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orizzonti stratigrafici legati alla stagionalità e ai suoli di abitato che spesso

mutano stratigraficamente ma ci riportano al medesimo complesso.

P.A. Mellars(1969) ha proposto di vedere nella differenziazione dei complessi

musteriani una sequenza cronologica:

1. Charentiano ferrassie

2. Charentiano Quina

3. Musteriano tipico

4. Musteriano di tradizione Acheuleana

si tratterebbe dunque di un processo evolutivo lineare

N. Rolland(1981)ha cercato le correlazioni tra la differenziazione dei complessi e le

modificazioni ambientali:

Il Charentiano Quina è è significativamente correlato con ambienti freddi e

● aridi(è associato agli animali della tundra, renna)

Il Musteriano denticolato, con ambienti temperati ed umidi.

Rolland sottolinea inoltre la materia prima utilizzata: Gli insiemi prodotti con la

scheggiatura Levalloisiana a stacco preferenziale sono solitamente presenti nelle aree

dove sono facilmente disponibili grossi noduli di selce.

È probabile che incavi denticolati fossero utilizzati nella lavorazione del legno; e di

conseguenza si può ipotizzare che il fattore funzionale sia determinante nella

composizione di un insieme musteriano a denticolati.

N.B: la differenziazione del Musteriano non può essere spiegata secondo un unico

modello, culturale o funzionale.

Modo di vita, abitati, economia:

In alcune regioni dove sono presenti siti musteriani è stata ipotizzata l'esistenza di

appositi territori di caccia, definiti, entro i quali i Musteriani si spostavano dai siti

residenziali a campi secondari. In altre regioni più ricche il modello di vita sarebbe

stato più sedentario: recinti e “capanne” costituiti da ossa di mammut, comprendenti

all'interno tanti piccoli focolari, fanno pensare a strutture di abitato permanenti. A

fontmaure (Vienna) sono segnalati ampi abitati, comprendenti strutture infossate nel

terreno(capanne) e officine litiche.

L'approvvigionamento della materia prima litica avveniva non lontano dai siti(entro

un raggio di 10-20 km. Le officine litiche sono note sia presso gli abitati che in zone

isolate in prossimità degli affioramenti di selce(zona di estrazione).

La caccia: Principale attività economica. Nelle fasi temperate la composizione dei

mammiferi riflette la fauna dei mammiferi del territorio circostante. Sono

rappresentate più specie, soprattutto erbivori. L'alimentazione la si deduce sulla base

delle usure dentaree e indica una dieta prettamente carnivora. In alcuni siti troviamo

anche molluschi, ma solo per ricavarne strumenti. Alcuni gruppi Musteriani hanno

ricavato strumenti da materie dure: schegge d'osso per ottenere punteruoli,

raschiatoi(raschiatoi da valve di conchiglie).

Sepolture e altre evidenze di comporti simbolici:

Un discreto numero di sepolture attesta il culto dei morti da parte dei Neandertaliani,

attestamenti: europa meridionale, vicino e medio Oriente. La collocazione

cronologica delle sepolture non è sempre ben sicura; alcune di esse appartengono

certamente al I Pleniglaciale e all'interpleniglaciale wurmiani8sepolture più

significative: La chapelle aux Saints, la ferrasie, le Regourdou, Riparo le Moustier).

Esempio: Nella grotta detta la Chapelle aux Saints si trova una

● fossa(140x100x30 cm), scavata profondamente nel fondo marnoso della cavità,

che ospita uno scheletro maschile con arti inferiori flessi. Gli scopritori

interpretarono alcune ossa di bovide, trovate presso lo scheletro, come un

offerta funeraria.

In passato si credeva che una pratica funeraria dei neandertaliani sia stata quella di

estrare il cervello dal cranio...teoria poi confutata dall'analisi delle tracce d'uso che si

riferesce a qualche animale carnivoro che si sia nutrito dei resti del corpo, tra cui il

cervello.

Come evidenze archeologiche di comportamenti simbolici, sono stati interpretati vari

ritrovamenti: incisioni su ossa, delle quali il motivo a zig zag dello strato 12 della

grotta di Bacho Kiro in Bulgari; sostanze coloranti(sopratutto ocra) e “oggetti

curiosi”(fossili e minerali) provenienti dal Musteriano finale della grotta di du Renne

di Arcy-sur-Cure in francia; e ancora l'oggetto ovale d'avorio ricavato da una lamella

di molare di mammut e tinto d'ocra rossa, proveniente dal giacimento di tata in

Ungheria.

Gli ultimi Neandertaliani europei: Castelperoniano, Uluzziano e altri complessi di

transizione:

Tra i complessi dell'uomo di neandertal(Musteriano) e e del uomo

moderno(Aurignaziano), in europa si sviluppano i complessi di transizione, legati alle

tradizioni musteriane locali, ma nei quali compaiono elementi nuovi, propri del

paleolitico superiore.

Elementi innovatori:

Capanna nello strato 10 dello grotta du renne di Arcy-sur-cure

● Produzione litica – supporti laminari

● Strumenti materie dure animali: oggetti ornamentali, oggetti decorati.

*N.B: I complessi di transizione vanno dunque attribuiti agli ultimi neandertaliani e

non ai primi uomini moderni d'Europa.

Per alcune decine di migliaia di anni i Neandertaliani hanno fabbricato industrie

litiche piuttosto standardizzate, senza sensibili innovazioni, e non hanno mai prodotto

oggetti ornamentali né strumenti d'osso di forma ben definita. Tuttavia poco prima di

estinguersi hanno modificato le catene operative della produzione litica per

perfezionare oggetti laminari, hanno cominciato ad usare materie dure animali in

modo sistematico, e hanno anche iniziato l'utilizzo di oggetti ornamentali(pendagli di

Arcy) e hanno decorato altri oggetti.

*N.B: si può dunque ipotizzare che gli ultimi Neandertaliani siano venuti a contatto

con i primi uomini moderni, che stavano diffondendosi in europa, e ne abbiano

assimilato alcuni comportamenti.

Castelperoniano(Chatelpèron), diffuso nel centro e nel sud ovest della francia e nel

nord della Spagna. Il castelperoniano sembra avere origine nel musteriano di

tradizione Acheuleana, che in alcuni siti(la Rochette, in Dordogna ) è particolarmente

ricco di coltelli a dorso su supporti laminari. È caratterizzato dalla punta di

Chatèlperron, un coltello a dorso curvo e in qualche caso una vera punta. La

morfologia della punta dei chatelperron è varia sia per le dimensioni del manufatto

che per l'ampiezza del ritocco e la curvatura del dorso. La punta si colloca nel

periodo: (c 14 – 35.000 -33.000....Interpleniglaciale Wurmiano).

