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raffinate e quindi determinati. Ogni campione contiene uno spettro pollinico dal quale

si risale.

Faune:

è uno studio Paleozoologico, riguarda più gruppi di organismi, animali sensibili alle

modificazioni climatiche come molluschi terrestri, piccoli mammiferi, uccelli, ecc. I

resti di questo studio vanno confrontati con quelli dei terreni, dei resti vegetali: se le

conclusioni saranno univoche, la ricostruzione dell'ambiente e della sua evoluzione si

potrà ritenere corretta. La composizione della fauna potrà riflettere in grado diverso

l'ambiente. Capire la fauna vuol dire seguire le esigenze alimentari del uomo del

paleolitico che talvolta ha abusato della caccia nei riguardi di tutto ciò che poateva

essere cacciato e talvolta invece preferiva una caccia di tipo selettivo. In alcuni siti la

concentrazione di ossa animali potrebbe significare non soltanto il passaggio

dell'uomo ma la presenza di carnivori cacciatori(tana di orsi nelle caverne). La

tafonomia studia l'agente o la causa che ne ha determinato l'accumulo.

Le evidenze archeologiche. Suoli di abitato

Ogni sito preistorico è stato occupato più o meno lungamente una sola o più volte. La

rioccupazione dello stesso sito può avvenire anche con intervalli di migliaia di anni.

Questa differenza non si può capire se non si nota una differenza marcata nella

stratigrafia dei reperti(nel caso delle stratigrafie orizzontali). Le modificazioni del

substrato dovute alla presenza dell'uomo, costituisce uno strumento valido per lo

studio dei processi di formazione dei suoli di abitato(archeopedologia).

Strutture d'abitato:

Lo spazio abitato dall'uomo ha avuto una sua organizzazione, che se non alterata

riflette delle evidenze archeologiche, riconducibili talvolta a strutture. Lo studio delle

strutture consente di avanzare ipotesi sul ruolo del sito nel sistema di vita dei

cacciatori paleolitici.

Archeozoologia:

I resti animali introdotti dall'uomo nel sito, solitamente mammiferi, pesci, uccelli,

riflettono le strategie adottate dall'uomo per procurarsi cibo. Inizialmente l'uomo per

procurarsi il cibo pratica lo sciacallaggio(sottrae la gli avanzi di carne dai predatori

animali), poi l'uomo caccia i mammiferi di piccola taglia ed in seguito anche quelli

più grossi. Il rapporto tra il numero di individui appartenenti a ogni specie indica

quali erano gli animali cacciati e la quantità di cibo ricavata, mettendo in evidenza

eventuali forme di caccia specializzata(es caccia mammut, renna, ecc.). La

determinazione del sesso e dell'etò degli animali abattuti può suggerire pratiche di

caccia selettiva, rivolta allo sfruttamento dei capi che non rivestivano interessi ai fini

della riproduzione e conseguentemente al mantenimento della potenzialità alimentare

del branco cacciato. L'esame delle parti scheletriche come i palchi delle renne o i

denti di erbivori indica la stagione di abbattimento.

Archeologia:

nei depositi si conservano i manufatti più resistenti, come la selce o altre rocce, ma

anche materia dure animali, osso, avorio, conchiglie e come già detto in ambienti

favorevoli anche, legno, fibre vegetali, mastice, ecc.

I prodotti dell'attività antropica vengono distinti sulla base dei materiali impiegati per

fabbricarli. E secondariamente sulla base del metodo di lavorazione. Si parla perciò

di industria litica, di industria su materie dure animali, di ceramica, di metalli. Si

suddivide successivamente in industria della pietra scheggiata da industria di pietra

levigata. (Neolitico, paleolitico).

Gran parte degli insiemi litici del paleolitico inferiore e medio è stato analizzato col

metodo Bordes, mentre gli insiemi del paleolitico superiore sono stati analizzati in

parte col metodo de Sonneville, bordes-perrot, in parte col metodo Laplace. Negli

anni trenta inizio lo studio sulle tracce d'uso condotta da Semenov che arrivò però

tradi ai paesi occidentali (nel 1962). Accanto all'analisi delle tracce d'uso si è

sviluppata la sperimentazione di manufatti e al loro utilizzo confrontando manufatti

archeologici con manufatti sperimentali.

Fino al 1950, quando Bordes introdusse nello studio delle industrie criteri statistici

elementari, la definizione dell'entità tassonomiche del paleolitico era fondata sulla

presenza di associazioni caratteristiche di fossili-guida, riconosciuti in alcuni siti di

riferimento; per il paleolitico medio e superiore, Bordes e Sonneville costruirono dei

diagrammi cumulativi che visualizzavano gli indici tipologici di un insieme, e che

possono essere utilmente confrontati tra loro con i diagrammi cumulativi di insiemi di

riferimento.

Nel 1957 laplace teorizzò un nuovo metodo di analisi quantitativa delle industrie

litiche, introducendo alcune nozioni fonamentali. L'insieme di indici che esprimono

le caratteristiche tecniche, tipologiche e tipometriche, costituisce la struttura di un

insieme litico: tipi, classi, famiglie tipologiche.

Gli insiemi costituiscono un complesso industriale, un complesso industriale nasce

quando da tipi comuni (sostrato)emergono via via sempre più tipi specializzati,

l'evoluzione è espressa da variazioni degli indici “sensibili”. Laplace parla di

“squilibrio strutturale” nei casi in cui qualche insieme omogeneo presenti una

struttura “inflazionata”. Binford propose l'interpretazione funzionale. I ricercatori

intendevano che le entità tipologiche dei manufatti corrispondessero ad etnie, delle

quali sarebbero state espressione tecnologica.(la più semplice è quella che vede

gruppi distinti sotto l'aspetto socio-culturale nei portatori del musteriano di tradizione

acheuleana, nell'Aurignaziano, nel gravettiano, nel maddaleniano, ecc., cioè tutte le

maggiori entità tassonomiche. Bordes insiste sull interpretazione “culturale”

opponendola all'interpretazione funzionalista di Binford, sottolineando la

contemporaneità dei differenti gruppi musteriani in età wurmiana. Laplace invece qui

sostiene che lo sviluppo dei preistorici espresse da famiglie di complessi si sia

realizzato lungo una sequenza di stadi omologhi(parallellismo evolutivo),

coinvolgendo sia tendenze ortogenetiche(spresse dalle caratteristiche morfologiche e

strutturali dei complessi, sia da contatti culturali alle frontiere tra gruppi autonomi

pervenuti al medesimo stadio evolutivo. Questi contatti indotti dalle modificazioni

climatiche, determinano, l'introduzione di elementi catalizzatori nuovi, provocando

all'interno dei complessi brusche mutazioni.

