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Bram Stoker - Dracula: analisi

Appunti di letteratura inglese basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Vanon dell’università degli Studi Ca' Foscari Venezia - Unive, della facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura inglese docente Prof. M. Vanon

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ESTRATTO DOCUMENTO

e riferisce in forma di diario di aver raggiunto la Transilvania e di essersi fermato in una locanda dove la gente

del posto lo scongiura di non proseguire il viaggio.

Stoker anziché raccontare la storia con un narratore onnisciente alla terza persona, fa una scelta molto più

innovativa presentando la vicenda attraverso parti di diario, scambi epistolari dei personaggi coinvolti:

Jonathan, Mina, Lucy, il dottor John Seward, il direttore di un grande manicomio. In effetti tutto il romanzo si

legge come un autentico diario. Questa tecnica narrativa non consente a Stoker di fare commenti personali sui

personaggi e sulle vicende. Se la storia fosse raccontata in prima persona noi lettori saremmo sicuri del suo

destino, poiché se racconta la storia significa che è sopravvissuto. Ma dal momento che l’autore del diario

scrive mentre gli eventi hanno corso si può arguire che egli sia all’oscuro degli eventi terrificanti che su di lui

incombono. Questa, che è stata definita una real time tecnique, è tipica del genere horror: narratore e lettore,

sia il lettore interno che quello esterno non hanno modo di sapere come si concluderà la storia. L’attenzione

del lettore è quindi assicurata costantemente.

Il lugubre castello del conte, che sorge sulla sommità di un monte e cui nessuno degli abitanti del villaggio ha

mai osato avvicinarsi si rivela avvolto da una fama oscura tale da generare superstizione e terrore negli abitanti

del villaggio. Jonathan non ha alternative, e prosegue il viaggio fino a un aspro passo tra le montagne dove gli

va incontro la diligenza del conte.

 Lettura pag. 9 “When it grew dark…” – “…turned to us.”

“the sign of the cross” importante, perché lui si salverà appendendo sopra al letto il –

crocifisso impedisce a

Dracula di attaccarlo. Questi omaggi che gli offrono i contadini gli si riveleranno utili.

Il viaggio quindi continua nella notte tra il latrare di cani e l’ululare dei lupi finché la carrozza entra nel cortile

di uno spettrale castello che alla luce della luna appare a Jonathan completamente in rovina. La citazione (pag.

10) di un verso di Lenore, ballata del tedesco Bürger, sottolinea ancora di più tutti gli infausti presagi. Harker

ha subito la sensazione di trovarsi in un remarkable place. La prima cosa che nota è la forza prodigiosa della

mano del cocchiere, che sembrava una morsa d’acciaio che a suo capriccio avrebbe potuto stritolare la sua.

 Lettura fine capitolo 1, pag. 13 “When I could see again…” – “…the moonlit sky”

 inizio capitolo 2 pag. 14 “What sort of place…” – “…the coming of the morning.”

Lettura

Qui il giovane procuratore ha i primi contatti con il conte transilvano. Da subito il profilo che disegna Stoker

si rivela incisivo. È un uomo altero, severo, accuratamente sbarbato e nero vestito da capo a piedi. Parla un

inglese impeccabile, anche un po’ pedante. Da subito però si rivela anche la sua natura collerica, misteriosa,

nonché la sua forza inaudita. La sua mano è fredda come il ghiaccio, più quella di un morto che di un vivo.

 Lettura pag. 15 “Within, stood a tall old man…” – “…than a living man.”

Più avanti osservandolo bene Harker ha modo di constatare che Dracula ha una fisionomia dai tratti marcati,

che il volto è grifagno (detto degli uccelli rapaci, minaccioso e sinistro), ha le narici particolarmente dilatate,

la bocca dura dal taglio crudele, bianchi denti aguzzi che sporgevano sulle labbra la cui rossa pienezza rivelava

una vitalità stupefacente in un uomo così anziano.

Jonathan cerca un campanello per informare i servitori che ha finito il pranzo consumato da solo, ma non lo

trovo. Pensa che sia una mancanza curiosa vista la ricchezza. Il vasellame è d’oro, ci sono stoffe preziose.