Tra i complessi di transizione ricordiamo anche le industrie a punte foliate bifacciali

dell'europa media: Lo Szeletiano – Il Ranisiano – Jerzmanoviciano

Questi complessi mostrano una medesima strategia tecnologica, data dall'utilizzo del

ritocco piatto bifacciale per ricavarne delle punte.

L'origine dell'uomo moderno e la sua diffusione in Europa: il paleolitico superiore:

L'uomo moderno:

Il cranio di Homo sapiens si distingue per il frontale verticale, la volta alta, i parietali

leggermente gonfiati, l'occipitale arrotondato privo di toro, la faccia corta, il mento

pronunciato, la capacità cranica varia da popolazione a popolazione

, ma supera 1350 cc. Lo scheletro postcraniale è meno robusto, e i segmenti distali

degli arti sono più lunghi. L'uomo di Cromagnon rappresenta il reperto più antico di

Homo Sapiens, è associato all'aurignaziano antico evoluto databile 30.000 anni BP

(resti di Cromagnon, 5 individui vennero alla luce nel 1868 nel riparo “Les Eyzies” in

Dordogna.

Uomo di Cromagnon:

presenta statura elevata(182 cm), arti lunghi, cranio Pentagonoide con Fronte

verticale, volta elevata, occipitale prominente e grande capacità 1590 cc (vista

posteriormente la sagoma del cranio ricorda quella di una casa). La faccia è larga,

bassa, con prognatismo alveolare, mento sviluppato. Anche il sogg. Femminile è

alto: (167 cm).

Una gran parte dei reperti scheletrici europei associati ad associati ad industrie del

paleolitico superiore presenta caratteri affini a quelli dell'uomo di Cro-Magnon.

In Africa settentrionale, i reperti del giacimento di Jbel Jrhoud in Marocco, datato al

Wurm antico, vengono interpretati come esemplari dell'homo sapiens, che si

collocano in una linea evolutiva, che ha portato all'uomo moderno. Essi sono

associati ad industria litica Musteriana. In Palestina nelle grotte di Qafzeh e di Skhul,

ritrovati 26 individui ritenuti ad una popolazione protocromagnoide, che condividono

coi Neandertaliani alcune caratteristiche arcaiche, ma se ne differenziano nettamente

per una serie di caratteri derivati moderni: volta cranica elevata e curvatura regolare,

fronte verticale, occipitale arrotondato, contorno pentagonale a forma di “casa” ,

mandibola con sviluppo del mento. Recenti datazioni TL attribuiscono ai ritrovamenti

di Qafzeh un età di circa 90.000 anni. È difficile quindi stabilire il momento inizio

della specie Homo Sapiens, ma resta ancora più difficile stabilire dove e quando

l'uomo moderno abbia sviluppato l'insieme dei comportamenti che differenziano

culturalamente l'urignaziano dal Musteriano.

In Palestina la comparsa del primo Aurignaziano è datata attorno a 36.000 anni, cioè

è all'incirca contemporanea o leggermente più recente del medesimo fenomeno nelle

regioni meridionali d'Europa.

Dove si è formato effettivamente L'aurignaziano?

Le ipotesi più probabili inducono a ritenere che l'uomo moderno sia comparso in

Africa e che in seguito si sia diffuso in Asia e in Europa, sviluppando non subito ma

in un secondo momento i comportamenti che caratterizzano le culture del Paleolitico

superiore.

L'uomo moderno in Europa, due tesi a confronto: l'ipotesi multiregionale e l'ipotesi

dell'origine africana:

Vengono proposte due principali tesi contrapposte sull'origine dell'uomo moderno:

1. Modello Multiregionale: ritene che le forme precedenti si siano evolute

gradualmente verso H. Sapiens sotto l'nfluenza del flusso genico e della

selezione naturale.

2. Modello della sostituzione: ritiene che H. Sapiens si sia differenziato da H.

erectus in Africa e che dall'Africa si sia diffuso in Asia e in Europa,

rimpiazzando i precedenti abitatori.

Tra i due modelli, quello della sostituzione sembra meglio accordarsi con i dati

paleoantropologici e Paletnologici relativi all'africa, al vicino oriente e all'europa.

In europa la scomparsa dei Neandertaliani e la comparsa dei primi uomini moderni

coincide con il passaggio dal Paleolitico medio al Paleolitico superiore, marcato da

cambiamenti nei modi di vita, negli abitati e nell'economia, l'rganizzazione sociale e

“l'ideologia”. L'aurignazianoè un grande complesso, caratterizzato per quanto

riguarda l'industria litica dalla produzione di supporti laminari, lamellari e

microlamellari e dalla confezione di strumenti(bulini, grattatoi, lame ritoccate, ecc.) e

armature(piccole punte e lamelle a ritocco erto, prevalentemente marginale)specifici,

che si differenziano nettamente dalle tipologie litiche Musteriane. Compaiono con

L'Aurignaziano i primi manufatti a forma ben definita(punte di zagaglia, spatole,

zappe) ricavate da materie dure animali(sezioni di palchi, cervidi, renna) ossa lunghe

(avorio), oggetti ornamentali (denti di mammifero forati, conchiglie marine), oggetti

materiali complessi, arte figuaritva. [evidenze archeologiche anche non utilitarie].

In Europa il passaggio dal Musteriano all'Aurignaziano è sempre brusco nelle regioni

in cui lAurignaziano è sempre brusco nelle regioni in cui l'aurignaziano compare

precocemente; in aree marginali come già detto si esprimono i cosiddetti: “complessi

di transiazione”.

L'ipotesi del modello di sostituzione è stato ulteriormente rafforzato dalla

determinazione del DNA mitocondriale estratto da un reperto nella grotta di

neandertal: “ la sequenza cade al di fuori del campo di variabilità dell'uomo

moderno”.

L'aurignaziano antico della Dordogna è datato attorno a 34.000-33.000 BP

I complessi del Paleolitico superiore: le industrie litiche e su materia dura di origine

animale:

La definizione delle unità tassonomiche del Paleolitico superiore viene fatta sulla

base delle caratteristiche delle industrie litiche e su materie dure animali. Rispetto alle

industrie litiche quelle del Paleolitico superiore si differenziano, sia nei processi di

produzione dei supporti, sia la morfologia degli strumenti e delle armature. Alcuni

tipi estremamente complessi sono diffusi in areali ben definiti, più o meno estesi, per

intervalli cronologici limitati, e possono essere quindi indicati come fossili guida. La

scheggiatura è prevalentemente orientata alla produzione di supporti laminari,

lamellari e microlamellari, mediante la confezione di nuclei carenoidi, piramidali e

prismatici.

Su base morfologica sono stati distinti: bulini, grattatoi, becchi, troncature, punte a

dorso, lame a dorso, lame a dorso troncate, geometrici, strumenti foliati. Punte, lame

ritoccate, raschiatoi, schegge a ritocco erto e denticolati, che nel paleolitico medio e

inferiore costituivano la gran parte dell'industria, rivestono generalmente un ruolo

secondario.

