£APPUNTI DI BIOLOGIA
VEGETALE£
I ANNO CTF, UNIMI
AA. 2020/2021
ROCCO LA MARCA
Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, UNIMI
0. INTRODUZIONE AL CORSO 5
0.1. RUOLI ECOLOGICI 5
0.1.1. IMPIEGHI ECONOMICI 5
0.1.2. C P 7
LASSIFICAZIONE DELLE IANTE
1. LA CELLULA VEGETALE 12
1.1.1.3.1. FITOSTEROLI 16
1.1.1.3.2. FONTI DI FITOSTEROLI 16
1.1.1.3.3. FUNZIONE DELLA MEMBRANA PLASMATICA 17
1.1.1.3.4. IL PLASMODESMA 17
1.1.1.3.5. ALTRI TIPI DI TRASPORTO 18
1.1.1.3.6. DIFFERENZA PARETE E MEMBRANA 18
1.1.1.4.1. FUNZIONI DELLA PARETE 19
1.2. PARETI E VACUOLI 21
1.2.1. PARETE CELLULARE 21
1.2.1.1.1. CELLULOSA 21
1.2.1.1.2. EMICELLULOSA 21
1.2.1.1.3. PECTINE 22
1.2.1.5.1. PLASMODESMI 24
1.2.1.5.2. BIOSINTESI DELLA CELLULOSA 25
1.2.1.5.3. LIGNINA 25
1.2.1.5.4. PROTEINE STRUTTURALI 26
1.2.1.5.5. PROTEINE ENZIMATICHE 26
1.2.2. INTERAZIONI DELLA PARETE 27
1.2.2.1.1. CUTINIZZAZIONE 27
1.2.2.1.2. MINERALIZZAZIONE 27
1.3. I V 28
ACUOLI
1.3.1. C 28
ONTENUTO DEL VACUOLO
1.3.2. R 29
UOLO STRUTTURALE DEL VACUOLO
2. ORGANIZZAZIONE DELLA PIANTA 31
2.0. O 31
VERVIEW
2.0.1. T 31
ESSUTI VEGETALI
2.1. T 31
ESSUTI VEGETALI ADULTI
2.2. I 32
L PARENCHIMA
2.2.2. P 34
ARENCHIMA CLOROFILLIANO
2.2.3. P 34
ARENCHIMA DI RISERVA
2.2.4. P 35
ARENCHIMA AERIFERO
2.2.5. P 36
ARENCHIMA ACQUIFERO
2.3. T 36
ESSUTI VEGETALI MECCANICI SEMPLICI
2.4. C 36
OLLENCHIMA
2.5. SCLERENCHIMA 37
2.5.1. L 38
OCALIZZAZIONE DEI TESSUTI MECCANICI SEMPLICI
2.6. T 38
ESSUTI VEGETALI COMPLESSI
2.6.1. S 39
ISTEMA VASCOLARE 1
2.7. FLOEMA ( LIBRO CRIBRO) 39
DETTO ANCHE O
2.7.1.1.1. T ( ) 40
UBO CRIBROSO ANGIOSPERME
2.7.1.1.2. P P 42
ROTEINA
2.8. X ( ) 42
ILEMA LEGNO
2.8.1. T T 42
RACHEIDI E RACHEE
2.8.2. L 43
IGNIFICAZIONE
2.8.3. DIFFERENZE XILEMA E FLOEMA 44
2.9. EPIDERMIDE 46
2.9.1. S 46
TOMI
2.9.2. P ( ) 47
ELI PROTETTORI PELI TEGUMENTARI
2.9.3. S 48
UGHERO
2.9.4. L 48
ENTICELLE
2.9.5. R 48
IZODERMA
2.9.6. P 49
ERIDERMA
2.10. TESSUTI SECRETORI 49
2.10.1. T 49
ESSUTI SECRETORI INTERNI
2.10.2. T 50
ESSUTI SECRETORI ESTERNI
2.10.2.1.1. H 51
ELIAMPHORA
2.10.2.1.2. D 51
ROSERA
2.10.2.1.3. D 51
IONEA MUSCIPULA
2.11. TESSUTI MERISTEMATICI 51
2.11.1. MERISTEMI 52
2.12. I M 54
ERISTEMI
2.12.1. M (SAM) 54
ERISTEMA APICALE DEL GERMOGLIO
2.12.2. D 57
ICOTILEDONI
2.12.3. M 58
ONOCOTILEDONI
2.12.4. MERISTEMI SECONDARI 59
2.12.5. SCORZA RITIDOMA ( ) 61
O CORTECCIA
2.12.6. FOGLIE 62
