La Gran Bretagna dopo il conflitto, il brutalismo
La Gran Bretagna è tra i Paesi vincitori del conflitto, ma non rimase di certo indenne alla guerra. Il problema relativo alla ricostruzione è oggettivo, in più era aggravata da una crisi dovuta all'impossibilità di ricostruire i distretti produttivi duramente danneggiati. Il periodo 1945-1954 è segnato dal piano di ricostruzione, un atto politico significativo che ripercorre più strettamente il Greater London Plan tema della ricostruzione, progettato da una serie di architetti capitanati da Leslie Patrick Abercrombie e John Forshaw.
Piano per l'alfabetizzazione
Il piano corrisponde a un grande programma di costruzione e ricostruzione di scuole. In questa fase, uno dei motivi della crisi era la disgregazione dell'Impero (perdita delle colonie, anche dell'India nel 1945), e non c'è una grande identità nazionale. Per alcuni critici, a questa perdita risponde il tentativo culturale di riprendere modelli superati. Si prevede uno sviluppo di Londra concentrico, con il centro storico come epicentro e gli insediamenti esterni già esistenti che vanno a disporsi nei cerchi concentrici.
Il piano cerca di decentralizzare i servizi, che sono a tutti gli effetti delle piccole città a sé stanti, dando importanza ai collegamenti e prestando attenzione verso i mezzi di trasporto pubblici verso il centro. Questi insediamenti acquisiscono proprie identità architettoniche e indipendenza dei servizi. Si individuano standard urbanistici, ma a differenza degli architetti moderni che utilizzavano le quattro funzioni (abitare, spostarsi, tempo libero e lavoro: Carta di Atene 1933), nascono una serie di teorie urbanistiche che cercano di qualificare gli insediamenti urbani non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi.
Habitat e il CIAM
Il primo CIAM del dopoguerra si tenne nel 1949, dove si parla di Habitat come concetto di luogo in cui si deve vivere bene, con attenzione alla qualità della luce e dei colori, ad esempio, sotto l'influenza della Scandinavia. I modelli a cui si ispirano questi habitat sono le città giardino, un concetto antico con una dimensione rurale in cui il rapporto tra l'uomo e la natura e il verde è centrale.
New Towns e il brutalismo
Il riferimento esplicito è alle città giardino, come luogo esterno all'ambito urbano, un mix di una dimensione abitativa in rapporto allo spazio verde, rurale. Riprendono il concetto di cottage inglese, con il tetto a falde. Si parla di brutalismo: la teoria è molto pragmatica, derivante dal pensiero del maestro Nicolaus Pevsner, teorico dell'arte e dell'architettura tedesca. Pevsner rivaluta l'architettura vittoriana e ritrova questa inglesità nel cottage. Lo promuove come insediamento per la nascita di un nuovo umanesimo, una dimensione umana, un luogo dove vi è domesticità e riparo.
Il termine nacque nel 1954 in Inghilterra (Brutalism) e deriva dal béton brut di Le Corbusier, che caratterizza l'“Unité d'Habitation” (1950) di Marsiglia, ovvero il calcestruzzo armato a vista. Dopo la seconda guerra mondiale, le città europee ebbero necessità di costruire nuovi edifici, dato il gran numero di quelli danneggiati o completamente distrutti dai bombardamenti. Il Brutalismo ha risposto con la sua architettura ripetitiva, grezza e poco costosa a questo bisogno, ricevendo un grande consenso da parte della società, soprattutto dai partiti di sinistra sostenuti da socialismo e comunismo.
Con questo termine si intende una corrente architettonica vista come il superamento del movimento moderno. Questa corrente, che ha avuto i suoi momenti di maggiore gloria nel mondo anglosassone degli anni cinquanta fino alla fine degli anni settanta, ha infatti avuto un impatto magistrale sulla scena mondiale del design contemporaneo. Il brutalismo è caratterizzato da un utilizzo importante del cemento che, unito a forme plastiche lavorate e plasmate nei particolari, mette in evidenza la potenza della struttura.
Influenza di Le Corbusier
Deriva dall'architettura moderna, influenzata principalmente dall'architetto francese Le Corbusier, soprattutto per i suoi progetti su larga scala come le unità abitative di Marsiglia e Berlino, oltre che l'architettura magistrale di Chandigarh in India. Con il progressivo decadimento del movimento moderno, il brutalismo si fa sempre più strada, complice un'architettura semplice, ripetitiva e fatta di materiali grezzi che garantisce la possibilità di creare grandi opere a un costo ridotto. La particolarità del brutalismo sta nell'intento di mettere in vista tutti i componenti materiali dell'architettura e quindi le forme rudi e i materiali grezzi. Il movimento brutalista mira a mettere in discussione i valori estetici dell'architettura di quel tempo cercando un vero e proprio contrasto.
CIAM e Team Ten
Si sviluppano fondamentalmente due tendenze nel CIAM del dopoguerra: da una parte un'idea di continuità con il razionalismo e dall'altra una maggiore attenzione alla qualità abitativa. Nel CIAM del 1956, il decimo, un gruppo di giovani progettisti crea il Team Ten, e mettono in pratica la teorizzazione sul tema dell’habitat. Ellison e Peter Smithson sono alcuni dei membri chiave di questo gruppo.
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