BIOLOGIA VEGETALE
Per biosfera si intende il pianeta terra con tutti i suoi abitanti. Le piante sono la
specie che si è adattata meglio all’ambiente.
Un vivente è un oggetto complesso, altamente organizzato, capace di
trasformare informazioni, di riprodursi ed evolversi mediante la selezione
naturale.
I 3 principi della termodinamica indicano che:
(entropia= grandezza, in questo caso l’universo/sistema)
1. Un sistema tende al raggiungimento del livello più basso di energia per
ottenere la stabilità (se un libro cade l’energia potenziale diventa cinetica
e si esaurisce quando arriva per terra ottenendo stabilità).
2. La distribuzione causale cioè gli elementi tendono a raggiungere il
disordine, se mettiamo una goccia di inchiostro nell’acqua essa si divide
distribuendosi in tutto il volume, così da non avere concentrazioni in un
unico punto (equilibrio dinamico).
3. Se non c’è energia tra molecole esse non stanno nel punto adeguato
(l’uomo morto senza energia si disgrega). Per questo abbiamo bisogno di
un turnover continuo di cibo per l’uomo, zucchero per le piante (sia
autotrofi che eterotrofi) che ci fornisce l’energia adeguata a vivere.
Il metabolismo infatti contrasta i principi della termodinamica
La vita si tutela tramite la biodiversità, cioè la capacità di adattarsi al pianeta
grazie alle numerose specie con caratteristiche diverse. Qual ora ci fosse un
cambiamento non tutti morirebbero ma solo quelli con caratteristiche meno
favorevoli. Inoltre la biodiversità permette l’evoluzione per far propagare la
vita. I cambiamenti tra le varie specie avvengono casualmente, le più
performanti vivranno un tempo superiore.
Le caratteristiche di un essere vivente sono: organizzazione strutturale,
organizzazione fisiologica, l’omeostasi (proprietà chimico-fisiche), reattività,
adattamento, riproduzione e accrescimento
Origine della vita
La vita è un fenomeno costante che ha dato origine alla biodiversità. L’albero
filo genico comprende i taxa, gruppi nei quali vengono presentate le specie in
base a caratteristiche comuni. Esse sono gli eubatteri, organismi unicellulari
fatti da una cellula procariote (viene prima), l’archea che comprende organismi
che vivono in condizioni estreme (ghiacciai, fondali marini) e infine ci sono gli
Eucarya, organismi fatti da un prototipo di cellula più evoluta.
L’albero filogenetico degli esseri viventi parte da un antenato comune da cui si
origina la vita. Si tratta di un organismo con un’unica cellula procariote. A
destra dell’albero troviamo Eubatteri e Archeobatteri, organismi unicellulari con
cellula procariote. Alcuni batteri si nutrono tramite la chemio autotrofia. A
sinistra invece ci sono:
i protisti: sono organismi unicellulari con cellula eucariote, simili all’antenato
comune
le piante: costituiscono la maggior parte degli esseri viventi con cellula
eucariote. Qua compare la pluricellularità. Sono organismi autotrofi cioè
capaci di nutrirsi utilizzando semplici sostanze inorganiche. Le piante infatti
hanno bisogno di anidride carbonica ricavata dall’aria, acqua e Sali minerali
assorbiti dal terreno. Inoltre sono fotoautotrofe perché utilizzano la luce
solare come fonte di energia.
I funghi: sono stati considerati per molto tempo delle piante poi ci si è resi
conto che hanno caratteristiche e competenze diverse. Sono eterotrofi, cioè si
nutrono di sostanze organiche prodotte dagli organismi autotrofi, infatti
necessitano delle piante per sopravvivere.essi introducono gli alimenti per
assorbimento. Non possono essere neanche classificati come animali perché
non possiedono una digestione. I funghi producono enzimi che degradano le
sostanze circostanti.
Gli animali: comprendono moltissime specie. Sono pluricellulari con cellule
eucariote. Sono eterotrofi e necessitano l’assorbimento di sostanze per
ingestione.
La cellula eucariote è più complessa e con un grado di organizzazione superiore
a quella procariote. i procarioti hanno il materiale genetico libero nel
citoplasma, mentre negli eucarioti si trova segregato all’interno di un nucleo
circondato da una membrana.
