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Botanica - appunti lezioni

Appunti di botanica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Rottoli dell’università degli Studi di Trento - Unitn, della facoltà di lettere e filosofia, del Corso di laurea in beni culturali. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Botanica docente Prof. M. Rottoli

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ESTRATTO DOCUMENTO

 

Bosco di latifoglie più strutturato = composto da vari piani di piante: dominante, dominato,

arbustivo ed erbaceo. Molto più complesso rispetto ad un bosco di conifere.

 

Bosco naturale gli alberi dominanti ad un certo punto diventano decisamente dominanti e

siccome sono grandi e creano ombre, ad un certo punto sotto al loro tronco non permettono la

crescita di alberi. Ad un certo punto però possono deperire e possono morire e quando succede si

crea una radura una volta formata gli alberi cercano di ripopolarla, è facile che dentro la radura gli

animali vadano a pascolare e la tengono così com’è: luogo aperto.

Dentro un bosco naturale è chiaro che la quantità di legno disponibile è molto elevata: tutti gli

alberi perdono rami e foglie sopratutto dove ci sono piante che stagionalmente hanno la perdita di

foglie.

Si crea un forte quantitativo di elementi che cadono a terra e sono utili per il legname etc.

L'attività antropica ha organizzato il bosco naturale e lo ha trasformato in una entità produttiva.

 

Bosco ceduo struttura omogenea, bosco coetaneo dove tutti gli elementi hanno la stessa età.

Affinché questo avvenga le piante possono essere:

o Rasate tutto il bosco e farlo crescere assieme;

o Abbattimento di alcuni alberi e se ne lasciano in piedi altri in modo da lasciare gruppi che hanno

età uguali.

Mediamente la gestione è questa: si prende il bosco e si tagliano gli individui più vecchi. Dalle

matricine (= base del tronco) crescono dei rami/tronchi nuovi (= polloni) molto rapidamente,

verticalmente ed hanno dimensioni più limitate, possono essere facilmente tagliati usati per avere

dei paletti in poco tempo, materiale utilizzabile per l'edilizia. Rispetto ad un bosco naturale il

legname è più numeroso.

Quando e come è avvenuta la ceduazione? Forse all'inizio in maniera involontaria, a. Partire all’età

del Bronzo si ha la ceduazione volontaria.

Di solito viene tagliato ogni 20/30 anni.

Perché dall'età del bronzo? Mediamente i siti neolitico non sono di lunga durata, anche se non tutti,

l'agricoltura è maggiormente itinerante.

Per gestire un bosco per 20/30 anni la sedentarietà è importate, l'uso del territorio è più articolato.

Per il passaggio dal bosco al pascolo non è sufficiente la ceduazione o il taglio del bosco perché il

problema più grosso è che se rimarranno le matricine, il bosco continua a riprodurti. Bisognava

intervenire in maniera più drastica e si utilizzava l'incendio. Poteva avvenire bruciando tutto il bosco

oppure dopo averlo "svuotato".

Nel mesolitico bruciando la foresta si aveva una maggiore fauna.

Chi si avvantaggia nel bosco gestito? Alcune specie rispetto ad altre in particolare il carpino.

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VEGETAZIONE DELL’ARCO ALPINO

La vegetazione forestale si pone per fasce altimetriche, che hanno un andamento obliquo (sale sul versante

più esposto e scende in quello meno esposto). Ogni fascia è composta dall’albero adatto a quell’altitudine e

a quella condizione climatica.

 

Castanetum fascia naturale FALSO sono stati piantati al posto delle querce.

C'è sempre stata questa vegetazione? NO: si è impostata progressivamente dopo l'ultima glaciazione. Prima

tutte le fasce erano più basse a causa dell'occupazione dei ghiacciai.

Faggio ed abete bianco sono rimasti in pianura per molto tempo nonostante non fossero in accordo con le

condizioni climatiche della pianura.

Fasce Altitudinali

o Querceto di pianura

o Fino a 500 querceti mesofili, castagneti, pascoli, coltivi

o Tra 500-1000 faggete con abete bianco

o 1000-1600/1800 peccete poi laricete e pini

o Il limite delle piante arboree, spesso coincide con i pascoli alti . È possibile che il taglio di queste aree

sia dovuto all'attività antropica.

Il più grande cambiamento si ha avuto nel Dryas recente 12 mila anni fa dove si ha avuto un abbassamento

degli alberi.

 

1650-1850 piccola età glaciale ha conseguenza anche storiche (Napoleone e la guerra in Russia).

Querceto di pianura (Querco- Carpinetum boreoitalicum ) quello che si avrebbe nella pianura padana se la

vegetazione forestale fosse ancora presente. Quindi avremmo più querce e carpineti.

Climax della pianura vegetazione che si costruisce in un determinato ambiente e che è in stretto rapporto

con l'ambiente. Se lasciassimo la pianura libera, per esempio, si formerebbe un bosco di carpino e quercia.

Ad un certo punto si è visto che il Querco -carpinetum non è una vegetazione totalmente naturale, ma è

quella che si creerebbe attualmente perché è stata così modificata dall'attività antropica che ha favorito il

carpino bianco che è subentrato al posto di altre specie. Non è una specie originariamente presente in

questo posto, ma si era "naturalizzata” in questo posto.

Non si può tornare alla condizione naturale vera e propria, non ci sono più le condizioni adatte.

Carboni che troviamo in contesti archeologici possono arriva da: case, combustione di attrezzi, carboni

prodotti da strutture da fuoco: forni o focolari. Raccolta di frutta, raccolta di foglie (es. da olmo si possono

ricavare foglie per alimentare gli animali). 20

Sammardenchia, pianura friulana trovati carboni di quercia abbondanti, frassino, acero e pomoideae

discretamente abbondanti. Secondariamente altre specie come nocciolo, pruni. Rari vite, corniolo,

salice/pioppo, faggio.

Il carpino non c'è prova che nel neolitico non era presente, tranne in poche e rare quantità. Mentre il

querceto misto era composto da frassino, querceto e acero.