L’eleganza degli interni addirittura gli ricorda una residenza reale. Nota però li tessuti lisi, tarmati. Fa un giro

e trova una magnifica biblioteca con molti libri inglesi.

C’è un nuovo incontro con Dracula importante per la comprensione del romanzo. Dracula dice all’ospite di

non vedere l’ora di non percorrere le strade affollate di Londra, di trovarsi nel pieno del tumulto dell’umanità,

di condividerne la vita, il divenire e la morte (pag. 18).

Il romanzo si apre con l’arrivo di Harker a Budapest, ed ha subito la netta impressione di essere entrato in

oriente, una terra lontana dove sopravvivono ancora tracce della dominazione turca. Viene espresso qui

velatamente un pregiudizio. La meta è alla convergenza di tre stati: Transilvania, Moldavia e Bukovina, che

e meno conosciute d’Europa (p. 3).

descrive come una delle regioni più selvagge

In questa terra, descritta come aspra e mostruosa, vivono 4 nazionalità diverse: i sassoni, i valacchi, i magiari

e gli szekely (siculi) che affermano di essere i discendenti di Attila, re degli Unni. Attila passò alla storia per

la sua ferocia, governò dal 1446 al 53, anno della sua morte misteriosa. Attorno alla sua figura è nata una serie

di aneddoti. Era molto superstizioso. Permetteva anche agli sciamani di orientare le sue decisioni militari.

Praticava il cannibalismo. Aveva molte mogli e più di 100 figli. È passato alla storia col nome di flagellum dei

per la barbara ferocia. A tal proposito si dice che dove fosse passato lui non sarebbe più cresciuta l’erba.

Stoker, come il suo personaggio, che afferma di essersi recato alla British Library per raccogliere informazioni

su usi e costumi del luogo, si era molto documentato prima di scrivere il libro. Una delle fonti più importanti

è il racconto di viaggio The Land Beyond the Forest: Facts, Figures, and Fancies from Transylvania di Emily

Gerard. L’autrice del libro è la moglie di un ufficiale dell’esercito austriaco che aveva passato del tempo in

Transilvania. Incluse nel libro l’aspetto folklorico legato alla leggenda del vampiro.

È il contro stesso ad indicare a Harker dove trascorrere la notte, in una locanda. La forza di Dracula è la sua

quasi invisibilità: non ha un grande spazio nel romanzo, è più che altro evocato da altri personaggi. Si sente la

con scritto che l’aspetta con ansia. La

sua presenza ma non si vede mai. Harker riceve una lettera di Dracula

padrona della locanda una volta saputa la sua meta lo implora di non andarci e si toglie dal petto il crocifisso

per donarglielo. Harker è stupito da tanta superstizione ma accetta il dono. Durante il viaggio gli arrivano

quelle che lui definisce queer (strane) words (pag. 7). Scrive un promemoria di chiedere al conte cosa sono

tutte queste superstizioni.

 Lettura pag. 7 “I could hear a lot of words…” – “…superstitions.”

sempre più minaccioso l’ululato dei lupi. Tutte queste prime pagine

Harker sale sulla diligenza e inizia a sentire

sono anche dense di annotazioni anche atmosferiche che accompagnano un viaggio verso l’ignoto. L’abbaiare

dei cani è un lungo angoscioso lamento. Il viaggio prosegue a bordo di un’altra diligenza mandata da Dracula

in persona che lo porterà direttamente al castello, come abbiamo visto ieri. I cavalli si impennano a causa dei

lupi. (Pag. 13), “Darkness” non solo riferito all’atmosfera ma è anche oscurità conoscitiva.

Il conte lo accoglie calorosamente nel castello e lo invita a cenare. Si scusa di non mangiare con lui. Dopo una

breve conversazione accanto al fuoco lo invita a riposare. Nei giorni seguenti Harker inizia a notare cose molto

domestici. C’è poi un nuovo incontro con Dracula che non

strane. Si rende conto che non ci sono servitori o

vede l’ora di trovarsi a Londra. Viene qui anticipato un altro tema che occupa quasi due terzi del libro, quando

l’azione si sposta dalla Transilvania all’Inghilterra: il progetto diabolico di Dracula, la sua volontà di

contaminazione che vuole estendere a tutto il mondo occidentale.