Il pianeta terra ha avuto origine 4,5 miliardi di anni fa, grazie alla sua posizione
non troppo lontana ne vicina dal sole. In origine era inospitale perché non c’era
l’ossigeno ma gas vulcanici. A quei tempi c’erano fulmini e radiazioni così
potenti da poter rompere i legami delle molecole. Così grazie ad essi 3, 8
miliardi di anni fa ci fu l’origine dei primi aggregati molecolari a costruire unità
cellulari. Gli atomi rotti si legavano e formavano aggregati più grossi, dando
vita agli amminoacidi (componenti delle proteine che hanno ruoli strutturali e
funzionali). Le molecole più grosse vengono portate in acqua dalle piogge, che
aggregandosi formano i polimeri, che a loro volta aggregandosi danno vita ai
coacervati, sedi di reazioni metaboliche. Questo è stato provato grazie
all’esperimento di Miller che ricreò una sorta di atmosfera primordiale da cui si
formò la prima cellula.
Per 2,5 miliardi di anni i viventi sono rimasti delle cellule separate. Vivevano
negli oceani protetti dagli UV. Essi avevano una struttura semplice costituita da
molecole depositarie dell’informazione genetica e un apparato
macromolecolare per il metabolismo energetico. Le rocce sono le più antiche,
poi vengono i fossili procarioti, poi i primi organismi fotosintetici, in seguito si
formerà l’ossigeno e a questo punto ci saranno i più antichi fossili eucarioti,
fossili pluricellulari, poi le piante conquistano la terraferma. Infine vedremo
piante e fiori, poi i dinosauri e l’uomo.
Evoluzione biologica:
l’evoluzione biologia è la messa a punto di strategie diversificate per
raccogliere e usare l’energia presente nell’ambiente esterno, al fine di
sostenere reazioni chimiche indispensabili per l’organismo. I primi procarioti
usavano molecole semplici come CH4 E H2S per ricavare energia.
Prima della riproduzione sessuale le cellule si riproducevano con la mitosi. 2,5
miliardi di anni fa alcuni procarioti hanno iniziato ad usare l’energia solare per
sostenere il loro metabolismo. Prima inizia la produzione di ossigeno poi
aumenta. Trascorrono moltissimi anni prima che le concentrazioni di ossigeno
atmosferico diventino abbastanza elevate da permettere la comparsa di
organismi eucariotici e pluricellulari (ritardo si pensa dovuto alla quantità di
ferro ferroso disciolto negli oceani che reagendo con l’ossigeno formava ossido
di ferro). Inoltre compare la fascia di O3 che fa da scudo agli UV permettendo
condizioni più favorevoli alla vita. Grazie a questo compare il metabolismo
aerobio. Dalla nascita delle piante l’ossigeno è poi aumentato notevolmente
grazie alla loro capacità di fare la fotosintesi clorofilliana.
I procarioti si accrescono di dimensioni e predano cellule più piccole per scopi
alimentari, instaurando con alcune dei rapporti simbiotici. Poi 1,5 miliardi e
mezzo di anni fa compaiono le cellule eucariote.
Teoria cellulare:
Le cellule sono le unità più piccole aventi tutte le caratteristiche degli
organismi viventi. Sono state scoperte per la prima volta nel 1665 grazie ad
una osservazione di un tappo di sughero di R. Hooke. Poi nel 1830 viene
scoperto che tutti gli organismi sono fatti di cellule e solo nel 1858 si osserva
che tute le cellule derivano da cellule preesistenti.
Le dimensioni cellulari variano da 1 a 100 um. Le cellule presentano un volume
ridotto per mantenere un elevato rapporto tra la superficie esterna e il volume.
Le cellule sono passate dall’essere unicellulari a pluricellulari perché hanno
bisogno di energia e materia, essa ha una superficie e un volume (dove
avvengono le reazioni). La cellula deve essere grande abbastanza per
mantenere scambi adeguati con l’ambiente e una cellula, benchè il volume sia
lo stesso , possiede un’area superficiale per volume minore rispetto a quella
posseduta da 8 cellule.
Caratteristiche vegetali:
Gli organismi autotrofi grazie all’energia luminosa effettuano la fotosintesi,
processo durante il quale questi utilizzano l’anidride carbonica, l’acqua e
l’energia luminosa per sintetizzare molecole complesse come il glucosio.
L’energia solare viene trasformata in energia chimica e immagazzina nei
legami chimici del glucosio e altri alimenti. Gli alimenti vengono utilizzati da
organismi autotrofi ed eterotrofi che posso essere aerobi o anaerobi.
Gli organismi aerobi vivono con l’ossigeno. Questi effettuano la glicolisi che è la
prima fase della respirazione cellulare che si serve del glucosio per ottenere
energia. Il glucosio viene ossidato e si ricavano 2 molecole di piruvato. Ad
ossidazione completata i prodotti i di rifiuto saranno acqua e co2, mentre si
ricavano 36 ATP.