Gli insiemi litici omogenei che appartengono a un determinato complesso presentano

un certo equilibrio tra classi di strumenti, ad esempio tra i bulini, grattatoi, punte a

dorso, lame ritoccate, che può essere considerato caratteristico del complesso e che

incerti siti può anche essere alterato da situazioni locali, ad esempio la

specializzazzione funzionale del sito.

Per quanto riguarda le materie dure animali ricordiamo le già accennate punte di

Zagaglia e gli Arpioni.

Cronologia del Paleolitico superiore europeo:

I complessi del Paleolitico superiore europeo si sviluppano nella parte recente

dell'interpleniglaciale wurmiano, nel II Pleniglaciale e nel Tardiglaciale. Nella parte

recente dell'interpleniglaciale sono state distinte le zone polliniche temperate di

Hengelo(les Cottès) attorno a 36.000 anni BP, di Denekamp(Arcy) attorno a 30.000 e

di Kesselt attorno a 27.000. Nell'interpleniglaciale le aree erano un po' più grandi

delle attuali, dal momento che nelle regioni montuose il limite delle nevi persistenti

era un centinaio di metri più basso di quello odierno. Le linee di costa si trovavano 20

metri più in basso di quelle attuali. Il Clima era freddo e arido, con fasi più temperate

ed umide.

Il Pleniglaciale wurmiano raggiunge l'acme verso 20.000 anni BP, vede una grande

regressione dell'inlandsis, che nell'auropa media è marcata dalle morene di

Brandeburgo(alle quali vengono assegnati circa 20.000 anni) e nelle Alpi dalle

morene wurmiane.

Il ritiro dell'Inladsis nell'Europa media è contrassegnato dalle morene stadiali di

Francoforte(circa 18.000 anni) e Pomerania (circa 16.000 anni). Nel Pleniglaciale il

clima è generalmente freddo e con la tendenza a divenire sempre più continentale.

L'abbandono definitivo dell'Europa media da parte dell'inlandsis segna l'inizio del

Tardiglaciale wurmiano, scandito nell'europa centro settentrionale dalla zonazione

pollinica.

Lo stadio di Kresta corrisponde alla zona, Dryas Ia -(15.000 -14.000 BP)

● -segna l'inizio del tardiglaciale seguito dall'intersadio Pre-Bolling (14.000

-13.700),

Stadio di Luga = zona Dryas Ib (13.700 – 13.000), dall'interstadio zona

● Bolling(13.000-12.000)

Stadio Neva, zona Dryas II – (12.000 – 11.700), dall'innterstadio zona di

● Allerod (11.700 -10.900)

Stadio di Salpauselka corrispondente alla zona Dryas III (10.900 – 11.200)

● La fine del tardiglaciale, viene colocata attorno 10.000 anni BP, quando il

● ritiro dell'inlandsis consentì l'entrata dell'acqua salata del mare del nord

nell'area del Baltico

Nel Tardiflaciale vengono quindi indicate zone di clima freddo e arido(zone Dryas),

intervallate da zone temperate umide, nel corso delle quali la vegetazione, gli animali

e quindi anche l'uomo si diffondono nuovamente nelle aree precedentemente

glacializzate.

Le prime industrie del Paleolitico superiore compaiono in Europa verso la fine della

zona di Hengelo, prima di 35.000 anni BP. L'aurignaziano è quindi presente fin verso

la fine della zona Kesselt (27.000 anni B.P.), con qualche attardamento locale fino

all'inizio del II Pleniglaciale. Ad esso segue in tutta l'Europa il Gravettiano; le

tradizioni gravettiane regionali continuano fino al tardiglaciale wurmiano, dando

origine ai complessi epigravettiani. Nell'area occidentale atlantica si sviluppano il

soultreano e il maddaleniano. Le importanti modificazioni territoriali e ambientali che

si realizzano nelle fasi temperate ed umide del Tardiglaciale(Bolling e Allerod)

determinano migrazioni di gruppi umani in ampie regioni dapprima spopolate e

processi di adattamento ai nuovi ambienti forestali.

Origini e suddivisioni del Paleolitico superiore occidentale:

Nello schema di evoluzione lineare di G. de Mortillet (1869), relaticvo al Paleolitico

superiore dell'Europa occidentale-atlantica, al Musteriano seguono Solutreano,

Aurignaziano e Maddaleniano.

Breuil (1912) dopo aver precisato la posizione cronostratigrafica dell'Aurignaziano,

precedente al Solutreano propone uno schema organico dove al Musteriano seguono:

1. L'aurignaziano suddiviso in tre livelli: Inferiore a punte a faccia piana; medio

punte a foglia di Lauro; superiore a punte a foglie di salice e a punta di Cran)

2. Il Maddaleniano suddiviso in molti livelli sulla base di strumenti in osso e

avorio

Più complesso il modello proposto da D. Peyrony...[pag. 175]

Nella concezione di Peyrony l'aurignaziano sarebbe espressione della cultura

dell'uomo di Cro-Magnon, di provensienza orientale, mentre il perigordiano

esprimerebbe la cultura di Combe Capelle, proveninza Africana. I due gruppi

avrebbero vissuto in Dordogna per alcune migliaia di anni, senza influenzarsi, fino

alla comparsa di una nuova popolazione, espressa dal Soultreano, difronte alla quale

si sarebbero uniti dando origine al maddaleniano.

In seguito Peryony modificò le sue idee relativamente alla fase antica del Paleolitico

superiore, proponendo accanto all'Aurignaziano e a Perigordiano “puri” un

Perigordiano del II gruppo, espressione dei fenomeni di transculturazione tra i due

gruppi “puri”.

Nel 1958 Laplace propose un nuovo modello teorico che ispira all'ipotesi di

evoluzione multiregionale, in quanto la teroria vedrebbe l'origine del Paleolitico

superiore nei complessi locali musteriani in più centri genetici. Attraverso industrie

via via più differenziate emergerebbero i complessi a punte a dorso

(Castelperoniano), a carenati (Aurignaziano) a lamelle a dorso

marginale(Aurignaziano con forte componente lamellare)e a denticolati.

La fase antica del Paleolitico superiore: l'Aurignaziano

L'aurignaziano: caratteristiche, diffusione, differenziazione in faces, evoluzione:

L'Aurignaziano si presenta come grande entità tassonomica. Per quanto riguarda

l'industria litica esso si occupa principalmente di scheggiatura su supporti laminari e

in alcune faces anche di supporti lamellari e microlamellari. I nuclei sono di forma

carenoide, piramidale, prismatica. L'industria litica comprende quindi: bulini a biseau

carenato, bulini busquès, grattatoi frontali piatti su “lama Aurignaziana”, grattatoi

ogivali e a muso, grattatoi carenati, pezzi scagliati, ma anche armature lamellari e

microlamellari. Per quanto riguarda invece la produzione su materie dure di origine

animale, troviamo le punte di Zagaglia di varia forma, punteruoli e zappe, ottenuti da

palchi di cervidi.