Inoltre Dracula, fierissimo di appartenere a una nobile e antichissima casata, afferma di non voler apparire

come uno stranger agli occhi e agli orecchi dei connazionali di Harker, e lo invita a questo fine a perfezionare

il suo inglese. Si vuole assimilare. In questa parte però lo straniero è Jonathan.

Questa sezione del libro introduce il tema dello straniero, che prima ancora di diventare un tema letterario è

stata ed è una condizione esistenziale. Lo straniero prima ancora di essere un personaggio di miti e romanzi è

anche uno stereotipo culturale. Dracula fa subito mostra delle sue nobili credenziali proclamando con fierezza

decimo e il dodicesimo secolo definiva un membro dell’alta aristocrazia

di essere un boiardo, un titolo che fra il

feudale russa, ucraina, rumena, bulgara che per influenza e potere era inferiore solo ai principi regnanti.

 Lettura pag. 19 “Not so…” – “…in my speaking.”

del personaggio “diverso”, sinistramente pericoloso, che farà poi irruzione

Dracula ha tutte le caratteristiche

nella piccola comunità di amici, suscitando sentimenti di turbamento, paura, orrore.

Qui la figura dello straniero si carica di tratti diabolici e perturbanti e sembra scaturire dalla profondità della

psicologia umana. Col termine straniero o sinonimo forestiero (stesso etimo di foresta, in contrapposizione al

nucleo urbano) si indica una persona che appartiene a un altro Paese/comunità. Deriva dal latino “fuori”. Tutti

due i termini, come i molti corrispondenti nelle altre lingue, ma anche le parole “estraneo” e “alieno”,

e

“outlander”, “outsider”, rimandano ad una netta distinzione fra un dentro che include chi appartiene a una

determinata comunità umana, e un fuori, un extra. A volte si trova un preciso riferimento alla porta che divide

il dentro dal fuori. Oppure rimandano a un “altro”, “altrui” che alla comunità non appartiene.

Il termine sembra neutro e descrittivo ma in realtà si carica di valenze ambigue, come ad esempio il termine

greco xenos, da cui noi abbiamo il termine xenofobia: xenos può essere tradotto sia straniero (nel senso di una

persona da un altro Stato greco) e un viaggiatore straniero o introdotte in una relazione di amicizia di lunga

distanza. Xenos può anche essere utilizzato semplicemente per affermare che qualcuno non è un membro della

vostra comunità, che è semplicemente straniero e senza alcuna implicazione di reciprocità o rapporto. Xenos

si riferisce generalmente alla varietà di ciò che un particolare individuo può essere, in particolare, ospite,

straniero, amico.

Altri termini portano connotazioni negative, come quello di barbaro, riferito fin dall’antichità a chi non parlava

il greco. Lo straniero, l’altro, prima ancora di essere un personaggio al centro di miti e leggende è stato uno

stereotipo culturale, un modello precostituito presente nell’immaginario delle comunità umane. È anche uno

stereotipo implicato nei processi di costruzione e identità dei popoli.

Nelle fiabe e nei romanzi medievali lo spazio in cui si muovono i personaggi è sempre diviso in due parti: da

una parte la zona dimestica e familiare, dall’altra la zona ignota e pericolosa, il bosco, il mare aperto, il deserto,

la brughiera. Qui è il castello spettrale che è isolato completamente. È un mondo quindi primitivo Dracula è

sinonimo di primitivo, a confronto con l’occidente positivista, moderno; c’è la macchina da scrivere, il

fonografo per registrare la voce.

La grande novità che Stoker apporta al mito del vampiro sta nel fatto che egli inserisce questo personaggio in

un dettagliatissimo, maniacale quadro storico di impianto realistico, quello dell’Inghilterra vittoriana, e fa in

modo che tutti i presupposti ideologici positivisti e scientifici di quel mondo vengano contagiati da ciò che

sembrerebbe così lontano e alieno.