2.12.7. D 62
IFFERENZE TRA DICOTILEDONI E MONOCOTILEDONI
2.12.8. P ( ) 63
ICCIOLO NELLE DICOTILEDONI
2.12.9. G ( ) 63
UAINA NELLE MONOCOTILEDONI
2.12.10. N 64
ERVATURE
2.12.11. T 64
RICOMI
2.12.12. ABSCISSIONE FOGLIARE 65
2.13. APPARATO RADICALE 66
2.13.1. F 66
UNZIONI
2.13.2. CUFFIA RADICALE 67
2.13.3. C 69
OSA SUCCEDE IN UNA RADICE IN SEZIONE
2.14. RIPRODUZIONE NELLE PIANTE 70
2.14.1. RIPRODUZIONE VEGETATIVA (ASESSUATA) 70
2.15. FIORE ( ) 72
RIPRODUZIONE SESSUATA
2.15.1. G 73
RANULO POLLINICO
2.15.2. G 76
INECEO
2.15.3. O 77
VULO
2.15.4. DIVERSITA’ FLORALE 80
2.15.5. O 81
VARIO
2.15.6. SEMI 84
2.15.7. FRUTTI 89
2
3. BIOENERGETICA 92
3.0. I 92
L METABOLIOSMO DELLA PIANTA
3.1. R 93
ESPIRAZIONE CELLULARE
3.1.1. G 93
LICOLISI
3.1.2. RESPIRAZIONE AEROBICA 96
3.1.3. F 96
OSFORILAZIONE OSSIDATIVA
3.1.4. R 97
EAZIONI PECULIARI DELLA CELLULA VEGETALE
3.2. L 99
A FOTOSINTESI
3.2.1. P 99
LASTIDI
3.2.2. P 101
RIME OSSERVAZIONI STORICHE
3.2.3. L 102
E CLOROFILLE
3.2.4. C C 104
ICLO DI ALVIN
3.2.5. C H -S 105
ICLO DI ETCH LACK
3.2.6. ORMONI VEGETALI 107
3.2.6.1.1. C ’ ? 108
OM È STATA SCOPERTA
3.2.6.1.2. E 109
FFETTO DI RADICI TRATTATE CON AUXINA
3
Guida
Pagine dal libro
Gli appunti vanno integrati con queste pagine del libro “Biologia
delle Piante” (Rost, Barbour Stocking, Murphy) ZANICHELLI:
Unità 0 – Introduzione: pp. 1-32 (introduzione al corso); 324-545
(tassonomia e piante; riassumere molto)
Unità 1 – La cellula vegetale: pp. 33-54
Unità 2 – L’organizzazione della pianta: pp. 55-128
Unità 3 – Bioenergetica della pianta: pp. 146-278
4
0. Introduzione al corso
Le piante producono carboidrati a partire da CO e H O, sono fonte di cibo e
2 2
producono molecole note con il nome di metaboliti secondari, che possiedono attività
biologiche.
Producono sostanza organica
Ossigenazione dell’aria
Ma anche le piante utilizzano ossigeno nelle vie metaboliche: di notte, quando non
c’è luce. (respirazione cellulare)
Modificazione microclima -> mitigano l’innalzamento termico catturando CO
2
e abbassano l’effetto serra.
Protezione del suolo rendendolo stabile rimuovendo acqua dal terreno. Questi
diventa meno umido quindi più sicuro per l’uomo e per l’edilizia.
Caratterizzano il paesaggio: conoscere la disposizione delle piante nel
passaggio ci aiuta a delineare la storia del pianeta (modificazione clima)
Costituisce l’habitat per gli animali.
