BIOLOGIA
MOLECOLARE
Prof. ssa Alessandra Salvetti
Corso di Laurea in
MEDICINA E CHIRURGIA
Canale L-Z
a.a. 2014-2015 A.B
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MEMBRANA CELLULARE
Fatte da tre macromolecole:
LIPIDI: hanno testa idrofilia e coda idrofobica, nelle membrane esistono diversi tipi di fosfolipidi con
• caratteristiche diverse (…..). Dal confronto della composizione lipidica delle membrane plasmatiche
di diversi tipi di cellule appare che c’è una differenza qualitativa e quantitativa nella composizione
delle membrane. La cardiolipina (un lipide tipico della membrana plasmatica batterica) si ritrova
nella membrana del mitocondrio, che infatti probabilmente ha origine batterica. L’unico modo in
cui i lipidi si possono posizionare per formare membrana è il doppio strato fosfolipidico: essendoci
acqua nell’ambiente extracellulare e nell’ambiente del citosol si tratta dell’unico modo per non fare
entrare in contatto le code idrofobiche con l’acqua. Questo però non è sufficiente, perché sul
bordo avrei ancora code idrofobiche a contatto con l’acqua, così avviene la chiusura del foglietto
planare, questa struttura chiusa è favorita energicamente. Il doppio strato è un fluido
bidimensionale, quindi i lipidi possono muoversi all’interno di ogni monostrato compiendo una
diffusione laterale oppure ruotando su se stessi. È più difficile che il lipide passi da un monostrato
all’altro, questo passaggio si chiama diffusione trasversale (passaggio lipide da un monostrato
all’altro) o movimento a flip-flop: evento che richiede Flippasi (= categoria di enzimi che servono
per far avvenire la diffusione trasversale dei lipidi). è possibile marcare i lipidi di superficie con una
molecola in grado di emettere fluorescenza. Prendiamo delle cellule e utilizziamo questa molecola
che si lega ai lipidi di membrana, così al microscopio a fluorescenza usando una determinata
lunghezza d’onda sono in grado di eccitare questa molecola e vedo una cellula punteggiata. Se con
un laser distruggo la molecola fluorescente in una zona precisa della superficie della cellula
(PLICCING?) vedrei un buco nero, ma se la riguardo dopo un po’ mi accorgo che il buco nero non ha
più le stesse dimensioni, perché i lipidi si sono spostati.
La fluidità delle membrane dipende dalla composizione lipidica. Un ruolo importante lo svolgono le
code idrocarburiche idrofobiche, perché i lipidi sono tutti vicini con le code che interagiscono. Più
queste code sono lunghe e minore è la fluidità, perché maggiori sono le interazioni. Le code lunghe
determinano un aumento della temperatura di transizione (alla quale avviene il passaggio da fluido
cristallino a gel). Se vengono inseriti dei doppi legami si ha una distorsione della coda idrocarburica,
quindi se io ho una distorsione le interazioni fra code vicine sono minori rispetto alle interazioni fra
code sature, cioè code senza doppi legami, quindi l’introduzione di doppi legami determina un
aumento di fluidità. Per avere fluidità creo insaturazione e scorcio le code. Se la temperatura
esterna è più alta di quella di transizione avrei una membrana troppo fluida e questo non va bene
perché per essere efficienti le membrane devono mantenere la giusta fluidità, allora allungo le code
e riduco la presenza di doppi legami.
Il colesterolo (solo cellule eucariotiche) ha un ruolo fondamentale nella fluidità della membrana.
Testa idrofilica e regione fatta dagli anelli steroidei che è idrofobica. Ha una duplice funzione sul
controllo della fluidità che dipende dalla t: ad alte temperature le membrane tenderebbero a
diventare troppo fluide e i lipidi a distanziarsi, ma il colesterolo essendo una struttura rigida
interagisce con le code vicine e mantiene uniti i lipidi, diminuendo la fluidità, invece se la t si
abbassa le membrane tenderebbero a gelificare e in questo caso dove è presente il colesterolo le
code si possono impacchettare con difficoltà perché il colesterolo fa da ingombro e quindi si
mantiene una maggiore fluidità. Il colesterolo ha il compito di mantenere la fluidità e si trova
concentrato in micro domini o zolle lipidiche. 2
Adattamento omeoviscoso: è la capacità della cellula di adattare la fluidità della propria membrana
in risposta alle condizioni ambientali, allungando o accorciando le code idrocarburiche oppure
regolando l’insaturazione.
La fluidità della membrana è importante perché permette la diffusione delle proteine di membrana
e la loro interazione ed è importante come barriera di selettività, inoltre permette la fusione tra
cellule e vescicole.
