Sasha Sorokina
CELLULA
Le piante sono organismi “EUCARIOTI FOTOSINTETICI PLURICELLULARI”
adattati alla vita terrestre e derivano da alghe verdi specializzate
Sono “AUTOTROFE” poiché capaci di nutrirsi da sole mediante la
“FOTOSINTESI”; altri organismi autotrofi si ritrovano tra i procarioti (BATTERI
e ALGHE AZZURRE) e gli eucarioti (PROTISTI e ALGHE PLURICELLULARI)
Presentano limitata differenziazione cellulare, poca organificazione e
totipotenza; inoltre:
1. ASSORBIMENTO di acqua e soluti mediante “POMPE PROTONICHE”
(H -K )
+ +
2. FOTORESPIRAZIONE in aggiunta alla respirazione cellulare (cloroplasto-
mitocondrio-perossisoma)
3. CONVERSIONE lipidi zuccheri mediante particolari PEROSSISOMI detti
“GLIOSSISOMI”
4. PRODUZIONE metaboliti secondari, necessari per regolare l’attività
dell’organismo vegetale e come mediatori chimici verso l’ambiente
circostante
DIMENSIONI Da 5 a 100 μm; a volte più di 100 μm
DIMENSIONI RIBOSOMI 80S nel citoplasma, 70S nei mitocondri e plastidi
INVOLUCRO NUCLEARE Presente
ORGANELLI Presenti
DNA Lineare, nel nucleo
CITOSCHELETRO Presente
PARETE CELLULARE Presente; cellule a contatto mediante le pareti cellulari
NUCLEO E MEMBRANA NUCLEARE Presente
RETICOLO ENDOPLASMATICO Presente
NUCLEOLO Presente
RESPIRAZIONE Mitocondrio e citoplasma
FOTOSINTESI Cloroplasti
NON PRESENTI: Lisosomi, Centrioli e Flagelli (solo negli spermatozoi di alcune
piante) 1 Sasha Sorokina
PEROSSISOMI
Sono organelli sferici (0,5-1,4 μm) circondati da una membrana singola con una
matrice interna che contiene un corpo di natura proteica cristallino
Giocano un ruolo importante nella “FOTORESPIRAZIONE” Consuma O e
2
libera CO (contrario della fotosintesi)
2
Vengono impiegati nello SMALTIMENTO di prodotti metabolici TOSSICI come il
“PEROSSIDO DI IDROGENO” (H O ), a seguito dei processi di
2 2
“OSSIDAZIONE” catalizzati da vari enzimi
Nelle foglie verdi vengono associati ai “MITOCONDRI” e ai “CLOROPLASTI”; i
“GLIOSSISOMI” contengono gli enzimi che convertono i grassi di riserva in
“SACCAROSIO” durante la germinazione di molti semi
Possono AUTODUPLICARSI, come i plastidi e i mitocondri; ma devono
IMPORTARE dal citoplasma i materiali necessari per la duplicazione
APPARATO DEL GOLGI
Coinvolto in:
1. SINTESI della “PARETE CELLULARE”
2. TRASPORTO di polisaccaridi ed enzimi connessi alla formazione della
“LAMELLA MEDIANA” e della “MATRICE” della parete cellulare
3. INSERIMENTO nella membrana cellulare dei complessi a rosetta
“CELLULO-SINTASI”
4. FORMAZIONE del vacuolo
MICROTUBULI
Coinvolti nella “DIVISIONE CELLULARE” e nella DEPOSIZIONE delle
“MICROFIBRILLE DI CELLULOSA”
Insieme ai “MICROFILAMENTI” costituiscono il citoscheletro e attivano le
“CORRENTI CITOPLASMATICHE”
Nelle cellule vegetali mancano i centrioli, ma c’è il “CENTRO
ORGANIZZAZIONE DEI MICROTUBULI” localizzato sulla superficie del nucleo
e sulle porzioni del citoplasma corticale 2 Sasha Sorokina
ORIGINE ENDOSIMBIONTICA DEI
CLOROPLASTI
Gli antenati del “CLOROPLASTI” erano i “PROCARIOTI FOTOSINTETICI” che
divennero “ENDOSIMBIONTI”; ossia viventi dentro cellule più grandi
eterotrofe come prede non digerite o parassiti interni
La cellula ospite sviluppò un sistema di “MEMBRANE INTERNE” e un
