BIOLOGIA VEGETALE (6 CFU)
ORIGINE DELLE CELLULE EUCARIOTICHE E DELLE CELLULE VEGETALI
Il primo organismo vivente comparve almeno un miliardo di anni dopo la formazione della Terra.
All’epoca l’atmosfera non conteneva ossigeno libero che era presente solo allo stato liquido, i
primi organismi viventi che comparvero furono organismi che non necessitavano di ossigeno—>
procarioti, con metabolismo anaerobio.
L’ossigeno gassoso si forma, quando alcuni di questi organismi cominciano a fare la fotosintesi
(che ha come prodotto di scarto l’ossigeno).
CIANOBATTERI—> fotosintesi,
in grado di fare la ovvero le alghe azzurre. La terra era coperta
quindi da queste alghe azzurre.
Le quali cominciarono prima ad ossidare il ferro e successivamente a produrre e liberare
nell’atmosfera l’ossigeno, dove venne immagazzianto.
Il primo vantaggio fu la formazione dello strato o schermo dell’ozono (O3), che protegge e filtra i
raggi UV, creando condizioni migliori per lo sviluppo della vita, i procarioti si accorgono che esiste
capacità di respirare,
un modo migliore per vivere sulla terra ovvero attraverso la quindi da
aerobi si sviluppano organismi in grado di respirare—> respirazione è 16 volte più redditizia della
fermentazione o meglio processo anaerobio.
Questa serie di concatenazione di eventi fa si che le cellule mutino, si evolvino da cellule
procariote ad eucariote, i primi eucarioti si sono evoluti circa 1 miliardo di anni fa (fonte fossili).
Origine delle cellule eucariotiche
Come è avvenuto il passaggio da procarioti ad eucarioti?
la differenza tra eucarioti e procarioti sta nella compartizione della cellula, la cellula eucariotie
presenta organuli con un proprio funzionamento mentre le procariotiche no.
Processo di endosimbiosi
TEORIA
Una delle teorie più accreditate è la
DELLA ENDOSIMBIOSI (che avvenne in 2
passaggi) sviluppo di
il primo passaggio consiste nello
• membrane,
il secondo passaggio è sotto posto alla teoria
• formazione di
della endosimbiosi ovvero la
mitocondri e cloroplasti.
La teoria propone che: una cellula anaerobia
abbia fagocitato un’altra cellula procariota che
fosse però in grado di respirare. questi due
procarioti rimangono due singole entità ma si
trovano in simbiosi. La cellula inglobata è in grado
di produrre energia sotto forma di ATP che viene messa in comune con la cellula fagocitante, che
usando ATP è in grado di produrre più molecole e di nutrire più molecole. questo rapporto di
endosimbiosi negli anni è diventato per la cellula fagocitata una evoluzione non più da cellule
fagocitata ma diventando parte integrante della cellula che la ha fagocitata quindi un suo
organulo. Fondendo così le due membrane.
PROVE DELLA TEORIA DI ENDOSIMBIOSI
Mitocondri limitati da due membrane sovrapposte—> una proveniente dalla cellula fagocitata e
una dalla cellula che fagocita (ciò vale anche per altri organuli). Il cianobattere all’interno della
cloroplasto.
cellula diventa quindi una Anche i cloroplasti sono formati da due membrane
sovrapposte.
Questo da il via allo sviluppo delle piante sembrando quindi la teoria più valida.
Se inizialmente i mitocondri e i cloroplasti erano procarioti ed avevano un proprio DNA, infatti in
queste cellule troviamo residui di DNA che deriva dal DNA che avevano in quanto procarioti.
ribosomi
All’interno di mitocondri e cloroplasti sono presenti dei (la cui unità di misura tipica è
80S), che presentano un peso di 70S, quelli dei procarioti sono 70S, (ribosomi tipici 80S).
La conferma potrebbe
essere:
Tutte queste cellule portano allo sviluppo di ulteriori organismi.
1. Presenza di DNA
2. Doppia membrana
.
3. Ribosomi 70S 1
variabilità genetica
Cosa è che ha influenzato le cellule a prendere strade di evoluzioni diverse?
—> secondo la teoria Darwiniana, questa teoria dipende dalla ripetizione ciclica di 3 eventi:
mutazione—>
1. in una popolazione di individui tutti uguali, casualmente possono avvenire delle
modificazioni a livello del DNA, queste modificazioni possono essere migliorative o
peggiorative, conferiscono capacità o mancata capacità di vivere in un determinato habitat.
selezione—>
2. in un determinato ambiente, tutti quei organismi che hanno subito una
mutazione casuale ma che li fa star meglio in quel ambiente vengono avvantaggiati e
proliferano, invece gli altri che hanno avuto una conseguenza peggiorativa non si adattano
all’ambiente. questi miglioramenti danno un vantaggio competitivo, ovvero l’organismo più
forte sopravvive.
ampliamento—>
3. quella cellula che si adatta all’ambiente e che ha un vantaggio competitivo,
comincia a riprodursi. Ovvero il nuovo punto di partenza di un nuovo ciclo.