In questo modo egli non riesce solo a garantire la credibilità della storia che racconta, facendo confrontare i

personaggi del mondo occidentale con un’esperienza sconvolgente che trascende tutti i limiti concepibili, ma

arriva a mettere in discussione i fondamenti di una realtà accettata come tale, mettendo a nudo i tabù di una

società razionalista e perbenista, caratterizzata da pudore, riservatezza, severità, repulsione sessuale e morale

sessuofobica.

Parentesi: Il Vittorianesimo e la sua morale nella repressione degli istinti e nella restaurazione della

disciplina.

Il Vittorianesimo si estende dal 1837 al 1901 e coincide col lungo regno della regina Vittoria. È un periodo

che segna l’apoteosi della borghesia e poi del suo crepuscolo. Dopo le crisi sociali della prima metà dell’800

la borghesia effettua la sua seconda rivoluzione industriale, espande e consolida l’impero imponendo in politica

un sistema liberale conformista. Tutta questa logica verrà rovesciata nel romanzo. È Dracula che viene da un

Paese sottosviluppato a civilizzare l’Inghilterra.

Il regno della regina Vittoria durò più di 63 anni. Oltre a essere monarca di Uk, Britain e Ireland, fu la prima

regina a pregiarsi del titolo di imperatrice d’India. Salita al trono a 18 anni regnò su quello che era divenuto il

più vasto impero di tutti i tempi, dal Canada ai confini col polo nord, fino alle isole Oakland (a sud dell’America

latina), dall’Africa, all’India, all’Australia e la Nuova Zelanda.

L’ideologia vittoriana borghese maschera la realtà della repressione, dello sfruttamento dei poveri e degli

emarginati a opera delle classi più agiate. Gli anni successivi la rivoluzione industriali sono quelli del lavoro

in fabbrica, dell’urbanizzazione, della logica del profitto, che avevano reso drammatiche le condizioni di vita

delle classi più povere, bambini compresi. Basti pensare come tutte queste tematiche furono affrontante da

Charles Dickens. L’epoca vittoriana coincide con l’apice della potenza nazionale.

Da un punto di vista culturale questo regno si impose per le elevate virtù civiche e morali. Morali espresse in

una forma rigida. Solo tenendo a mente questo si può capire l’effetto di Dracula sulla società dell’epoca. Tutto

questo portò al ben noto moralismo vittoriano. Il dominio britannico si basa sulla superiorità della razza

britannica e sulla necessaria missione civilizzatrice. L’uomo di scienza, presentato in Dracula col Dr. Stuart,

Van Helsing, era l’eroe dell’epoca vittoriana, il

giovane illuminato, sensibile, workaholic, e in parte dal dottor

trionfo degli ideali borghesi.

Tutti questi ideali vengono sovvertiti nel romanzo: chi sconfigge Dracula non è un inglese: è necessario

l’intervento di uno straniero, Van Helsing, una figura sì di scienziato ma anche di filosofo metafisico, che

solo tramite questa sua pseudo scienza extra sensoriale riuscirà a salvare Mina e a sconfiggere Dracula.

A prevalere nel periodo vittoriano fu una morale spicciola, che ai nostri occhi ha qualcosa di caricaturale, dalla

sottanina che veniva fatta indossare a Cupido per non lasciare intravedere il corpo, a certi episodi in camera

da letto senza il letto, al fatto che non si poteva parlare di gambe, neanche quelle dei tavoli, che erano habillé

le gambe. Tutti i valori come la religione, la famiglia, l’ordine, la razionalità e la

per non lasciare scoperte

scienza verranno bellamente trasgrediti dal vampiro.

Dracula racconta di una possessione demoniaca che invade il mondo vittoriano. La figura creata da Stoker

il lettore a confrontarsi con i misteri primordiali: la morte, il sangue, l’eros, i reciproci legami.

costringe

Dracula non è solo uno straniero non inglese, ma proviene dai Balcani, dalla Transilvania, non colonizzati

dalla Gran Bretagna, da un mondo sconosciuto, feudali, con superstizioni crudeli. Stoker fin dalle prime pagine

insiste anche sulla toponomastica e registra qualsiasi riferimento a località anche piccolissime effettivamente

esistenti, soprattutto all’inizio e alla fine del libro, quasi a voler assicurare al lettore la reale estraneità del suo

diabolico protagonista.