Perché tante pomoideae ? Quando si brucia un bosco ai lati crescono delle piante e sono di solito il nocciolo

e le pomoideae. Sono piante favorite dal taglio del bosco e crescono ai margini della radura.

Il caMpo che si era creato dalla bruciatura dopo 3/4 anni non era più produttivo. Nel neolitico rendere fertile

un campo non era ancora consapevole. Il campo veniva quindi abbandonato e, se c'erano le matricine,

potevano crescere delle nuove piante.

Non avendo più a disposizione il campo precedente, abbattevano il bosco vicino, a fianco delle piante da

frutto, favorendo questi alberi che producevano in queste zone.

Il nocciolo, per esempio, è il legno più adatto per costruire pareti, intrecci etc. Si pensa che questi alberi li

facessero crescere a siepe = alberi fatti crescere intrecciati tra loro che costituivano sia un limite, sia una

zona di produzione di frutta e una protezione per non far entrare gli animali. Questo ha favorito l'aumento di

pomoideae e nocciolo. 9

Laghi di Lago e di S. Maria un tempo erano collegati ed il lago era più ampio.

Le specie di Ripa: Ontano (alnus), salice (salix popolis) e pioppo

Querceto misto: quercus-carpinetum. In antico il carpino non c'era ma c'erano il frassino e l'acero.

In montagna faggio e abete bianco

In alta quota peco e larice (foreste di conifere)

Specie di limite di bosco e favorite dall'attività antropica: corniolo, castagneto, pomoideae, pruno.

Carboni consistenti di Ripa, discreto numero del querceto misto. Numero abbondante di corniolo, nocciolo

pomoideae e pruno.

Vela di Trento conoide alluvionale

In origine presenza di vegetazione di tipo Ripa. Vegetazione di querceto misto.

Trovati più scavi: in uno scavo trovato un querceto misto, abete bianco, piante di quota e una grande

quantità di maggiociondolo.

In un altro sito si ha il maggiociondolo in comune, ma abbondanza di salice e pioppo che sono frequenti

vicino ai corsi d'acqua.

[MANCA ROBA] 21

Storia del castagno e del noce

In Italia esiste una vegetazione spontanea con una serie di specie che erano più diffuse e meno diffuse.

Ci si è chiesti se il castagno ed il noce fossero già presenti sul suolo italiano oppure se siano state introdotte

dopo. Cosa possiamo analizzare per capirlo? Legno, carboni, frutti e pollini.

I pollini volano, se io trovo in un contesto i pollini di castagno e noce posso pensare che vengano da vicino o

meno. Quanto possono viaggiare? Mediamente a livello regionale, occasionalmente anche a livello

continentale. Trovare i pollini è significativo per dire che la specie e presente, ma non locale.

La frutta: i gusci delle noci hanno una parte legnosa e si conservano di più, mentre le castagne hanno le

bucce che si trovano solo in ambienti umidi.

Trovare i gusci non è indicativo, non ci dice se gli alberi erano del posto oppure se c'era un importazione del

frutto.

Per quanto riguarda le castagne di conservano meno, ma anch’esse si possono trasportare.

Trovare noci e castagne può essere indicatore di una produzione locale, ma non esclusivamente.

Se troviamo un manufatto in legno di noce, potrebbe venire anche da lontano. Il legno di castagno non è di

uso frequente, ma potrebbe venire da una certa distanza. Se troviamo dei carboni è più probabile che sia un

materiale locale.

Il castagno non è mai stato trovato anticamente, anche se ci sono delle segnalazioni molto dubbie.

Delle castagne non ci sono rinvenimenti antichi, cominciano a comparire a partire dal I sec. a.C. o a cavallo

del I sec. d.C.

La noce compare occasionalmente anche nel neolitico. Il legno di noce compare intorno al I sec. a.C.

Ad un certo punto entrambe le specie iniziano a diffondersi.

Nel caso di Cerrione compaiono le noci, ma non il legno del noce. Stessa cosa per le castagne, compare il

frutto, ma non il legno.

Solo in tombe tarde compare il legno di noce.

È più diffuso l’uso del castagno piuttosto che del noce. Questo aumento si ha a partire dall’età romana, ma

perché?

Il noce tende a crescere vicino a case, ma non crea boschi. Il castagno è più probabile che crei boschi.

Per cercare di capire l'incremento dell'utilizzo dei legni bisogna:

o Leggere delle fonti In un testo di Marziale il castagno viene citato "guarda quell’arricchito che si è

messo in giardino l'albero di castagno", in qualche maniera vuole dire che è una novità. In questo

periodo sopratutto i frutti sono diventati molto diffusi, ma non si capisce il perché.

o Affreschi romani.

l castagno ha una diffusione clamorosa a partire dal II sec. d.C. e in poco diventa la specie più presente (più

favorita dall’Impero) in pianura, sull’Appennino Tosco-Emiliano.

Il castagno produce cibo per 4 persone in un anno. Prodotto che da farina.

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Abbiamo un dato medievale 800 d.C. dati di catasti o di situazioni in cui il proprietario chiede all'affittuario

una parte della produzione. Non sono molto attendibili, forse sono sottodimensionati. (Ogni seme dava un

raccolto di 4-5 semi. Molto basso. Oggi semino 1 e raccolgo 50/100. Anche in base alla produzione della

pianta.)

Siti minerari

Dove c’è estrazione e lavorazione dei metalli possiamo trovare una grande quantità di carboni.

Le miniere erano in alta montagna. Quando si estrae un minerale la lavorazione può essere fatta sul posto o

il materiale viene trasportato a valle. Se sono in montagna e lo lavoro sul posto utilizzo il legno che ho

 

intorno, ma molto spesso le miniere erano sopra il limite del bosco bisogna portare il legname se porto

il carbone faccio meno fatica, è più comodo da trasportare perché disidratato rispetto al legno.

È più efficace il carbone o il legno per l’estrazione del minerale? Carbone già disidratato e raggiunge alte

temperature in breve tempo. Occupa anche meno spazio.

Per questo è stata inventa la carbonaia formata da un palo di legno verticale dove si appoggiano dei rami

per crearne una cupola.

