Botanica sistematica:
programma
Biodiversità vegetale
Riproduzione vegetativa
Gamia e meiosi
Riproduzione sessuale
Cicli aplonte, aplodiplonte e diplonte
I gruppi sistematici dei vegetali
Botanica sistematica:
2. biodiversits
La Sistematica come scienza della Biodiversità:
1)Definire la biodiversità
2)La biodiversità vegetale
3)La biodiversità vegetale oggetto di questo corso
Cosa è la diversits biolomica?
Convenzione sulla Biodiversità Summit della Terra
• La o (Rio de Janeiro,1992) definì la
la variabilità tra gli organismi viventi proveniente da tutte le fonti
diversità biologica:
la variabilità della vita in tutte le sue forme, livelli e combinazioni
• In altre parole:
Dato che la Convenzione include la biodiversità in tutte le sue forme, essa riguarda la vita
marina ed acquatica, così come la biodiversità terrestre e i microrganismi.
include tutta la variazione che
Questa definizione è molto ampia. Fondamentalmente
esiste nel mondo naturale.
La Convenzione definisce tre livelli principali di questa diversits:
Diversits demli ecosistemi
• - varietà e frequenza dei differenti ecosistemi
Diversits delle specie
• - frequenza e diversità delle specie
Diversits menetica
• - frequenza e diversità dei differenti geni e/o genomi, in altre parole la
diversità genetica interna a ciascuna specie!
Le specie vegetali ed animali che fino ad oggi sono state descritte assommano
a circa 1,4 milioni. Di queste 750.000 sono insetti, 41.000 vertebrati e 250.000
piante. Il rimanente numero riguarda principalmente alghe, funghi, batteri,
ecc.
La ricchezza delle specie presenti è dimostrata dai seguenti esempi:
• nella foresta peruviana su un singolo albero (famiglia Leguminose) sono state
rinvenute 43 specie di formiche appartenenti a 26 generi, un numero
complessivamente uguale a quello delle specie di formiche presenti in tutta la
Gran Bretagna
• nel Borneo su pochi ettari di superficie sono state rinvenute
circa 700 specie di piante arboree, lo stesso numero che
include tutte le specie arboree del Nord America.
Molti studiosi di Sistematica ritengono che le specie presenti sulla terra superino
abbondantemente i 5 milioni per arrivare probabilmente a 30 milioni.
polimorfismo menetico.
Molte specie sono caratterizzate da uno spiccato Così se una
specie viene salvata dall'estinzione con un numero di individui limitato, la perdita di
informazione genetica potrà essere comunque notevole.
Le foreste tropicali centro di diversits delle specie:
Le foreste tropicali coprono il 7% della superficie terrestre, ma in esse vivono più della
metà delle specie conosciute. La biodiversità vegetale
Sistematica
• “Secondo noi la lo scopo fondamentale della sistematica è quello di scoprire tutti i rami
dell’albero evolutivo della vita, nonché di dimostrare tutti i cambiamenti che sono avvenuti
durante l’evoluzione e di descrivere tutte le specie poste agli apici di questi rami”
• “La sistematica può essere definita come lo studio e la descrizione della variazione degli
organismi, delle cause e conseguenze di questa variazione e della elaborazione dei dati
ottenuti per arrivare ad un sistema di classificazione” (Stace, 1989) gruppi
• studio comparativo degli organismi e delle loro variazioni; individua i
di diversità (= unità sistematiche)
Alcuni esemni di unità sistematiche vegetali
• le alghe
• le piante terrestri
• le tracheofite o cormofite
• le spermatofite La biodiversità oggetto di questo corso
• procarioti fotosintetizzanti (cianobatteri)
• alghe
• piante terrestri:
– briofite
– pteridofite
– gimnosperme
– angiosperme
• cenni ai funghi ed ai licheni
Sistematica e Tassonomia
Ovvero la scienza della diversità e quella di dare un “nome” e un “ordine” agli oggetti della diversità
Tassonomia come scienza della classificazione:
• si occupa di costruire ed aggiornare un sistema di classificazione dato da un insieme di
taxa taxon),
gruppi gerarchici, detti (sing. entro cui inserire, attraverso le regole di
nomenclatura, le unità sistematiche
Nomenclatura Codice
• L’organizzazione e la gestione del sistema gerarchico sono regolate dal
Internazionale di Nomenclatura per Alghe, Funghi e Piante (Melbourne Codec (fino al
2011 Codice Internazionale di
Nomenclatura Botanica)
Classificazione
significa ordinare i taxa gerarchicamente, ovvero organizzarli in un sistema astratto o
Classificars
convenzionale di categorie.
