CARDIOLOGIA
IL CIRCOLO CORONARICO
Introduzione
Il cuore:
Costituisce lo 0,4 del peso corporeo
• Consuma il 5% sull’ossigeno consumato dall’organismo
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Nell’arco di una vota media va circa 3x10 battiti
• Utilizza substrati diversi a seconda delle condizioni per produrre ATP
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Consumo di O 2
Il consumo di ossigeno del cuore di misura calcolando la differenza della concentrazione di
ossigeno prima e dopo, nell’arteria e nella vena, e moltiplicando per il flusso. Se il cuore ha
bisogno di maggior ossigeno non può aumentare l’estrazione, perchè è difficilmente estraibile
più ossigeno: aumento il flusso. Questo è il concetto della riserva di flusso, di 3-5 volte, da
parte del circolo coronarico, ed è un meccanismo coinvolto per esempio nell’ischemia, dopo la
richiesta con corrisponde al rifornimento di ossigeno.
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Metabolismo
Il cuore normalmente utilizza acidi grassi per produrre ATP, anche se in altre occasioni può
utilizzare carboidrati, o corpi chetonici. Quindi:
Digiuno, molti acidi grassi, beta-ossidazione
• Post-prandiale, glicemia alta, insulina e utilizzo del glucosio
•
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Organizzazione
Esistono tre settori
Vasi di conduttanza, ossia le grosse arterie coronariche
• Pre-arteriole (< 0,3 mm)
• Microcircolo
Arteriole
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I parametri che vanno considerati ora sono
Caduta di pressione, che dai vasi di conduttanza (pressione simile all’aorta) crolla nei
• capillari, a causa dell’elevata resistenza del microcircolo in condizioni basali
Risposta ai metaboliti, vede le arteriole che dilatarsi
• Poichè le arteriole che si dilatano diminuiscono la caduta di pressione, le pre-arteriole si
• dilatano a loro volta
In seguito si dilatano anche i vasi di conduttanza
•
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Anatomia delle coronarie
Le coronarie sono vasi epicardici che originano dai seni di Valsalva del bulbo dell’aorta: un seno
coronarico posteriore non coronarico, due seni destro e sinistro coronarici
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Il circolo venoso invece è satellite delle arterie, e sboccano tutte nel seno coronarico:
Grande vena cardiaca satellite della discendente anteriore
• Cardiaca media satellite della discendente posteriore
• Piccola cardiaca scorre nel solco atrioventricolare di destra
• Poichè il gradiente di pressione tra ventricolo e aorta è massimo in diastole e nullo in
sistole il flusso coronarico è diastolico, ed aumento della pressione diastolica si
ripercuotono sul flusso.
FISIOLOGIA
Meccanismo miogenico
Al variare della pressione coronarica il flusso non cambia: meccanismo miogenico, che dà
vasocostrizione all’aumento della pressione. Questo meccanismo funziona correttamente in un
range di pressione tra 40 mmHg e 180 mmHg
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Riserva coronarica
La riserva coronarica è un rapporto tra flusso minimo e flusso massimo. Il valore normale di
flusso minimo è 0,9 mL/min/g mentre il massimo è 4 mL/min/g, con una riserva di 4-5. Avere
una stenosi dà dilatazione per mantenere il flusso costante basalmente, consumo la riserva e
sotto sforzo ho ischemia.
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Meccanismi di controllo
La tonaca media risponde a tre tipi di stimoli: nervosi, di concentrazione e endoteliali.
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Shear stress
Lo stress di parete, che se aumenta, dà vasodilatazione con produzione di NO
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Controllo feedforward
Con maggior richiesta di ATP il cardiomiocita aumenta il ciclo di Krebs, di anidride carbonica, e
riducendo il NADH anche di perossido di idrogeno. La cellula ha dei recettori e dei canali K che
iperpolarizzano la cellula, dando rilascio di NO.
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Controllo feedback
L’ischemia provoca l’accumulo di sostanze riducenti; i coenzimi della respirazione cellulare
fanno fatica ad essere riossidati, poichè si è in deficit di ossigeno; si accumulerà adenosina,
che darà vasodilatazione. Infatti, occludendo una coronaria per pochi secondi, si ha il
fenomeno dell’iperemia reattiva al rilascio del clamp: si è prodotta adenosina, accumulata, che
ha dato vasodilatazione.