Il carbonaio innesta il fuoco e toglie dei rami laterali per poi inserire la legna da bruciare.

Tutta la cupola è chiusa quindi la carbonaia brucia lentamente: prima disidrata il legno, poi lo tosta e lo

carbonizza.

Quanto è grande? Negli Appennini le costruivano enormi (anche 4 volte più grandi della aula 112) e il

processo di bruciatura poteva durare anche giorni.

Tendenzialmente il carbone preferito è quello di faggio perché ha un potere calorifico massimo ed era il

legname usato più per tutte le lavorazioni fine, mentre in alta montagna dove il faggio non c'era si usava

abete rosso e larice.

Troviamo delle scorie mineralizzate completamente perché ad un certo punto il metallo si scioglie e ingloba

anche il carbone. 10

Vegetazione forestale è cambiata nel tempo in rapporto con i cambiamenti climatici.

Possiamo ricostruire una vegetazione prima delle ultime glaciazioni perché ci sono dei bacini che hanno

raccolto soprattutto pollini, ma anche macro resti botanici di piante naturalmente presenti prima delle

glaciazioni.

Riusciamo a dire che la vegetazione in Italia era molto diversa da quella di oggi. Erano presenti nella penisola

delle piante che sono poi sono scomparse. Molte di queste piante erano comuni anche con piante che oggi

troviamo sul continente americano o in estremo oriente.

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Dalle immagini palinologiche non è sempre possibile stabilire la specie, ma si riesce comunque a ricostruirle.

Le glaciazioni hanno questi nomi perché nei bacini dei fiumi della Germania sono state osservate degli

accumuli di sedimento glaciale intervallati da accumuli che indicano dei climi più caldi. A seconda delle

località si dà il nome (Günz, Mindel, Würs, Dryas).

Ogni glaciazione è costituita da numerosi avanzamenti e retrocessioni dei ghiacciai. Si tratta di fenomeni

complessi di lunga durata.

A partire da 1.800.000 anni fa si verificano improvvisi raffreddamenti della terra che provocano grandi

cambiamenti nella flora e nella fauna. Le cause delle glaciazioni sono molteplici (es. vulcani) e non tutte sono

chiare. 

Le ultime glaciazioni particolarmente importanti, con modificazioni delle coperture forestali.

Cosa succedeva alla flora durante le glaciazioni?

La temperatura media della terra diminuisce e le piante tendono a "spostarsi", muoiono le piante genitori e i

semi riescono a sopravvivere purché mano a mano ci sia uno spostamento.

Per quanto riguarda l'Italia sono presenti due limiti: il Mar Mediterraneo e le Alpi. È per questo, per

esempio, che le sequoie scompaiono in Italia (prima erano presenti) mentre in America continuano ad

esserci perché non avevano dei limiti/barriere per i loro spostamenti.

La flora dell'Europa si è impoverita a causa del cambiamento climatico e molte cose sono sparite.

Ci sono alcuni vegetali che erano in condizioni non ottimali durante i periodi glaciali o nei periodi caldi, ma

sono riusciti a sopravvivere in determinate zone perché c'erano delle aree rifugio che avevano delle

temperature più calde o meno rispetto al resto del territorio, più confortevoli per la sopravvivenza.

Zone rifugio e relitti glaciali esisteva un patrimonio alla fine della glaciazione, di specie molto endemica,

che sono presenti solo in determinati punti, che erano pronte a diffondersi nuovamente se la situazione si

fosse modificata nel tempo.

I Camedrio è una pianta tipica degli ambienti glaciali dove non c'è suolo, ma c'è vento. È sopravvissuta lungo

fiumi. Questa pianta è famosa perché uno dei periodi alla fine del glaciale viene e chiamato Dryas dentro

le analisi polliniche dei sedimenti accumulati ci sono delle fasi post glaciali che sono caratterizzate da questa

pianta e quindi ritenute delle fasi di raffreddamento.

La glaciazione sappiamo che termina intorno a 18.000 anni fa, poi progressivamente si riscalda fino ad a

arrivare a temperature simili a quelle del 1800/1900.

Ci chiediamo se questi cambiamenti climatici abbiamo avuto ulteriori effetti sulla flora e sull’uomo.

Noi sappiamo che nel Mesolitico occupano le montagne più basse perché i ghiacciai si sciolgono

progressivamente. 24

Per favorire i grandi ungulati vengono causati incendi. Il limite delle foreste e la loro composizione risente di

questa attività.

Cosa deve succedere perché si innesti una glaciazione? Aumento di piovosità invernale così aumenta

l'accumulo di neve, durante l'estate la temperatura diminuisce e quindi in estate la neve non si scioglie.

Quando la temperatura si alza il permafrost si scongela arrivando ad aver una consistenza torbosa, si abbassa

il terreno e si ha la degradazione di composti organici che comporta emissioni di metano = gas serra

ulteriore aumento della temperatura.

Ad un certo punto lo sfruttamento dei mesolitici non influiva più di tanto sulla vegetazione, i fattori climatici

avevano più importanza. 

Boreale e Preboreale indicano i periodi freddi. Atlantico periodo caldo durante il neolitico

Queste terminologie potevano funzionare dove non c'erano cronologie assolute. Ma in posti diversi

dell’Europa la situazione è diversa. Esistono aree che di deglacializzano prima e altre dopo. Per cui questi

termini si spostano nel tempo e nello spazio: il preboreale italiano per esempio non corrisponde con quello

della Germania dell'nord.

Ad un certo punto si ha un miglioramento climatico attorno a 9.000 e 6.000 anni fa dove si hanno meno

piogge e meno freddo periodo che coincide con la nascita dell’agricoltura.

L’agricoltura è nata nel Vicino Oriente e in altre parti del Globo.

Pastori nomadi intorno al 9000 in Africa addomesticano le capre e vista la gran quantità di erbe iniziano a

raccoglierle. Ad un certo punto, però, cominciano ad insediarsi in grotte (soprattutto in zona Algeria).

