Comportamento dei bipoli dinamici
in presenza di ingressi impulsivi
Lo studio di circuiti dinamici nei quali siano presenti generatori impulsivi
può essere semplificato considerando il comportamento “limite” esibito da
condensatori e induttori in tali circostanze. - +
In particolare si può mostrare che, nell’intervallo di misura nulla (0 ,0 ), il
condensatore può essere sostituito con un corto circuito:
i C
- +
C (0 ,0 )
i ⇔ C
C v
C
v
C
e l’induttore può essere sostituito con un circuito aperto:
L - + i
,0 )
(0
i L
⇔ L
L v
v L
L
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Tali proprietà possono essere dimostrate utilizzando un ragionamento per
assurdo.
Si consideri il circuito RLC serie in cui sia presente il generatore di tensione
δ Applicando la LKT alla maglia si ottiene
impulsivo (t).
E
R L δ = + +
E t v v v
( ) R L C
+ v
v Affinché l’equazione sia soddisfatta
L
R
δ C
E (t ) occorre che almeno uno dei termini a
v
C secondo membro sia un impulso: si vuole
dimostrare che l’unico termine impulsivo è
la . Supponiamo, per assurdo, che tutti i
v
L
termini della LKT siano impulsivi:
δ αδ βδ γδ
= + +
E t t t t
( ) ( ) ( ) ( )
α β γ
= + +
E
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Se tale relazione fosse verificata dovrebbe anche valere:
α α
di
αδ δ δ
= ⇒ = ⇒ = = '
v t i t v L L t
( ) ( ) ( )
R L
R dt R
di
γδ γδ γδ
= ⇒ = ⇒ = =
' '
'
v t i C t v L LC t
( ) ( ) ( )
C L dt
La tensione sull’induttore risulterebbe un impulso di primo o secondo
ordine.
Poiché tale impulso di ordine superiore non risulta bilanciato da un
analogo termine a primo membro, ne consegue che l’unica tensione
impulsiva possibile è quella sull’induttore: questo bipolo pertanto,
- +
nell’intervallo (0 ,0 ), si comporta come un circuito aperto.
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Si consideri, per dualità il circuito RLC parallelo in cui sia presente il
δ
I (t) Applicando la LKC al nodo si ottiene:
generatore di corrente impulsivo . δ = + +
I t i i i
( ) R L C
i i
i
C R
L
δ
I (t ) C Affinché l’equazione sia soddisfatta
R
L occorre che almeno una delle correnti a
secondo membro sia un impulso: si
vuole dimostrare che l’unico termine
impulsivo è la .
i
C
Supponiamo, per assurdo, che tutti i termini della LKC siano impulsivi:
δ εδ ηδ λδ
= + +
I t t t t
( ) ( ) ( ) ( )
ε η λ
= + +
I
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Se tale relazione fosse verificata, dovrebbe anche valere:
dv
εδ εδ εδ
= ⇒ = ⇒ = = '
i t v R t i C CR t
( ) ( ) ( )
R C dt
dv
ηδ ηδ ηδ
= ⇒ = ⇒ = =
' '
'
i t v L t i C LC t
( ) ( ) ( )
L C dt
La corrente nel condensatore risulterebbe un impulso di primo o secondo
ordine.
Poiché tale impulso di ordine superiore non risulta bilanciato da un analogo
termine a primo membro, ne consegue che l’unica corrente impulsiva
possibile è quella nel condensatore: questo bipolo pertanto, nell’intervallo
- +
(0 ,0 ), si comporta come un corto circuito.
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A causa del comportamento precedentemente illustrato per i due bipoli
dinamici, i circuiti RLC serie e RLC parallelo nell’intervallo si semplificano
come illustrato nelle figure:
v v
R L i
i
i R
L L
R
+ C
δ
I (t ) L
C
δ R
v
C
E (t ) C ( )
− +
∈ 0 , 0
t
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+
Nel caso del circuito RLC serie, detta la corrente a t=0 , si avrà pertanto:
I 0 +
( ) 0
1 ∫
− + +
δ δ τ τ
∀ ∈ ⇒ = ⇒ = =
t v t E t i E d I
0 ,
0 ( ) ( ) ( 0 ) ( )
L L 0
L −
0
E
dove si osserva che deve avere le dimensioni di un flusso:
= → ∝
E LI E Wb
[ ]
0 -1
]:
e l’impulso quelle del reciproco di un tempo [s
−
δ ∝ 1
t s
( ) [ ]
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V +
Nel caso del circuito RLC parallelo, detta la tensione a t=0 , si avrà
0
pertanto: +
( ) 0
1 ∫
− + +
δ δ τ τ
∀ ∈ ⇒ = ⇒ = =
t i t I t v I d V
0 ,
0 ( ) ( ) ( 0 ) ( )
C C 0
C −
0
I
dove si osserva che deve avere le dimensioni di una carica:
= → ∝
I CV I C
[ ]
0 -1
e l’impulso quelle del reciproco di un tempo [s ].
−
δ ∝ 1
t s
( ) [ ]
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Metodo dell’integrale di convoluzione
La risposta di un circuito lineare tempo invariante (LTI) del secondo
x(t)
ordine può essere ricavato dalla soluzione della seguente equazione
differenziale: ( )
α ω
+ + =
2
!
! !
x x x f t
2 0
+ =
x A
( 0 )
+ x(t) + =
!
x B
( 0 )
dove f(t) è una opportuna
funzione del “forzamento”
presente nel circuito.
La risposta può essere espressa nella forma:
= +
x t x t x t
( ) ( ) ( )
t p
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Poiché l’equazione è lineare (per la linearità dei bipoli) ed a coefficienti
costanti (per la tempo invarianza), è possibile applicare il principio di
scomposizione: = +
x t x t x t
( ) ( ) ( )
so io
dove
x (t ) risposta con stato zero
so
x (t ) risposta con ingresso zero
io ( ) α ω
+ + =
α ω
+ + = !
! ! 2
2
!
! ! x x x
2 0
x x x f t
2 io io io
0
so so so
0
+ + =
=
x ( 0 ) 0 x A
( 0 )
so io<
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