Biologia vegetale
Descrizione cellula animale e vegetale(più approfondimento
su quest’ultima)
Procarioti
Parete peptidoglicanica, nota anche come murina o
mucopeptide , è un polimero costituito da zuccheri e
amminoacidi
Capsula
Dna plasmidiale
Pili e flagelli (diversi da quelli eucariotici)
Ribosomi (diversi da quelli eucariotici)
Plasmide (filamenti di dna circolare )
Eucarioti
Nucleo
Nucleolo (zona del nucleo adibita alla sintesi dell’Rna
ribosiomale)
Nucleolemma (membrana che avvolge il nucleo )
Sistema di endomenbrana (golgi, detto anche dittiosoma rer,
rel)
Ribosomi
Mitocondri (hanno un dna procariotico,cioè circolare)
Plastidi (solo nella cellula vegetale)
Citoscheletro
Lisosomi
Cromosomi
Ciglia e flagelli
Centrioli
In comune le due cellule hanno il plasmalemma ( ossia la
membrana cellulare che ricopre la cellula) e i tilacoidi ( presenti solo
nei cianobatteri, o anche dette alghe azzurre, cellule vegetali). In
que00st’ultime strutture si trovano 4 principali proteine coinvolti
nelle reazioni alle luce durante la fotosintesi.
Fotosistema 1, nei tilacoidi a contatto con Fotosistema 2 nei
tilacoidi non a
lo stroma contatto con
lo stroma
Particolare è la membrana dei cloplasti, che sono povere di
fosfolipidi e ricche di galattolipidi ( tipo di glicolipidi glicosidici il cui
zucchero è il galattosio, conservano il gruppo fosfato per altri
processi essenziali) e presentano anche uno strato di
peptidoglicani . Quest’ultimi consistono in una ripetizione di lamine
sottili composte di glicantetrapeptide legate insieme da legami
crociati tetrapeptidici tra amminoacidi delle unità adiacenti.
Cellula animale
Centrioli
Ciglia e flagelli
Lisosomi
Cellula vegetale
Plastidi (comprendono cloroplasti, leucoplasti, cromoplasti)
Parete cellulare ( creatasi probabilmente per evitare il
rigonfiamento eccessivo della cellula, e perché la cellula
vegetale è più esposta all’ambiente e risente di più
dell’entrata e dell’uscita d’acqua)
Vacuolo
In comune troviamo invece: plasmalemma, nucleolemma, nucleo,
nucleolo, endomembrane, ribosomi, mitocondri, citoscheletro,
cromosomi.
PLASMALEMMA O MEMBRANA CELLULARE
Protegge, essendo l’ambiente interno e quello esterno
completamente diversi l’uno dall’altro. È selettiva nei confronti di
diverse molecole, poiché nella stessa cellula esistono differenti
microambienti fisici e chimici.
Il rapporto tra proteine e lipidi presenti varia può variare, l’aspetto è
tripartito poiché caratterizzato da due strati scuri e uno chiaro.
Il modello a mosaico fluido (accettato) è stato proposto nel 1972 da
Singer e Nciolson e vede un bylayer lipidico con proteine affondate
in esso, e in movimento.
Questo bilayer è formato da fosfolipidi, glicolipidi e steroli, ed è
fondamentale perché grazie ad esso si formano compartimenti
chiusi. Questa membrana è impermeabile alla quasi totalità di
molecole idrosolubili polari, il doppio strato presente inoltre
differenti tipi e quantità di lipidi. (40% lipidi, 40% proteine, 20%
carboidrati). Queste proteine sono divisibili in
Transmemrana= libere di fluttuare o legate al citoscheletro e
quindi fisse
Periferiche = legate alle porzioni polari dei lipidi o alle proteine
integrali
Glicolipidi = fosfolipidi con corte catene glucidiche attaccate
alla testa polare.
Quella animale si lega alle altre membrane mediante canali proteici
detti GAP GIUNTIONS e alle altre cellule grazie a diversi tipi di
giunzioni intercellulari. La membrana non è rigida
Quella vegetale in compartecipazione con speciali domini del RE
presenta PLASMODESMI, ossia “buchi” comunicanti che mettono in
comunicazione diretta cellule adiacenti, la membrana è rigida.
NUCLEO
Dirige lo svolgimento delle attività cellulari, controlla la biosintesi
della molecola, racchiude il patrimonio genetico della cellula e lo
trasmette alle cellule figlie. Il NUCLEOLEMMA che lo racchiude
(100nm) presenta dei pori, che corrispondono ai punti di fusione tra
membrana interna e esterna. Quest’ultima è in diretto collegamento
con la RER, perciò può essere considerato un compartimento
specializzato di questo organello. Durante la mitosi si frammenta e
si ricompone nella telofase.