Cominciano ad essere stanziali con animali in recinti e vegetali. Ad un certo punto il clima peggiora e vira

verso ad un ulteriore aridità e queste aree, che erano frequentate in maniera stabile, vengono frequentate in

maniera mobile dalle stesse popolazioni minor quantità di erba e quindi devono spostarsi.

Le altre agricolture nacquero in Cina, America, ma sono nate nello stesso periodo? In Cina si ha la

contemporaneità, in America invece arriva successivamente. 

Sempre tra il 9000-6000 (periodo dell’optimum climatico) il mare si alza tutti i corsi d'acqua cambiano e

tutti i fiumi che potevano avere una fase di erosione iniziano ad avere una fase di accumulo. È certo che si

creano delle lagune, torbiere che sono particolarmente interessanti, dal punto di vista ecologico perché

favorirono la vegetazione e la presenza di animali.

Su tutta la terra sono aumentate le zone umide, secondo alcuni questo sarebbe un elemento che è andato a

giocare anche sulla nascita dell'agricoltura. 25

Cosa fa differire una pianta spontanea da una coltivata? Cos'è la domesticazione?

Domesticazione = trasformazione di una pianta da parte dell'uomo in modo tale che egli ne possa gestire la

sequenza ovvero dalla semina alla raccolta e alla risemina.

Non tutte le piante di cui ci nutriamo sono completamente domesticate. I cereali sono tutti domesticati,

mentre altre piante, come quelle da frutto, possono riprodursi anche senza le attività dell'uomo.

Una pianta è domesticate quando non può più riprodursi senza l'intervento dell'uomo.

La spiga nei cereali (= frutto), a maturazione nel selvatico si rompe in tanti segmenti, nella pianta

domesticate invece rimane intera perché risulta più facile per l'uomo raccoglierle.

Nelle leguminose il baccello rimane chiuso in quelle domesticate, mentre in quelle selvatiche il baccello si

apre e i semi vengono espulsi dalla pianta madre.

La domesticazione ha modificato moltissimo le piante. Come è successo?

Mediamente nel pull genetico delle piante esistevano delle piante che avendo già queste caratteristiche (es.

la spiga dei cereali non si apre), ma erano più rare. L'uomo ha fatto una selezione delle piante che avevano

delle caratteristiche utili per lui e che in natura sarebbero state sfavorite.

Anche con l’addomesticazione degli animali avviene la stessa cosa è l'uomo a decidere quando fare le

riproduzioni, i vari compiti degli animali (carne, latte, pelli, lana).

Mezzaluna fertile comprende Tigri ed Eufrate, Turchia Meridionale e le aree della sponda del

Mediterraneo, Libano, Israele. Tutti quanti vogliono che l'agricoltura sia nata nel loro paese.

Con certezza non si sa chi ha fatto nascere l'agricoltura. Due ipotese

o Polifoletica i vari gruppi hanno adottato piante diverse in posti diversi, ma grazie ad una comunità

di scambi, dove tutti quanti gruppi (natufiani) hanno collaborato, si arriva all'invenzione di un

agricoltura. 

o Monofiletica un singolo gruppo ha adottato le varie piante e in seguito sono state trasmesse agli

altri (?)

Attualmente non esiste una prova di quale motivazione (esistenza di un ambiente favorevole, presenza di

specie vegetative facilmente addomesticabili, la sedentarietà, aumento di popolazione, cambiamenti

climatici, evoluzione di società) sia quella più importante.

Perché è successo nel 9000-8000? È cambiato l’uomo o le condizioni climatiche erano così diverse dal

passato perché succedesse questa cosa? Non si sa. Sappiamo che esiste un discorso legato ai cambiamenti

climatici.

Nella Mezzaluna si aveva un clima tipo il nostro, mediterraneo, quindi favorevole alla presenza di specie

domesticabili. 26

Sedentarietà deriva dal fatto che per essere un agricoltore si debba stare fissi in un posto almeno dal

momento in cui si semina a quando si raccoglie.

Da cosa può essere spinta? Dal fatto che si ha abbondanza di nutrimento in una area e ci si fissa in quel

posto. Si ha una iperproduzione senza il bisogno di vagare

Altro aspetto importante: si è in tanti in un area o c'è un conflitto. Si stabiliscono delle aree di influenza,

limitate. Non ci si invade i territori a vicenda.

L’evoluzione della società può aver portato alla creazione dell'agricoltura?

Se una popolazione è sedentaria, dal punto di vista sociale bisogna creare un gruppo. Se si vive in famiglia,

non c'è una grande divisione.

La sedentarietà porta alla capacità di immagazzinare il cibo, anzi che raccoglierlo giorno per giorno, uno

raccoglie in un periodo e lo conserva per usarlo in maniera progressiva. Viene usato dove le risorse sono

abbondanti, ma non sempre utilizzabili durante l'anno.

NB: questa serie di cose sono tutte concatenate. 11

Alberi di zelkowa trovati in Sicilia, assomigliano all'Olmo. Era presente in Italia e si vede che in un

determinato punto, si tratta di una decina di alberi.

Non esiste una motivazione per la nascita dell'agricoltura, ma solo concause. La fine della glaciazione è un

presupposto, per la nascita dell'agricoltura.

Molti studiosi ritengono che la sua nascita sia dovuta alla religione ed esiste una motivazione diretta o

indiretta che portò a cio: 

o Meccanismo indiretto Golabek Tepe. Primi natufiani fanno una serie di aree religiose comuni a

varie popolazioni e lì si crea anche la necessità di alimentarle. Inizialmente si ha un accumulo, in

seguito questo innesca meccanismi di raccolta.

o Meccanismo diretto logica dell'offerta di alimenti per le divinità perché esse garantiscano nuove

produzioni e grandi quantitativi di cibo. Questo fatto necessiterebbe cibo selezionato, preparato,

immagazzinato così che la divinità ne abbia sempre a disposizione.

La nascita dell'agricoltura è un processo molto lento e può essere durato anche un migliaio di anni, non è un

solo evento che lo provoca, ma una serie di cose. Un effetto che può essere importante sarebbe un ulteriore

cambiamento climatici, siccità di lunga durata. 