Piante decorative
Depurazione terreni -> alcune piante con il loro apparato radicale riescono a
sottrarre sostanze nocive dal terreno
Uso alimentare
Piante da fibra
Legname e carta
Piante da resina e gomme
Combustibili e fossili
0.1.1.1. UOMO E PIANTA
Fonti di alimenti (carboidrati, proteine, vitamine, Sali minerali)
70% terre coltivate nel mondo sono dedicate ai cereali
I cereali fanno parte del 50% del fabbisogno energetico umano
Carboidrati, proteine, spezie, aromi, oli, bevande
5
0.1.1.2. PIANTE AD USO
FARMACEUTICO
Vengono utilizzati i prodotti del
metabolismo secondario. Es.: I polifenoli
sono antiossidanti e antinfiammatori
–
Digitalis Cinchona Lassativi
–
Papaver Sonniferi
–
Caffea Neurostimolatore
0.1.1.3. Droghe calmanti e sonniferi
Papaverina, codeina, morfina
Nel papavero sonniferi. Le sostanze si trovano nel
calice.
Nel papaverum sonniferum il calice si trova nella
–
capsula, frutto che a maturità non si apre lo si
–
rompe fuoriesce un liquido, va rimossa l’acqua per
evaporazione e poi si gratta la sostanza.
Morfina e Codeina, invece, sono analgesici forti.
Figura 0.0.1.1.1 - MORFINA 6
Le piante non sono gli unici organismi a fare fotosintesi. La tassonomia (detta
anche “sistematica”) è la scienza che si occupa di dare un nome agli organismi e
suddividerli in categorie. Per classificare gli esseri viventi dobbiamo riprendere la
tassonomia di Linneo, che segue questa divisione (dal meno specifico al più
specifico)
Dominio Meno specifico, più Monere
Regno
Divisione (phylum)
Classe Funghi
Ordine
Famiglia Protisti
Genere
Specie Più specifico, meno Animali
0.1.2.1. NASCITA DELLA Figura 1.1 I 5 Regni
–
CELLULA VEGETALE Vegetali
Supposto che una cellula eucariote animale
non sia in grado di produrre energia dalla luce, è però in grado di farlo mediante
alla respirazione (mitocondri). I mitocondri non sono solo delimitati da una
membrana a sé, ma hanno anche acidi nucleici propri (Endosimbiosi di procarioti
ancestrali). Il DNA dei mitocondri ha palesemente una conformazione procariote
(circolare).
I plastidi sono la sede dove avviene la fotosintesi e sono tipici della cellula vegetale.
0.1.2.2. COMPARSA DELLA VITA
Miliardi di anni fa non era presente l’atmosfera, non c’era ossigeno e avevamo un
ambiente di vapori di metano e ammoniaca. I raggi UV del sole uccidevano
qualunque forma di vita uscisse dal mare. > I primi organismi fotosintetici dovevano
in qualche modo proteggersi dal sole.
Queste forme di vita fuoriuscite dall’acqua trovarono il modo di colonizzare la
terraferma. 7
0.1.2.3. Esperimento di
Figura 1.2 - Esperimento di Miller e Urey Miller-Urey
L’esperimento dimostra che partendo da
semplici elementi organici, una scarica di
energia (un fulmine) potrebbe avviare la
formazione di macromolecole. L’esperimento
è già approfondito negli appunti di Biologia
Animale.
Manca un pezzo: la formazione delle cellule
Si ipotizza che in un ambiente fosfolipidico in
un sistema acquoso, nel raggiungere
l’equilibrio le molecole tendono ad avvicinarsi tra loro e produrre delle sfere
(membrane) -> Le code idrofobe vanno verso l’interno, le teste polari invece vanno
verso l’esterno.
0.1.2.4. Flusso di energia e Ciclo delle sostanze
La cellula è un percorso alternativo che l’energia può avere una volta raggiunto
questo pianeta. L’energia proveniente da un fotone che colpisce il nostro pianeta
–
provoca l’innalzamento della temperatura (effetto diretto dell’irraggiamento)
quando colpisce una cellula può creare altre reazioni come quelle della costruzione
di una macromolecola.
Le sostanze presenti nei vegetali sono trasmesse agli organismi che se ne nutrono.
I decompositori come funghi e batteri scompongono la lettiera e gli organismi morti
restituendo le sostanze al suolo, che vengono poi assorbite dai vegetali.
Deve sempre esserci energia che fluisce nel sistema e anche delle sostanze: ci
sono appunto elementi che si occupano di trasferire l’energia e permetterne lo
sfruttamento.