*Noi riteniamo che la composizione dell'industria formata da manufatti litici e di

materie prime dure animali, prodotta da un gruppo umano, in un det. Intervallo di

tempo sia controllata da vari fattori:

La natura della materia prima, la disponibilità, che condiziona la sua fruizione

● e lavorazione

la tradizione tecnologica trasmissioni intergenerazionali

● innovazioni, nuove scoperte legate ai cambiamenti ambientali

● innovazioni dovute da scambio tra gruppi differenti esterni

Il ricercatore deve basarsi su un campione proveniente da un gruppo di manufatti

collocato nell'unità stratigrafica(US).

Per cui influisce:

Il metodo adottato nella raccolta reperti(comprende anche manufatti piccoli)

● l'estensione dello scavo, la loro distribuzione

● L'omogeneità del campione, per i siti rioccupati più volte si parla di

● “Palinsesto”

Durata occupazione sito(campi residenziali, bivacchi, campi stagionali)

● La natura delle attività del sito(siti specializzati)

● Particolarità di elementi litici (singolarità)

la disponibilità e le caratteristiche(natura, forma, dimensioni) della materia prima si

riflettono sulle tecniche di produzione dei supporti, sulle loro dimensioni, sulla durata

dell'uso e sull'eventuale riutilizzo degli strumenti. In alcune regioni dove selce di

buona qualità è disponibile in grande quantità sotto forma di grossi noduli, le

dimensioni degli strumenti sono sensibilmente più grandi in tutte le età. Viceversa

dove la selce è presente soltanto sotto forma di ciottoli di dimensioni modeste, il

microlitismo è la norma. La tipologia litica può essere messa in relazione con le

attività svolte nei siti. Esiste certamente un legame, ma bisogna tenere conto che

accanto agli strumenti posti su base tipologica esistono anche molte schegge e molte

lame utilizzate senza essere state elaborate mediante ritocco. Talvolta manufatti non

ritoccati adempiono le stesse funzioni di quelli ritoccati.

Nella sequenza Gravettiano-Epigravettiano, che occupa un intervallo cronologico di

15.000 anni si realizzano importanti modificazioni, che riguardano maggiormaente le

armi utilizzate per la caccia(come gravettes e micro gravettes=punte a dorso retilinee

o subretilinee, flechette=piccola punta a ritocco marginale, di forma assimmetrica,

Punta de la font robert=a peduncolo, punta da Vachons=varietà di gravette, punta a

faccia piana=ritocco semplice o piatto di forma simmetrica, punta a cran=con tacca

basale, ecc. L'analisi delle tracce d'uso mette in evidenza fratture da impatto

ricollegabili a ad armi da getto.

Per comprendere il grado di similarità degli insiemi litici coevi provenienti da siti

differenti ma attribuibili alla medesima entità tassonomica ben definita

tipologicamente c'è l'indice robinson che varia da 123 a 128; tuttavia alcuni insiemi

liti hanno un grado di similarità più basso.

A nostro parere l'indice robinson è inadeguato, perchè pone sullo stesso piano tipi

scarsamente elaborati(es. Grattatoio frontale su lama) e tipi molto complessi(es.

Bulino busquè).

Una valutazione acettabile dovrebbe tenere conto.

Dei procedimenti adottati per ottenere i supporti(catene operative).

● Della presenza di tipi altamente specializzati

● delle frequenze di classi e di tipi all'ainterno del medesimo gruppo tipologico

Cronologia e Paleoclimatologia:

Geocronologia:

Fin dal secolo scorso i ricercatori paleolitici avevano necessità di uno schema

cronologico, per una prospettiva temporale. I tempi preistorici abbracciano il

Pliocene. L'ultimo periodo dell'era terziaria e l'era quaternaria. Verso la fine del

Pliocene, attorno a 2.000.000 di anni fa, in africa e in america meridionale compaiono

i resti scheletrici riferiti al genere homo, e i primi manufatti litici. Il limite tra

Pliocene e Pleistocene è stato fissato attorno 1.800.000 anni fa, in corrispondenza del

deterioramento climatico nel mar mediterraneo, e l'introduzione di faune fredde in

corrispondenza con l'inizio delle glaciazioni che caratterizzano l'era quaternaria.

Il Pleistocene viene ripartito in inferiore, medio e superiore. Il limite tra pleistocene

inferiore medio è stato fissato attorno a 700.000 anni fa, momento in cui abbiamo un

inversione del polo magnetico terrestre(limite Matuyama-Bruhnes). Per il limite del

Pleistocene medio e superiore si fa riferimento alla fine del Glaciale Riss, attorno a

120.000 anni fa.

Glacialismo ed eustatismo:

Durante l'era quaternaria il la terra è stata interessata da importanti variazioni

climatiche, determinate da cause astronomiche, che nel emisfero boreale provocarono

grandi accumuli di ghiaccio sulle terre emerse(glaciazioni) e conseguenti regressioni

delle linee di costa di oceani e mari, intervallati di fasi di ritiro dei ghiacci e da

trasgressioni marine. Nella regione alpina sono state distinte 4 glaciazioni chiamate

rispettivamente: Gunz, Mindel, Riss, Wurm, come gli afluenti del Danubio.

Durante le glaciazioni sulla penisola scandinava si formò una calotta glaciale, detta

inlandsis(termine norvegese che indica ghiacciai continentali).

Cronologia delle varve:

Le varve sono strati limosi che si depositano in acque lacustri o marine nelle regioni

periglaciali. Con il metodo Varve è possibile stabilire l'alternanza di periodi caldi e

freddi, grazie alla presenza di lamine chiare possiamo dedurre periodo caldo(disgelo),

le lamine scure indicano sedimenti di materiale durante il periodo invernale. Le varve

possono essere collegate con il C 14.

Dendrocronologia:

Si fonda sugli anelli di accrescimento di alcuni alberi longevi, sensibili alle

modificazioni climatiche come alcune conifere e quesrce. La dendrocronologia può

essere applicata al C 14 per datazioni calibrate.

