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TESSUTO CRIBROSO (FLOEMA)

Gimnosperme e Angiosperme primitive possiedono le cellule cribrose, con pori sono moltopiccoli ed uniformemente distribuiti. Le cellule cribrose sono di forma allungata con pareticelluloso pectiche, in genere sottili.

Le Angiosperme presentano invece i tubi cribrosi, cellule più specializzate impilatelongitudinalmente caratterizzate dalla presenza di placche cribrose, pori più grandi dispostisolitamente nelle regioni terminali. Queste cellule hanno vita di qualche anno e il nucleo ècompletamente riassorbitolinfa elaboratasaccarosio (50-200 mg/ml), aminoacidi, acidi organici, ormoni.

Trasporta sostanze elaborate con meccanismi attivi che richiedono dispendio di energia. Glielementi cribrosi vengono caricati, attraverso pompe molecolari, con la linfa elaborata. Neipunti di utilizzo altre pompe molecolari riversano le sostanze elaborate nei tessuti circostanti.

TESSUTO VASCOLARE (XILEMA)

Il trasporto di acqua e soluti più in generale definita.

linfa ascendente o grezza è svolto da cellule cilindriche morte prive di citoplasma e delimitate solo dalle pareti cellulari in modo da formare minuscoli capillari. Queste cellule devono assolvere ad una duplice funzione:

  • impedire il collasso del vaso (devono essere spesse e solide)
  • permettere il passaggio della linfa grezza attraverso le pareti (devono essere anche sottili)

Per questo si osserva una particolare conformazione della parete cellulare che presenta ispessimenti lignificati alternati a zone dove la parete è rimasta sottile

ISPESSIMENTO DEI VASI

le pareti longitudinali dei vasi vanno in contro ad ispessimento per permettere una migliore conduzione evitando l'occlusione del lume del vaso dovuta a ripiegamenti o schiacciamenti dell'organo:

  • parete primaria sottile e non lignificata
  • parete secondaria notevolmente ispessita e lignificata

a seconda del tipo di inspessimento si distinguono diversi vasi:

  • vasi anulati: sono i più primitivi e sono presenti

in zone giovani della pianta dove c'è un'intensa attività di crescita in lunghezza.

vasi spiralati: sono simili ai precedenti e possono essere in combinazione con essi formando quindi vasi anulo-spiralati oppure possono avere singola o doppia elica.

vasi scalariformi: questi vasi sono presenti in zone dove la crescita è completa in quanto sono strutture inestensibili.

vasi reticolati: sono vasi che derivano dai precedenti.

vasi punteggiati: sono vasi con un'alta percentuale di parete lignificata che presentano punteggiature di tipo areolato. Alcune punteggiature sia nelle Gimnosperme che nelle Angiosperme sono dotate di un ispessimento chiamato toro che funge da valvola chiudendo l'apertura in caso di cavitazione.

XILEMA- tipi di cellule

È costituito da trachee e tracheidi caratterizzate da ispessimenti lignificati della parete longitudinale (laterale) con perforazioni per consentire anche lateralmente la fuoriuscita dell'alina.

tracheidi

Le cellule del xilema sono formate da cellule allungate che, a maturità, presentano la parete secondaria. Hanno un lume ristretto e sono formate da cellule morte. Presentano pareti trasversali e sono vasi chiusi.

Le trachee, invece, sono formate da cellule meno allungate e, a maturità, presentano la parete secondaria. Hanno un ampio lume e sono formate da cellule morte. Non presentano pareti trasversali e sono vasi aperti.

I fasci conduttori, composti da xilema e floema, si trovano associati a formare il sistema conduttore delle cormofite. Il xilema primario contiene elementi di conduzione, parenchima xilematico e sclerenchima meccanico. Il floema primario contiene elementi cribrosi, cellule compagne, cellule albuminose, cellule di parenchima di riserva e sclerenchima meccanico (fibre o sclereidi floematiche).

La crescita secondaria è il processo attraverso il quale le piante si accrescono in spessore, aumentando progressivamente.

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Il diametro del fusto e delle radici. Si verifica nelle gimnosperme (come pini e abeti) e nelle angiosperme dicotiledoni legnose (come aceri, tigli, platani), nelle quali permette il raggiungimento di altezze spesso considerevoli. Avviene grazie all'attività del cambio cribro-vascolare e del cambio subero-fellodermico, due gruppi di cellule non differenziate capaci di dividersi e di produrre nuovi tessuti; in particolare, lo xilema (o legno) secondario, che da solo costituisce il 95% del diametro di radici e fusti.

ORGANOGRAFIA RADICE

Organo sotterraneo le cui principali funzioni sono:

  • assorbimento di acqua e sali minerali dal terreno
  • ancoraggio della pianta al terreno
  • sito di accumulo di sostanze nutritive
  • produzione di radici laterali

Parti microscopiche della radice:

  • colletto: zona in cui si incontrano fusto e radice
  • apice radicale: funzione meristematica
  • protoderma: meristema primario da cui prende origine il rizoderma
  • meristema fondamentale: meristema primario da cui prendono origine i tessuti della radice

tessuti parenchimatici della corteccia

procambio: meristema primario da cui origina il tessuto vascolare del cilindro centrale

radici laterali: originano dal periciclo

radici radicali: assorbono acqua e sali minerali presentano la parete ricca di mucillagini

CILINDRO CORTICALE

formato da:

parenchima pluristratificato a funzione di riserva

endoderma monostratificato privo di spazi intercellulari e con parete primaria suberificata

PERICICLO

Il periciclo è costituito normalmente da un unico strato di cellule poste immediatamente al di sotto dell'endoderma. Nonostante esso sia contiguo alle cellule dell'endoderma non ne condivide l'origine. L'endoderma ha origine comune con il cilindro corticale, il periciclo deriva dal procambio, quindi la sua origine è comune a quella del sistema di conduzione, e pertanto si considera appartenere al cilindro centrale.