“CITOSCHELETRO” che inglobarono i procarioti fotosintetici isolandoli all’interno
di vescicole (DOPPIA MEMBRANA)
La “SIMBIOSI” instaurata portò benefici per entrambi gli organismi e la stretta
interdipendenza permise la formazione di un singolo organismo formato da
parti inseparabili ed antenato dei futuri eucarioti
PLASTIDI
1. CARATTERISTICI delle cellule vegetali insieme ai vacuoli e alla parete
cellulare
2. Coinvolti nella “FOTOSINTESI”, ACCUMULO, IMPOLLINAZIONE e
DISPERSIONE di “FRUTTI” e “SEMI”
3. Distinti in: CLOROPLASTI, CROMOPLASTI e LEUCOPLASTI
4. Delimitati da una “DOPPIA MEMBRANA”; formata da membrane dette
“TILACOIDI” e dalla sostanza fondamentale “STROMA”
5. Dentro le membrane contengono i “PIGMENTI FOTOSINTETICI”
CLOROFILLA e CAROTENOIDI
6. Organelli SEMIAUTONOMI simili ai batteri DNA circolare, ribosomi
70S e divisione per scissione
7. I precursori sono i “PROPLASTIDI”; piccoli e incolori localizzati nelle
cellule meristematiche delle radici, dei germogli e nei semi
Il “DNA nucleare” e il “DNA plastidiale” agiscono in modo coordinato nella
sintesi degli enzimi necessari per le funzioni del plastidio
PROPLASTIDI Possono contenere pigmenti (COLORATI) e sono
“FOTOSINTETICAMENTE INATTIVI” CROMOPLASTI (fiore e frutto)
3
Oppure “FOTOSINTETICAMENTE ATTIVI” CLOROPLASTI (foglia ed altre
parti verdi)
Inoltre, possono NON contenere pigmenti (INCOLORI) e vengono suddivisi in:
LEUCOPLASTI Accumulo di amido secondario
EZIOPLASTI Foglia ed altre parti verdi (BUIO)
AMILOPLASTI Radice e seme
EZIOPLASTI con la “LUCE” CLOROPLASTI Sasha Sorokina
Esistono differenti classi di “PLASTIDI”:
1. CROMOPLASTI Plastidi colorati, di forma variabile e privi di clorofilla e
tilacoidi
Hanno il compito di accumulare e sintetizzare i “PIGMENTI CAROTENOIDI”,
all’interno di goccioline lipidiche, responsabili del colore GIALLO, ARANCIONE o
ROSSO di molti fiori, foglie, frutti e radici (carota)
Presentano un ruolo fondamentale nell’impollinazione e nella dispersione dei
frutti e dei semi; sembra che proteggono i foto-sistemi e la cellula dalla foto-
distruzione assorbendo in corrispondenza dell’ultravioletto
2. CAROTENOIDI Suddivisi in “CAROTENI”, formati da C e H (β-
carotene) e “XANTOFILLE” con l’O (Zeaxantina, Violaxantina, Luteina e
2
Neoxantina)
Sono insolubili in H O mentre sono solubili in soluzioni acquose di acetone e
2
alcool
APPLICAZIONI FARMACEUTICHE Il “β-carotene” è fondamentale per le
costruzione delle membrane cellulari ed è una fonte per gli animali di
precursori della Vitamina A (antiossidante)
3. CROMOPLASTI Si possono formare “ex novo” da proplastidi o, più
spesso, da cloroplasti verdi (maturazione frutto o senescenza della foglia)
A maturità la struttura interna è molto degenerata, incostante e mal
differenziata
4. LEUCOPLASTI Plastidi incolori e privi di pigmenti e sistemi di
membrane; accumulano sostanze di riserva in base alle quali si
suddividono in: PROTEOPLASTI, LIPIDOPLASTI e AMILOPLASTI
Si trovano nelle cellule dei semi, dei frutti e degli organi di riserva (radici,
tuberi, bulbi…) 4
5. AMILOPLASTI L’ “AMIDO SECONDARIO” è un polisaccaride di
riserva che si deposita nell’ “AMILOPLASTO” sotto forma di granuli la
cui forma e dimensioni variano da specie a specie