La distribuzione lipidica non è uniforme: c’è differenza tra composizione lipidica di membrane
diverse, ma anche nella stessa membrana non c’è omogeneità, in particolare si formano zolle
lipidiche o micro domini sia sul monostrato esterno che interno, ricche di colesterolo e fosfolipidi
con code lunghe e sature, quindi sono zone di bassa fluidità e spesse, svolgono ruolo importante
nei processi di trasduzione del segnale (risposta della cellula a stimolo esterno attraverso recettori
che instaurano una cascata di segnale) quindi è un modo per mantenere in punti determinati della
cellula proteine che servono in determinati momenti. I lipidi non sono distribuiti in maniera
uniforme tra i due monostrati. Questa asimmetria si instaura al momento della biogenesi delle
membrane a livello del reticolo e viene mantenuta perché per passare da un foglietto all’altro
occorrono le flippasi.
PROTEINE: in un mare di lipidi sono immerse un mosaico di proteine diverse che svolgono funzioni
• diverse. La presenza delle proteine può essere vista con la tecnica della criofrattura: a determinate
temperature le membrane si dividono in due strati e posso vedere cosa c’è tra i due monostrati.
Proteine possono essere classificate in base alla loro distribuzione in due classi:
- Integrali: sono immerse nei lipidi, possono essere immerse solo in un monostrato
(Monotopica), oppure possono essere proteine integrali trans membrana, perché
attraversano entrambi i monostrati e possono attraversarla solo una volta (monopasso)
oppure più volte, quindi avere diversi domini trans membrana. Oppure esistono proteine
multimeriche che per poter funzionare devono associarsi ad altre proteine.
- Periferiche: non sono immerse nel doppio strato; possono interagire con altre proteine
integrali senza prendere rapporto con i lipidi, oppure possono essere ancorate a una
componente lipidica e l’aggancio con un lipide permette alla proteina di rimanere sulla
superficie.
Le proteine integrali trans membrana quando sono immerse nel doppio strato idrofobico per quel
tratto devono assumere una conformazione tale in cui gli amminoacidi che hanno carica laterale
idrofobica siano disposti verso le code idrofobiche dei lipidi, mentre gli amminoacidi rivolti verso la
parte interna possono essere anche amminoacidi carichi a seconda di quello con cui dovranno
interagire.
Si parla di asimmetria nella distribuzione delle proteine: le proteine hanno una regione iniziale
amminoterminale e terminano con una regione carbossiterminale. Le proteine possono essere
disposte in maniera diversa rispetto all’ambiente citosolico o all’ambiente extracellulare: una
proteina può avere una distribuzione diversa tra l’esterno e l’interno di gruppi funzionali. Un
ulteriore asimmetria è determinata da proteine presenti solo in uno dei due monostrati. Non c’è
distribuzione omogenea di proteina tra i due monostrati, ma anche le proteine integrali che
attraversano la membrana espongono gruppi diversi nei due strati, determinando un’asimmetria.
Posso usare un anticorpo che riconosce proteine di superficie della cellula del topo (rosso) e uno
che riconosce proteine presenti sulla superficie della cellula dell’uomo (verde). Produco una cellula
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ibrida tra cellula di topo e uomo e inizialmente ho una metà rossa e una verde, ma dopo una
quarantina di minuti la distinzione netta è sparita e le due proteine rosse e verdi si sono mescolate,
perché il doppio strato è fluido e consente alle proteine di muoversi.
Non tutte le proteine si devono muovere, alcune per poter funzionare devono rimanere in precisi
punti della membrana. Posso ancorare le proteine di membrana a delle strutture citoscheletriche
(citoscheletro sono proteine filamentose presenti nel citoplasma delle cellule eucariotiche), oppure
ancoro le proteine a delle proteine della matrice extracellulare, oppure le ancoro a proteine di
superficie di cellule adiacenti, oppure utilizzo giunzioni, cioè dei paletti, che creano una
polarizzazione della cellula perché la parte apicale è diversa dalla parte basale dal punto di vista
funzionale, perché ci sono proteine diverse che svolgono funzioni diverse.
CARBOIDRATI: gli zuccheri si trovano all’esterno della cellula associati alle proteine o ai lipidi.
• L’insieme di tutti gli zuccheri che ricoprono la membrana plasmatica prende il nome di
GLICOCALICE= insieme dei carboidrati che rivestono le membrane cellulari e iniziano ad essere
associati o alle proteine o ai lipidi nel reticolo e questo processo di aggiunta degli zuccheri si
completa con la glicosilazione.
Esistono diversi tipi di zuccheri.. galattosio, mannosio e glucosio, che formano il core glucidico.
La funzione del glicocalice è di permettere le interazioni cellula-cellula e cellula-substrato, è una
protezione meccanica, è una barriera, serve per la comunicazione e il riconoscimento cellulare.