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Innervazione
α , sui grandi vasi, vasocostrittori
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α , sui piccoli vasi, vasocostrittori
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β , mediano il cronotropismo e l’inotropismo
• 1
β , vasodilatatori
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LA PATOLOGIA ISCHEMICA
I meccanismi della patologia ischemica possono interessare i vasi epicardici o il microcircolo, e
le malattie possono essere a base aterosclerotica, vasospastica (per i vasi epicardici) o una
disfunzione del microcircolo. Queste manifestazioni ischemiche a loro volta possono dividersi in
transitorie, con una restitutio ad integrum della funzionalità, o prolungate, con danno
permanente, necrosi e sostituzione con tessuto fibroso.
PATOLOGIE ATEROSCLEROTICHE
Angina cronica stabile
Tra i meccanismi di ischemia, l’angina cronica stabile è una patologia caratterizzata da una
malattia aterosclerotica, che genera una placca stabile nel lume vascolare. L’ischemia quindi si
genera per discrepanza tra la richiesta di ossigeno e l’ossigeno fornito dal vaso ristretto.
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Fattori di rischio
I fattori di rischio sono molto indicativi nell’angina, e a differenza dell’infarto, prevedono molto
bene l’insorgenza della patologia:
Fumo
• Diabete
• Colesterolo alto
• Pressione sistolica
• Familiarità
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Fisiopatologia
L’evento principale è la formazione della placca stabile, con la riduzione del lume; in
successione abbiamo:
Cellule schiumose
• Strie lipidiche
• Lesione intermedia
• Ateroma
• Placca, in questa patologia stabile, ossia con un thick fibrous cap, composto da
• fibroblasti e tessuto fibroso, che protegge la placca dalla rottura; nell’infarto o
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nell’angina instabile invece la placca è instabile, appunto, ossia soggetta a rottura e a
trombosi. Non è chiara se l’eziologia è diversa, ma sono stati chiamati in causa
fenomeni infiammatori, infettivi e anche la rapidità di formazione della placca (che
sembrerebbe più lunga nella placca stabile)
Quando la placca supera il 50% dell’area o il 70% del diametro a valle dell’occlusione si genera
una caduta di pressione, che stimola la vasodilatazione delle arterie, aumentando il flusso e
quindi evitando l’ischemia a riposo. Questo precoce consumo della riserva coronarica tuttavia
causa un’impossibile vasodilatazione a richesta (in pazienti normali il flusso a richiesta
aumenta 3-5 volte), per esempio, sotto sforzo o per un’emozione, circostanza che dà ischemia,
che si manifesta con dolore anginoso, sottoslivellamento ST e ridotta perfusione miocardica.
Quando invece l’occlusione del diametro supera il 70% di area o l’80% di diametro l’ischemia
può avvenire anche a riposo: lievi fenomeni tachicardici nella giornata causano angina.
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Il doppio prodotto
Il doppio prodotto è il prodotto di pressione sistolica (maggiore la pressione, maggiore il
consumo di ossigeno) e frequenza cardiaca (correlazione lineare con il consumo di ossigeno),
ed è un indice prognostico importante. Si calcola quando il paziente mostra ischemia e dolore,
e maggiore è, migliore è la prognosi.
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Sintomi
Il dolore anginoso si scatena generalmente:
Sotto sforzo (aumenta la frequenza)
• Al momento di una crisi ipertensiva (aumenta la pressione)
• Al freddo (vasocostrizione)
• La mattina (maggior tono alfa-adrenergico)
• Dopo aver fumato
• Con un peso da trasportare
• In situazioni emotivamente stressanti
•
Il dolore si localizza al centro del torace, restrosternalmente e si irradia al braccio sinistro
ulnarmente verso il mignolo, anche se esistono altre localizzazioni, come dolore alla mascella,
all’epigastrio, posteriore, o al braccio destro. Esistono inoltre dei sintomi associati all’angina,
importanti nei pazienti diabetici con neuropatia, che non possono sentire il dolore tipico
dell’angina: questi sintomi sono detti equivalenti anginosi, e sono:
Dispnea, che avviene quando la pressione nel ventricolo sinistro aumenta e si riflette
• sul circolo polmonare
Astenia per riduzione della portata cardiaca
• Palpitazioni, poichè il cuore, sotto sforzo, inizia a battere in modo irregolare
•
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Anamnesi
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Tipo di dolore Caratteristiche scatenanti Durata Ex adiuvantibus Fattori di rischio
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Mal definito Sforzi 3-15 minuti Se si ferma Fumo
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Non localizzato Freddo Trinitrina IPA
!! La mattina Colesterolo
!! Diabete
!! Familiarità
Tenuto in considerazione tutto ciò quindi le caratteristiche della angina cronica stabile sono:
Angor da sforzo
• Cessazione del dolore con il riposo in 2-5 minuti
• Stabilità dei sintomi e dei segni
• Almeno una stenosi
• Scarsa tendenza verso sindromi coronariche acute
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Cause di dolore toracico !!