Suffissi dei ranghi principali
• famiglia • Ros-aceae
• ordine • Ros-ales
• sottoclasse • Ros-idae
• classe • Magnoli-opsida
• divisione o phylum • Magnoli-ophyta
• ogni specie è designata da un composto da un sostantivo che designa
binomio in latino
Ceratonia siliqua, Quercus ilex, Pistacia
il genere cui segue un epiteto specifico es:
lentiscus
• per il genere si utilizza l’iniziale maiuscola, per l’epiteto specifico la minuscola. Entrambi
vanno scritti in carattere corsivo
• ogni specie va designata sempre con l’intero binomio seguito dal che
noms dsll’autors
l’ha descritta es.: Quercus ilex L.
Nel sistema delle piante vengono impiegati livelli gerarchici o categorie
tassonomiche obbligatorie. Si tratta di concetti vuoti ed “astratti”, ai quali vengono
assegnate determinate collocazioni nell’ambito di una gerarchia
I e la loro gerarchia, che assieme costituiscono il sistema tassonomico, devono
taxa
esprimere in un certo qual modo la delimitazione e l’affinità delle stirpi
PRINCIPALI CATEGORIE TASSONOMICHE
REGNO Plantae
DIVISIONE Magnoliophyta
CLASSE LiliopMida
ORDINE OrchidaleM
FAMIGLIA Orchidaceae
GENERE OphryM
SPECIE Hudson
OphryM apifera
Specie morfologica
• caratteristiche morfologiche esclusive, non condivise con altri gruppi
snecie biologica
• gruppo di individui (potenzialmente) interfecondi che sono isolati riproduttivamente
(nello spazio, nel tempo o nel comportamento) da altri gruppi
snecie filogenetica
• un gruppo di individui che divergono da altri gruppi e che hanno una unica e comune
storia evolutiva. Alcuni individui possono essere in grado di ibridarsi con individui di
gruppi simili
Snecie genetica
• definisce la specie in base alla sua unicità genetica; cioè su quanto
è distante geneticamente da altri gruppi a lei più affini
distanza genetica
• la sua unicità è tipicamente espressa dalla dalle
altre specie a lei più affini
• questo concetto di specie è basato su una comparazione
quantificabile di dati genetici
• la distanza genetica diventa così uno strumento di valutazione nella
conservazione
Il concetto di si rivela nella maggior parte dei casi
specie morfologica
sufficientemente funzionale: la specie viene definita sulla base delle
caratteristiche morfologiche che la distinguono dalle altre.
Mentre dal punto di vista biologico il concetto di specie è cambiato
radicalmente, dal punto di vista nomenclaturale e formale la struttura
linneana viene mantenuta ancora oggi, in virtù della sua efficienza e praticità
La moderna sistematica fenetica
• i sistemi di (od orizzontale) si basano esclusivamente
classificazions fsnstica
sull’analisi del fenotipo, ossia le somiglianze attuali
fenomramma
• in un (dendrogramma sul quale sono rappresentati solo dati fenetici)
si rappresenta graficamente il pattern delle relazioni fenetiche
Sistematica filetica
• la (o verticale) invece si prefigge di rispecchiare nella
sistsmatica filogsnstica
classificazione le affinità filetiche o filogenetiche, cioè i rapporti di derivazione tra
i vari taxa. Si basa quindi sul sistema evoluzionistico
• in un filogramma la ramificazione sull’asse verticale rappresenta l’antichità nel tempo
Caratteri primitivi e caratteri evoluti
• Grande importanza, in particolare per la sistematica filogenetica, individuare i
caratteri primitivi e quelli ritenuti evoluti
• alcuni caratteri che un tempo erano considerati primitivi per la loro semplicità sono oggi
considerati evoluti in quanto derivano da una riduzione secondaria, non è quindi sempre
vero che “semplice” equivale a “primitivo” e “complesso” equivale ad “evoluto”
Botanica sistematica:
3. elementi di cladistica
Il metodo cladistico
• Il metodo più usato nelle classificazioni moderne
• La cladistica è essenzialmente un metodo di analisi di dati filogenetici
• con questa metodologia si tende a riconoscere cioè gruppi
gruppi monofilstici,
tassonomici che comprendono tutte e solo entità che discendono da un unico progenitore
monofiletico tutti
• un gruppo composto da un antenato e da i suoi discendenti
• possiamo riconoscerlo perché condivide i caratteri derivati del gruppo (sinapomorfici)
• esempi sono le Graminaceae, le Monocotiledoni
parafiletico
• un gruppo è parafiletico se non contiene tutte le specie derivate dal progenitore comune
più recente di tutti i membri del gruppo
• il gruppo parafiletico più famoso sono i rettili ( che non includono mammiferi e uccelli)
• tra i vegetali: le alghe verdi, le gimnosperme e le dicotiledoni
polifiletico
• un gruppo è polifiletico se le specie incluse in esso derivano da diversi differenti
progenitori, che sono inoltre i progenitori di specie classificate in altri gruppi
• la polifilia deriva da un’erronea interpretazione di caratteri convergenti (omoplasie) nella
costruzione dell’albero filogenetico
I gruppi parafiletici e polifiletici si contrappongono ai gruppi monofiletici in
quanto manca loro qualcosa: ai primi mancano alcuni discendenti dell’antenato
comune, ai secondi manca l’antenato comune.