L’energia tende a liberarsi nell’ecosistema sottoforma di calore.
Le cose si complicano quando compaiono forme di vita che non si nutrono da sole
con la fotosintesi ma con l’alimentazione. (Piante < Erbivori < Carnivori)
0.1.2.5. Differenze animali e vegetali
Movimento: PROPRIO negli organismi animali, NON PROPRIO nei vegetali
perché ancorati al suolo
Modalità di accrescimento: DEFINITO negli animali (ha inizio e una fine nello
–
stato adulto). INDEFINITO nelle piante sono embrioni perenni
Nutrizione: ETEROTROFA negli animali (si nutre di altri organismi).
–
AUTOTROFA nelle piante si costruiscono il cibo da sole.
8
0.1.2.6. Studio delle Piante
Sono caratterizzate da foglie, fusto, fiore, radici.
La tassonomia è la scienza che studia nomenclatura, descrizione e classificazione
delle forme di vita. La scienza esige nomi universalmente accettati e che si
identifichino in una sola forma vivente.
La tassonomia di Carlo Linneo è gerarchica e raggruppa gli organismi nei TAXA
(specie, generi, famiglie, ordini, classi, phylum, regno e dominio).
Il GENERE è un gruppo di specie con caratteristiche simili da ritenerle imparentate.
La SPECIE raccoglie organismi strettamente imparentati per forma e colori di parti
anatomiche, oltre che produzione di molecole (metaboliti secondari) o per genetica
(DNA).
Ad ogni specie è attribuito un binomio specifico scritto sempre in corsivo:
Matricaria recutita L.
Matricaria discoidea L.
0.1.2.7. BRIOFITE
Sono prive di tessuto vascolare lignificato.
Sono di piccole dimensioni e necessitano di acqua libera per la riproduzione.
Hanno una generazione gametofitica dominante.
Le briofite sono state in grado di riemergere dalle acque ma sono piante semplici
che hanno un tessuto vascolare che conferisce il trasporto dell’acqua ma non è
lignificato. Necessitano continuamente di acqua libera (umidità, ruscelli…).
Gli organismi animali hanno un corredo
genomico diploide e la duplicazione produce
un doppio corredo identico al precedente (2n
= 4). Le briofite, invece, provengono da
organismi protisti (unicellulari o
pluricellulari) che duplicano il batterio nel
momento della riproduzione. Le briofite
hanno un gametofito foglioso e uno
sporofito.
Il gametofito non è necessariamente come un ovulo o spermatozoo animale, ma ha
cellule con un solo corredo cromosomico (come le nostre cellule sessuali) e
crescono e si moltiplicano sempre aploidi fino alla fase dello SPOROFITA
(embrione che cresce sopra il resto della pianta che rimane invece gametofita
aploide). È come se un ovulo femminile si duplicasse fino a formare un ammasso di
ovuli che formano un essere umano su un cuscino di ovuli.
9
Queste piante sono state in grado di formare un nucleo diploide nella zona dello
sporofito. Buona parte dello sviluppo di questo individuo si sviluppa con la scissione
aploide. 0.1.2.8. TRACHEOFITE
Si riproducono tramite spore e hanno un tessuto vascolare lignificato e hanno
sporofiti dominanti. Cioè, a differenza delle briofite hanno un
L’esempio più classico sono le felci.
0.1.2.9. GIMNOSPERME
La caratteristica che le accomuna sono i semi non racchiusi in un frutto. Il seme è
una struttura che racchiude all’interno l’embrione già fecondato in un tessuto
energetico che contiene nutriente di sostentamento. Dentro il seme troviamo sia
l’energia sia l’embrione.
Esempi: abete, cipresso, ginkgo, sequoia, ginepro, conifera…
0.1.2.10. Angiosperme
Gruppo di piante il cui seme è contenuto in un ovario maturo (un frutto). Sono
piante che producono fiori e sono estremamente diffuse. Il fiore attira insetti o
animali che disperdono gli embrioni avvantaggiando la diffusione della specie.
Le angiosperme hanno “inventato” i fiori e i frutti, strategie evolutive che potenziano
la diffusione del seme, permettendone il trasporto a lunga distanza.