La cromatina è la spiralizzazione degli acidi nucleici del dna. È
composta negli eucarioti da Dna, istoni, proteine non istoniche e
Rna.
Eucromatina: poco condensata, zona Eterocromatina:
parte più
di intensa attività di trascrizione per la sintesi condensata,
contiene il 10% del
proteica genoma e
non presenta attività di
trascrizione.
Eterocromatina costitutiva, rimane tale
Eterocromatina facoltativa,
durante tutto lo sviluppo e presente in condizione varia di
condizione a seconda
identica su entrambi i cromosomi omologhi dei diversi
tipi cellulari.
Il nucleolo è un corpuscolo di forma sferica, uno per corredo
cromosomico responsabile della sintesi dell’RNA ribosiomale, è
costituito da tratti di dna che codificano per l’RNA ribosiomale, da
filamenti di rna nascenti e da proteine.
Estruso dai pri nucleari permette la formazione dei ribosomi.
RIBOSOMI
Particelle di 17-23 nm costituite da RNA e proteine. Permettono la
sintesi proteica, sono formati da due subunità sintetizzate nel
nucleo e trasportate nel citoplasma dove vengono assemblate in
ribosomi. Possono legarsi al Re o essere liberi nel citoplasma.
Legandosi tra loro possono formare i cosiddetti poliribosomi o anche
i polisomi, permettendo la rapida sintesi di copie multiple di un
polipeptide a partire da istruzioni trasportate da un’unica molecola
di mRNA.
L’ rRNA è fondamentale perché subendo meno variazioni nel corso
dell’evoluzione è la componente più conservata in tutte le cellule, i
geni che codificano per esso vengono sequenziate per studiare ed
identificare i gruppi tassonomico di un organismo e riconoscere i
gruppi correlati e stimare il tasso di divergenza tra le varie specie.
Nei bacteria, negli archaea, (procarioti quindi ) nei mitocondri
e nei cloroplasti la subunità minore contiene l’Mrna 16/23 S
mentre quella maggiore 5/23 S ( QUESTI GENI RIBOSIOMALI SONO
I,
ORGANIZZATI IN OPERON E POSSONO ESSERCI UNA O Più COPIE
DELL’OPERONE)
Negli eucarioti ci sono molte copie dei geni dell’rRNA ripetute
in serie, negli esseri umani circa 300/400 ripetizioni in 5
gruppi. Nella subunità minore contiene 18S mentre la subunità
maggiore contiene 5/58/28 S.
(S) è il coefficiente di sedimentazione ossi un numero
adimensionale che misura il rapporto tra velocità di sedimentazione
di un corpo ideale (sfera) e quella del corpo in esame, a parità di
massa e di condizioni di riferimento (temperatura, pressione,
viscosità del mezzo). Più è grande la particella più sarà grande la
velocità di sedimentazione e quindi più alto il valore di Svedberg.
(anche se non dipende solo dalla grandezza ma anche dalla forma).
Quando due particelle si legano insieme si deve considerare anche
una perdita di superficie totale da considerare e il coefficiente sarà
diverso da quello delle singole particelle.
SISTEMA DI ENDOMENBRANE
Il più ampio e versatile organello della cellula eucariotica,
tridimensionale, composto da tubuli e sacche appiattite sviluppate
nel citoplasma sotto il plasmalemma anche se non connessi ad esso
( sono invece connessi al nucleolemma)
A lumo comune: involucro nucleare, RER, REL
o Sistemi tramite vescicole: Golgi, microcorpi, vacuoli,
o plasmalemma (per esocitosi e endocitosi)
RER E REL
Sistemi interconnessi e coesistenti tra loro, varia l’estensione in
funzione del tipo di cellula, la prima presenta cromosomi la seconda
invece ne è priva.
Sintetizzano proteine destinate alle mebrane
Sintetizzano vacuoli
Glicosilizzano proteine (modifica post-traduzionale di una
proteina che vede l’aggiunta di zuccheri alla catena peptidica)
Sintetizza molecole lipidiche
Sito di ancoraggio per fasci actinici adibiti a guidare le correnti
citoplasmatiche
Controllano il Ca++
Nello specifico il RER: sintesi, processamento e targeting di proteine
destinate alle membrane, glicosilazione delle proteine, ancoraggio
al citoscheletro, regolazione livelli di Ca++ nel citosol, connessione
ai plasmodesmi che attraversano le pareti cellulari. Il REL:
sintetizzano molecole lipidiche, sintetizzano vacuoli, riciclo lipidico,
formazione tonoplasti vacuolari.