Gli organismi anaerobi vivono senza ossigeno. Anche loro effettuano la glicolisi
ma estraggono energia con bassa efficienza tramite la fermentazione. I prodotti
ricavati saranno acido lattico ed etanolo. Per ogni molecola di glucosio demolita
avremmo 2 ATP.
Il sole fornisce la maggior parte dell’energia che alimenta la vita sulla terra.
Tutte le reazioni richiedono scambi di energia, durante i passaggi una parte
dell’energia viene trasformata in calore e dispersa nell’ambiente. All’interno di
un ecosistema devono esserci produttori, consumatori e decompositori. Le
piante, le alghe e batteri sono produttori. Gli animali sono consumatori e si
differenziano in primari(mangiano i produttori), secondari( mangiano i primari)
e così via. Infine i decompositori ottengono il nutrimento da materiali organici
decomposti.
Nella ipotetica piramide che vai dai produttori ai predatori si può notare che ad
ogni passaggio si verificano perdite sostanziali di energia, per questo i
produttori devono essere maggiori dei consumatori.
Ogni paese ha abitudini alimentari distinte che aiutano più o meno l’ambiente.
L’America e l’Australia consumano più carne rispetto ai prodotti vegetali.
PIANTE:
la conquista della terraferma è avvenuta perché le acque erano ormai piene di
organismi e c’era una scarsa efficienza della fotosintesi per via dell’acqua.
Questo passaggio ha richiesto un’evoluzione dato il cambiamento
dell’ambiente.
Le piante a tallo vivono in acqua, non possiedono un sistema di conduzione e
non hanno una radice, un fusto e le foglie. La luce nell’acqua era inoltre
limitata.
Le piante a corno vivono sulla terraferma e possiedono uno stoma per non
fare evaporare l’acqua, delle radici, fusto, foglie e uno strato di cera. Esse
producono semi all’interno di coni.
Grazie all’evoluzione è stato possibile che le piante si distaccassero del tutto
dall’acqua per la riproduzione e di evolvere una struttura dove l’embrione è
circondato da sostanze nutritive di riserva e protetto dal seme. Così è stata
possibile la dispersione di tutte le specie ovunque.
Le piante si dividono in Gimnosperme (seme nudo) e Angiosperme (seme in
vaso). Le prime contano 700 specie tra cui le Cicadacee, Ginkgoacee, Conifere
e Gnetacee e il loro seme è sulla superficie dei rami. Le seconde sono circa
235000 specie, e vengono anche chiamate piante a fiore. Tra queste ci sono le
Monocotiledoni che hanno una sola fogliolina sull’embrione (canna da
zucchero, cereali, palme da cocco) e Dicotiledoni che possiedono 2 foglioline
(piante da frutto). La chimica della vita:
Gli esseri viventi sono fatti dalle biomolecole che si dividono in inorganiche
(non vive) composte da acqua e Sali minerali e organiche (vive) composte da
glucidi, lipidi, proteine e acidi nucleici. La maggior parte dei viventi è costituita
da ossigeno, carbonio, idrogeno e azoto.
Questi sono elementi cioè sostanze pure che contiene un solo tipo di atomi.
Non sono classificati come metalli ma hanno caratteristiche che si avvicinano
molto. Stanno in alto della tavola periodica infatti sono leggeri, formano legami
covalenti forti e hanno strutture molecolari semplici.
L’atomo è la più piccola parte dell’elemento che mantiene le sue proprietà
chimiche. Essi sono composti da materia. Viene rappresentato con un nucleo
composto da neutroni e protoni dove intorno girano gli elettroni. La somma del
numero di neutroni e protoni costituisce la massa atomica. Intorno al nucleo
esistono delle regioni in cui è più probabile trovare un elettrone chiamate
orbitali. Le orbitali sono definite da uno specifico livello energetico che varia in
base al numero atomico, quando il livello più esterno è completo, l’elemento ha
raggiunto la stabilità.
Quindi l’atomo tenderà a cedere, acquistare e mettere in compartecipazione gli
elettroni. Se gli elettroni vengono acquistati si formerà uno ione se invece li
usano insieme si genererà un legame covalente. Il numero di legami covalenti
dipende da quanti elettroni gli mancano per completare il livello.
La maggior parte degli organismi è costituita da elementi con una miscela di
atomi che hanno massa differente perché differiscono per numero di neutroni.