Cronologia isotopica

Ricerche rivolte a stabilire le variazioni di temperatura terrestre sulla base del diverso

rapporto tra gli isotopi stabili dell'ossigeno 16O e 18O presenti nei carbonati (rocce,

gusci calcarei di organismi marini, ossa, ecc) e nei ghiacci continentali. Questo

metodo ha contribuito a determinare curve isotopiche degli ultimi 900.000 anni, ma è

stato applicato solamente a sequenze di forminiferi e molluschi che vivono sulla

superficie dei mari, e che si trovano conservate nei fondali. Nella cronologia

isotopica vien distinta una sequenza di stadi, numerati a partire da 1(stadio isotopico

attuale):

1. Staio isotopico attuale

2. stadio isotopico riferito al II Pleniglaciale

3. stadio isotopico riferito all'interpleniglaciale

4. Stadio isotopico riferito al I Pleniglaciale Wurmiano

5. Stadio isotopico riferito all'intrglaciale Riss-wurmiano

Cronologia magnetica:

Il campo terrestre ha subito numerose variazioni di senso. Poiché le rocce vulcaniche

durante il raffreddamento risentono l'influenza del campo magnetico terrestre

risentono l'influenza del campo magnetico terrestre, acquisendo un magnetismo

residuo che ha la medesima direzione, esse consentono di individuare il campo

magnetico esistente al momento della solidificazione. Una serie di datazioni

realizzate con il metodo K/Ar ha consentito di attribuire alle inversioni del campo

magnetico età espresse in anni, e di costruire conseguentemente una cronologia

paleomagnetica.

Determinazione dell'età calendariale: Metodo del radiocarbonio.

Il carbonio radioattivo C 14 è un isotopo del carbonio prodotto nella fascia più alta

dell'atmosfera terrestre dall'azoto colpito dal flusso di neutroni prodotti dai raggi

cosmici. La piccola quantità di C 14 viene ossidata e concorre alla formazione

dell'anidride carbonica (CO2). In questo modo il C 14 entra nel ciclo del carbonio ed

è presente in tutti gli organismi viventi nei quali mantiene un equilibrio con l'isotopo

stabile C 12 fino a che c'è uno scambio tra l'organismo e l'ambiente, cioè fino alla

morte dell'organismo. Dopo la morte dell'organismo il C 14 si riduce

progressivamente secondo la legge del decadimento radioattivo, dimezzandosi in un

periodo di 5568 anni. Quindi confrontando il tenore di C 14 di un campione di

riferimento attuale(1950 A.D) con quello del campione da datare è possibile stabilire

il momento in cui il processo di decadimento è iniziato. (il metodo del radiocarbonio

fu proposto da W. Libby che vinse il nobel).

Le datazioni possono essere eseguite con: frustoli di carbone, legni, ossa, conchiglie.

Col metodo del radio carbonio è possibile datare campioni di età inferiore a 50.000

anni. L'incertezza assoluta cresce con il cresce dell'età dei reperti analizzati.

AMS – Accelerator Mass Spectometer:

Spettrometria di massa ad alta energia.

Metodo del potassio/argon:

Interessa la datazione delle rocce magmatiche, Potassio radioattivo (40 K) presente al

momento del raffreddamento producendo Argon (40 AR), per ciò il rapporto 40K/40

Ar, misurabile in alcuni minerali consente di datare il momento del raffreddamento.

Possiamo stabilire l'età di rocce eruttive che sono in relazione con depositi antropici.

Metodo dell'uranio Torio:

Uno degli isotopi dell'uranio(U238) si combina col carbonato, dal suo decadimento si

forma prima un altro isotopo instabile (U234) e infine il Torio(230 Th). Possiamo

quindi datare organismi conchiglie e coralli.

Termoluminescenza (TL)e risonanza di spin:

Il metodo della termoluminescenza si basa sugli elettroni presenti in un cristallo che

attaverso il riscaldamento del cristallo producono una luce di debole

intensità(termoluminescenza), questo metodo è applicato alle selci che sono state

esposte all'azione del fuoco ottenendo datazioni fino a 300.000 anni.

La risonanza Spin elettronico (ESR):

Prevede l'ndividuazione degli elettroni mediante spettrometria, può essere applicato a

vari materiali come il quarzo e la calcite, i denti e anche le ossa, le datazioni ottenute

arrivano a 700.000 anni.

La comparsa dell'uomo nelle regioni tropicali dell'africa.

Gli ominidi e la comparsa di Homo Habilis

Nel Paleocene, attorno a 70 milioni di anni nelle regioni tropicali comparvero i

primati. (per primati intendiamo, secondo Linneo, l'insieme delle specie poste nella

scala dei viventi, compreso l'uomo: i primati hanno arti con 5 dita, con alluce,

divergente, pollice opponibile, unghie piatte, muso corto con orbite poco lontane, che

favorisce la visione stereoscopica, denti in numero ridotto e volume cerebrale

maggiore degli altri mammiferi rispetto al volume corporeo).

La comparsa degli ominidi a 5 milioni di anni fa è marcata da importanti

modificazioni, che corrispondono all'acquisizione della stazione eretta e che

interessano la colonna vertebrale, al bacino che si allarga, e alle altre modificazioni

che interessano il cranio che tende sempre di più ad una forma seferica. Alla famiglia

degli ominidi vengono attribuiti il genere Australopithecus(estino attorno ad un

milione di anni fa, e il genere Homo. La prima scoperta di Australopithecus è

rappresentata da un modello endocranico naturale della parte anteriore del cranio di

un individuo giovane trovato da R. Dart nel 1924, e attribui il modello ad una

scimmia antromorfa bipede chiamandolo australopiteco africanus. Sono stati trovati

resti scheletrici nei pressi di cavità carsiche perchè cacciati da carnivori e trascinati

nelle grotte.

La scoperta di un cranio di Australopithecus nella gola di Olduvai nel 1959 segna

l'inizio di numerose scoperte nella stessa zona dell'africa causata dei movimenti

tettonici della Rift Valley che in un arco di tempo di 1.500.000 anni ha segnato il

passaggio di sedimenti di varia natura. La maggior parte dei ritrovamenti viene da

giacitura secondaria, ma recenti scavi hanno riportato alla luce paleosuoli degli

ominidi.

Australopithecus afarensis:

Hadar, Lateoli, africa orientale, si colloca tra 3.7 e 3 milioni di anni, di tagli più

piccola dell'uomo, arti superiori più lunghi e testa più piccola, capacità cranica

modesta(media 410cc), apparato masticatorio robusto, bipedismo ma arti molto

sviluppati per vita arboricola)

Australopithecus Africanus:

Taung, Sterkfontein, Makapansgat, africa orientale, turkana ovest. Datato tra 3 e 2

milioni di anni, peso corporeo stimato. Adulti 33 a 67 kg statura 145 cm. Cranio

presenta una fronte e una visiera soprorbitaria(450 cc), mandibola robusta, scheletro

postcraniale, indica si bipedismo sia arrampicarsi sugli alberi. La forma robusta viene

chiamata:

Australopithecus robustus:

dimensioni corporee più grandi, peso 42 a 62 kg, statura media tra 150 e 160 cm (520

cc), cranio presenta una faccia corta, cresta saggitale serviva per un potentissima

masticazione, premolari e molari molto robusti, canini ridotti.