L'aurignaziano è ampiamente diffuso nell'Europa occidentale, media e nelle regioni

dell'Europa orientale. La sua evoluzione è definita in più fasi:

Fase Protoaurignaziana, alla quale sono riferiti i ritrovamenti anteriori a 35.000

● anni.(limitati ad alcune regioni, che sembrano suggerire le direttrici della

diffusione dell'uomo moderno in europa).

Il protaurignaziano compare verso la fine della zona di Hengelo e nella

successiva fase di instabità climatica.

Fase classica, alla quale sono riferiti i ritrovamenti dell'Aurignaziano antico e

● di quello evoluto, che possono collocarsi tra 34.000 e 27.000 anni.

L'aurignaziano antico con “punte di Zagaglia a base fenduta”, si sviluppa nella

successiva fase fredda e l'Aurignaziano evoluto nella fase temperata di Arcy.

Fase tarda, alla quale sono riferiti i ritrovamenti databili da 27.000 a

● 20.000(cioè nell'età di sviluppo del Gravettiano).

Peyrony sulla base della sequenza del riparo di la ferrassiè mette L'aurignaziano fase

classica con 4 livelli cronologici diefferenti sulla base delle forme di Zagaglie,

distinguendo tra:

Aurignaziano antico - Caratterizzato da Zagalgie a base fenduta

● Aurignaziano evoluto – caratterizzato da altre forme a base arrotondata o a

● base rastremata

è Importante sottolineare qunato lo strumento lamellare acquisti una valenza a livello

di indicatore cronologico, in quanto il suo grande sviluppo si ha sopratutto nella fase

protoaurignaziana e precede la fase dell'Aurignaziano antico e classico. Tale

strumento diffuso in alcuni insiemi litici è costituito da lamella a ritocco erto

marginale(lamelle Dufour), ma anche mediante piccole punte a dorso ottenute

mediante ritocco erto marginale diretto o alterno o anche mediante ritocco erto

profondo. Le analisi funzionali hanno dimostrato che le armature lamellari e

microlamellari venivano utilizzate con l'impiego di armi da getto, e secondariamente

per costruire strumenti compositi utilizzati, per tagliare raschiare o per altre funzioni.

In altre regioni le facies a lamella Dufour non hanno egual significato

cronostratigrafico.

In Italia il protoaurignaziano di tipo mediterraneo compare attorno a 38.000 – 37.000

anni nel veneto(grotta di fiumane) e in Liguria, sviluppandosi poi nel sud della

penisola.

(Grotta paglicci – protaurignaziano – lamelle a ritocco erto marginale)

Nel circeo, l'industria Aurignaziana produce piccoli ciottoli di selce scheggiati, che

Blanc proporra come Circeiano.

Abitati ed economia:

Nei siti Aurignaziani troviamo siti all'aperto in zone pianeggianti, in prossimità di

corsi d'acqua e siti in ripari sotto roccia o all'imboccatura di grotte.(in area Alpina

importante è il sito di estrazione della selce, di Monte Avena 1430 m nelle Dolomiti

bellunesi e nei Monti Caravanche in Slovenia).

In vari siti Aurignaziani sono venuti alla luce strutture d'abitato riferibili certamente a

capanne, nell'Europa media, sono stati interpretati come campi costituiti da più

strutture abitative(a Barca in Slovacchia ogni capannaera costituita da due o tre

ambienti subcircolari, comunicanti tra loro e parzialmente infossati nel terreno). Gli

studi dell'Aurignaziano dicono che ogni gruppo di cacciatori Aurignaziani sfruttasse

un territorio definito, nel quale si trovano sia campi base che campi secondari legati

alla caccia(i campi base erano abitati durante tutto l'anno).

I mammiferi da caccia comportano più specie, tra i quali spicca però la renna, il

mammut, lo stambecco, sono tutti animali che vivevano in climi rigidi. Era praticata

anche la caccia di uccelli. Nei siti Aurignaziani vengono inoltre indagate le

conchiglie marine usate come oggetti ornamentali(come nel sito di Krems Hundssteig

nella bassa Austria). Nei siti Aurignaziani troviamo inoltre materiali impossibili da

reperire per le det. Zone, come l'ossidiana e la radiolarite, che rimandano a possibili

scambi tra le popolazioni.

Evidenze archeologiche di comportamenti simbolici: oggetti ornamentali decorati,

sepolture, arte.

I primi uomini moderni d'Europa avevano l'abitudine di realizzare concetti astratti

espressi negli oggetti decorati, nei complessi riti funerari, nelle sostanze coloranti e

nelle prime manifestazioni artistiche. Queste evidenze archeologiche distinguono

nettamente l'Aurignaziano dal Musteriano.

Oggetti ornamentali:

Gli oggetti d'ornamento comparvero con l'Aurignaziano, e si svilupparono per tutto il

paleolitico superiore e il Mesolitico nelle culture degli ultimi popoli cacciatori e

raccoglitori d'Europa e si protrassero nelle età successive, nelle culture dei popoli e

agricoltori della protostoria recente.

Nei siti troviamo denti di mammiferi con fori o solcature che possono essere

● riuniti per formare collane e ciondoli. Nella scelta di queste materie primie

notiamo la scelta di mammiferi rari, carnivori, talvolta troviamo delle

imitazioni su supporto di avorio e su steatite.

Troviamo inoltre molto frequenti le conchiglie fossili(in Dordogna sono

● presenti del 30%), le conchiglie erano spesso scelte per la forma che suscitava

forse curiosità e per il colore.

Ci sono poi oggetti fabbricati con pietre più o meno dure e con osso e avorio,

● erano quindi elementi fabbricati in serie riuniti in collane oppure allineati e

fissati alle vesti, si tratta di dischetti, piccole sfere, ecc. Troviamo inolte denti

di volpe forati, ma anche pendagli di avorio.

Sepolture:

Le sepolture del Paleolitico superiore presentano, associati agli scheletri, dei corredi

costituiti da manufatti, da ornamenti e talora da oggetti decorati.

Sepolture Aurignaziane sono segnalate in vari scavi(Balzi rossi di Grimaldi, Cro-

Magnon). Riporterei un esempio dei Balzi rossi di Grimaldi in liguria dove gli

scheletri si trovavano in fosse nelle quali era stata massicciamente utilizzata ocra

rossa, con molti oggetti ornamentali fissati a cuffie, oppure adoperati come pendagli

sul capo, al collo, ai gomiti, ai polsi; alcuni erano deposti stringendo in mano una

grande lama di selce. Gli oggetti ornamentali erano costituiti soprattutto da conchiglie

marine, da vertebre di salmonidi e da canini atrofici di cervo forati.

