Sintesi concetti di filosofia teoretica - Blaise Pascal
Pascal si colloca sul versante maggiormente filosofico della critica non-filosofica alla filosofia (così come del resto Søren Kierkegaard): la sua vita fu polarizzata fra gli interessi scientifici ed il problema religioso. Da un lato egli mostra l'inconsistenza delle pretese metafisiche della ragione moderna, dall'altro, pur mostrando la tensione interna alla ragione, mette in luce come essa abbia ancora un qualche rapporto con la verità, sebbene esso sia divenuto distorto.
Il rapporto tra ragione e verità
A differenza di quanto sostengono i fideisti, la ragione secondo Pascal ha quindi un rapporto con la verità, un rapporto negativo; la scienza umana - che studia l'ordine immanente dei corpi - non riesce a giungere positivamente alla verità (ossia ad affermarla), perché alla scienza sfuggono i principi primi che sono autenticamente esplicativi dell'ordine dei corpi, ossia il principio dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo. Sfuggendole questi principi, la scienza dunque ha dei limiti, che sono i limiti della ragione da cui proviene, per Pascal incapace di giungere positivamente alla verità: di ogni principio cui giunge la scienza, di ogni nome che essa ritenga primitivo, può essere chiesta una giustificazione ulteriore, così come ogni conoscenza ultima cui essa perviene può essere incrementata ulteriormente o decresciuta ulteriormente. I principi, dunque, cui giunge la scienza non sono principi primi - in quanto di essi si può chiedere ulteriore giustificazione.
I limiti della scienza e della ragione
I limiti della scienza sono i limiti della ragione, incapace secondo Pascal di giungere positivamente alla verità: essa è sottomessa al cuore, l'organo in cui si dà l'apprensione immediata di alcuni principi primi. Di essi, il cuore offre all'uomo la certezza della loro verità: la ragione tuttavia non accetta di buon grado la sua sottomissione e tenta da sé sola di giungere ai primi principi, oltre quelli che sono colti dal cuore.
La condizione umana e la conoscenza
Le riflessioni di Pascal si spostano da quello che a mio avviso è la situazione paradossale in cui si trova l'uomo nella conoscenza, alla situazione che oserei definire come esistenziale: l'uomo mediante la sua ragione tenta di giungere costantemente all'infinito, salvo fallire costantemente. Il fallimento implica il continuo passaggio, l'infinito passaggio, da un finito ad un altro finito, perché la ragione è incapace di giungere alla Verità, ossia a Dio. La verità è colta solo dal cuore, l'organo dell'infinito (in cui si danno anche, in ambito conoscitivo, i primi principi): a Dio può quindi giungere solo il cuore.
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Relazione su i “Pensieri” di Blaise Pascal
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Riassunto per storia della filosofia, prof. Marialuisa Baldi, libro consigliato: Pensieri di Pascal
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Sintesi Filosofia teoretica
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Riassunto esame Filosofia, prof. Boella, libro consigliato George Simmel filosofo della vita, Jankèlèvitch