Tutto ciò fa si che si sviluppassero organismi sempre più evoluti e che si adattassero all’ambiente.
Nel 1969 questi organismi vengono divisi in 5 regni:
monera—>
1. appartengono gli organismi primitivi, procarioti privi di un sistema di
endomembrana, privi di compartizione, senza organuli, si presentano come organismi singoli,
questi batteri possono vivere in comunità ovvero le colonie, dove ognuno ha la sua
eterotrofi tutti gli
indipendenza quindi non sono associati tra di loro. I batteri sono (ovvero
organismi che devono introdurre fonti di carbonio dall’esterno) autotrofi quei
o (tutti
vegetali che attraverso l’energia del sole producono autonomamente fonti di carbonio). I
autotrofi.
moneta sono Il loro movimento è dato dal fatto che vivono in acqua e quindi
presentando ciglia o flagelli possono muoversi. Tutti i procarioti fuori dal plasmallemma
parete cellulare
presenta una caratteristica. Infine tutti questi si producono per via
asessuale.
protisti—>
2. appartengono al gruppo eucariotico, tra questi riconosciamo organismi eterotrofi
che essendo già cellule eucariotiche vengono individuati come precursori degli animali. Sono
unicellulari, che però alla loro base di struttura hanno un’introduzione di carbonio dall’esterno.
alghe
A questo gruppo appartengono le
precursori delle piante, ma più evolute
delle alghe azzurre. Nel gruppo dei
protisti troviamo molteplici tipologie di
organismi da autotrofe a eterotrofe, ecc.
La riproduzione è per via agamica, ma
troviamo alcuni casi riproduzione
sessuale.
piante—>
3. sono organismi eucariotici
che derivano dai protisti, in grado di
avere dimensioni notevoli, fanno la
fotosintesi (energia solare trasformata in
energia chimica ovvero glucosio), sono
pluricellulari, hanno anche loro oltre al
plasmalemma, una parete cellulare ben
definita dalla sua unità funzionale ovvero
cellulosa, autotrofi.
la Notiamo una MONERA: batteri e cianobatteri. Non hanno organelli delimitati da membrane.
evoluzione in cui abbiamo un sistema tessuti differenti con diverse funzioni, ciò porta alla
L’organizzazione è unicellulare con individui isolati o in colonie. I batteri sono eterotrofi, i
cianobatteri autotrofi. Alcuni si muovono mediante flagelli, altri sono immobili. La parete
organi
differenziazione di all’interno della pianta che hanno compiti diversi e strutture
contiene acido muramico. La riproduzione è prevalentemente agamica.
foglie, radici).
anatomiche differenti (fusto, Pur essendo ancora presente una riproduzione
PROTISTI:organismi eterotrofi generalmente considerati protozoi (animali unicellulari) e
agamica (rametto nell’acqua che mette radici—> clone), la riproduzione più frequente è già
organismi autotrofi come le alghe eucariotiche. Quindi sono un gruppo eterogeneo di eucarioti
quella sessuale (pollinea) unicellulari, coloniali o pluricellulari. Si riproducono per divisione cellulare e riproduzione
sessuale.
funghi
4. —> inizialmente ritenuti delle piante ma sono un regno assestante, non sono piante
FUNGHI: sono saprofiti o parassiti, membri delle tallofite, totalmente privi di clorofilla. Sono
organismi pluricellulari, Crescono con ife settate e non, e formano un micelio. Presentano chitina
eterotrofi saprofiti
perché sono quindi non sono in grado di fare la fotosintesi. Sono (si nutre
nella parete. Sono eterotrofi, e assorbono i nutrienti da organismi vivi o in decomposizione. Il
glicogeno è il principale polisaccaride di riserva. Si riproducono per via sessuale e asessuale 2
producendo spore accessorie chiamate conidi contenute nei conidiofori.
PIANTE: organismi verdi più specializzate delle alghe. Sono pluricellulari con vacuoli e parete.