Questi gruppi di popolazioni iniziano a trasformare le piante verso un sistema di piante coltivate

trasformazione lenta che avviene già quando la raccolta dei cereali e delle leguminose spontanee avviene da

molto tempo. 27

Quando i gruppi sono in certe zone iniziano a raccogliere le piante spontanee. Se una pianta è

costantemente raccolta, per non scomparire mette in atto delle strategie per poter sopravvivere. C'è una

trasformazione dovute all’adattamento. Se l’uomo continua a raccogliere le piante, esse hanno elaborato

strategie naturali per reggere questa pressione.

La raccolta progressiva fa sì che il “carattere negativo” aumenti sempre di più. 

La raccolta continuativa però non riesce a trasformare la pianta, ha bisogno di un fenomeno attivo scelta

chiara, bisogna far riprodurre questo carattere "negativo" (recessivo). La scelta è consapevole.

Ad un certo punto i natufiani adottano tutti assieme il "pacchetto neolitico" tutti adottano un insieme di

specie. Adottano i cereali che danno i carboidrati e le leguminose che danno proteine. Si arriva ad una decina

di piante invece che centinaia.

Il pacchetto conteneva:

o 4 cereali: orzo, farro, farricello, (si trovano anche selvatici, sono definiti vestiti), frumenti nudi (grani

duro, turgido, tenero). Si chiamano di perché i chicchi sono poco avvolti dalle glume e tendono ad

essere privati facilmente di questi involucri.

o 4 leguminose: pisello, lenticchia, cece, ervo.

o Lino. Si ottiene la fibra tessile, ma i semi possono essere usati perché contengono dell'olio.

Frumenti nudi, da cosa derivano?

• Triticum monococcum: frumento vestito e geneticamente molto semplice, ha un genoma diploide

(AA); antenato selvatico, il Triticum boeoticum

 C’è stato un incrocio naturale del Triticum boeoticum con la Aegilops squarrosa (pianta spontanea)→ si

sommano i geni, formando in natura il dicoccum; questo influisce anche sulla distribuzione; si coltiva

dicoccum anche dove non c'era; reagisce di nuovo con la squarrosa

• Tritticum dicoccum: antenato selvatico il Triticum dicoccoides; vestito; genoma tetraploide (AABB);

Triticum durum, tetraploide, nudo

• Triticum dicoccum + Aegilops squarrosa → Tritucum aestivum, esaploide (AABBDD), nudo

• Triticum spalta, esaploide, vestito → non è nel pacchetto, formata successivamente

• Triticum timopheevii, tetraploide, vestito, ma genoma diverso (AAGG); è un frumento che, avendo

genoma diverso, è derivato da altre piante spontanee; probabilemente l'antenato vive in Georgia

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(parte alta della Mezzaluna fertile o fuori); poi scompare, nell'età del Bronzo o fine età Ferro non

viene più coltivato;

→ quindi: ci sono piante spontanee messe a cultura; questo ha innescato incroci successivi e ulteriori

selezioni, tanto che sono nate trasformazioni diverse e da frummenti vestiti si è passati anche a frummenti

nudi;

forme nuove sommate a quelle precedenti;

vestiti: poco produttivi, difficile da lavorare, frumenti originali con genoma più semplice;

nudi: facili da lavorare (non hanno involucro, non deve essere lavorato), l'aumento di genoma consente di

avere una produzione maggiore → più chicchi per spiga e sopportano condizioni climatiche che gli altri non

sopportano;

Perché dal vicino oriente si espande un po' ovunque?

o Migrazione diffusione. Gli agricoltori del Vicino Oriente hanno colonizzato via via tutta l'Europa

o Acculturazione i mesolitici acquisiscono l'agricoltura e progressivamente diventano neolitici

(Bagolini lo sosteneva, esclusa per Italia settentrionale. Tranne per le zone montane come per

esempio la valle dell'Adige).

Contatti con neolitici che hanno invaso le zone più interne e i mesolitici sono diventati dei pastori per

conto dei neolitici perché è l’unico tipo di vita che può tollerare, invece che cacciare gli animali li

segue. E segue anche le sue caratteristiche principali: nomadismo, caccia etc.

L'ipotesi più probabile diffusione. Molti posti non abitati improvvisamente si popolano. Non esiste mai

una continuità tra siti mesolitici e neolitici. Dove si trovano insediamenti mesolitici che vengono occupati dai

neolitici in seguito, esiste uno iato, non c'è trasformazione, ma continuità.

Perché si sono trasferiti?

Motivazioni che si possono ipotizzare:

o Grazie alla scoperta dell’agricoltura la popolazione è aumentata e a quel punto hanno dovuto

cercare nuove terre.

o Cambiamento ambientale, clima peggiora nel Vicino Oriente e servono nuove zone perché lì le

produzioni crollano.

o Costruzione delle imbarcazioni.

La colonizzazione dell'Adriatico avviene lungo la costa che è in continuità con la Grecia. Si muovono

con piroghe lungo la sponda del mare e trovano delle caverne, già occupate da mesolitici, ma in

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genere non sembra esserci rapporto tra i due. Da tener conto che lungo la costa non ci sono terreni

adatti all’agricoltura.

Procedono sempre con vista terra.

In mezzo all'Adriatico isolotto di Pelagosa al centro tra coste Dalmazia e Italia (Puglia). Per i

neolitici è troppo lungo fare direttamente Dalmazia – Puglia, quindi l’isola è molto importate

trovati elementi che testificano la presenza dei neolitici e ci dimostrano che loro sono sbarcati in

Puglia grazie al “ponte” dell'isola.

La prima area “colonizzata” della Puglia è Vieste (direttamente di fronte all'isolotto). Quando

arrivano in Italia trovano una buona zona per la coltivazione.

o Ricerca di materiali, scambi.

o Pastorizia aumento di allevamento ha causato un impoverimento delle produzioni visto che

rovinano i campi.

Queste persone come si muovono?

Mandano piccoli gruppi di esploratori che cercano nuove terre. Loro devono stabilire i posti adatti, dove non

ci sia troppa gente e avversità. Una volta fatta l'indagine aprono la via a gruppi più consistenti (si muovono

come le api).