Arte figuarativa:

L'arte figurativa pare concentrata in aree delimitate, alcuni siti del sud-ovest della

francia, riferiti all'aurignaziano antico(abri cellier) ed evoluto(La ferrassie, ecc.),

hanno datto dei blocchi(forse caduti dalle pareti dei ripari), che recano incisioni

larghe e profonde, grossolane di animali e genitali umani.

Alcuni siti della bassa Austria invece hanno dato oper tecnicamente più raffinate, cioè

strutture in avorio e in pietra rotonda che rappresentano animali o umani. Talora

vengono rappresentate specie animali potenti in atteggiamento aggressivo. Le pitture

che rappresentano felini, rinoceronti e altri animali che possono aggredire l'uomo,

sono il prodotto di una cultura figurativa già matura.

La fase del paleolitico superiore europeo: Il Gravettiano

premessa:

Gravettiano: deriva dal nome del Riparo la Gravette in Dordogna, dove a un depositp

Aurignaziano si sovrappongono più livelli caratterizzati dalla presenza di punte a

dorso. La punta la Gravette è la più diffusa tra queste punte a dorso, è ricavata da

supporti laminari mediante un ritocco erto profondo, diretto o bipolare, con

andamento subretilineo e leggermente curvo, che ha rastremato la base del manufatto

(consente un miglior immanicamento) la punta(conferendo ad essa una maggiore

forza di penetrazione), senza indebolirle. Accanto alle Gravettes di dimensioni

laminari, troviamo le micro-Gravettes di dimensioni lamellari e microlamellari.

Per fabbricare punte a dorso di questo tipo bisogna disporre di supporti adeguati, cioè

di lame, lamelle e microlamelle, di sagoma ralativamente regolare, con faccia

ventrale piatta. A questo scopo viene abbandonata la catena-operativa di produzione

lamellare e microlamellare su supporto di nuclei carenoidi, vengono quindi utilizzate

le catene-operative che sfruttano nuclei carenoidi. Le morfologie dei nuclei

diventano, più diversificate e standardizzate.

Assieme alle gravettes nelle industrie sono presenti vari tipi di bulini, Grattatoi piatti,

becchi lame ritoccate.

La punta di La Gravette è ampiamente diffusa in una vasta area che va dalle regioni

occidentali-atlantiche alla pianura russa, dall'Europa centro-settentrionale alle

penisole mediterranee. Il Gravettiano non si esprime soltanto nel industria litica, ma

anche nei contenuti della produzione artistica(statuette femminili), che si

differenziano nei diversi centri regionali.

I cacciatori Gravettiani hanno assunto modi di vita differenti, da quello semi-

sedentario proprio dei cacciatori di Mammut a quello mobile dei cacciatori di Renna.

Il Gravettiano occidentale:

Fase antica del gravettiano è datata da 28.000 a 26.000, ed è caratterizzata

● sopratutto nella sua parte inferiore dalle “flechettes”(=termine che indica punte

a forma di foglia, con simmetria bilaterale, ottenute mediante ritocco erto

solitamente marginale, il cui orientamento e localizzazione variano

considerevolmente). In questa fase i bulini sono prevalent. Su supporto

laminare, a stacchi laterali, spesso multipli su troncatura, sono anche presenti

grattatoi frontali piatti su grandi schegge.

Il gravettiano evoluto occidentale, datato tra 26.000 e 23.000 BP è

● caratterizzato da alcuni tipi altamente specializzati: la punta di La Font-Robert

presenta sempre un peduncolo assiale lungo da un terzo a metà dello

strumento, ottenuto prevalentemente ma non sempre mediante ritocco erto; la

punta ha sagoma triangolare od ogivale, ed è ricavata mediante ritocco erto; la

punta ha sagoma triangolare od ogivale ed è ricavata mediante ritocco

semplice, erto o piatto di vario orientamento e localizzazione. C'è inoltre il

bulino di Noailles, è ricavato da supporti lamellari o laminari molto piatti

troncati, mediante stacchi laterali(il fenomeno Noailles avrebbe origine

nell'area mediterranea-italica e sarebbe intrusivo nella sequenza graqvettiana

occidentale); tra i bulini notiamo varianti come nel caso del Bulino di Raysse, e

una varietà di gravette che presenta ritocchi inversi piatti e coprenti di base e

talora anche di punta. Tra gli strumenti a ritocco erto compaiono anche lame a

dorso, lamelle a dorso, lamelle e punte a dorso e troncatura, qualche raro

microlite geometrico.

Fase recente del gravettiano occidentale, si chiude con industrie di tradizione

● gravettiana, prive dei tipi speciali della fase evoluta. L'areale di diffusione va

dall'area occidentale-attlantica alle regioni settentrionali e occidentali della

Francia fino alla valle del Rodano, Pirenei, regioni sett. Spagna.

Al gravettiano seguono complessi postgravettiani differenziati(Solutreano e

Maddaleniano).

Le strutture del Gravettiano evoluto e finale occidentale sono simili, e sono

grattatoi prevalentemente su lama, bulini con prevalenza di forme allungate.

Nell'Europa occidentale il paesaggio dominante è di tundra, con zone di rifugio nelle

valli parate. I gruppi di cacciatori erano mobili, si spostavano ciclicamente entro un

determinato territorio. Dai piccoli abitati si deduce l'efficace mobilità dei gruppi, i

suoli di abitato preludono ad interpretazioni come, tende leggere, l'economia si attesta

su caccia alla renna da 85 a 98 % delle Prede. In vari siti è documentata anche la

pesca dei salmonidi. La renna era cacciata tutto l'anno.

Il gravettiano Nella penisola italiana:

I principali siti del Gravettiano in Italia sono: Il riparo Mochi ai Balzi Rossi di

Grimaldi in Liguria, la grotta della Cala e la Grotta della Calanca in Campania e la

grotta Paglicci nel Gargano.

Secondo le prime ricerche di Laplace e la successiva revisione da parte di Palma di

cesnola(1993): il gravettiano della penisola va collegato al gravettiano occidentale,

pur ammettendo la possibilità di influenze del gravettiano dell'europa centro

orientale.

Palma di Cesnola propone una sequenza:

1. Industrie gravettiane “indifferenzate”(cioè prive di struementi speciali)

2. industrie gravettiane evolute, caratterizzate dalla presenza di strumenti speciali.

I siti residenziali gravettiani sono distribuiti in liguria e nella penisola, regioni in cui

prevaleva il paesaggio steppico, ma nelle quali si trovavano anche ampie aree di

rifugio delle arboree. Nelle grotte dei colli Berici e delle Prealpi, in Padania, sono

stati individuati soltanto bivacchi di caccia di breve durata, dove i manufatti litici

sono rappresentati quasi esclusivamente da armature. La cacciagione varia da cavallo,

idruntino, stambecco, bovidi, cinghiale.