Si riproducono grazie al fiore, facendo sì che l’unione di due gameti avvenga
all’interno dell’ovario del fiore, fecondato dal polline. In questo momento avviene una
seconda fecondazione che produce un tessuto di rivestimento.
Questa è una doppia fecondazione, è come se per fare un uomo fossero necessari
due spermatozoi e due ovuli: una coppia per creare l’individuo e l’altra per creare il
tessuto di riserva energetico.
Se una gimnosperma avesse dovuto riprodursi, avrebbe creato una struttura di
fecondazione dove raccoglieva materiale di sostegno che, in mancanza di
fecondazione, veniva buttato. Le angiosperme, con questa seconda fecondazione,
evitano questo problema.
0.1.2.11. MONO- e DICOTILEDONI
Nel germogliare, il seme espone i “cotiledoni”, ovvero tessuti di riserva energetica.
Rivestiti dal tegumento, i dicotiledoni contengono non solo il tessuto di riserva (dei
monocotiledoni) ma anche dei tessuti energetici usati per germogliare.
Sembrerebbero foglie, ma non sono capaci di fotosintesi.
10
Nelle monocotiledoni non vediamo questi due tessuti ma solo una parte poco visibile
della pianta che genera all’esterno la prima foglia. I dicotiledoni sviluppano la
pianta per poi avvizzire i cotiledoni.
Nelle foglie dei monocotiledoni le nervature delle foglie sono parallele, nei
dicotiledoni sono ramificate. 11
1. LA CELLULA VEGETALE
Il componente
minimo più piccolo
a cui si
attribuiscono le
funzionalità della
vita. È un
organismo che si
separa dal mondo
circostante tramite la membrana plasmatica. Gli
organelli sono strutture specializzate all’interno
della cellula. Ciascuno è associato ad alcune
funzioni che le cellule devono svolgere e può
essere studiato attraverso il microscopio. La cellula vegetale è stata una delle
prime forme di cellule scoperte grazie al SUGHERO.
MEMBRANA ci aiuta a definire un volume o uno spazio all’interno del
PLASMATICA quale vengono coordinate tutte le reazioni che interessano
la cellula.
NUCLEO Forma ovoidale irregolare con doppia membrana
(involucro nucleare). Le membrane sono porose e
permeabili a molecole. I cromosomi contenenti DNA e
ISTONI (proteine) che formano la catena dei nucleosomi.
NUCLEOLO DNA e cromosomi contengono le informazioni genetiche
utilizzate per dirigere la sintesi proteica.
Sito in cui si formano e accumulano i complessi RNA-
proteina (ribosomi)
Gli scambi sono bidirezionali (RNA esce mentre le proteine
entrano)
RIBOSOMI Corpuscoli densi costituiti da RNA e proteine, sintetizzano
le proteine e sono agglomerati in poliribosomi connessi a un
mRNA. I ribosomi di un poliribosoma lavorano alla sintesi
della stessa proteina.
12
RETICOLO Può essere liscio o rugoso in base ai ribosomi che si
ENDOPLASMATICO trovano sulla superficie. Membrana tubolare chiusa e
ramificata in prossimità del perimetro celluòare. La
struttura non permette ai soluti di entrare nel reticolo se
non attraversando la membrana.
APPARATO DI Pila di vescicole appiattite e membranose, cisterne. Gluida il
GOLGI movimento delle proteine verso i propri compartimenti.
“imballaggio” di proteine. Traffico rapido e continuo, il
trasporto avviene mediante vescicole.
MITOCONDRI Sito della respirazione cellulare. Le funzioni cellulari, come
la sintesi, trasporto e immagazzinamento di proteine
richiedono energia libera. I mitocondri assicurano la
produzione di energia nella cellula.
Intensa attività metabolica
• Pleiomorfismo: soggetti a frequenti cambiamenti
di forma
• Nella cellula vegetale si possono avere anche
centinaia di mitocondri in funzione della cellula e
dello stadio di sviluppo
• La membrana esterna è permeabile a piccole
molecole grazie alle porine mitocondriali
• DNA mitocondriale per la sintesi endogena di
proteine (legato alle creste)
PLASTIDI Legati al metabolismo energetico.
PEROSSISOMI Organelli semplici e di picc
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