CILINDRO CENTRALE

SISTEMA VASCOLARE

dicotiledoni e gimnosperme radice con i tessuti vascolari a disposizione

raggiatamonocotiledonipresenza del midollo(tessuto parenchimatico centrale spesso a funzione di riserva amilifera)

STRUTTURA SECONDARIA DELLA RADICEin tutte le gimnosperme e in molte angiosperme dicotiledoni la zona di struttura primariadella radice è limitata a un breve tratto a questa segue una zona di struttura secondaria chesi estende per tutto il resto della radice

Nelle angiosperme monocotiledoni generalmente non si formano tessuti secondari e lastruttura primaria permane per tutta la lunghezza della radice

RADICE TUBERIZZATEsono radici in cui prevale la funzione di riserva e di conseguenza cessa la funzione diassorbimento come nella patata,carota bietola

PNEUMATOFORIRadici ricche di parenchimi aeriferi, che in alcuni casi si accrescono verso l'alto(geotropismo negativo) così da fuoriuscire dal terreno e facilitare l'areazione (radicirespiratorie) delle radici di piante con apparato radicale sommerso

RADICI AVVENTIZIEProduzione di radici non da altre radici,

ma dal fusto o da foglie; es. edera

RADICI TABULARI

Sono radici avventizie che prendono origine dai rami e formano colonne di sostegno agli stessi rimangono superficiali e si dipartono a raggera dalla base del tronco

AUSTORI

Apparati che si insinuano nei tessuti della pianta ospite (parassitata) per ricavarne sostanze nutritive

PIANTE FOTOSINTETICHE

Piante che vivono nelle rapide di alcuni fiumi tropicali e piante epifite, di aspetto laminare è un organo di assimilazione

MICORRIZE

Simbiosi con funghi associazione simbiotica tra un fungo e una pianta superiore localizzata nell'ambito dell'apparato radicale del simbionte vegetale. nella maggior parte dei tipi di micorrizze gli scambi nutrizionali consistono nel movimento di carbonio dalla pianta verso il fungo e di elementi minerali presenti nel suolo dal fungo verso la pianta

ectomicorrizia

caratteristiche della maggior parte delle angiosperme arboree e delle conifere. il fungo forma un mantello enterno che arriva a ricoprire gli

apici radicali
endomicorrizia micorrizie prive di un mantello fungineo eterno.
il fungo penetra all'interno delle cellule radicali
NODULI RADICALI
Simbiosi con batteri azotofissatori es. in piante delle Leguminose
FUSTO culmo: è eretto ed è costituito da 6-10 nodi e internodi solitamente cavi al loro interno
FUSTI LEGNOSI
il suffrutice fusto legnoso nella porzione basale e superiormente erbaceo
un arbusto è un vegetale simile all'albero i cui rami si separano dal fusto centrale molto vicino al terreno o può essere che il tronco non sia presente del tutto, viene chiamato anche frutice
fusto arboreo la ramificazione inizia ad un'altezza maggiore ai 5 cm
stipite: fusto allungato, non ramificato di piante arboree (palme), che presenta cicatrici per la caduta delle foglie che mantiene all'apice in una specie di pennacchio.
FUSTI ERBACEI
il culmo è cavo e provvisto di nodi nei quali sono inserite foglie guainanti, è il fusto tipico delle

corticale interno. Comprende diversi strati di cellule parenchimatiche, collenchimatiche e sclerenchimatiche. Il collenchima fornisce supporto e flessibilità al fusto, mentre lo sclerenchima conferisce rigidità e resistenza. CILINDRO VASCOLARE È costituito da tessuti conduttori, come il xilema e il floema, che si trovano disposti in modo alternato. Il xilema trasporta acqua e sali minerali dalle radici alle foglie, mentre il floema trasporta sostanze organiche, come i carboidrati, dalle foglie alle altre parti della pianta. MIDOLLO È una regione centrale del fusto, costituita da tessuto parenchimatico. Può essere presente o assente, a seconda della specie. Il midollo svolge diverse funzioni, come la riserva di sostanze nutritive e la conduzione di sostanze. In conclusione, la struttura primaria del fusto delle graminacee è caratterizzata dal calamo, dallo scapo e dallo stelo, che presentano diverse caratteristiche morfologiche e tessutali. Formattazione del testo

La centrale è formata da tre strati cellulari prevalentemente parenchimatici tra i quali si trovano gli spazi intercellulari più o meno ampi a seconda della specie. Spesso, nei fusti giovani, il parenchima più esterno è costituito da parenchima fotosintetico. Possono essere presenti tessuti meccanici e tessuti secretori.

Il cilindro centrale è formato dal sistema conduttore e dal midollo. Il numero e la posizione dei fasci conduttori varia nelle diverse categorie tassonomiche. Il più comune prevede la presenza di fasci collaterali aperti (con procambio compreso fra xilema e floema) e fasci collaterali chiusi (privi di procambio, xilema e floema sono a diretto contatto).

I meristemi secondari sono presenti nelle gimnosperme e in parte delle angiosperme.

Dettagli
A.A. 2021-2022
63 pagine
SSD Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescamora02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Mandrone Manuela.