La componente esotica e la paura del contagio sono gli elementi su cui si basa tutto l’horror: pensiamo al

licantropo, di cui sono noti i legami con la cultura gitana e nomade. Non a caso Dracula si serve degli zingari

accampati nei pressi del castello.

Imprevisto e misterioso è l’arrivo di Dracula in Inghilterra. Fra le lettere e i diari si inserisce una notizia apparsa

sulla stampa di Whitby (località straniera a nord dell’Inghilterra, un porto di pescatori): la nave russa su cui

arrivò Dracula, la Demeter, salpata dal Mar Nero, si infranse sulle rocce in seguito ad una tempesta (evento

non raro a Whitby: si dice, infatti, che il naufragio che ispirò Stoker sia stato quello della Dimitry, una nave

russa che trasportava gabinetti e sanitari, la quale affondando disperse il carico, che giunse sulla spiaggia di

Whitby il mattino successivo). Inoltre Stoker trovò il nome Dracula proprio nella biblioteca di Whitby.

La Demeter non ha esseri viventi a bordo a parte un cane. A bordo viene trovato il cadavere di un uomo legato

al timone. Da un documento in una bottiglia gli inquirenti vengono a sapere che nel viaggio da Varna, dove la

di terra, i marinai erano spariti uno dopo l’altro.

nave aveva imbarcato un numero impressionante di casse

Harker teme di essere l’unica creatura vivente del castello e si accorge con sgomento di tutte le stranezze che

contraddistinguono Dracula: non mangia, non beve, la sua immagine non si riflette nello specchio. Una mattina

decide di radersi e dato che non esistono specchi nel castello ne appende uno piccolo da viaggio ad una finestra.

Sebbene sia in grado di vedere tutta la stanza alle sue spalle, improvvisamente sente una presenza e si accorge

è proprio dietro di lui, ma non l’aveva visto sullo specchio. Stupito dall’anomalia di questo fatto

che Dracula

si taglia col rasoio. Alla vista del sangue Dracula perde il suo aristocratico controllo e lo afferra per il collo,

ma viene abbagliato dal riflesso del crocifisso. Dopo essere tornato in sé raccomanda a Jonathan di prestare

attenzione mentre si rade, e gli dice di gettare via lo specchio del crocifisso dicendo che sono simboli di vanità.

 Lettura pag. 23 “I only slept a few hours…” – “…that it was ever there.”

Il non riflettere la figura nello specchio è il segno di una natura sfuggente. Dracula è ubiquo, ha poteri ipnotici

anche a distanza e può estendere la sua azione grazie a strumenti come ad esempio topi, lupi e pipistrelli oppure

trasformandosi in lupo e pipistrello. Può agire però per vie soprannaturali solo di notte, di giorno deve riposare

nella sua bara. Come in Le Fanu c’è il contrasto tra giorno e notte. Più avanti Van Helsing ripeterà queste cose

agli amici inglesi.

L’elemento della croce inoltre un’arma contro i poteri soprannaturali del vampiro.

è un simbolo religioso,

L’aglio è un altro elemento di difesa contro le sue aggressioni.

Altro elemento è la contaminazione, che è anche sessuale. Secondo alcuni biografi Stoker, che aveva sposato

Florence Balcombe, corteggiata anche da Oscar Wilde, frequentava le prostitute e si era ammalato di sifilide.

C’è evidentemente un nesso.

Dracula è presentato al lettore attraverso il diario di Harker, che una volta giunto al castello del cliente si

accorge di una serie di anomalie, come lo specchio: anche se fa parte della tradizione il non riflettersi

dell’immagine del vampiro, a livello più profondo sembra che Stoker dica un’altra cosa: è l’indicatore

dell’incapacità di vedere dei personaggi, che vengono da un mondo iper civilizzato e tecnologico

dell’Inghilterra vittoriana. L’incapacità del vedere diventa metafora dell’ottusità del personaggio di Harker.