Cardiache
Ischemia miocardica con stenosi
• Ischemia miocardica senza stenosi Gastrointestinali
• Prinzmetal/vasospastica Reflusso gastroesofageo
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Microvascolare Esofagite
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Cardiomiopatie Ulcera gastrica
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Stenosi aortica Malattia della colecisti
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Pericardite Pancreatite
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Prolasso mitralico
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Muscolari
Vascolari Costocondrite
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Dissezione aortica Dischi cervicali
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Emobolia polmonare Trauma
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Ipertensione polmonare
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! Infettive
Polmonari Herpes zoster
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Pleurite/Polmonite
• Tumori Psicogene
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Pneumotorace
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Classificazione
Classe I, normale attività non dà angina
• Classe II, modesta limitazione ad attività fisica (angina dopo i pasti, camminando in
• fretta…)
Classe III, forte limitazione
• Classe IV, impossibilità a compiere qualunque sforzo
•
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Diagnosi
Anamnesi
• Fattori di rischio (fumo, diabete, dislipidemia, IPA, familiarità, vasculopatia
carotidea) e calcoloi della probabilità a priori
Domande
La sua angina è stabile da 2-6 mesi?
Che effetto ha l’esercizio? Sollievo a riposo?
Più di giorno?
Ha giorni buoni e giorni cattivi?
Quanto sforzo può fare?
Esame obiettivo
• Test diagnostici; sensori diagnostici sono ECG, TDS, ecostress, scintigrafia, TAC-
• coronarica, coronarografia; in primis
ECG, che se a riposo è alterato è indice di coronografia; è normale nel 50% dei
pazienti e non esclude una coronaropatia severa
TDS se il paziente ha sintomi tipici e può eseguire uno sforzo, ma ECG basale è
normale
Per quanto riguarda le anomalie che compaiono sotto sforzo, esse sono riscontrabili con
più di un’indagine: sono anomalie meccaniche di contrazione (acinesia, eco), anomalie
elettriche (ST sottoslivellato, ECG) ed angina.
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Nell’angina cronica stabile i test provocativi sono fondamentali per la diagnosi: lo stimolo
provocativo è uno sforzo fisico generalmente, o un farmaco, che alzi la frequenza e sbilanci il
rapporto ossigeno fornito/ossigeno consumato. Come lettori dei TDS si possono usale l’ECG,
l’eco o la scintigrafia. Tendenzialmente comunque si usa l’ECG, anche se uno svantaggio non
da trascurare sono la bassa sensibilità e specificità. Il ruolo dello stress test:
Conferma e valuta l’ischemia
• Fornisce un valore del carico al quale si verifica l’ischemia
• Valuta i progressi terapeutici
• Determina il rischio e la prognosi
•
1 Può essere infatti anche un dolore parietale ! 5
Indicazione per coronarografia
•
Test elettrocardiografico da sforzo
Cose così vanno imparate a memoria.
Esso ha diversi protocolli, come quello di Bruce, che prevede sei stadi che si susseguono, con
sforzo crescente, accelerando gradualmente. Il target da raggiungere è l’85% della frequenza
massima, ossia 220-età.
Il test da sforzo è in grado di dare indicazioni di alto rischio:
Positività per bassi carichi
• ST sottoslivellato di almeno 2,5 mm
• ST sopraslivellato di 1 mm in derivazioni senza onde Q
• Riduzione della PAS di 10 mmHg
• Aritmie ventricolari gravi per bassi carichi
• Ridotto incremento della frequenza cardiaca
• Alterazioni persistenti del recupero (6 minuti)
•
Il fattore probabilmente più importante è la massima capacità funzionale, che è un fattore
prognostico che misura il massimo carico dello sforzo raggiunto (DP) o il massimo valore di
MET (metaboli equivalent of task).