Homo Habilis:

Dagli australopitechi hanno distinto la specie habilis, definita sulla base dei resti

scheletrici fondamentali (OH 7: parietali, ossa della mano). Vari reperti di homo

habilis sono stai trovati nel lago turkana. Ma tra i reperti più significativi, che alcuni

ricercatori intendono come dimorfismo sessuale, altri come la coesistenza di due

specie diverse, vanno segnalati un cranio di un adulto trovato a Koobi fora (KNM ER

1470) che si distingue per l'elevata capacità cranica e per i grandi denti simili a quelli

degli Australopitechi. Un altro cranio della stessa località è (KNM ER 1813) di

dimensioni minori e con denti più piccoli. Dagli australopitechi l'ho habilis si

distingue per la maggiore capacità cranica (510 -750cc – media 630cc), pareti frontali

più ampi, accentuazione del solco sopraorbitario, occipitale più arrotondato, creste

craniche meno prominenti, mandibola e mascellare più piccoli, arcata dentale

parabolica, molari più piccoli, ristrutturazione del cervello ma incertezza negli arti

provenienti da stessi giacimenti no si sa se bipede o non bibede.

Particolare attenzione va data ai prodotti di scheggiatura(chopper e choppin tools)

provenienti da koobi fora, perché la lavorazione del materilae in quel caso avvine da

una persona destrimane, per cui se le scimmie sono mancine, vol dire che quest

attitudine è tipicamente umana.

Differenza tra uomo e scimmie:

Le scimmie antropomorfe vivono esclusivamente o prevalentemente a terra,

● non sono bipedi, non conoscono (tranne eccezioni) un legame di coppia

familiare, non praticano la spartizione del cibo, la femmina tiene con se i

piccoli non ancora auto sufficienti, hanno un attività sessuale soltanto durante

l'estro.

L'uomo invece vive esclusivamente a terra, è bipede, pratica il legame di

● coppia e vive in nuclei familiari, spartendo il cibo con la femmina che tiene i

piccoli. L'attività sessuale è continua e le nascite sono ravvicinate nel tempo.

La femmina può svezzare contemporaneamente più piccoli. L'uomo è capace

di progettare, costruire ed utilizzare strumenti(conferire ad uno strumento una

determinata forma e correlarla con il suo uso.

Possiamo ritenere che il bipedismo sia alla base del processo evolutivo che ha

portato alla comparsa degli ominidi e che sia sto determinato dall'ambiente aperto e

arido della savana. Il progressivo inaridimento del clima nel Miocene avrebbe

determinato nel Corno d'Africa l'affermarsi della savana a detrimento della foresta

tropicale, provocando una crisi delle specie arboricole, alcune delle quali si sarebbero

così adattate alla vita terricola. Nella savana, dominio dei carnivori, il bipedismo

costituiva uno svantaggio, che sarebbe stato superato dall'incremento del numero dei

nati, reso possibile dalla sessualità continua e dalle capacità di cure parentali

multiple.

Ambiente, abitati ed economia

Gli ominidi frequentavano ambienti diversificati: la steppa arborata tropicale, la

savana, la prateria montana. Gli insediamenti erano spesso collocati lungo laghi o in

radure di foreste o corsi d'acqua. Si attestano però anche strutture temporanee e

stagionali. Nel sito di Gomborè datato attorno a 1.6 milioni di anni sono presenti in

una decina di metri quadri piccoli cerchi interpretati da J Chavillon (1974) come un

sistema di bloccaggio di paletti conficcati nel terreno per sostenere una struttura in

legno. Nei pressi dei siti sono stati trovati numerosi resti di animali della savana, da

elefanti a coccodrilli, che non ci fanno capire se l'homo habilis praticasse lo

sciacallaggio con le prede di altri carnivori o se cacciasse.

Le industrie litiche: L'Olduvaiano

Homo Habilis sembra essere autore dei più antichi manufatti in pietra, testimonianze

esunte dal sito di Olduvai(strato I), che ha restituito però sia resti di Homo Habilis

che di Australopithecus Boisei. Sembra più probabile però la provenienza di Homo

Habilis, per la relativa uniformità nella tradizione tecnologica e l'ampiamente

dimostrata associazione tra forme umane derivate da H. habilis(H.erectus) e industrie

litiche di derivazione olduvaiana(Acheuleano). Le prime industrie sono ricavate

esclusivamente dalla pietra e provengono tutte dall'africa orientale. Homo habilis ha

utilizzato schegge d'osso (come è dimostrato da alcuni reperti ad Olduvai), ma non ha

fabbricato strumenti di materie dure animali ha forma determinata. Bisogna essere

rigorosi nel distinguere materiali di intervento antropico che potrebbero avere origine

naturale(forme ingannevoli).

Le più antiche industrie litiche Africane sono indicate con il termine Olduvaiano,

derivato dal giacimento, Olduvai in Tanzania. Nella loro fabbricazione furono

utilizzate rocce locali: ossidiana, basalto, quarzite, diaspro, selce, lava, tufo(scelta

intenzionale). Per questo periodo distinguamo due tipi di maufatti litici: i Choppers

ottenuti mediante una sequenza di stacchi unidirezionali e i Chopping tools, stacchi

bidirezionali. In base allo stacco del lato distinguiamo ulteriormente in choppers

leterali e Choppers distali.

Gli stacchi coi quali sono stati elaborati ciottoli e blocchi di materiale grezzo hanno

prodotto delle schegge. Choppers, chopping tools, poliedri e simili non sono altro che

nuclei, residui della produzione di schegge(tesi non condivisa dalla maggior parte

degli autori). Le schegge sono spesso utilizzate senza ulteriore elaborazione, l'esame

delle superfici presenta tracce di scarnificazione, raschiatura di legni e taglio di erbe.

Gli insiemi litici Olduvaiani mutano da sito a sito.

La diffusione dell'uomo in Africa e nelle regioni temperate dell'Europa e dell'Asia. Il

Paleolitico inferiore.

Homo erectus e Homo sapiens Arcaico.