Sono autotrofi perché svolgono la fotosintesi. Nell’evoluzione hanno differenziato tessuti
specializzati con formazione di organi definiti (radici, fusto e foglie). La riproduzione è
prevalentemente sessuale.
parassiti
di fonti organiche o di organismi morti) o (che vivono a spese dell’ospite). Sono
organismi formati da cellule eucariotiche che si aggregano a formare sistemi pluricellulari la cui
ife micelio.
struttura di base sono lunghe catene di cellule che aggregate formano il Al di fuori
chitina.
si presenta una parete cellulare caratterizzata da I funghi comincia ad essere
riproduzione sessuale.
organismi in cui si evidenzia la (Perchè è abbondante la riproduzione
spore conidi,
agamica—> perché è facile per colonizzare l’habitat, produce chiamate essi
colonizzano l’ambiente che lo circonda)
5. animali—> pluricellulari eucariotici, privi di parete,
regno più evoluto, formato da organismi
non presenta cloroplasti, eterotrofi, possibilità di movimento volontario (cervello)
Principali caratteristiche degli esseri viventi dei 5 regni
Regno Organizzazion Struttura Trofismo Forma di Funzione Importanza Esempi
e cellulare movimento ecologica farmaceutica
Monera Unicellulare o Assenza di Decompositori, Assenza di Consumatori Fonti di vitamine, Escherichi
in colonie nucleo, organuli, parassiti (Eubatteri) mobilità propria. respirazione antibiotici, a coli
endomembrane Fotosintesi (alghe Passivo in acqua (Eubatteri). integratori
azzurre) o in ospite Fotosintesi (alghe alimentari, flora
azzurre) intestinale
Protisti Unicellulare o Nucleo, organuli, Assorbimento, Pseudopodi, Consumatori Fonti di vitamine, Plankton,
pluricellulare endomembrane parassitismo, flagelli, ciglia simili agli antibiotici, amebe,
parete cellulare fotosintesi animali, integratori alimentari alghe….
produttori (alghe
eucaristiche)
Funghi Unicellulare o Nucleo, organuli, Decompositori, Assenza di Consumatori Antibiotici, agenti Funghi,
pluricellulare endomembrane, parassiti, mobilità propria della fermentazione muffe,
parete cellulare assorbimento, lieviti
simbionti
Animali Pluricellulare Nucleo, organuli, Parassita Movimento Consumatori Proteine, vitamine, Spugne,
endomembrane muscolare (carnivori, integratori molluschi,
erbivori, alimentari, farmaci insetti,
onnivori) vari mammiferi
, anfibi,
pesci,
rettili,
uccelli
Piante Pluricellulare Nucleo, organuli, Fotosintesi Assenza di Produttori Proteine, vitamine, Muschi,
endomembrane, mobilità propria integratori felci,
parete cellulare, (movimento di alimentari, farmaci gimnosper
vacuoli, sistema organi verso la vari me,
plastidiale luce) angiosper
me 3
La capacità di evoluzione spiega come la vita si è evoluta da microrganismi a esseri viventi più
complicati determinando le differenze cellulari tra i diversi organismi.
A differenze degli esseri viventi animali le piante non presentano una morte programmata, inoltre
totipotenti—> ovvero patrimonio genetico completo,
le cellule delle piante sono dalle quali si
può ottenere l’organismo da cui derivano, relativo a tutta la pianta. Quindi da un cellula vegetale
possiamo ricreare la pianta intera.
PERCORSO EVOLUTIVO DELLE PIANTE l’ALGA,
La prima pianta formatasi milioni di anni fa fu però con il ritiro delle acque si formarono
terre emerse, ciò porse il problema di formare vita sulla terra ferma dove è svantaggiosa la forma
unicellulare (perchè si è molto esposti all’essicazione, alla radiazione).
Circa 650 milioni di anni fa alcune di quelle alghe si trovarono a cominciare a vivere sulla terra
ferma, aggrappandosi a rocce, il primo modo in cui hanno cercato di ovviare all’inconveniente
della vita svantaggiosa sulla terra ferma fu l’aggregazione in organismi pluricellulari. Quella che
inizialmente era una struttura unicellulari via via si formò una aggregazione di cellule unicellulari
tallo
formando pluricellularità—> formando quindi un (organismo formato da cellule tutte uguali).
L’aspetto pluricellulare crea meno difficoltà al nuovo organismo, che necessitava di luce
fotosintesi,
abbondante e di anidride carbonica—> avviando quindi il processo di diventando
quindi anche più facile nutrirsi di sali minerali.
percorso evolutivo scopo di consolidare l’adattamento della
Comincia il delle piante con lo
vita sulla terra, problema principale dell’essiccazione
ovviando al (perdita di acqua).
Scopo di adattarsi all’ambiente che li circonda (differente in ogni angolo terrestre).