Le indicazioni per il TDS per malattia Malattie psichiatriche o neruologiche
•
coronarica sono: Indicazioni assolute per terminare TDS
Classe I, obblicatorio, adulti con Riduzione PAS > 10 mmHg con segni
• •
angina, BBD o ST depresso di almeno di ischemia
1 mm con rischio intermedio di CAD, Angina moderata
•
abili nell'esercizio e con ECG basale Peggioramento sintomi neurologici,
•
interpretabile sincope
Classe IIb, pazienti con <10% di Ipoperfusione (cianosi)
• •
sviluppare CAD o ST sottoslivellato di Tachicardia ventricolare sostenuta
•
più di 1 mm ma sotto digossina, Impossibilità di monitoraggio
•
i n o t r o p o p o s i t i vo c h e d à f a l s e Sopraslivellamento ST > 1 mm o
•
positività sottoslivellamento > 4 mm
Indicazione per TSF con CAD già nota per Rischiesta del paziente
•
valutare la prognosi Indicazioni relative per terminare TDS
Classe I Riduzione della PAS > 10 mmHg ma
• •
Valutazione iniziale del paziente senza ischemia
Pazienti già valutati ma con Sottoslivellamento orizzontale o
•
peggioramento o nuovi sintomi discendente ST > 2 mm o marcata
Basso rischio per UA dopo 8-12 deviazione assiale
ore BAV
•
Rischio intermedio per UA dopo Dispnea, astenia, crampi
•
2-3 giorni Disturbi di conduzione
•
Classe IIa Angina ingravescente
• •
ECG ed enzimi negativi in PAS > 250 PAD > 115
•
paziente con rischio intermiedio Fattori prognostici
di UA Ipotensione indotta dall’esercizio
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Controindicazioni assolute Scarsa capacità funzionale (< 5 MET)
•
IMA Sottoslivellamento discendente T nel
• •
Alto rischio di UA recupero
• Aritmie o instabilità emodinamica ST sottoslivellato con basso DP
• •
Scompenso cardiaco (>15000)
• TEP o infarto polmonare Sottoslivellamento ST > 2mm
• •
Miocardite/pericardite Aritmie ventricolari con frequenza <
• •
Dissezione aortica 120 bpm
•
Controindicazioni relative Parametri valutabili con TDS
Stenosi tronco comune Sopra-sottoslivellamento ST
• •
Stenosi valvolare moderata Tipo di slivellamento e le derivazioni
• •
PAS > 200 mmHg o PAD > 120 Onset
• •
mmHg Aritmie
•
Squilibri elettrolitici Dolore e sue caratteristiche
• •
Tachiaritmie/bradiaritmie FC e PA
• •
Cardiomiopatia ipertrofica Criteri di positività (più importante è V5)
• BAV
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Sottoslivellamento ST orizzontale o Criteri scintigrafia
• discendente ≥ 1 mm, 60-80 ms dopo TDS dubbio (Vedi fattori confondenti)
•
il punto J Ecostresss dubbia
•
Sopraslivellamento ST in derivazioni Dopo (PCI)/(CABG)
• •
senza onde Q Terapia medica
! Il sopraslivellamento ascendente Beta-bloccnti
• •
non è indice di patologia Nitrati
•
Fattori confondenti al TDS Aspirina
•
BBS Statine
• •
ST basale alterato Criteri rivascolarizzazione
• PM IMA acuto (PCI)
• •
WPW Angina instabile e NSTEMI
• •
Criteri ecostress Angina cronica che non risponde a
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Incapacità di sforzi adeguati terapia
• TDS dubbio (Vedi fattori confondenti) Paziente con problemi al tronco
• •
Scintigrafia dubbia comune: bypass
• Dopo percutaneous coronary
• interventio (PCI)/coronary artery
bypass graft (CABG)
!
Acute coronary syndrome
Questa sindrome è causata da un fenomeno acuto di natura trombotica, che si presenta su un
substrato di aterosclerosi. Quando comincia il processo aterosclerotico avvengono processi in
serie: Per prima cosa si danneggia l’endotelio, che può essere ossidato o possono essere
• espresse delle molecole di adesione che bloccano i leucociti che migrano nel’intima.
In seguito si deposita colesterolo, che viene inglobato dai macrogagi che si
• trasmormano in foam cells.
Si instaura un processo infiammatorio che dà origine ad un accumulo di colesterolo,
• macrofagi e foam cell, che a lungo andare danneggia anche regioni sotto-intimali
L’intima si ispessisce e si forma uno xantoma, e uno ispessimento dell’intima
• Si crea il core necrotico della placca, separato dall’interno del lume da un cap fibrotico,
• più o meno spesso, con all’interno macrofagi, secernenti metalloproteasi
Il cap si assottiglia e può rompersi, esponendo superfici protrombotiche esprimenti TF;
• questo fenomeno è acuto, e può avvenire sostanzialmente in qualunque fase