Alla specie Homo Erectus vengono attualmente riferiti resti scheletrici provenienti da

giacimenti africani che si collocano cronologicamente tra 1,7 e 0,5 mila anni(Ma) e

resti asiatici tra 0.7 e 03 mila anni, mentre per l'Europa i più antichi risalgono a 0.5 e

0.3 mila anni. L'arco di tempo in cui si collocano i reperti di H. Erectus è molto

ampio e ampia è la distribuzione geografica dei fossili. Nel 1891 nell isola di Giava

Dubois trovò una calotta cranica ed un femore attribuito alla specie di Homo

pitecantropus erectus, che secondo Dubois rappresentava il cosiddetto anello

mancante tra scimmie antropomorfe e uomo. Black invece nel 1927 scopri presso

pechino nella grotta di Zukudian, i resti di oltre 40 individui, atribuiti alla specie di

sinantropus pekinensis. (attualmente pitecantropi e sinantropi), e vennero riferiti alla

medesima specie dell'Homo erectus.

Punti di vista:

secondo alcuni autori i reperti europei del Pleistocene medio inferiori a 0.5

● Ma, andrebbero riferiti a homo erectus.

Secondo altri, ne sostengono l'attribuzione a H. Sapiens arcaico

In Ogni caso si deve ammettere la presenza di Homo erectus in europa già verso la

fine del pleistocene medio, attorno a 1 milione di anni.

Confronti:

Rispetto all'Homo habilis, l'erectus mostra il cranio con capacità maggiore, faccia più

corta col naso proiettato in avanti, mascellari più voluminosi, ma con molari e pre

molari più piccoli, frontale basso e sfuggente con grosso toro sopraorbitario

sovrastato da un solco, volta cranica bassa e spessa che presenta alla sommità una

carena saggittale(capacità cranica 900 cc nei più antichi, nei più recenti 1100),

apparato locomotore simile a quello moderno, statura attorno a 167 cm.

H. sapiens Arcaico:

si indicano i reperti africani ed europei del pleistocene medio datati tra 0.5 e 0.12 Ma,

che si differenziano da H. Erectus per la maggiore capacità cranica, per i parietali più

grandi, per il toro occipitale meno pronunciato. I reperti africani di H. sapiens arcaico

suggerirebbero invece una diversa tendenza evolutiva che avrebbe portato all'uomo

moderno.

Si tratta della calotta e della mandibola di Saldanha in Sudafrica, e del cranio di

Broken Hill in Rodesia, del cranio di Bodo in etiopia, ecc.

Modificazioni territoriali ed ambientali

Le modificazioni territoriali del Pleistocene sono state studiate soprattutto in Europa,

dove sono marcate da trasgressioni e regressioni dei ghiacciai continentali rilevate

nelle Alpi, nelle altre catene montuose nella scandinavia e nelle regioni settentrionali

dell'Europa media. Nella regione Alpina si riconoscono 4 trasgressioni glaciali

chiamati rispettivamente: Gunz, Mindel, Riss e Wurm dai nomi di quattro vali del

versante settentrionale delle Alpi.

Gunz: Pleistocene inferiore – 1.2-0.7 Ma

● Mindel: Pleistocene medio – 0.7-0.12 Ma

● Riss: Pleistocene medio – 0.7-012 Ma

● Wurm: Pleistocene superiore – 0.12-0.01 Ma

Tra le glaciazioni si interpongono tre periodi caratterizzati da clima temperato o

caldo, arido o umido detti interglaciali coi nomi delle due glaciazioni contigue:

Gunz-Mindel

● Mindel-Riss

● Riss-Wurm

Le variazioni del volume dei ghiacci continentai determinarono importanti

oscillazioni delle linee di costa.

L'assetto delle terre emerse durante il Pleistocene inferiore e durante il Pleistocene

medio antico rese possibile migrazioni di gruppi di H. Erectus dall'africa all'europa

attraverso gibilterra e la penisola iberica, attraverso la sicilia e la penisola italiana, e

attraverso la penisola balcanica;

Abitati ed economia

La presenza di H. Erectus è documentata da concentrazioni di manufatti litici e resti

scheletrici di animali che presentano tracce di depezzamento, macellazione, taglio e

fratturazioni intenzionali.

A parte qualche caso isolato l'addomesticazione del fuoco avviene intorno a 0.4 Ma,

e comunque entro l'intervallo di 0.4 e 0.2. Ben documentati sono i focolari circondati

da pietre o collocati all'interno di piccole depressioni o ancora su pavimentazione di

lastre di pietra, talora circondati da rialzi di terra, segnalati ad Orgnac.

La domesticazione del fuoco aumentò la possibilità difesa, di conservazione dei cibi,

e consentì la creazione di ambienti artificiali, premessa nella diffusione del uomo in

regioni fredde.

In passato si è ritenuto che H. erectus fosse un grande cacciatore e che i cumuli di

ossa di grossi mammiferi trovati in vari siti africani ed europei, talora associati a

manufatti litici, rappresentino altrettanti butchering sites, cioè aree di macellazione,

dove le carcasse dei grandi mammiferi venivano sfruttate e poi abbandonate.(es

isernia la Pineta). Bisogna stare attenti: la formazione di cumuli di rifiuti può

significare tante cose:

L'azione dell'acqua agisce sul trasporto

● La mortalità per cause naturali degli animali

● L'azione dei carnivori

● L'intervento dell'uomo.

L'idea della caccia si attesta Nell'homo erectus come suggeriscono ritrovamenti a

Clact-on Sea lungo l'antico corso del Tamigi, per quanto riguarda una punta di legno

usata come giavellotto, ma non si esclude che comunque in alcune zone si praticasse

lo sciacallaggio. L'incremento dell'attività strumentale e l'intensificazione della caccia

e forse la divisione del lavoro tra i sessi si realizzo in un arco di tempo di centinaia di

migliaia di anni.

Le industrie litiche:

In una prima fase le industrie litiche prodotte da homo erectus non si differenziano

dall'Olduvaiano, in quanto sono catterizzate dall'associazione di choppers e di

schegge. Vengono in seguito a formarsi forme nuove come i bifacciali(=termine che

indica strumenti ottenuti sia da blocchi o noduli di materiale grezzo, sia da schegge

grandi e spesse, elaborati mediante ritocco semplice o scagliato, ad ampi stacchi, min

modo da ricavare due facce principali convergenti alle estremità). Ai bifacciali sono

associati gli Hacheraux(=strumenti a tranciante o fendente, ricavati da grandi schegge

, spesso mediante un ritocco periferico, di solito ad ampi stacchi, che risparmia un

margine tagliente della scheggia(che diventa la parte funzionale(che diventa la parte

funzionale(che diventa la parte funzionale dello strumento e conferisce alla stessa una

forma simmetrica.) I bifacciali Hacheraux caratterizzano l'Acheuleano. I bifacciali

Hacheraux compaiono dapprima in Africa nella fase di transizione dall'Olduvaiano

all'Acheuleano (Pleistocene inferiore) e in un secondo tempo (Pleistocene medio

antico intorno a 0.5 Ma) si diffondono in Europa e e nell'Asia sud occidentale.