È formato da “AMILOSIO” contenente 1000 e più monomeri di “α
GLUCOSIO” uniti con legami 1,4 e da “AMILOPECTINA” con 1000-6000
monomeri con legami 1,4 e 1,6 (ogni 12/25 monomeri di α glucosio)
È INSOLUBILE in H O, eccetto quando forma la salda d’amido
2
In alcune “Graminaceae” e “Compositae” non si forma amido, ma
“FRUTTOSANI” (Inulina); molecole più piccole dell’amido formate da
“FRUTTOSIO”
Queste si accumulano nel vacuolo, invece dei leucoplasti
La forma del granulo di amido permette di risalire alla specie che lo ha
prodotto e, perciò, presenta un significato tassonomico e
farmacognostico
L’amido viene utilizzato per la fabbricazione delle compresse
6. CLOROPLASTI Sono i siti della “FOTOSINTESI” e sono coinvolti nella
SINTESI di AMINOACIDI e ACIDI GRASSI
Contengono i pigmenti “CAROTENOIDI” e “CLOROFILLA”; che
conferisce il colore verde
Presentano una forma di disco del diametro di 4-6 μm Sasha Sorokina
Si dispongono con la superficie più ampia parallela alla parete cellulare e sono
SEMIAUTONOMI
Sotto l’influenza della luce possono orientarsi in perpendicolare alla superficie
della foglia
Somigliano ai batteri per il DNA circolare, per le dimensioni dei ribosomi e per la
riproduzione per scissione
Nei “PROCARIOTI FOTOSINTETICI” MANCANO i cloroplasti, ma è presente un
“SISTEMA DI MEMBRANE” con clorofilla e altri pigmenti
ALGHE VERDI Uno o pochi cloroplasti per ogni cellula
L’AMIDO PRIMARIO/FOTOSINTETICO si accumula intorno ad una regione
detta “PIRENOIDE” solo se l’alga o la pianta foto-sintetizzano in modo attivo
Viene formato allo scopo di abbassare la concentrazione del prodotto della
fotosintesi affinchè questa avvenga
È un prodotto di riserva amorfo
I cloroplasti, nelle piante, hanno una forma “LENTICOLARE”; all’interno lo
“STROMA” è attraversato da un sistema di tilacoidi a forma di disco detti
“GRANA/TILACOIDI GRANARI” (40-60 per cloroplasto) e da “TILACOIDI
STROMATICI” (si sviluppano in parallelo all’asse maggiore del cloroplasto)
MEMBRANE TILACOIDALI Rappresentano fino al 75% di proteine
5
Il complesso “SISTEMA DI MEMBRANE TILACOIDALI” permette di ampliare
molto la superficie interna dell’organulo e di compartimentare i sistemi reattivi
Ciascun grana può contenere da 2/3 fino a più di 100 tilacoidi
La “CLOROFILLA” e i pigmenti “CAROTENOIDI” si trovano sulle dei tilacoidi e sono
della luce nella fotosintesi formando i “FOTOSISTEMI”
responsabili della cattura
Nei cloroplasti ENERGIA SOLARE ENERGIA CHIMICA e la CO fissata sotto
2
forma di carboidrati, aminoacidi, acidi grassi
In essi viene accumulato temporanemente l’amido primario/fotosintetico
I due gruppi “ACIDI CARBOSSILICI” dell’ “ANELLO PORFIRINICO” sono
esterificati da un gruppo metilico e da un radicale alcolico a C , che costituisce
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una lunga catena idrocarburica detta “FITOLO”
La molecola della clorofilla è “DIPOLARE” TESTA idrofila, formata da un
“ANELLO PORFIRINICO”
CODA lipofila; formata dalla “CATENA IDROCARBURICA” Sasha Sorokina
Il “NUCLEO PORFIRNICO” è il centro reattivo della molecola; presenta
elettroni delocalizzati nella lunga serie di doppi legami coniugati
Questi, di conseguenza, risultano facilmente eccitabili (assorbono energia