• la cladistica individua i caratteri che vengono via via ereditati restando invariati,
plesiomorfi, apomorfi
primitivi o e quelli nuovi o derivati o simplesiomorfia
• il possesso di caratteri plesiomorfi di un gruppo di taxa è detto
sinapomorfia
• il possesso di caratteri derivati in comune
• Secondo la cladistica solo la sinapomorfia è informativa sulle relazioni che
intercorrono tra due specie, perché solo lei da informazioni su progenitori comuni
esclusivi: è associata alla monofilia in senso stretto
• molta attenzione deve essere data alla scelta dei criteri in base ai quali un dato
carattere può essere definito plesiomorfo o apomorfo
nell’evoluzione si sommano fenomeni di:
(specie parenti che colonizzano nicchie ecologiche diverse)
1) divsrgsnza (specie di origine diversa che colonizzano ambienti simili e quindi
2) convsrgsnza
presentano strutture vegetative analoghe) per si intende il processo per cui
parallslismo
in gruppi sistematici diversi si manifestano complessi di modificazioni simili
• La convergenza è una delle cause della omoplasia (homoplasy) un termine che
racchiude tutti i tipi di similarità non dovuti ad un’origine comune
• un esempio spettacolare di convergenza sono le Cactaceae americane e le
Euphorbiaceae africane
Quattuo diaguammi che mostuano 4 diveuse ipotesi d’ouigine di tue specie: X, Y e Z a pautiue dai taxa
ancestuali P e Q: vengono illustuati i concetti di monofilia, parafilia, parallelismo, polifilia, e
convergenza
Caso A
• I gruppi YZ e XYZ sono monofiletici; la somiglianza tra Y e Z è una
sinapomorfia; la
differenza tra X e YZ e dovuta a divergenza
Caso B
• Il gruppo XY è parafiletico; il gruppo XYZ è monofiletico; la somiglianza
tra X e Y è una
sinplesiomorfia; la differenza tra Y e Z e dovuta a divergenza
Caso C
• Il gruppo XY è polifiletico; il gruppo XYZ è monofiletico; la somiglianza tra tra X e Y è una
falsa sinapomorfia dovuta a parallelismo
Caso D
• I gruppi XY e XYZ sono entrambe polifiletici; il gruppo YZ è monofiletico; la somiglianza
tra X e Y è una falsa sinapomorfia dovuta a convergenza
Botanica sistematica:
4. procarioti fotosintetizzanti
Organismi ad organizzazione nrocariotica
I niù antichi
• Un’origine molto antica degli Achea può essere dedotta dalla presenza di metano
biologico, attualmente prodotto solo dai Euryarcheota metanogenici, in rocce databili
3,5 miliardi di anni
… I più antichi…
• Analisi di microfossili e stromatoliti - versioni moderne dei quali formano complesse
comunità di batteri lagunari - in rocce di 3,4 miliardi di anni suggeriscono la presenza
di batteri fotosintetici
• I fossili più antichi conosciuti sono stati trovati in rocce nell’Australia Occidentale
Cianobatteri
datate 3,465 miliardi di anni: in esse descritti 11 taxa dei quali 7
(Schopf, 1993).
quindi, sulla base dei dati disponibili, Batteri ed Archea potrebbero aver preceduto la
comparsa degli Eucarioti di circa 2 miliardi di anni
Dato che la temperatura della terra è scesa sotto i 100° C solo a partire da 3800
milioni di anni fa, la scoperta di fossili così antichi fa ipotizzare che la vita si
originò e si differenziarono sistemi così complessi come i cianobatteri
fotosintetizzanti, nell’ arco di soli 400 milioni di anni. Data la complessità delle cellule
e della fotosintesi questa è un evoluzione molto rapida. Circa l’85% dell’intera storia
della vita sulla terra è dominata dai microrganismi (procarioti).