APPARATO DI GOLGI O DITTIOSOMA
Pile di sacculi appiattite o cisterne ramificate ai margini di una
complessa rete di tubuli, sono presenti da 10 ai 20 per cellula e ci
sono da 4 a 8 cisterne per dittiosoma. Il sistema è polarizzato e
dinamico. Presenta due facce, una è detta cis ed è la faccia concava
adibita alla formazione, l’altra è detta trans ed è quella di adibita
alla maturazione essendo convessa.
Questo apparato glicosilizza e produce proteine e lipidi provenienti
dal Re per l’esportazione extracellulare, sintetizza polisaccaridi non
cellulosici e produce lisosomi. ( le proteine vacuolari, le
glicoproteine e i polisaccaridi destinati all’esportazione sono
impacchettati in vescicole)
MICROCORPI
Sono organuli di 0.5/1.5 micrometri contenenti enzimi coinvolti in
stadi preparatori o intermedi delle reazioni biochimiche presenti
all’interno di una cellula, la loro funzione facilita la degradazione di
grassi, alcoli, e amminoacidi
GLIOSSISOMI (SPECIFICI DELLE PIANTE)
Organelli sferici con un’unica membrana, originari dal Golgi
presentano enzimi sintetizzati nel RE. Contengono gli enzimi del
ciclo dell’acido gliossilico che serve per convertire gli acidi grassi di
riserva provenienti dagli oleosomi in zuccheri, quest’ultimi sono poi
portati nel resto della pianta per fornire energia per la crescita.
PEROSSISOMI
Sono organuli sferici circondati da membrana singola, sono presenti
in tutti gli eucarioti e nelle piante e nelle sue cellule
fotosintetizzanti.
Degradano molecole pericolose o le rendono inermi, contenendo
enzimi come l’ossidasi possono produrre il perossido di idrogeno
che sempre qui viene convertito in acqua grazie a specifici enzimi
quali catalasi e perossidasi. I perossisomi sono importanti nella
fotorespirazione, gli enzimi per questo processo sono contenuti
nella matrice interna granulare. Possono autoduplicarsi con l’aiuto
del Re
OLEOSOMI ( ESCLUSIVI DELLE PIANTE, SONO DETTI ANCHE
SFEROSOMI O CORPI LIPIDICI)
Hanno un aspetto amorfo, sono delimitati da mezza unità di
membrana e conservano il lato idrofilo verso l’esterno,
immagazzinano grandi quantità di trigliceridi. Si originano dal REL
che è il principale sito di sintesi dei lipidi. Si trovano soprattutto
come riserve nei semi e nel pericarpo di alcuni frutti grassi
costituendo quasi il 45% del loro peso, possono trovarsi anche nel
polline e in alcune alghe.
VACUOLO
è un organulo delimitato da singola membrana che prende il nome
di tonoplasto ed è ripieno di succo vacuolare che a sua volta
contiene: acqua, ioni organici, zuccheri, acidi organici, sostanze ad
elevata concentrazione , il ph è acido.
La cellula vegetale immatura contiene piccoli vacuoli che nel tempo
si fondono in uno unico molto grande. Si origina dal RE e dal Golgi.
La funzione varia da cellula a cellula
Compartimento di accumulo d metaboliti primari quali
zuccheri, acidi organici e proteine di riserva
Accumulo di metaboliti secondari tossici quali nicotina e
tannini
Funzione lisosomiale (si degradano interi organelli quali
mitocondri e plastidi)
Sito di accumulo di pigmenti detti antociani, questi ultimi
fanno parte del gruppo chimico dei Flavonoidi (C3-C3-C6),
sono presenti sotto forma di glicosidi e sono dunque legati ad
uno zucchero, questa struttura permette una certa stabilità e
una scarsa reattività a molecole quali flavonoidi ed una certa
idrofilia in quei composti tendenzialmente lipofili. Gli antociani
permettono il colore che varia dal blu al rosso scuro delle foglie
in autunno, infatti le specie prive di antociani come le conifere
in autunno hanno le foglie prevalentemente giallo-arancio,
colore dovuto ai caroteni dei cromoplasti. ( Il colore varia la
variare del ph del succo vacuolare che normalmente è acido)
CITOCSCHELETRO
È un complesso reticolo di filamenti proteici che si estende nel
citosol , è formato da microtubuli e filamenti di actina. Le sue
funzioni sono molteplici:
Permette la crescita della parete cellulare durante la
distenzione e il differenziamento attraverso il controllo
dell’allineamento delle fibrille di cellulosa
Orientamento delle vescicole di secrezione per l’esocitosi
Fibre del fuso mitotico e della piastra metafasica
Componenti dei flagelli e delle ciglia
I microtubuli sono dei filamenti cilindrici di circa 25nm formati da 13
protofilamenti ( sono strutture polarizzate formate da dimeri alfa e
beta tubulina orientati nello stesso verso) disposti verticalmente ad
elica intorno ad una posizione cava o “core”.