Il gravettiano dell'Europa centro-orientale

Nello sviluppo del Gravettiano dell'Europa media, che compare attorno a 28.000 –

27.000 anni B.P vanno distinte due fasi principali.

1. Fase antica tra la zona di Kesselt(27.000 BP) e la zona Tursac(24.000-23.000

BP), vede un processo di adattamento dei cacciatori gravettiani all'ambiente

della tundra e della steppa tundra, che offriva risorse alimentari anche nei

periodi più freddi dell'anno. Nelle regioni dei Plateaux lossici si crea una rete

di abitati stabile, che pare portare ad un modo di vita semi sedentario(con

accampamenti di 100-150 abitanti), con caccia ultra specializzata nel mammut

e nella raccolta dei vegetali. Per l'industria litica si vede la specializzazzione in

gravettes e microgravettes ed altre armature microlitiche(lamelle adorso,

denticolati, protogeometrici).

2. Nella fase recente posteriore all'ainterstadio tursac, l'inlandsis invade sempre

più l'europa, mentre i ghiacciai alpini scendono a quote molto più basse. Si

determinano così fattori incompatibili che costringono i cacciatori Gravettiani

allo spostamento progressivo verso est, nella tundra e nella steppa,

insediandosi lungo il corso dei grandi fiumi della pianura russa. Il gravettiano

centro-orientale di questa fase è caratterizzato dalla presenza della punta a cran

(cioè ad ampia tacca basale che consente l'inserimento dell'armatura in un

asta).

Sorgono appunto villaggi di un centinaio di persone completi di tutto dal

focolare alle buche per la conservazione dei cibi. I villaggi sono disposti entro

recinti che ne delimitano l'area residenziale. Il mammut offriva la gran parte

del cibo e le sue ossa venivano utilizzate come materiali per la costruzione di

capanne, come combustibile per fovolari e per produrre strumenti, armi,

ornamenti ed opere di arte figurativa. A Dolni Vestonice e a Pavlov si segnala

la lavorazione della terracotta per realizzare statuette(nei siti troviamo anche i

forni per la cottura).

La Fase recente del plaeolitico superiore: i complessi postgravettiani:

Solutreano e Maddaleniano:

Nelle serie stratigrafiche delle regioni occidentali atlantiche, al gravettiano succede il

Soultreano, che si sviluppa per circa 3000 anni, da 21.000 a 18.000 BP, con qualche

attardamento regionale successivo. Le industrie solutreane sono caratterizzate dal

largo impiego del ritocco piatto, usato sia per ottenere forme coplesse che forme

comuni.

Breuil ha suddiviso il Soultreano in tre livelli:

Soultreano inferiore caratterizzato dalle punte a faccia piana

● Soultreano medio, caratterizzato dalle punte a foglia di lauro

● Soultreano superiore caratterizzato dalla foglia di salice e dalla punta a cran

● soultreana.

Nelle industrie soultreane i pezzi elaborati mediante ritocco piatto variano anche

fortemente di frequenza percentuale, raggiungendo le punte più elevate nella fase

finale. Per quanto riguarda l'origine del Soultreano i ricercatori sono divisi.

Molti ritengono che il Soultreano costituisca un fenomeno intrusivo nel

● paleolitico superiore occidentale, e derivi da migrazioni di gruppi di

provenienza nord-orientale, altri meridionale, altri ancora mediterranea.

Secondo laplace il gravettiano deriverebbe dal gravettiano occidentale, in

seguito ad una massiccia adozione del ritocco piatto.

Nello schema di Breuil il Maddaleniano costituisce l'ultimo termine della sequenza

del Paleolitico superiore occidentale.

Nel sud-ovest della Francia la sequenza maddaleniana copre l'intervallo tra

l'interstadio di Lascaux 18.000 – 16.500 BP e l'interstadio di Allerod 11.700 – 10.800

BP, ed è seguita dall'Aziliano(fino alla fine del Tardiglaciale attorno a 10.200 BP.

Breuil, Peyrony e Cheynier hanno proposto differenti modelli che delineano il

Maddaleniano sulle serie stratigrafiche della Dordogna. È comunque possibile

distinguere:

Un Maddaleniano antico o inferiore, caratterizzato da “reclettes” (=schegge

● sottili a ritocco erto continuo periferico), lamelle a dorso spesso con altro

margine denticolato e triangoli scaleni nonché punte di zagaglia riferite

all''industria su osso

Un Maddaleniano recente o superiore, caratterizzata dall'industria litica e dalla

● presenza di bulini a becco di pappagallo(=bulini ricavati da schegge sottili, che

presentano lungo tutto il perimetro un ritocco erto continuo utilizzato sia come

preparazione del colpo di bulino, sia come arresto dello stacco), bulini a becco

di flauto(=bulino0 semplice a due stacchi laterali convergenti versi l'asse del

supporto, e punte di Laugerie Basse, punte a piccolo cran lungo. Manufatti in

osso quali: denti intagliati nel fusto, denti appaiati e alterni, arpioni: quali

zagaglie a base sbiecata o con doppia sbiecatura, bastoncelli a sezione semi

circolare, propulsori, bastoni di comando, aghi, ami spatole, ecc.

Il Maddaleniano si conclude con l'Aziliano, tradizionalmente ritenuto il

● termine più antico della sequenza mesolitica occidentale.

Industria litica: grattatoi molto corti, punte Aziliane(=punte o bipunte più o

meno allungate ottenute mediante ritocco erto diretto con andamento curvo),

segmenti a triangoli ottenuti mediante la tecnica del microbulino. Materie dure

animali: arpone corto, tozzo e piatto e pochi denti disposti sui lati con base

talora forata.

Nelle regioni occidentali atlantiche il paesaggio vegetale è dominato da foresta-

tundra e dalle steppe, numerose però sono le aree parco con rifugio nelle valli più

riparate: si realizza quindi una differenziazione di ambienti abbastanza accentuata.

La caccia alla renna costituisce la base economica, che viene associata la cavalo per

quanto riguarda le zone più steppiche, l'antilope saiga nelle zone e nei periodi più

freddi, lo stambecco e il camoscio nelle zone montane. I cacciatori Maddaleniani si

spostavano ciclicamente dalla costa atlantica al massiccio centrale. Le abitazioni sono

rappresentate da tende con struttura in legno costruite a livello del suolo. La

produzione litica maddaleniana appare altamente specializzata, si formano delle

regioni ben delimitate, in ciascuna delle quali i siti maddaleniani sono riforniti della

medesima selce, talora dopo una prima fase di lavorazione nelle medesime officine

litiche(selci arcuate=grandi nuclei maddaleniani della francia).

L'epigravettiano Italico:

La tradizione Gravettiana che si sviluppa per tutto il II Pleniglaciale e per il

tardiglaciale determina la formazione dei complessi Epigravettiani, che sono viste

sostianzialmente come un prolungamento del gravettiano, di cui ripropongono i

caratteri litici, morfologici.