Non sa interpretare la realtà. A Jonathan Dracula pare l’incarnazione di un passato feudale e barbarico più che

un essere spietato. Questo si vede nelle annotazioni nel diario che descrivono la fierezza e l’individualismo di

Dracula. Solo quando vede che Dracula porta l’anacronismo in Inghilterra la paura prende il sopravvento.

La reazione successiva, a fine cap. 4, è dettata dal timore di assistere a una sorta di imperialismo alla rovescia,

l’idea inconcepibile che dei popoli primitivi dei Balcani possano colonizzare il mondo civilizzato.

 Lettura pag. 44 “This was the being…” – “at the hateful face.”

Harker si accorge che anche il castello è in rovina, che esso stesso è una reliquia di epoche passate. Questo

castello si erge sull’orlo di un precipizio, sullo sperone di una grande roccia, in modo tale da essere

Il suo ospitante gli ricorda subito che la Transilvania non è l’Inghilterra. Vanta di

imprendibile da tre lati.

appartenere non solo a una grande casata (notare che parla col pluralis maiestatis come i sovrani) ma al passato

eroico della sua nazione, una razza di conquistatori.

 Lettura pag. 26 “Ah, young sir…” – “…that is told.”

Fra tante stranezze, Harker si accorge che Dracula non mangia e non beve ma soprattutto che le porte sono

sbarrate e che Dracula lo tiene chiuso in un’ala come un prigioniero. Il romanzo, complesso e con molti punti

di vista, evidenzia il tema della soggezione e della dipendenza.

 Lettura pag. 24 “When I went…” – “I am a prisoner!”

 Lettura pag. 24 inizio chapter 3 “When I found…” – “…with the facts.”

Dracula dice a Jonathan, che teme di impazzire, che potrà dormire in una stanza del castello. Jonathan appende

un crocifisso trasgredendo l’ordine di Dracula e nonostante il divieto esplora il castello. Sporgendosi dalla

finestra vede Dracula strisciare giù per il castello come un lucertolone. Si interroga su quale sia la sua natura,

se sia animale o bestiale (altro tema del fantastico).

Qualche sera dopo forza la serratura di una stanza e ci si addormenta. Qui in uno stato fra veglia e sonno riceve

la visita di tre sirene/vampiro dalle labbra scarlatte e denti acuminati (come in Le Fanu). Le sirene lo riempiono

di desiderio e mentre si consuma un amplesso sessuale del vergine Jonathan e una delle giovani sta per

accostargli le labbra al collo irrompe con furia inaudita Dracula e ordina alle sirene di lasciarlo stare. Per

accontentarle offre loro una sacca con qualcosa di vivo: è un bambino mezzo soffocato. Harker perde

conoscenza. È una famosa scena in cui si manifesta tutta la carica e la violenza erotica del romanzo in cui si

evidenzia anche come Dracula sia un missionario del desiderio il cui vero regno è il corpo umano.

Pur chiamandosi “master” dimostra in tutti i campi, tranne in quello erotico, di agire più conformemente alle

leggi inglesi dei suoi avversari. Confessa Harker di averlo invitato in Transilvania per apprendere le

sottigliezze del mondo inglese.

La sete di sangue di Dracula e il modo in cui la soddisfa sono riconducibili a un desiderio sessuale che si sottrae

a qualsiasi tentativo di controllo sociale. Nell’Inghilterra vittoriana anche i rapporti omosessuali consensuali

erano puniti con carcere e lavori forzati. È attraverso questa sorta di dominio sessuale che Dracula esercita

sulle proprie vittime che acquisisce il controllo sugli altri.

Van Helsing se ne rende conto impedisce a Lord Harker di baciare poco prima della morte la sua promessa

sposa, contaminata. In questa sequenza vediamo come perfino l’irreprensibile Harker soccomba alla sessualità

scoperta delle tre donne vampiro. Egli sembra scoprire la verità sul desiderio sessuale: qualcosa di irrazionale,

di una pulsione non governabile, del tutto estranea alla monogamia, all’amore e al rispetto per la donna amata.