Ad un certo punto arrivano in Italia e portano il loro pacchetto neolitico costituito già da tutto quanto

(agricoltura, animali, tessitura, ceramica, pietra levigata).

Altra possibilità per la scelta dell’Italia: aveva bisogno di ossidiana, presente nel Tirreno.

In Italia c'è anche la coltivazione di altre specie oltre al pacchetto neolitico: mano a mano che si spostano

adottano degli altri cibi che non conoscono. Molti dei frutti raccolti (non coltivati) vengono adottati.

Alla Marmotta coltivano il papavero da oppio che cresceva lungo le coste del Mediterraneo occidentale. I siti

più antichi sono la Marmotta e la Draga, vicino a Barcellona. Entrambi sulla costa e presentano strette

analogie anche archeologicamente. 12

I gruppi con stili ceramici particolari hanno anche delle agricolture diverse?

È possibile che un gruppo caratterizzato dalla sua coltura personale può aver anche delle colture diverse, ma

non è sicuro. Non è detto che perché hanno una ceramica diversa hanno anche delle agricolture diverse.

La ricerca è ancora in corso perché abbiamo dati particolarmente limitai.

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Esiste un’ipotesi sensata che il gruppo Fiorano per esempio abbia un’agricoltura diversa dai Gruppi Friulani.

Qui compare il triticum (?) perché era presente in Georgia, infatti sembra che questo cereale abbia seguito la

linea dei Balcani e quindi arrivò fino ai Gruppi Friulani.

Perché queste specie di cereali sono state addomesticate per prime?

Perché sono annuali, sono piante che hanno una vita molto breve e, nel caso dei cereali, vengono seminati in

autunno, dormienti in inverno e crescono in primavere. Si raccolgono a giugno o poco dopo.

Le leguminose assomigliano ai cereali.

Ci possono essere piante biennali dove nel primo anno crescono e durante la stagione invernale non

muoiono, ma generalmente la parte fuori dalla terra secca, mentre le radici accumulano delle sostanze e il

secondo anno, da questi materiali di accumulo, cresce la pianta.

Perché i cereali sono le prime piante domesticate?

In alcuni siti del paleolitico si è scoperto l’uso del midollo della typha (vive nei corsi d'acqua), ha un fusto con

al suo interno una sostanza biancastra ricca di amidi. Già dal paleolitico la macinavano per ottenere un

impasto. Esisteva una capacità molto antica della trasformazione del cibo. Avevano anche la capacità di

stabilire che una pianta aveva delle parti con materiale che trasformato poteva essere edibile.

Quando l'uomo è diventato capace di gestire le piante da frutto?

Nel neolitico non sembra sia capace.

Anni fa nel Nature è uscito un articolo molto criticato dove si sosteneva l'arrivo del fico prima dei cereali. Per

produrre i fichi serve un insetto affinché la pianta produca il frutto. Per produrne di più venivano tagliati i

rami maschili e messi vicini a quelli femminili in modo che l’insetto arrivasse e fecondasse la parte

femminile. 

In antichità non esistevano i semi all'interno del frutto pianta già trasformata per produrre frutti.

Non abbiamo prove della coltivazione della frutta nel neolitico e sembra che ci vogliano millenni. Si ipotizza

che il primo frutto coltivato sia il corniolo = albero di piccole dimensioni che produce dei frutti rossi, nei siti

dell'età del Bronzo si trovano i noccioli in gran quantità. Si può pensare che sia anche la favorita o

incrementata in qualche maniera.

La frutticoltura avviene di sicuro quando si imparano la talea e l'innesto.

Cosa si può trovare nei siti archeologici?

Troviamo i resti dei semi e frutti che si possono conservare nel terreno tramite combustione, immersione

dell'acqua, mineralizzazione. 31

La conservazione dei cereali avviene mediamente se i cereali vengono carbonizzati. In contesti umidi (falde,

torbiere) chicchi dei si svuotano perché essendo ricchi di amidi, zuccheri, carboidrati questi si sciolgono

nell’acqua.

Quindi troveremo solo degli involucri svuotati a meno che non siano carbonizzati.

Possiamo però trovare molti frammenti della spiga. Soprattutto dei cereali vestiti la lavorazione impone di

togliere la gluma (involucro) che poi viene è buttata.

Anche le leguminose le troviamo solo se carbonizzate. In ambienti umidi si sciolgono.

Pratiche di pulitura dei cereali: tostatura, forno, vicinanza del fuoco. Tostatura usata sia per conservarli che

renderli più utilizzabili. 

Era molto facile bruciare i cereali la lavorazione stessa può produrre dei cereali combusti, anche

involontariamente.

Per mangiare una chicco di cereale servono attività molto complicate. Andando a studiare i sistemi di

produzione primitivi si sono capiti meglio i vari passaggi al quale un cereale è sottoposto. Si sono scoperti

meccanismi improbabili andati perduti nel XX secolo.

1. Cereale viene raccolto con strumentazione varia (falcetto, falce, raccolta a mano).

2. Avveniva la trebbiatura per sgranare i cereali. Venivano usati anche gli animali oppure vari attrezzi

come il correggiato due pezzi di legno che servono per picchiare le spighe di cereale. Si utilizza

mediamente in montagna perché le coltivazioni erano meno estese.

3. Dopo aver trebbiato si producono degli scarti = parti della spiga che devono essere buttati via tramite

rastrellamento o setacciatura.

All'interno si possono trovare anche piante infestanti se le spighe non venivano raccolte una ad una.

Perché questo piante erano dentro il campo?

 Erano delle piante che crescevano assieme ai cereali e l'uomo portando i cereali con se in Europa

ha portato anche queste piante. Esse si sono adattate agli stessi ambienti dei cereali perché

hanno sempre vissuto con i cereali. Sono molto antiche e difficili da eliminare perché condividono

tutto con i cereali.

 Piante che già vivevano da noi in ambienti simili al campo di cereali. Sono delle piante che si sono

adattate a vivere in questa situazione che hanno delle tipologie simili in natura.

