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Carcinoma gastrico

Epidemiologia

In questi ultimi 50 anni si è osservato un declino dell’incidenza e della mortalità per il carcinoma gastrico (Ca. gastrico). Il carcinoma gastrico è raro in soggetti di età inferiore a 30 anni e il picco si ha poco dopo i 50 anni. Il rapporto maschio-donna è di 2:1.

Etiopatogenesi

Fattori dietetici

Vi è una stretta associazione con la dieta, specialmente per il carcinoma gastrico di tipo intestinale. Una dieta ricca in frutta e vegetali con un elevato contenuto di acido ascorbico, carotenoidi, tocoferoli e folati abbassa il rischio, per le proprietà antiossidanti di questi fattori. L’assunzione di sale si associa fortemente al rischio di carcinoma gastrico e di lesioni precancerose. Altri cibi associati ad alto rischio, in alcune popolazioni, sono la carne e i pesci affumicati, nonché i vegetali in salamoia. Le nitrosamine sono potenti cancerogeni gastrici. In presenza di nitrati o nitriti, le amine secondarie sono convertite in nitrosamine.

Reflusso biliare

Il rischio di carcinoma gastrico aumenta 5-10 anni dopo un intervento di gastroenteroanastomosi, soprattutto quando viene coinvolta la cistifellea.

Infezione da H. pylori

Uno degli sviluppi di conoscenza più importanti nell’epidemiologia del carcinoma gastrico è stato il riconoscimento di un’associazione con l’infezione da H. pylori. Gli studi sierologici hanno dimostrato un’alta prevalenza di infezione da H. pylori che è accertabile molti anni prima della comparsa del carcinoma gastrico. I soggetti sieropositivi per l’H. pylori hanno un rischio di sviluppare un carcinoma gastrico, nell’arco di 1-24 anni, che è 3 volte superiore a quello dei sieronegativi. Il carcinoma gastrico è preceduto da una serie di lesioni precancerose che impiegano anni per svilupparsi. La sequenza di lesioni comprende: la gastrite cronica atrofica multifocale, la metaplasia intestinale e la displasia. L’H. pylori è importante in varie tappe della sequenza cancerogena. I meccanismi attraverso i quali l’H. pylori può agire in questa sequenza sono:

  • L’aumento della proliferazione delle cellule epiteliali gastriche e il maggior rischio di mutazioni genomiche;
  • La crescita batterica eccessiva, dovuta all’ipocloridria causata dall’atrofia gastrica, che facilita la formazione di nitrosocomposti cancerogeni;
  • L’aumentata produzione di radicali liberi ossidanti e specie reattive dell’azoto, indotta dal processo infiammatorio attivo di lunga durata, che possono causare danno al DNA delle cellule epiteliali gastriche e impedire meccanismi riparativi di danno al DNA;
  • Interferenza con i meccanismi di riparazione del DNA.
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Scienze mediche MED/08 Anatomia patologica

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