Questi percorsi determinano una grande capacità di adattamento della pianta, la struttura la
morfologia delle piante dipende dal suo processo evolutivo che si base su due scale temporali:
1) scala a lungo termine—> quel percorso evolutivo che riguarda intere speci che per selezione
naturale hanno sviluppato e messo appunto adattamenti morfologici che li porta a vivere
meglio in un determinato ambiente. Es: piante grasse (adattate a vivere in ambienti aridi, si
evolvono trasformando le foglie in aghi per evitare la dispersione di acqua, invece per
trattenere acqua si forma un corpo ricco di sostanze che trattengono acqua)
2) scala a breve termine—> è quel percorso evolutivo che riguarda ogni singola pianta, che
attua istantaneamente dei sistemi che le consento di resistere a eventi estremi. Quindi sono
processi per lo più veloci che si esauriscono con il tempo.
Il processo evolutivo della pianta NON è un processo lineare a step, ogni singola evoluzione
determina la formazione di una nuova specie vegetale che persiste nel habitat, per poi prendere
due vie di evoluzione successiva:
- mantenere la propria forma senza evolvere
- evolvere in un forma ‘migliore’ all’ambiente che la circonda.
Ciò porta alla estrema complessità della pianta e al numero elevato di tipologia di pianta.
Per orientarsi nel mondo vegetale si utilizza la Botanica sistematica—> classificazione delle
piante, raggruppandole in gruppi in base alle loro caratteristiche e a ciò che le accumuna ad altre
piante.
La classificazione si basa sulle caratteristiche comuni man mano che una determinata pianta si
evolveva. Schema dei principali gruppi vegetali
Tutte le piante terrestri evolutivamente possono
essere raggruppate in 4 gruppi principali—> Briofite Epatiche, Muschi
TAXA (gruppo vegetale), in ordine evolutivo (dal Pteridofite Licopodi, Equiseti, Felci
meno al più): Gimnosperme Ginkgoine, Conifere,
1) briofite Cupressacee,
2) pteridofite Taxacee, Gnetine
3) gimnosperme Angiosperme Dicotiledoni, Monocotiledoni
4) angiosperme 4
Il primo passaggio evolutivo—> per consentire il trasferimento delle piante da acqua a terra,
capacità di limitare la perdita di acqua. cutina—>
richiede la Soluzione fu la produzione della
una sostanza impermeabilizzante che avvolgeva questi organismi unicellulari.
Secondo adattamento—> modifica a livello riproduttivo, prima nella vita marina si producevano
cellule che si liberavano nell’acqua dove erano autonome nelle loro funzioni, invece sulla terra la
embrione
prima cellula che si forma—> che viene trattenuta e protetta sulla piante madre,
embriofite—>
seconda caratteristica che determina una classificazione ovvero le che raggruppa
le piante terrestri che formano un embrione che viene protetto e non liberato subito nell’ambiente.
BRIOFITE—>essendo
Circa 440milioni di anni fa (siluriano) compaiono le prime piante terrestri le
le prime piante terrestri hanno un livello di adattamento alla vita terrestre molto basso, non è
ancora presente ed evidente la differenziazione della pianta (radici, fuso e foglie) sono ancora
TALLOFITE.
simili alle alghe. Le alghe venivano chiamate Quindi le briofite che hanno ancora
l’aspetto similare alle alghe rientrano ancora nelle tallofite, il gruppo che si contrappone è
determinato dalla suddivisione di radici, fusto e foglie—> l’insieme di queste strutture è chiamato
CORMO, quindi tutte le piante dotate di questi 3 caratteristiche ovvero radici, fusto e foglie sono
CORMOFITE.
le briofite
Le quindi vivono sulla terra, ma non in maniera agevole o semplice, in realtà le briofite
piccole
sono l’anello di congiunzione tra la vegetazione marina e terrestre. Sono piante di
dimensioni, prive di sistema di trasporto di linfa, habitat adeguato umido.
Al gruppo di briofite appartengono:
- EPATICHE—> simili ad alghe, ma a differenza di queste, vivono sulla terra
- MUSCHI —> piccole piante, con bassa capacità di sopravvivenza in ambienti non umidi,
capacità di trattenere mentali pesanti dall’aria.
Il numero di speci conoscete di briofite sono 16000. Hanno un impiego farmaceutico limitato, ma
allo stesso tempo hanno una elevata importanza ecologica, i muschi hanno la capacità di
assorbire metalli pesanti presenti nell’area.
Successivamente alle briofite circa 425 milioni di anni fa, le piante terrestri cominciano a
sviluppare altri adattamenti. LIGNINA cellule più robuste
Primo adattamento—> producono la che ha lo scopo di rendere le
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