Nell'Asia centro-orientale questi manufatti sono ignoti. Altra fondamentale innovaz.

Tecnologica è la scheggiatura Levalloisiana, che si afferma nel Pleistocene medio

recente, attorno a 0.3 – 0.2 Ma(=industria proveniente dai depositi Levallois, presso

Parigi). La scheggiatura levallosiana è rivolta ad ottenere dei nuclei schegge sottili e

leggere, con margini taglienti, di forma predeterminata mediante una specifica

preparazione dei nuclei.(=il nucleo Levallois è caratterizzato da due superfici

convesse, delle quali una presenta lungo tutto il perimetro una serie di stacchi, di

preparazione, coi quali il nucleo è stato messo in forma, mentre l'altra è la superficie

di distacco delle schegge. Secondo Bordes che si riferisce ai prodotti Levallois

preferenziali, ottenuti in numero di uno o al massimo due per ogni nucleo Levallois;

dopo il distacco della scheggia levallois, di forma triangolare(punta levallois),

laminare(lama levallois) od ovale (scheggia levallois) è neccesario, per ottenere altri

prodotti Levallois rimettere nuovamente in forma il nucleo. Boeda ha individuato la

scheggiatura Levlloisiana ricorrente, a stacchi successivi unipolari, bipolari o

centripeti, che consente di ottenere forma predeterminata, che a loro volta

predeterminano le schegge ottenute con gli stacchi successivi.

Africa e vicino Oriente:

Vari siti dell'africo orientale(Olduvai strato II, Melka Kunturé),

meridionale(SwartKrans) e settentrionale(Ternifine), hanno dato resti scheletrici di

Homo erectus associati a manufatti litici. Numerosi siti, datati tra 1.5 e 0.5 Ma, hanno

dato insiemi litici simili, che sembrano rappresentare una lunga fase di transizione,

dall'Olduvaiano all'Acheuleano. (sito di Olduvai, strato II [Olduvaiano evoluto],

protobifacciali, choppers 11%, sferoidi11%, strumenti su scheggia21%, bifacciali e

Hacheraux 39%.

In Africa L'acheuleano propriamente detto si sviluppa tra 0.5 e 0.1 Ma, caratterizzato

da bifacciali perfezionati e da Hacheraux su scheggia. A differenza di Europa e Asia,

in Africa non compaiono industrie costituite da manufatti su scheggia, prive di

bifacciali.

Asia:

In Asia si distingue tra le regioni meridionali con industrie a bifacciali e Hacheraux e

le regioni in estremo oriente nelle quali i bifacciali sono sconosciuti, in esse sono

presenti industrie a choppers e strumenti su scheggia.

Europa:

In europa le industrie litiche attribuite alla fine del Pleistocene inferiore e

confrontabili con L'Olduvaiano sono caratterizzate da choppers e da strumenti

ricavati da schegge; i bifacciali mancano del tutto.

I siti più significativi sono:

Sito all'aperto Monte poggiolo: 1 Ma

● Sito di isernia la pineta: 0.7 Ma

Nel corso del Pleistocene medio, attorno a 0.5 Ma, in Europa compaiono i primi

bifacciali attribuiti all'Acheuleano, col quale si fa convenzionalmente iniziare il

paleolitico inferiore. Il termine Acheuleano viene usato però anche per indicare

l'insieme delle industrie Africane a bifacciali e Hacheraux, il termine deriva

propriamente dalla località Saint – Aucheil nel bacino della Somme che nel secolo

scorso ha restituito Bifacciali associati a fauna Pleistocenica. In Europa l'Acheulaiano

si sviluppa fino alla fine del Pleistocene medio; parallelamente ad esso compaiono

anche complessi privi di bifacciali(clactoniano e Taiaziano). L'acheuleano di età

mindeliana, comprende una facies settentrionale classica, nota sopratutto a nord della

Francia e in inghilterra, ricca di bifacciali associati a strumenti su scheggia, ottenute

con la tecnica su incudine, e una facies meridionale nota nella francia mediterranea,

in spagna e nella penisola italiana.

I siti italiani:

Anagni

● Torre pietra

● Castel Guido: insieme caratterizzato da resti di elefante, cavallo, uro,

● megacero, cervo e orso, si segnala la presenza di scheggioni d'osso ricavati

dalle diafisi di ossa lunghe di pachidermi, elaborati mediante ritocco: tra essi

sono presenti anche alcuni bifacciali.

L'acheuleano recente (di età rissiana) si caratterizza per la presenza di bifacciali più

perfezionati, di forma lanceolata, a cuore, a mandorla e taloro relativamente sottili e

con margini accuratamente ritoccati. A. Palma di Cesnola (1996) sostiene che nella

penisola italiana è possibile distinguere un area adriatica, nella quale le industrie

Acheuleane recenti comportano schegge prodotte con la tecnica Levalloisiana, e un

area tirrenica nella quale la tecnica Levalloisiana è assente.

Il Clactoniano. venne definito da H. Breuil sulla base dell'industria trovata a

● Clacton-sea, località costiera dell'essex lungo l'antico corso del Tamigi. Nel

giacimento del Swanscombe, lungo il corso attuale del Tamigi, manufatti

clactoniani sono presenti nelle ghiaie e nei limi più profondi e ad essi si

sovrappongono i manufatti acheuleani. In Italia le industrie clactoniane sono

rappresentate nell'appeninno romagnolo e marchigiano, nell'Abruzzo, nel

gargano, in sicilia e sardegna.

Il taiaziano: da Breuil fa rifermiento all'unità stratigrafica del giacimento di La

● Micoque in Dordogna, la cui età si colloca nell'interglaciale mindel-rissiano o

in un interstadio rissiano. Caratteristiche del Taiaziano sono le punte di Tayac,

spesse, formate dalla convergenza di due ritocchi laterali denticolati

Vi sono soprattuto nell'Europa meridionale, altri insiemi omogenei formati da

schegge piccole, spesso massicce, ricavate con una tecnica di scheggiatura su

incudine, elaborate mediante ritocchi in modo da dare raschiatoi e denticolati; le

punte di Quinson, sezione triangolare, che presentano su una faccia dei ritocchi

semplici-piatti bilaterali coprenti. La sua distribuzione interessa soprattuto le regioni

meridionali dell'Europa(giacimenti di Visogliano – carso triestino, Loreto –

basilicata).

