Botanica 21-11-2013
Fusto in struttura secondaria
In struttura primaria troviamo delle cellule che funzionano come un'epidermide e sottostante un parenchima corticale che potrebbe anche essere verdeggiante quindi avere dei cloroplasti, questo in struttura primaria. Ma quando si passa alla struttura secondaria alcune cellule del parenchima corticale si disferenziano e assumono attività di un meristema secondario che prende il nome di fellogeno. Quindi, cellule del parenchima sono cellule differenziate che diventano cellule indifferenziate tipiche di un meristema di origine secondaria, queste cellule si dividono in modo da dare origine a cellule come loro e si dividono anche verso l'esterno dando origine a nuove cellule parallele a loro.
Queste cellule che si generano inizialmente sono cellule vive e poi progressivamente la loro parete si impregna di suberina. La suberina è una sostanza impermeabile all'acqua e all'aria ed è pertanto incompatibile con la vita. Queste cellule hanno la parete che suberifica, la suberificazione è una bonificazione di parete e durante il processo di suberificazione queste cellule vanno incontro a morte cellulare programmata, il loro destino è morire. Morte cellulare programmata che porta, alla fine, a cellule completamente vuote senza residui di citoplasma e quindi è uno strato che non solo è protettivo per il fusto ma è anche pochissimo appetibile dagli animali, non ci sono sostanze che possono essere utilizzate a scopo nutritivo, gli animali non hanno interesse a cibarsi di sughero.
Quindi, si forma questo strato di sughero che può essere più o meno spesso a seconda delle specie. Nella quercia da sughero (Quercus Suber), lo strato di sughero, può raggiungere anche numerosi centimetri di spessore, ma a mano a mano che il fusto si allarga, cresce dall'interno, questo determina la lacerazione dello strato esterno delle cellule suberificate e quindi il fellogeno deve di nuovo entrare in azione, deve nuovamente formare nuove cellule.
Il fellogeno entra in azione, molto spesso, entro il primo anno di vita. L'insieme di fellogeno e dello strato di sughero e, certe volte, anche di uno strato di rivestimento sottostante chiamato felloderma, il quale si origina dal fellogeno, quindi corrisponde a un endodermide interna, questi tre strati: fellogeno (in mezzo), sughero e felloderma costituiscono il periderma. La parte esterna di un tronco d'albero, che noi chiamiamo corteccia ma in botanica si chiama scorza, inizialmente epidermide, si trasforma in periderma costituito da sughero fellogeno e, qualche volta, dal felloderma. L'epidermide nel passaggio alla struttura secondaria viene sostituita dal periderma. Questo periderma è come se fosse una vera barriera nei confronti dell'acqua e dell'aria e questa barriera non è compatibile con la vita delle cellule corticali interne, cellule vive all'interno del fusto, allora si introduce la presenza di strutture che prendono il nome di lenticelle.
Le lenticelle sono visibili a occhio nudo quando la scorza (parte esterna) è sottile, nella corteccia di quercia, per esempio, non sono visibili a occhio nudo. Le lenticelle sono delle cellule che entrano in attiva divisione e che hanno anch'esse la parete suberificata ma hanno la caratteristica di lasciare degli spazi tra le pareti, quindi l'aria penetra attraverso questi spazi mentre le cellule che si vengono a formare premono contro lo strato superficiale del sughero contro quello più esterno e vanno a sollevare i lembi. Le lenticelle hanno forma arrotondata e consentono...