L'epigravettiano Italico diffuso in Provenza, nel versante meridionale delle Alpi, in

val padana, nel carso nella penisola italiana e in sicilia.

Nella sequenza epigravettiana italica possiamo distinguere:

1. Fase antica di età pleniglaciale, l'epigravettiano antico si articola in due livelli

caratterizzati dalle “punte a faccia piana”(chiamate anche punte areniane, sono

ricavate mediante ritocco piatto o semplice, invadente e più raramente coprente

la faccia dorsale o estesa anche alla faccia ventrale) e dalle punte a cran(punte

di armi da getto). - (arene candide, grotta di paina).

2. Fase recente di età tardiglaciale, l'epigravettiano recente mostra fenomeni

diffusi negli stati temperati del tardiglaciale(Bolling e Allerod). Vediamo in

questa fase un intenso sfruttamento dei nuclei, che determinano la presenza di

residui molti piccoli, accorciamento grattatoi frontali, comparsa di tipi

ungiformi, diminuzione di gravettes e microgravettes, comparsa di altri tipi di

piccole punte a dorso, la diffusione di lamelle e di punte a dorso curvo su

supporto laminare. Comparsa di microliti geometrici

Per quanto riguarda il paesaggio vediamo durante l'acme del secondo Pleniglaciale un

abbassamento del limite delle nevi fino a 1500-1400 m, la regressione marina portò le

linee di costa a meno 100 m, determinando l'emersione dell'alto adriatico che

determinava così un estensione per la pianura padana. Nelle regioni tirreniche invece

prevalsero condizioni climatiche oceaniche con paesaggi di steppa arborata a pino e

con aree di rifugio della vegetazione mediterranea.

Gli abitati si trovano prevalentemente in ripari sotto roccia e all'aimboccatura di

grotte. La caccia è orientata per le regioni tirreniche su stambecchi e camosci(nelle

fasi rigide) e cervi (in quelle temperate) e nelle regioni adriatiche: stambecchi cavalli,

asini, (idruntini), uri. I cacciatori epigravettiani si adattarono alle nuove prede,

cacciate nei siti di fondovalle, e penetrando nell'area alpina, probabilmente

inseguendo le prede tradizionali. Sono di quest'età i primi siti epigravettiani di

montagna, posti a quote di 1000-1400 m, dove i gruppi si trasferivano durante la

stagione autunnale per cacciare soprattutto lo stambecco. In molti siti costieri la

raccolta dei molluschi divenne progressivamente l'attività prevalente.

L'Epigravettiano dell'europa centro-orientale:

Nell'europa centro-orientale il II Pleniglaciale è caratterizzato nella fase più fredda,

quando l'inlandsis aveva raggiunto la maggior estensione(nell'intervallo cronologico

tra le morene di Brandeburgo e le morene di Francoforte) il clima era estremamente

rigido. Le precipitazioni erano scarse, il manto nevoso modesto, l'insolazione forte, i

venti molto intensi. A queste condizioni avverse riuscirono ad adattarsi solo i

cacciatori specializzati, distribuiti nelle regioni meridionali della pianura russa e

lungo il medio corso del danubio. Le industrie litiche e quelle su materie dure animali

mostrano forme caratteristiche di ciascun gruppo, assieme anche alla produzione

artistica. Il quadro del Paleolitico superiore europeo mostra come nella tundra-steppa

erano sorti accampamenti che protremmo chiamare villaggi composti da 100/150

persone. In questi accampamenti troviamo focolari, fosse per la conservazione dei

cibi, depositi di ossa. Il mammut offriva la maggior parte del cibo e di utensileria

ricavabile dalle sue ossa. Le evidenze archeologiche suggeriscono che ogni abitato

controllasse un certo territorio circostante, entro un raggio di 70/100 km, separato da

altri territori di caccia e confini naturali.

Il modello abitativo è quello di fosse circolari od ovali, infossate nel terreno, con

copertura più stabile, piccole capanne semisotterranee, coperto da un tetto sostenuto

da difese di mammut. Le capanne permanenti potevano essere costruite con una

decina di ossa tra cranio, mandibole, scapole, ossa lunghe e difese, oppure con un

centinaio di ossa nel caso di abitazioni più grandi. All'interno delle abitazioni i

materiali litici sono costanti suggerendo le medesime attività fondamentali.

Importante se non fondamnetale è la lavorazione della terracotta mediante forni, i

gruppi misero in atto una forma rudimentale di approvigionamento a lunga distanza

coprendo distanze di 500-600 km medianti spedizioni sistematiche o mediante una

rete di scambi.

La colonizzazione dei “plateaux” e della grande pianura dell'Europa media nel

Tardiglaciale:

Con l'avanzata dell'inlandsis a Nord e la trasgressione dei ghiacciai alpini a sud (acme

II Pleniglaciale wurmiano) i gruppi di cacciatori di mammut dell'Europa media

furono costretti ad emigrare verso la Pianura russa. Fino al Tardiglaciale wurmiano

l'Europa media è dunque spopolata. Il Tardiglaciale dell'Europa viene suddiviso in 7,

caraterizzato da clima freddo e arido.

Nell'interstadio Pre-Bolling il paesaggio di plateaux vide un progressivo incremento

delle arboree, mentre la grande pianura era occupata ancora dalla tundra. Negli

interstadi di Bolling e di Allerod si registra lo sviluppo delle foreste di betulla e pino

nelle regioni settentrionali, con qualche essenza termofila nelle regioni meridionali e

orientali. Le modificazioni dell'ambiente determinano la migrazione verso Nord dei

branchi di renne e la diffusione dei cervi. La cacciagione è rappresentata sopratutto

dalla renna e dal bisonte(complesso di Federmesser).

La società e la spiritualità nel Paleolitico superiore:

Organizzazione sociale:

Le conoscenze sull'aorganizzazione sociale si fondano su presunte ricerche

etnografiche dei popoli attuali come eschimesi, lapponi o Siberiani. Unica

incomprensione è che gli ambienti dei popoli primitivi non sono paragonabili a quelli

di tundra attuale(caratterizzata da paesaggi con .poca foresta e

permafrost)conseguentemente anche le strategie di adattamento saranno differenti. Le

società del Paleolitico superiore non hanno avuto sviluppo uniforme.

Va tenuto presente che i gruppi di cacciatori del paleolitico superiore non furono mai

distribuiti uniformemente nel territorio. Per intervalli di tempo piuttosto lunghi si

realizzarono grosse concentrazioni in alcune regioni, separati da vaste aree dove le

evidenze archeologiche sono scarse o assenti.

Circa la consistenza dei gruppi di cacciatori viene dagli scavi delle abitazioni con

focolare, manufatti e qualche resto di pasto presuppone un gruppo di 5-10 persone.