Tesi e Antitesi:

Nel definire la tecnica di scheggiatura levallosiana H. Breuil sostenne: una scarsa

modificazione dei prodotti di scheggiatura, caratterizzava il levallosiano, un

complesso autonomo che si sarebbe sviluppato tra Pleistocene medio recente e

Pleistocene superiore. Nel Levallosiano sarebbero riconoscibili degli stadi evolutivi

successivi, in parte attribuiti al paleolitico inferiore, in parte al Paleolitico medio.

Questa Tesi fu vivacemente criticata da Bordes, sostenitore della tesi opposta,

secondo la quale esiste una tecnica di scheggiatura levalloisiana, adottata

nell'Auchelaiano recente e nel Musteriano, ma non un complesso levalloisiano

autonomo(la discussione si occupa di problemi crono stratigrafici e di omogneità nei

vari sistemi litici.

Premusteriano:

Vengono indicati insiemi litici che presentano caratteristiche di scheggiatura,

tipologiche, tipometriche e strutturali che rientrano nel quadro del Musteriano, ma

vanno attribuite al Pleistocene Medio recente. (grotta di S. Bernardino nei colli

Berici, Grotta del Poggio in Campania).

In Africa e in vicino Oriente, del Paleolitico inferiore, levoluzione dell'ambiente è più

uniforme, si può ritenere che l'evoluzione dei complessi vada correlata con

l'evoluzione dell'ambiente e che i complessi abbiano avuto uno sviluppo

relativamente unitario.

Capacità di astrazione e comportamenti simbolici.

Per quanto riguarda Homo erectus e Homo Sapiens Arcaico, possiamo fare

riferimento quasi esclusivamente alle industrie, in quanto esse costituiscono il

prodotto della progettualità umana che ci è pervenuto assiame a pochissimi altri

oggetti. Tra questi, nel giacimento di Bilzingsleben in Germania è stata rinvenuta una

costola e una tibia di Elefante, datati tra 350.000 e 220.000 BP, che presentano

incisioni intenzionali. La tibia presenta una superficie con sette incisioni divergenti al

centro e due gruppi di sette incisioni ciascuno, disposte simmetricamente e

lateralmente. Tali incisioni sono segnalati come importanti comportamenti simbolici

e si presentano anche su altre ossa, come ad esempio il frammento d'osso della grotta

di Pech, in Dordogna, che reca inciso dei motivi curvilinei.

Bisogna sottolineare il fattore di trasmissività intergenerazionale che implica

l'apprendimento e la predeterminazione dei prodotti, che poteva avvenire solamente

attraverso la trasmissione di nozioni. È lecito pensare che tale attività didattica si sia

realizzata mediante la formulazione e la trasmissione di concetti astratti.

L'uomo di Neandertal e il Plaeolitico medio

Premessa:

Resti dell'Uomo di Neandertal sono distribuiti nell'europa meridionale e media, e nel

vicino oriente entro un intervallo cronologico che abbraccia l'intrglaciale riss-

wurmiano e una parte della glaciazione di Wurm, all'incirca tra 130.000 e 35.000 anni

dl presente. Scperti ad Engis, Gibilterra, Neandertal). Inizailmente questa specie era

attribuita ad una Patologica, solo successivamente la si classifica e la si associa al

complesso litico Musteriano, nome dato dall omonimo sito di Le Muster, in

Dordogna).

Territori ed Ambienti:

Le modificazioni territoriali durante il Pleistocene superiore, vanno attribuite al

glacialismo e alle conseguenti variazioni delle linee di costa. All'interglaciale riss-

wurmiano che copre all'incirca l'intervallo 130.000-80.000 anni dal presente,

corrisponde all'inalzamento delle linee di costa. Il clima è più caldo dell'attuale con

fasi più aride e fasi più umide, in tutta l'Europa prevalgono ambienti forestali.

Attorno a 80.000 anni dal presente un importante deterioramento climatico segna

l'inizio del Glaciale di Wurm. Aqll'interno di questo ultimo glaciale i depositi

morenici lasciati dall'inlandsis mettono in evidenza due pleniglaciali separati da un

lungo interpleniglaciale; si devono dunque distinguere più fasi:

Fase iniziale glaciazione: Wurm antico – 80.000 a 60.000 anni BP, è

● caratterizzata da oscillazioni di temperatura e umidità. Il paesaggio è di foresta,

con degrado verso la steppa.

Pleniglaciale Wurmiano: tra 60.000 e 50.000 anni BP, corrisponde a depositi

● fluvio glaciali rilevati a sud di Danzica e S. Pietroburgo(limite raggiunto

dall'Inlandsis nell'Europa media.

Interpleniglaciale: stadio isotopico 3 – vede la regressione dell'inslandsis sulla

● penisola scandinava e dei ghiacciai alpini fino a quote di un centinaio di metri

più passe dell'limite attuale, sedimenti, pllini, faune indicano oscillazioni di

temperatura ed umidità.

Nell'interpleniglaciale in Europa si diffonde l'uomo moderno, mentre si

estingue l'uomo di neandertal.

L'uomo di Neandertal:

è noto dai resti scheletrici di oltre 300 individui, trovati nel Europa meridionale e

media, nel vicino e medio Oriente, in depositi che si collocano cronologicamente tra

Interglaciale riss-wurmiano e interpleniglaciale wurmiano(circa tra 130.000 e 35.000

anni BP).

Caratteristiche:

Il Neandertal presenta una teca cranica lunga, bassa, di capacità elevata(1245 -1740

cc, con una media di 1520), di poco inferiore a quella dei cromagnonoidi(1560 cc). Il

frontale basso e sfuggente presenta un accentuato toro sopraorbitario che forma due

archi in corrispondenza delle orbite e un solco sopraorbitale. La squama occipitale

forma una protuberanza a toro, la faccia è prognata con grandi orbite rotonde, il

mento è spesso e assente, gli incisivi sono più grandi dell'uomo moderno e più

usurati(molari epremolari sono Taurodonti, cioè con cavità pulpare grande e radici

fuse). Lo scheletro postcraniale è robusto; le ossa degli arti mostrano, avambraccio e

e la parte inferiore della gamba relativamente corte. Il torace è a forma di Barile, la

statura media è di 1.66 cm, nettamente inferiore a quella dei cromagnonoidi di 178

cm.

Rispetto all'uomo sapiens il neandertal avevano corpo straordinariamente robusto e

muscoloso, che gli consentiva diverse abilità e lo attribuisca ad una specie diversa dal

sapiens.

Calcolo di Indici:

Analisi che consente di ricavare un insieme di indici che esprimono, nel loro

complesso, le caratteristiche tecniche e morfologiche di un insieme litico, che ne

consente il confronto analizzato con altri sistemi analizzati con lo stesso metodo.