Esempio: Segale pianta infestante. Quando è diventata un cereale usato dall'uomo?

Nel Vicino Oriente esiste un antenato (segale Montana). Si tenta di usarlo, ma ad un certo punto

diventa infestate per gli altri cereali.

Dentro i siti neolitici noi troviamo alcuni chicchi ma non è una pianta coltivata, bensì infestante.

Cosa succede? Il trattamento simile a quello dei cereali, fa sì che la segale spontanea si sia

32

trasformata ed è divenuta come gli altri, con la parte estrema della spiga (rachide) che non si

rompe (quindi più comoda per l’uomo).

Entra nel meccanismo dei cereali, ma non viene apprezzata.

Riesce a vivere bene in ambienti umidi e freddi quindi nel corso dell'età del Bronzo, con il clima

più freddo e umido, arrivava a maturazione prima del frumento per esempio. Per questo entra

nei cereali, era l'unico che riusciva a sopravvivere. A quel punto viene portata in Italia. Arriva

molto più tardi rispetto al nord Europa (età Romana e Alto Medioevo) prima in pianura e poi in

montagna.

Questo è il caso di una pianta infestante che diviene una pianta coltivata.

Da tener conto che piaceva molto alle popolazioni barbare e quindi viene prediletta in un certo

periodo.

4. La pulitura dipendeva dal cereale:

 Nudo facilmente liberabile dall'involucro. Viene subito portato in "cucina" dove si curano le

ultime cose.

 Vestito è necessario più e più volte battere e setacciare perché gli involucri sono strettamente

avvolti. Anticamente in queste fasi il cereale veniva tostato in modo da togliere più facilmente gli

involucri.

È possibile in un sito trovare scarti di lavorazione che non sempre venivano usati in altri modi.

Hilman (?) Per poter mangiare un cereale servivano 24 lavorazioni e ogni fase produce degli scarti.

Quando i cereali sono diventati significanti?

Con il neolitico antico arrivano: orzo, frumenti nudi, farro e monococco. Il farro nel neolitico antico è il

cereale più coltivato.

- Orzo sempre presente mediamente, da noi non ha avuto un successo così elevato.

- Frumenti nudi scarso successo fino all'età romana perché difficile da coltivare

- Tritticuum spleta compare in Italia ad un certo punto ma non ha avuto grande successo. Sorta di

farro grande. 

- Miglio e Panico compaiono in Italia e in Europa tra Neolitico ed era del Bronzo.

L’ antenato selvatico del Miglio viene dalla Cina, coltivazione in estremo Oriente e poi da noi.

L’antenato selvatico del Panico viene anche in Europa, non sappiamo ricostruire la storia, ma ad un

certo punto arriva dall'Oriente fino a noi. Nell'età de Ferro e Medioevo hanno avuto un grande

successo. Hanno una produzione molto veloce, bastano tre o quattro mesi per produrre il raccolto (si

pianta in primavera per avere il raccolto in estate).

- Segale non è presente anticamente, ma comincia ad essere coltivata raramente in antico. Da noi

grossa importanza solo nell'Alto Medioevo. 33

- Echinocloa Cris-Galli (Giravone) usato per l’alimentazione, non sappiamo se coltivato. Simile al

miglio e al panico.

- Avena poca importanza da noi, molto la mangiano in nord Europa

- Sorgo unico cereale di origine africana. Plinio descrive il sorgo con una certa accuratezza. In età

romana quindi era sicuramente conosciuta, ma non è mai stato trovato in contesti romani, bensì

Alto Medievali (soprattutto a Brescia). Rispetto al miglio e panico ha un chicco più grande.

- Riso conosciuto dai romani, ma lo usavano unicamente come medicinale (per il mal di pancia

facevano bere l'acqua di cottura del riso).

Comincia ad essere importante in pieno Medioevo con la sistemazione della Pianura Padana e

vengono messe delle risaie (tipo di riso che cresce nell’acqua).

- Grano Saraceno si dice che arriva in età Medievale, ma non sappiamo quando arriva.

- Mais arriva dopo la scoperta dell'America.

Molte piante arrivate dall'America non venivano coltivate subito perché:

 Erano piante tropicali quindi non adatti alle nostre temperature. Prima sono state introdotte in

Asia in modo da adattarle al nostro clima e poi arrivano da noi.

 Erano piante sconosciute.

La comparsa in Italia del Nord delle specie leguminose e delle piante da olio:

- Cece arriva molto dopo nell’età del bronzo e ferro

- Vicia Faba Minor (fave) in antichità molto piccolo. Non era chiara la sua origine, forse proviene

dalla zona balcanica o Africa settentrionale, non dall’Oriente. Con la fine del neolitico diventa il

legume più diffuso.

- Ervo grande successo nel neolitico e in Italia successivo nell'età del ferro. Non si capisce perché.

- Fagiolo arrivano dopo la scoperta dell'America ha soppiantato la coltivazione delle leguminose in

Italia settentrionale che sono rimaste a panneggio del sud Italia. (Fino al 1400 l'alimentazione era

uguale sia al nord che al sud)

- Veccia usata in età del ferro, adesso viene data agli animali.

- Cicerchia e Cicercella ha un certo successo ed è presente anche in Italia settentrionale.

- Cece successo molto limitato. Trovato anche in qualche necropoli dell'età dl ferro.

- Fagiolino (tegoline) legume presente nel Vecchio Mondo, usato in Asia, India. Forse di origine

africana. Presente raramente in contesti di epoca Alto medievale e romani.

- Lupino si mangia nel sud, nel nord Italia mai coltivato.

- Fava grande selezione molto recente

- Fagiolo americano e coltivato in tempi più recenti

34

Piante da olio prima dell'arrivo dell'olio di oliva:

- Lino da noi nel Neolitico Antico abbiamo ritrovamenti sporadici. Si conserva malamente

- Papavero dal Neolitico Antico/Recente. Si diffonde a partire dal Neolitico Medio recente

- camlina sativa 

- Cannabis Sativa pianta tessile di cui si possono mangiare i semi. Sembra comparire in Italia tra età

del Ferro e romana. Coltivata per la tessitura. Ci sono dei dati contrastanti e quindi non è molto

chiaro.