L’intenso erotismo della scena viene interrotto da Dracula. All’attesa trepidante della vittima fa eco la lussuria

di Dracula che rivendica la sua precedenza nel possesso del giovane. Il linguaggio è erotico e il litigio fra una

delle sirene e il conte altro non è che una scena di gelosia tra due innamorati che si contendono l’oggetto amato.

Il morso del vampiro si trasforma in un bacio e sembrerebbe poi in un amplesso in cui la vittima non desidera

nient’altro se non annullarsi totalmente nelle braccia di queste amanti fatali.

Se la collaborazione della vittima è necessaria affinché il vampiro possa soddisfare le sue brame, significa

che non è solo una figura misteriosa che rappresenta il travalicamento del confine fra la vita e la morte, ma è

anche il catalizzatore di impulsi sessuali repressi. Paradossalmente è il vampiro è un revenant, una creatura

che è tornata dalla morte, un morto vivente, che ritorna a rinnovare gli spenti desideri di una realtà sempre più

materialistica.

Viste in questa luce, la figura del vampiro e la torbida carica erotica che possiede possono essere interpretate

di liberazione dell’istinto sessuale particolarmente

come uno strumento di inconscia ribellione, frustrato

dalla rigida, severa moralità sessuale vittoriana.

Il concetto di Vittorianesimo, che designa il culmine della potenza industriale e imperiale britannica, viene

utilizzato nella storiografia per indicare un atteggiamento morale e moralistico fondato sullo spirito di rinuncia,

autocontrollo delle passioni, che esalta il lavoro, il sacrificio, e ritiene sintomi di vizio il fallimento economico

e la libertà del piacere sessuale. Protagonista di ciò è la borghesia in un contesto di rigida stratificazione sociale,

non priva di atteggiamenti paternalistici nei confronti dei ceti meno abbienti. La famiglia borghese con la netta

separazione fra le sfere maschili e femminili è la colonna portante in questo sistema di valori. È una società

virtuosa, in cui erano presenti la solidarietà, l’assistenzialismo sociale, il suffragismo, il proibizionismo ma

anche la repressione.

La carica erotica della donna vampiro è forse ancora più devastante e corrotta di quella maschile, sia quando

confluisce come in Le Fanu nei cliché della donna fatale di fine secolo, che quando si configura nei connotati

decadenti, sterili e omosessuali, perché insidia con questa aperta trasgressiva sessualità l’ideale vittoriano di

angel of the house, di madre, che era priva di desideri sessuali.

Quando allora si parlava di sessualità si parlava di facoltà riproduttiva, non di una sessualità finalizzata al

piacere.

 Lettura pag. 32 “I was not alone…” – “unconscious.”

Dracula come la proiezione di un desiderio inconfessato dell’Inghilterra

In questa sequenza si vede

vittoriana. Il sangue in quanto elemento essenziale della vita si collega sia con la generazione, con la vita e il

ciclo mestruale, sia con la violenza e l’assassinio. Dracula in questo senso rappresenta il mito profano e

sacrilego della violazione, è il perverso seduttore che contagia le vittime con la propria maledizione, e

contamina soprattutto fanciulle innocenti come Lucy e Mina facendole precipitare in un mortale languore.

di Dracula. Il termine “seduzione” nella letteratura

Stoker mette in luce il potere seduttivo vampiresca non

indica una violenza subita dalla vittima, ma è necessario che ci sia il consenso di questa. “Sedurre” viene dal

latino “condurre a sé, portare a sé”: questo “se” in latino indica anche separazione, ci dà l’idea di come la

soluzione spesso sia un condurre fuori dal retto cammino, dal bene, tramite astuzie e lusinghe.

Nel classico racconto di vampiri la vittima deve resistere alla seduzione e al fascino ipnotico del vampiro. Nel

momento in cui il carnefice affonda i denti nella gola (simbologia sessuale piuttosto esplicita) la vittima sembra

provare un piacere intenso in cui è stata ravvisata una sorta di estasi orgasmica.