• comparsa sulla terra circa 3,5 miliardi di anni fa
• grazie alla loro elevata capacità di adattamento sono presenti in tutti gli ambienti,
anche nei più estremi Procarioti: i batteri
Metabolismo
eterotrofi autotrofi
• (parassiti, simbionti e parassiti) o
aerobi obbligati, anaerobi facoltativi anaerobi obbligati
• o
Rinroduzione
Riproduzione vegetativa
• Si riproducono per scissione binaria: a partire da una cellula madre si originano due
cellule figlie uguali tra loro
• La divisione è molto rapida (20-25 minuti)
Ricombinazione genica
• Coniugazione
• Trasformazione
• Trasduzione
Sistematica
I procarioti vengono divisi in due grandi regni:
ARCHAEBACTERIA - Archibatteri
• EUBACTERIA – Eubatteri
• Archibatteri
• sono adattati a vivere in ambienti estremi
• comprendono:
Alobatteri – vivono in condizioni di
concentrazione salina molto elevata
Batteri termoacidofili – prediligono gli
ambienti con alte temperature (350° C) e
fortemente acidi
Metanobatteri – utilizzano CO2 e H2 per
produrre CH4. Vivono nelle profondità
marine, nel rumine dei bovini, nelle
fognature Eubatteri
Bacteria - batteri privi di clorofilla a
(gram + e gram -)
• Cianobatteri - i cianobatteri sono tutti
batteri fotosintetici ossigenici, hanno
clorofilla a + ficobiline incluse le
Proclorofite (clorofilla a e b) I Cianobatteri
Eubatteri autotrofi
Cianobatteri o alghe azzurre
• fotosintetici unicellulari o coloniali spesso di forma filamentosa
• colorazione variabile
• membrana cellulare ripiegata così da aumentare la superficie
disponibile per la fotosintesi
• colonizzano gli habitat più diversi
Forma e struttura:
• Unicellulari
• Coloniali - colonie sferiche ovali, cilindriche in una matrice gelatinosa con disposizione
ordinata o disordinata
• Filamentosi - cellule in stretto contatto. Filamento dritto o spiralato: Cellule tutte uguali o
no
• Eterocisti in cui avviene l’azotofissazione
• Acineti cellule durature
divisi in due taxa:
Cianobatteri - clorofilla a e ficobiliproteine
Proclorofite - clorofilla a e b
Classe Cyanophyceae
Sottoclasse unicellulari o formano cenobi di poche o molte cellule mai
Coccogoneae
lunghi filamenti
Sottoclasse lunghi filamenti e sono suddivise in 3 ordini in base al
Hormogoneae
grado di differenziazione cellulare
no eterocisti-acineti; no ramificazioni; ormogoni
Oscillatoriales
eterocisti; a volte acineti; false ramificazioni; ormogoni
Nostocales vere ramificazioni; ormogoni
Stigonematales
Riproduzione e moltiplicazione
La riproduzione delle alghe azzurre avviene per scissione cellulare. Le forme filamentose
presentano un accrescimento intercalare per divisione delle cellule del filamento, con la
formazione di pareti trasversali a crescita centripeta.
La moltiplicazione avviene per frammentazione del filamento aspecifica oppure per
ORMOGONI
mezzo di composti da poche cellule. Segmenti di filamenti costituiti da
poche cellule giovani e non specializzate che si distaccano dal filamento madre per
produrne uno nuovo
In alcune forme unicellulari il contenuto della cellula madre ingrossata si divide
ENDOSPORE
successivamente in un gran numero di sferiche che,vanno a costituire
altrettanti nuovi individui. Per il superamento dei periodi sfavorevoli vengono formati gli
ACINETI. Singole cellule resistenti ricche di sostanze di riserva che presentano una
forte crescita ed ispessimento della parete cellulare e che germinano formando
ormogoni
Ecologia cianobatteri al
I reperti fossili e la filogenesi molecolare hanno datato l’origine dei
STROMATOLITI,
Precambriano. Formazioni rocciose di origine biogenica, chiamate
sono state trovate in depositi fossili vecchi 2,7 miliardi di anni. Questi stromatoliti si
formarono
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