(pg- 102)

Con il termine Musteriano( da Le Muster) viene designiato l'insieme delle industrie

del Paleolitico medio. Le industrie musteriane rappresentano lo sviluppo di industrie

già note del Paleolitico inferiore, cui sottolineamo gli aspetti innovatori:

perfezionamento tecnica scheggiatura Levalloisiana in tutte le sue varietà,

● compresa prod. Di prodotti laminari.

Perfezionamento tecnica di lavorazione dei bifacciali, che nel musteriano di

● tradiz Acheuleana comprende alcuni ritoccati di fattura raffinata, dall'europa

occidentale.

Differenziazione industrie su scheggia, punte e raschiatoi

● Incremento strumenti ricavati su supporti laminari

Musteriano di tradizione Acheuleana:

caratterizzato da bifacciali triangolari e cordiformi, nella fase più recente di coltelli a

dorso, suddiviso in una facies di tecnica levalloisiana e una facies di tecnica non

levalloisiana. È diffuso in un area limitata comprendente le regioni occidentali-

attlantiche(Belgio, Francia occidentale, Nord della Spagna). Importante sottolineare

che le industrie di tradizione Achuleana sono ben differenziate da quelle del

Musteriano di Tradizione Acheuleana.

Carentiano:

(raschiatoi- charentien), caratterizzato da elevati indici di raschiatoi, raschiatoi

elaborati mediante ritocco scalariforme, punte carenoidi doppie (limaces), raschiatoi a

ritocco bifacciale, trancianti.

Musteriano denticolato:

caratterizzato dalla frequenza di incavi e denticolati.

Musteriano costiero:

Lazio: industria litica è ricavata dalla lavorazione di piccoli ciottoli di selce, ottenute

con una tecnica confrontabile con il Levallois ricorrente, schegge a forma di calotta o

spicchio(Pontiniano).

Binford S. e Binford L. sostenevano una teoria per su base tecnica e tipologica in

contrasto con quella elaborata da Bordes, in cui vengono definite line esecutive dei

popoli cacciatori-raccoglitori, dividendo in “attività di estrazione” rivolte

all'approvigionamento di materie prime sia di cibo e attività di sussistenza, consistenti

nella preparazione e nella consumazione dei cibi, nella confezione degli strumenti, e

degli altri aspetti della cultura materiale. Vengono quindi definite:

Officine (work camps)

● Siti di macellazione(killing places)

● campi residenziali

● campi secondari

I complessi musteriani corrisponderebbero a siti nei quali sono state svolte attività

differenti: essi infatti sarebbero stati costituiti in larga parte da strumenti “non curated

o expedient”, cioè strumenti utilizzati per breve tempo e soltanto nel sito dove sono

stati fabbricati, e infine in tale sito abbandonati.

Critiche:

1. Obbiezione di carattere metodologico: I Binford hanno attribuito ai manufatti

funzioni che non sono state provate sperimentalmente attraverso l'analisi delle

tracce d'uso(Semenov 1962 = mostra che alla differenziazione degli strumenti

musteriani su base tecnico morfologica non può essere data un interpretazione

funzionale, se non generica).

2. Distribuzione geografica dei complessi: si potrebbe ritenere che alcune attività

non fossero mai state svolte in alcune regioni(interpretaz. Funzionale).

3. Non sono stati presi in considerazione molti modelli Archeologici di siti che

contengono insiemi litici specializzati. Bidogna quindi prestare attenzione agli

orizzonti stratigrafici legati alla stagionalità e ai suoli di abitato che spesso

mutano stratigraficamente ma ci riportano al medesimo complesso.

P.A. Mellars(1969) ha proposto di vedere nella differenziazione dei complessi

musteriani una sequenza cronologica:

1. Charentiano ferrassie

2. Charentiano Quina

3. Musteriano tipico

4. Musteriano di tradizione Acheuleana

si tratterebbe dunque di un processo evolutivo lineare

N. Rolland(1981)ha cercato le correlazioni tra la differenziazione dei complessi e le

modificazioni ambientali:

Il Charentiano Quina è è significativamente correlato con ambienti freddi e

● aridi(è associato agli animali della tundra, renna)

Il Musteriano denticolato, con ambienti temperati ed umidi.

Rolland sottolinea inoltre la materia prima utilizzata: Gli insiemi prodotti con la

scheggiatura Levalloisiana a stacco preferenziale sono solitamente presenti nelle aree

dove sono facilmente disponibili grossi noduli di selce.

È probabile che incavi denticolati fossero utilizzati nella lavorazione del legno; e di

conseguenza si può ipotizzare che il fattore funzionale sia determinante nella

composizione di un insieme musteriano a denticolati.

N.B: la differenziazione del Musteriano non può essere spiegata secondo un unico

modello, culturale o funzionale.

Modo di vita, abitati, economia:

In alcune regioni dove sono presenti siti musteriani è stata ipotizzata l'esistenza di

appositi territori di caccia, definiti, entro i quali i Musteriani si spostavano dai siti

residenziali a campi secondari. In altre regioni più ricche il modello di vita sarebbe

stato più sedentario: recinti e “capanne” costituiti da ossa di mammut, comprendenti

all'interno tanti piccoli focolari, fanno pensare a strutture di abitato permanenti. A

fontmaure (Vienna) sono segnalati ampi abitati, comprendenti strutture infossate nel

terreno(capanne) e officine litiche.

L'approvvigionamento della materia prima litica avveniva non lontano dai siti(entro

un raggio di 10-20 km. Le officine litiche sono note sia presso gli abitati che in zone

isolate in prossimità degli affioramenti di selce(zona di estrazione).

La caccia: Principale attività economica. Nelle fasi temperate la composizione dei

mammiferi riflette la fauna dei mammiferi del territorio circostante. Sono

rappresentate più specie, soprattutto erbivori. L'alimentazione la si deduce sulla base

delle usure dentaree e indica una dieta prettamente carnivora. In alcuni siti troviamo

anche molluschi, ma solo per ricavarne strumenti. Alcuni gruppi Musteriani hanno

ricavato strumenti da materie dure: schegge d'osso per ottenere punteruoli,

raschiatoi(raschiatoi da valve di conchiglie).


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto sull'introduzione al paleolitico su concetti di: antichità dell'uomo e preistoria, principali orientamenti nello studio del paleolitico, i cicli culturali, lo scavo dei depositi antropici, sedimenti e suoli, faune, evidenze archeologiche, archeozoologia, etc.etc.


DETTAGLI
Esame: Agiografia
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Agiografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Giorgi Andrea.

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