Il microtubulo ha una estremità a crescita rapida e una a crescita
lenta e alterna stati di aggregazione e stati di disgregazione cosa
che porta ad instabilità dinamica, i siti organizzatori microtubulari si
assemblano nel citoplasma corticale ( quello subito al di sotto della
membrana nucleare) e nel nucleolemma.
CIGLIA E FLAGELLI
Sono costituiti da microtubuli, polimeri lineari di dimeri di tubulina,
presentano un assonema costituito da una oppia centrale
circondata da un anello di 9 doppiette rivestite di
membrana( struttura detta 9+2). Il corpo basale è simile in
struttura ai centriolo, controlla il movimento e ancora l’organello
alla cellula.
Gli organismi unicellulari garantiscono il movimento mentre negli
organismi pluricellulari garantiscono ciclosi (movimento del
citoplasma, particelle e cellule)
CORPI BASALI (CARATTERISTICI DELLE CELLULE ANIMALI E IN
ALCUNE ALGHE UNICELLULARI, SONO COMPLETAMNETE ASSENTI
NELLE PIANTE SUPERIORI)
Si presentano a coppie disposte a 90° vicino a nucleo, costituiti da 9
triplette di microtubuli si presentano come centrioli nelle sole cellule
animali ove organizzano i microtubuli durante la formazione del
fuso mitotico e meiotico. I fusi mitotici nelle cellule vegetali prive di
centrioli sono organizzati. Si autoreplicano alla fine della fase G1 o
all’inizio della fase M, in quest’ultima fase si spostano ai poli della
cellula e generano i microtubuli zonali e interzonali.
MITOCONDRI
Organelli oblunghi circa 500nm e sono da 100 a 1000 per cellula,
sono delimitati da due membrane. In quella interna troviamo le
creste mitocondriali che aumentando la superficie utile presentano
enzimi della catena di trasporto degli elettroni.
La matrice mitocondriale ha un dna circolare, rna, ribosomi 70S,
enzimi della Glicolisi e del ciclo di Krebs. La funzione dei mitocondri
è quella adibita alla respirazione aerobica che permette la
trasformazione del glucosio in ATP. Sono organuli in continuo
movimento e si posizionano dove c’è necessità di ATP. Si
riproducono per scissione binaria tanto che esistono diverse
supposizioni sulla loro origine endosimbiotica.( formazione da
cellule più semplici di una più complessa)
PLASTIDI
Sono organuli specifici delle cellule vegetali, presentano una doppia
membrana lipoproteica spessa 100/200 A che corrisponde a 2 unità
di membrana di 50 A separate da uno spazio variabile in spessore
fra 20 e 80 A. La membrana esterna risulta essere più permeabile
rispetto a quella interna che è specifica per le proteine carrier.
La matrice interna detta stroma presenta un compartimento idrofilo
contendente Dna, ribosomi, precursori metabolici, prodotti finali,
enzimi abilitati al funzionamento biochimico dell’interno organulo. Il
nucleoide (regione nucleare) è priva di grana e contiene un dna
circolare non associato ad istoni ribosiomali 70 S. Il dna plastidiale è
fondamentale per la sintesi di parte degli enzimi necessari al
funzionamento dell’organulo.
L’origine dei plastidi si riscontra nell’endosimbiosi con un
cianobatterio ancestrale vicino ai cianobatteri moderni. Il
PROPLASTIDIO si trova nelle cellule dell’embrione e nella pianta
adulta nelle cellule merisistematiche degli apici radicali e aulinare.
A seconda del differenziamento della cellula, proplastidi si
trasformano in plastidi maturi ( cloroplasti per la luce, amiloplasti
per il buio o cromoplasti nei petali)
PROPLASTIDI
Sono piccoli (0.5/1 micormetri) e sono 10/20 per cellula, il sistema
interno di membrane è poco sviluppato e spesso è sotto forma di
vescicole, sono incolori o di un verde pallido.
I plastidi derivano da scissione binaria con un processo
indipendente dalla diviose cellulare, derivano da il primo originato
nello zigote che li ha ereditati dal citoplasma del gamete femminile.
PIRENOIDI
Si sviluppano negli organismi unicellulari fotoautotrofi da granuli di
amido e corpi oleosi e plastoglobuli che si formano durante la
fotosintesi.
È un corpo denso costituito da amido e oli, è presnet solo in alcune
laghe e in alcune antocerote (che fanno parte delle biriofite),
penetra nei tilacoidi che lo dividono in porzioni alquanto regolari
dette piresomi.
I proplastidi si differenziano nelle varie forme di plastidi maturi
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