Le strutture degli abitati suggeriscono una divisione del lavoro all'interno del

medesimo sito. Vi sono officine litiche, deputate alla lavorazione della selce e di altre

rocce dure. Capiamo la cultura e la spiritualità dei gruppi anche dai grandi cicli

pittorici come quelli della grotta di Lascaux o della grotta di Altamira o dei grandi

complessi di incisioni(parpallo, limeuil, ecc) potrebbe essere attribuita ad artigiani

specializzati, se non addirittura caste speciali, mantenute da ampie collettività. Le

evidenze archeologiche le presentano una forma di divisione sociale sono rare,

notiamo però di fondamentale importanza il ruolo dello sciamano nelle raffigurazioni

rupestri, uomini mascherati, abbigliati, con resti di animali, come il “dio cornuto”.

Nell'accampamento di Dolni Vestonice notiamo una abitazione isolata rispetto alle

altre interpretata come abitazione dello sciamano.

Modi di vita:

I gruppi di cacciatori di mammut erano piuttosto mobili per inseguire i branchi di

renne e mammut. Vi sono però anche insediamenti stabili occupati durante tutto

l'anno. Riguardo alla mobilità dei gruppi sono stati proposti tre modelli:

Nella fase iniziale del paleolitico superiore (protoaurignaziano, Aurignaziano

● antico)la presenza dei reperti alloctoni potrebbe essere il risultato di lunghe

migrazioni oppure di contatti occasionali tra gruppi diversi.

In età più recenti, ad esempio nel Gravettiano dell'europa orientale e nel

● Maddaleniano, la continuità dell'approvigionamento suggerisce trattasi del

risultato di scambi realizzati attraverso contatti sistematici tra gruppi occupanti

territori diversi e contigui o di spedizioni ripetute alle località di estrazione o di

raccolta.

Non è ben chiaro se gli spostamenti siano avvenuti esclusivamnete via terra o anche

attraverso il mare( es. la regressione marina del Pleistocene superiore aveva messo in

comunicazione sicilia – calabria vs. caccaitori epigravettiani avevano i mezzi

per affrontare il mare [ritovam. Aurignaziano in sicilia].

Abbigliamento ed oggetti ornamentali

Le informazioni sull'abbigliamento vengono da figure umane abbigliate nelle

rappresentazioni artistiche che avevano significato simbolico(erano utilizzate per

trasmettere messaggi di etnia, di gruppo, di classe o di status sociale). Si può inoltre

pensare che ad essi fosse attribuito un potere magico(amuleti). Gli oggetti

ornamentali si presentano come i già citati oggetti in osso o avorio coma ad esempio

denti rari come i canini atrofici del cervo o conchiglie del mar nero, ecc.

Sepolture e altre pratiche funerarie:

Le sepolture del Paleolitico superiore mostrano una notevole varietà di riti. I cadaveri

sono deposti in fosse appositamente scavate, in posizione allungata, fortemente

retratta o leggermente ripiegati. Gli scheletri maschili sono più numerosi. La maggior

parte degli scheletri è associata a un corredo, costituito prevalentemente da strumenti

di uso comune(spesso di dimensioni maggiori del solito e con lavorazione molto

accurata, ma anche ocra rossa, da oggetti ornamentali e decorazioni e opere d'arte.

Alcune sepolture come nel caso delle arene candide o dei Balzi rossi di Grimaldi,

Sungir, S. Germain-la-rivière, mostrano corredi particolarmente ricchi: i cadaveri

furono deposti con vesti, decorate da oggetti ornamentali, collane, bracciali, pendenti,

strumenti di dimensioni eccezionali, eccetera.

È possibile che verso la fine del paleolitico superiore alcune aree siano state

intenzionalmente riservate per accogliervi delle sepolture. Ecco che bisogna allora

sottolineare il rispetto usato dagli epigravettiani che scavando una fossa per una

nuova inumazione incontravano ossa di precedenti inumati: le ossa venivano

accuratamente raccolte e ricomposte, evidententemente senza le cognizioni

anatomiche neccessarie per la loro corretta collocazione.

La produzione artistica:

I cacciatori del paleolitico superiore hanno prodotto un ingente quantità di opere

d'arte. Si distingue quindi in:

Produzione d'arte mobiliare:

● per questa produzione sono stati utilizzati supporti di pietra, d'osso e di avorio

ed eccezionalmente di legno, che sono stati incisi, scolpiti e dipinti; più

raramente l'opera d'arte è stata modellata con l'argilla e quindi cotta.

produzione d'arte parietale:

● è limitata nelle regioni con grotte e ripari sotto roccia o comunque dove si

trovano superfici rocciose. Si è conservata soltanto nei casi in cui le superfici

non hanno subito(per effetto del crioclastismo[crioclastismo=processo di

disgregazione fisica della roccia causato dalla pressione del ghiaccio presente

nelle fessure ] o dell'erosione, anche eolica), modificazioni tali da cancelle

pitture e incisioni. La densità massima delle oper si ha nell'area franco-

cantabrica. Su 131 siti, 123 si trovano in Francia e in Spagna, 4 in Italia, 2 in

Portogallo, 1 in Romania e 1 in Russia.

Le tecniche adottate sono varie:

In tutte le età sono state usate l'incisione(con una gamma di tratti molto fini,

impiegando il Bulino, a solcature molto marcate), il bassorilievo, la scultura a tutto

tondo; la martellina è limitata ad alcune età. Su alcune superfici di grotte è stata usata

la tecnica della pellicola argillosa sperficiale, di colorazione più scura che spesso

ricopre le pareti calcaree, di colorazione più chiara. Frequentemente sono invece state

sfruttate morfologie naturali.

Un Primo problema è stato quello di datare le opere d'arte parietali. Superato poi con

il metodo del Radiocarbonio(metodo AMS = Accelerator ,mass, Spectometer),

datando i materiali di origine organica presenti nei pigmenti, utilizzati come leganti,

ad es. carbone, legna.

Su base stilistica invece vengono distinti:

Periodo pre-figurativo(corrispondente al castelperoniano), nel quale la

● produzione è limitata a bande di tratti incisi

Periodo primitivo: (Aurignaziano – Gravettiano), nel quale compiaono le prime

● opere figurative, sia mobiliari che parietali

Periodo arcaico: (Soultreano e maddaleniano antico), al quale risalgono

● l'insieme dei grandi blocchi con animali scolpiti in bassorilievo del sud ovest

francese e alcuni dei maggiori complessi di pitture e incisioni parietali.

Periodo classico(Maddaleniano recente), con la ricchissima produzione


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto sull'introduzione al paleolitico su concetti di: antichità dell'uomo e preistoria, principali orientamenti nello studio del paleolitico, i cicli culturali, lo scavo dei depositi antropici, sedimenti e suoli, faune, evidenze archeologiche, archeozoologia, etc.etc.


DETTAGLI
Esame: Agiografia
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Agiografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Giorgi Andrea.

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