luminosa)
CLOROFILLA a Responsabile della conversione dell’energia luminosa in
energia chimica
Contiene un atomo di “MAGNESIO” coordinato al centro di un “ANELLO
PORFIRINICO” contenente “ZOLFO” e una catena di “FITOLO”; con il
compito di legare la clorofilla alla membrana
Legata all’anello vi è una catena idrocarburica che forma una “CODA
IDROFOBA”
APPLICAZIONI CLOROFILLE Coloranti alimentari, deodoranti, dentifrici e
igiene orale
Insolubili in H O e solubili in soluzioni acquose di acetone e alcool
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STROMA
1. H O e ioni inorganici
2
2. CO e O
2 2
3. Enzimi (Rubisco, Gliceraldeide 3-fosfato deidrogenasi…)
4. ATP e NADPH
5. Zuccheri (RuBP, PGA, PGAL…)
6. Composti organici (Malato, Aspartato, Glicolato…)
7. Amido primario
8. DNA e RNA plastidiale, Ribosomi 70S Sasha Sorokina
PARETE CELLULARE
Distingue le cellule vegetali da quelle animali ed è:
1. RIGIDA Limita le dimensioni della cellula e impedisce la sua rottura
quando si accresce in volume in seguito all’assorbimento di acqua ad
opera del vacuolo (PRESSIONE DI PARETE)
2. FORMA, DIMENSIONI, TRAMA DEL TESSUTO, STRUTTURA E
FUNZIONE DEGLI ORGANI
3. DIFESA Dai batteri e dai funghi patogeni mediante la produzione di
“FITOALESSINE” (antibiotici tossici per i patogeni),“GOMME” o con la
sintesi e la deposizione della “LIGNINA” che funge da barriera contro
l’invasione
4. CONTIENE Vari enzimi
5. ASSORBIMENTO
6. TRASPORTO
7. SECREZIONE DI SOSTANZE
8. RICONOSCIMENTO SEGNALI ESTERNI Presenza recettori
Viene paragonata a “cemento armato” con dentro le “MICROFIBRILLE DI
CELLULOSA” (Tondini di acciaio) con lo scopo di RAFFORNZARE la “MATRICE”
Le pareti delle cellule vegetali hanno uno SPESSORE VARIABILE a seconda
dell’età e della funzione; la “LAMELLA MEDIANA” è uno strato ricco di
“PECTINE” che cementa le pareti primarie delle cellule adiacenti
I primi strati formano la “PARETE PRIMARIA” sottile ed elastica (1-3 µm); a
questa si aggiungono strati più interni che vanno a formare la “PARETE
SECONDARIA” più rigida e spessa (5-12 µm)
7
CELLULOSA Polisaccaride che forma la parete cellulare ed è la più
abbondante molecola organica naturale sulla Terra (50%)
Formata da monomeri di “β-GLUCOSIO” uniti da LEGAMI 1,4 inter-glucosidici;
le lunghe molecole sono unite in “MICROFIBRILLE” del diametro di 10-25 nm
grazie alla formazione di “LEGAMI IDROGENO” tra i gruppi ossidrilici (C -C ) di
3 6
molecole parallele
Il “GRADO DI POLIMERIZZAZIONE” varia da:
- 2000-6000 unità di β-glucosio nella “PARETE PRIMARIA”
- >13000 unità di β-glucosio nella “PARETE SECONDARIA”
Ogni microfibrilla è formata da un centinaio di catene di cellulosa; queste si
uniscono avvolgendosi tra di loro per formare le “MACROFIBRILLE” (diametro
0,5 μm)
Questa struttura conferisce alla parete una RESISTENZA pari ad una lamina di
acciaio dello stesso spessore Sasha Sorokina
La cellulosa forma un’impalcatura compenetrata da una MATRICE con
“EMICELLULOSE”, “PECTINE”, “PROTEINE STRUTTURALI” (Glicoproteine)
ed “ENZIMI”, che si legano ad essa trasversalmente
MICELLE Regioni delle microfibrille con proprietà cristalline per la
disposizione ordinata delle molecole di cellulosa
AMIDO Polisaccaride formato da unità di “α-GLUCOSIO” con legami inter-