Torniamo alla questione del sangue. Nel racconto di Polidori, antesignano di questo ricco filone, Lord Reaven

C’è un l’origine aristocratica e l’insaziabile sete di sangue.

è un aristocratico. nesso fra Si potrebbe dire che

il vampiro esercita il “diritto del signore”: quel tipo di privilegio del potere assoluto nei confronti dei propri

sudditi. L’espressione “ius primae noctis”, “diritto prima della notte”, indica il diritto dei signori feudali di

trascorrere la prima notte di nozze (dei servi della gleba) con le mogli dei propri sudditi, sostituendosi ai

legittimi mariti, o di esigere dai propri sudditi un’ulteriore tassa.

In questo sento sia Lord Reaven che Dracula rappresentano la classe aristocratica e in una prospettiva

politica si può vedere in questa una figura non morta, sempre pronta a risorgere, proprio come la classe

borghese temeva dopo averla sconfitta.

il sangue è sempre stato appannaggio dell’aristocratico: sia quello versato dal popolo durante le

Inoltre

battaglie per il signore feudale, sia il sangue della famiglia, testimonianza vivente di una tradizione che

garantisce privilegi che altri non hanno.

sotto le sembianze del vampiro, l’aristocratico continua ad esigere un tributo di sangue, e in

Rappresentato

questo modo assume i connotati di una figura parassitaria, cinica, amorale (non a caso quando Harker lo trova

immerso nella sua cassa lo paragona ad un’immonda sanguisuga), una figura che riemerge dal passato e che

rievoca antiche paure di una borghesia del ritorno dopo la Rivoluzione Francese dell’aristocrazia.

Altri elementi ricorrenti nei racconti di vampiri sono:

- Il castello nella cui cripta dorme il mostro. Il castello in rovina come quello di Dracula che si erge su

uno sperone di roccia potrebbe essere letto come un’autorità secolare in rovina. C’è quest’idea che la

borghesia deve ancora in qualche modo lottare per liberarsi da un passato lontano sentito ancora come

minaccioso.

L’orgoglio aristocratico per il passato glorioso della famiglia, per le battaglie vinte, riaffiora nei ricordi

- del conte assieme all’amara consapevolezza che ormai tutto questo è trascorso. Egli deve ora

conquistarsi una parvenza di immortalità. Parla della pace come un tempo disonorevole, un racconto

che si è già ripetuto.

Nella scena della seduzione da parte delle tre vampiresse si definisce la funzione anche esercitata dal genere

gotico in merito a una serie di tematiche e problematiche oggetto di censura. In questo senso, con la tensione

a dare vita a esperienze immaginative considerate tabù, si può dire che il gotico si configuri come il linguaggio

del desiderio per la capacità di dare vita a dei contenuti che la cultura nega o censura.

Da un documento scoperto non molti anni fa che la preoccupazione di Stoker circa la repressione sessuale

sarebbe stata determinata da motivi personali. Il pronipote di Stoker, Daniel Farson, autore di un testo del 1975

“The afferma che benché la morte di Stoker sia attribuita ad un esaurimento, egli

Man Who Wrote Dracula”,

morì di sifilide. Sostiene che all’origine di questo contagio fosse la frigidità della moglie che lo spinse a cercare

altro. testimoniano l’irruzione straniante e

I testi gotici come Dracula, ma anche come Dr Jekyll e Mr. Hyde,

perturbante di esperienze pericolosi e pertanto censurati dalla coscienza come la violenza, l’eros sfrenato,

l’omicidio, la necrofilia, l’esistenza del demonio.

Ricordiamo Hyde quando solo per il gusto di fare del male calpesta una bambina. Nel racconto di Stevenson

“Markheim” c’è un giovane gentiluomo che entra nella bottega di un

precedente a Dr. Jekyll e Mr. Hyde

antiquario la notte di Natale e dopo un po’ trova il vecchio insopportabile. A un certo punto in preda di una

furia spaventosa tira fuori un pugnale e glielo pianta alle spalle. È un omicidio totalmente gratuito. La vittima

è paragonata a un pollo che stramazza.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescaberton di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Vanon Michela.

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