Viene dall’Asia nord o centrale (Russia meridionale). Non si riesce a ricostruire quando sia stata

impiegata come droga perché non si hanno elementi precisi. Sappiamo che si usava come materia

tessile, anche se dal punto di vista di determinazione lino e canapa sono così simili che non si riesce a

stabilire se sia l'una o l'altra.

Secondo altri ritrovamenti una fibra usata già in età romana è l'ortica. 13

Fitogeografia livello più approfondito di sistematizzazione dello studio della vegetazione inteso come

rapporto fra specie che questi instaurano all'interno di un determinato territorio.

Studia come le piante, in un determinato territorio, si distribuiscono e come interagiscono tra loro e

definisce dei sistemi che possono ritrovarsi identici o quasi in altri situazioni. 2

Studia il popolamento elementare si va, per esempio, dentro un prato e si prende un m e si guarda che

tipo di piante ci vivono. Possono esserci situazioni in cui ci possono essere più o meno specie. Si dà un valore

a quanti individui di quelle specie sono presenti. Si tratta di un valore di copertura (esempio il 70% della

superficie è popolata da trifoglio). 2

Quando si ha definito il tutto si può andare nel m vicino e controllare se le cose sono uguali o diverse.

Popolamento elementare aspetto di vegetazione omogenea che esprime un andamento omogeneo dei

fattori ambientali.

I rilievi fitosociologici effettuati nell'ambito di popolamenti elementari simili, consentono di produrre un

modello medio e astratto associazione vegetale, un raggruppamento di piante più o meno stabile, in

equilibrio con l'ambiente, con la presenza di elementi quasi esclusivi che definiscono condizioni ecologiche

particolari.

Più associazioni sono riunite in raggruppamenti di gerarchia (vedi slide).

Bisogna studiare due associazioni:

 

Secalitea classe fitosociologica che raccoglie le infestanti delle colture e semina autunnale

35

 

Chenopodietea classe fitosociologica che comprende specie con distribuzione più varia, ma in

ogni caso condizionate dalla presenza dell’uomo

I semi combusti sono sempre stati usati in qualche maniera dall'uomo. Solo il fatto che sono bruciati significa

che sono stati usati dall'uomo.

Quali possono essere gli aspetti legati al cibo?

esiste

Per quanto riguarda l'età classica un problema legato ai termini che utilizzano gli autori. Quando

abbiamo fonti che ci parlano di cibo e vegetali non sappiamo bene di cosa si parla. Per esempio il termine

Malus viene usato sia per mela che per mela cotogna. È difficile capire se la nomenclatura antica corrispose a

quella nostra attuale.

Cosa possiamo trovare su un sito?

 Cibo fresco o secco: per trovarli devono trovarsi in ambiente umido o secco, mineralizzato (fosfato-

carbonato o bronzo-ferro), ingerito (in mummie o coproliti) si possono trovare le parti non

digerite come bucce, epiteli, etc..

 

Cibi cotti volontariamente o meno. Se è volontario abbiamo più possibilità di trovarlo può essere

tostato o cotto o lo possiamo trovare come rifiuto.

Più facile da trovare questa situazione in un contesto archeologico.

 

Cibo deposto per esempio accumulo, offerte nelle tombe, preparazione del cibo da mangiare e

offrire

 

Cibo buttato per esempio gli scarti delle fasi di trattamento dei cereali, scarti di preparazione

della cucina, contenuto di pattumiere e latrine. Ci possono dare informazioni su dei preparati

alimentari.

È arduo definire la trasformazione del cibo perché abbiamo pochissime occasioni di ritrovamento.

Come capiamo se un cibo era di un ricco o di un povero?

 Qualità e quantità;

 Le primizie, specie di importazione;

 Il trasporto;

 La conservazione delle derrate;

 

La trasformazione. Molti cibi per essere conservati devono essere trasformati meccanismi come

acetificazione, trasformazione in alcol e altri tipi di trasformazioni biochimiche.

36

VITE E VINO DELL'ITALIA SETTENTRIONALE

Vite uno degli elementi principali del successo della coltivazione. Tipo di prodotto mediterraneo.

Vite selvatica e vite coltivata sono un unica specie

 Vitis vinifera

 Vitis sativa (quella coltivata) 

I vitigni sono varietà di cloni coltivati si riproducono non per semina, ma per talea o innesto

Vite selvatica cresce in una zona vasta (Mar Mediterraneo, Mar Nero e in poche altre zone mediterranee).

Viene innestata su un ceppo di vite americana in seguito all'attacco di un insetto o fungo (?)

Ha dei limiti massimi e minimi in cui crescere. Un periodo freddo, chiamato dormienza, è necessario per la

nuova germinazione. 

Processo della pianta arriva a maturazione, perde le foglie, periodo dove non succede nulla prima di

buttare le gemme di nuovo.

La pianta vive dove le precipitazioni sono 400-800 mm almeno sennò bisogna irrigare.

Con la coltivazione della pianta essa si trasforma. In origine la pianta è dinoica (= con individui maschili e

femminili) con la coltivazione la pianta diventa monoica.

Riproduzione colturale:

Propagazione vegetativa (cloni)

 talea;

 Innesto su ceppo selvatico (già praticata in antico);

 Produce frutti dopo tre anni;

 Si raccoglie 100 giorni dopo la fioritura.

L'uva bianca è una mutazione.

Morfologia del seme cambia tra vite coltivata o selvatica:

 

Seme coltivato forma piriforme con becco più o meno lungo. Il seme produce molto meno perché

tanto non serve che lo faccia in maniera naturale, visto che la “riproduzione” avviene in maniera

artificiale.

 

Seme selvatico forma arrotondata senza becco = germina più velocemente.

Come coltivare la vite?

La vigna va sostenuta o da un sostegno vivo o morto. I filari di viti e di alberi sono già citati nell'odissea e

nell'Iliade 37


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8 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Botanica
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fra_Fra_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Botanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Rottoli Mauro.

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