Questi sono detti isomeri e presentano stessa formula bruta e diversa di
struttura. (si tratta di un concetto fondamentale perchè nonostante abbiano la
stessa formula, sono messi in modi diversi quindi non combaciano)
I legami principali tra le molecole sono:
Legame covalente: se avviene tra atomi con uguale elettronegatività è
apolare se c’è una differenza invece è detto polare.
Legame ionico: avviene quando un atomo acquista o cede uno o più elettroni.
Se diventa carico positivamente è detto catione se negativamente è detto
anione.
Legame idrogeno: si formano tra l’idrogeno legato all’ossigeno o all’azoto e
un atomo con una parziale carica negativa. E un legame debole.
Acqua:
Gli organismi che possiedono più acqua sono le meduse, gli ortaggi (carote e
piselli), la frutta (anguria) e l’uomo che da neonato ne possiede il 70%, da
adulto il 65% e da anziano il 60%.
Essa possiede legami covalenti polari, inoltre ciascuna molecola di acqua può
formare legami a idrogeno. Essendo una molecola polare interagisce con alte
molecole polari portandole in soluzione o idratandole.
L’acqua è un ottimo solvente di gas, Sali minerali, sostanze organiche e ha
un’elevata capacità termica (le molecole di acqua in frigo si allontanano perché
come ghiaccio ha densità minore, infatti una bottiglia di vetro in freezer si
rompe).
Caratteristiche dell’acqua: Ha un’elevata tensione superficiale (può essere
visto dalle pulci d’acqua che rimangono sospesa) .Possiede una forza adesiva
perché le molecole si attaccano ad altre sostanze. Ma ha anche una forza di
coesione perché grazie ai legami idrogeno le molecole tendono ad attaccarsi le
une con le altre. Negli alberi l’acqua sale dalle radici fino alle foglie tramite
capillari e pareti interne grazie al fatto che l’acqua ha legami idrogeno e le sue
molecole sono adesive e coesive cioè hanno una forte tendenza ad attaccarsi
le une con le altre. Quest’acqua uscirà sottoforma di vapore date le diverse
concentrazioni dall’esterno all’interno. Ha un elevato calore specifico dato che i
legami assorbono calore quando si rompono e viceversa, rendendo minime le
variazioni. Ha una temperatura di vaporizzazione elevata dato che devo essere
rotti tutti i legami idrogeno. Infine, è versatile come solvente.
L’acqua può passare da uno stato liquido ad uno solido tramite la
condensazione, questo avviene per la formazione di polimeri, grosse molecole
che si generano per unione di due monomeri, che possono essere uguali o
distinti. La reazione inversa è l’idrolisi.
Un fenomeno caratteristico dell’acqua è l’osmosi, le membrane delle molecole
sono semimpermeabili, cioè passerà il solvente ma non il soluti polari e grassi.
All’interno delle sostanze c’è una concentrazione specifica e nota che è
differente da quella all’esterno. Il passaggio di sostanze da fuori a dentro e
viceversa avviene in modo passivo, cioè senza l’utilizzo di energia. In una
cellula contenente sodio in concentrazione diversa esso non si potrà muovere
liberamente perché la membrana impedisce che si sposti. Sarà l’acqua che
passando dall’esterno all’interno diluirà la concentrazione, fino a quando fuori e
dentro non sarà uguale. (es: se condiamo l’insalata e la lasciamo ferma,
all’esterno la concentrazione sarà superiore e quindi l’insalata tenderà a
rilasciare acqua).
L’acqua nelle cellule:
per le cellule l’acqua ha dei ruoli importanti perché permette di mantenere il
turgore cellulare, la crescita, determina l’apertura e chiusura degli stomi,
l’orientamento verso cui vanno le foglie e i fenomeni di movimenti di organi.
PH: è una scala di misura della concentrazione di protoni. Se è acido (con PH
inferiore a 7) tende a donare protoni. Se è basico (con PH superiore a 7) tende
ad acquistare protoni. Il numero del PH deve restare costante altrimenti
potrebbe avere cause gravi come la morte nell’essere umano. Per questo
motivo le soluzioni sono tamponate, cioè ogni essere vivente regola il PH
tramite l’utilizzo di energia. Il tampone è una sostanza che si oppone alle sue
variazioni.
Gruppi funzionali:
permettono di cambiare le caratteristiche di una molecola organica se
sostituiscono uno o più atomi di idrogeno legati allo scheletro carbonioso di un
idrocarburo (gli alcoli danno reattivit&agr
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