glucosidici tutti orientati dalla stessa parte della molecola
EMICELLULOSE Polisaccaridi eterogenei che sono legati alle microfibrille di
cellulosa tramite “LEGAMI IDROGENO” (XILANI nelle Monodicotiledoni e
XILOGLUCANI nelle Dicotiledoni)
Composte da glucosio ed altri esosi e pentosi; soprattutto nella PARETE
PRIMARIA
I legami a idrogeno hanno lo scopo di STABILIZZARE la parete cellulare
evitando che la cellula si estenda molto
PECTINE Polisaccaridi molto idrofili che, grazie all’acqua prodotta,
conferiscono alla parete plasticità e flessibilità, necessarie per la distensione
della cellula
Sono dei polimeri lineari di acidi uronici salificati con Calcio e Magnesio
Formano anche la “LAMELLA MEDIANA”; ovvero lo strato inter-cellulare che
unisce le pareti delle cellule vegetali adiacenti
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GLICOPROTEINE Proteine strutturali presenti nella matrice, tra queste le
“ESTENSINE”
Queste sono coinvolte nella distensione e, il loro deposito, conferisce maggiore
rigidità alla parete
Nei primi strati della parete è presente un grande numero di “ENZIMI”
Perossidasi, Fosfatasi, Cellulasi e Pectinasi
Inoltre, contiene anche acqua, lignina, cutina o suberina; le cellule in divisione
e quelle coinvolte nei processi metabolici hanno SOLO la parete primaria
(cellule vive)
Questa non è uniformemente inspessita, ma presenta aree meno ispessite
dette “CAMPI DI PUNTEGGIATURE PRIMARIE” (qui troviamo i plasmodesmi)
PARETE SECONDARIA Si forma dopo che la cellula ha cessato di crescere
ed è presente PIÚ CELLULOSA (>50%)
La matrice contiene “EMICELLULOSE” e “LIGNINA”, ma NON pectine,
proteine ed enzimi
La parete secondaria si forma nelle cellule con funzioni di sostegno e di
conduzione dell’acqua dove il PROTOPLASTO MUORE
Si possono distinguere in tre strati: S S S ; questi differiscono per
1 2 3
l’orientazione delle fibrille di cellulosa
Hanno lo scopo di AUMENTARE la RIGIDITÁ della parete Sasha Sorokina
In corrispondenza dei campi di punteggiatura primarie, la parete secondaria
presenta delle interruzioni dette “PUNTEGGIATURE” che possono essere
“SEMPLICI” o “AREOLATE”
L’ “ORIENTAZIONE DELLE MICROFIBRILLE” influenza la direzione di
espansione della cellula
Nelle cellule che si ingrandiscono in modo uniforme in tutte le direzioni, le
microfibrille vengono depositate in modo casuale
Nelle cellule che si ingrandiscono in lunghezza le microfibrille vengono
depositate in modo perpendicolare all’asse di crescita
La disposizione dei “MICROTUBULI” che regola l’orientazione delle
microfibrille viene influenzata da alcuni “ORMONI” (Gibberelline e Etilene)
Le cellule vegetali in accrescimento si ESPANDONO mediante l’assunzione di
H O e l’indebolimento dei legami presenti nella parete
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FORMAZIONE DELLA PARETE
CELLULARE
Le “MICROFIBRILLE DI CELLULOSA” sono sintetizzate da complessi
enzima
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Biologia vegetale: anatomia, tessuti, riproduzione, divisione, fotosintesi, ciclo di calvin e frutti
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Biologia vegetale
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