 1985. Si è laureato nel 1910 con dottorato nel 1915 e abilitato l'anno successivo. Molte delle sue opere sono diventate fondamentali per la riflessione giuridica e filosofica, anche attuale.
Opere e contesto storico
Dal '21 in poi, opere come La delegata alla dittatura, La teodolitica che osserva lo stato come concetto teologico laicizzato e altre opere. Per lungo tempo queste opere sono state quasi dimenticate, cioè volutamente omesse dalla sfera giuridica per i collegamenti che ha avuto con il regime nazista. Nel 1933 si iscrive al partito nazista e nei primi anni della sua militanza attiva diventa uno dei personaggi di spicco di questo regime, nel senso che è anche stato autorizzato a formare il substrato giuridico di alcuni aspetti del regime nazista. Diventa presidente dell'associazione dei giuristi nazisti, direttore della rivista dei giuristi nazisti finché ha un ruolo di primo piano all'interno del regime, formando il substrato ideologico.
Il ruolo nel regime nazista
Nel '36 però le SS, attraverso un giornale che faceva capo a loro, lanciano un attacco forte a Carl dandogli dell'opportunista e quindi ne sconfessano la figura. Si pone dunque ai margini del regime ma, nonostante ciò, quando gli alleati lo cattureranno nel '45 (lo terranno in prigionia per 2 anni, durante i quali scriverà un'opera rilegata alla sua prigionia) riesce a non essere condannato a morte nell'ambito del processo di Norimberga.
Interesse per il diritto romano
Tra i tanti argomenti a cui si interessa, c'è anche il diritto romano. Non si tratta di un interesse solo così speculativo, ma anzi, il tema del diritto romano aveva un ruolo rilevante nell'ambito della riflessione novecentesca in Germania. La Germania è stata il cuore dello studio del diritto romano nella seconda metà dell'Ottocento e nella prima metà del Novecento.
Pandettistica e codificazione
Soprattutto nell'800 si era sviluppata quella corrente dottrinale che va sotto il nome di pandettistica, in cui i giuristi ritenevano vigente il diritto romano così come risultava analizzato da Giustiniano nell'opera della compilazione. Questi giuristi cercavano di ricavare un sistema in linea con i tempi dalle fonti romane e lo facevano prendendo le nozioni di negozio giuridico, capacità giuridica, diritto soggettivo. Tutta una grandissima elaborazione giurisprudenziale, nel senso romano del termine, cioè dei giuristi, che avevano riflesso nella pratica e che poi darà come uno dei risultati, il Codice civile tedesco (che è il distillato di un secolo di riflessioni di questi giuristi e che risente del diritto romano, rivisti dal codice Napoleonico).
L'attacco al diritto romano
Nella prima fase di questo percorso di Carl rispetto al diritto romano, assistiamo ad un attacco frontale. Ciò avviene soprattutto negli anni '30. Porta un attacco al diritto romano perché lo reputa (con una concezione che c'era nel tempo) staccato dal popolo tedesco.
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