Al di sotto del doppio strato è presente un’impalcatura che si chiama cortex, fatta da proteine di
spettrina, che formano dei filamenti e sono ancorate al monostrato citosolico attraverso proteine
trans membrana, questo cortex si vede bene a livello delle membrane interne degli eritrociti.
Funzione della membrana cellulare:
Barriera di impermeabilità, non tutti i soluti possono attraversare la membrana perché la
• composizione all’esterno della cellula non è uguale a quella interna al citoplasma, tuttavia è
necessario un continuo scambio con l’esterno e in più nella cellula eucariotica questa necessità si
presenta anche all’interno della cellula a livello delle membrane degli organuli
Organizzazione e compartimentalizzazione delle funzioni citoplasmatiche perché crea i
• compartimenti chiusi (organuli)
Processo di trasporto
• Rilevamento del segnale (recettori che determinano l’insorgenza di processi di trasduzione del
• segnale)
Comunicazione cellula-cellula attraverso ponti di proteine
•
TRASPORTO DI MEMBRANA
A seconda della molecola che deve essere trasportata esistono diversi tipi di trasporto. Il trasporto si divide
in:
trasporto passivo: non richiede energia, perché è spontaneo e le molecole si spostano seguendo un
gradiente di concentrazione, passando da regioni in cui il soluto è più concentrato verso regioni dove il
soluto è più concentrato. Poiché la direzione è data dal gradiente di concentrazione si tratta di un trasporto
non direzionale. 4
trasporto attivo: richiede energia ed è direzionale, perché non avviene secondo gradiente di
concentrazione, dunque è coinvolta una proteina che funziona in una sola direzione.
I tipi di trasporto sono stati studiati a partire dalla membrana degli eritrociti, perché a livello di questa
membrana avvengono tutti i tipi di trasporto.
Trasporto Passivo:
Diffusione semplice: riguarda il passaggio di piccole molecole apolari come CO2 e O2, che possono
o passare attraverso gli spazi presenti tra i fosfolipidi delle membrane. È richiesto solo un gradiente di
concentrazione, perciò avviene fino a quando si raggiunge l’equilibrio.
Osmosi: rientra nella diffusione semplice ed è il movimento passivo di acqua attraverso le
o membrane cellulari. L’acqua è una molecola apolare che riesce a passare liberamente all’interno
del doppio strato fosfolipidico. Si verifica quando la membrana è impermeabile al soluto, perciò
non può verificarsi una diffusione semplice del soluto, dunque è necessario che sia l’acqua a
spostarsi. L’acqua va dove il soluto è più concentrato. Le condizioni fisiologiche si hanno quando la
cellula si trova in una soluzione isotonica e in queste condizioni la quantità di acqua che entra è
uguale a quella che esce.
Diffusione facilitata: movimento di molecole secondo gradiente di concentrazione, non richiede
o energia, ma le molecole sono troppo grosse per passare attraverso i lipidi per cui il loro trasporto è
facilitato da alcune proteine trans membrana. Esistono due tipi diversi di diffusione facilitata:
mediata da proteine carrier o mediata da proteine canale. La differenza è che nelle proteine carrier
è il soluto (molecola che deve essere trasportata) a indurre il cambiamento conformazionale,
mentre nel caso delle proteine canale sono fattori esterni. Le proteine carrier sono proteine
transmembrana che oscillano tra una conformazione aperta verso il citosol e una aperta verso
l’esterno. Le proteine canale oscillano tra una conformazione aperta e una chiusa.
Esempio di diffusione facilitata mediante proteine carrier: trasportatore del glucosio.
Il trasportatore del glucosio oscilla tra due conformazioni T1 e T2. Quando arriva il glucosio questo si lega
interagendo con catene laterali che sono esposte nel lume del canale e induce un cambiamento di
conformazione, per cui si viene a trovare il sito del legame per il glucosio esposto verso il citosol e il
glucosio viene rilasciato. A questo punto la proteina torna nella sua conformazione originale. Questi
trasportatori sono specifici per una molecola o per classi di molecole. I trasportatori del glucosio prendono
il nome di GLUT. Esistono GLUT diversi a seconda del tessuto che si prende in considerazione, però tutti
appartengono alla solita famiglia, cioè hanno una alta omologia di sequenza amminoacidica: non sono
identici da un punto di vista amminoacidico, quindi la sequenza di amminoacidi non è identica, ma
l’omologia di sequenza, cioè il numero di amminoacidi identici, è tale da poterli classificare all’interno della
stessa famiglia proteica. Normalmente il gradiente di concentrazione del glucosio spinge il glucosio a
entrare nelle cellule dove è presente un enzima, CHINASI, che aggiunge un fosfato al glucosio
trasformandolo in glucosio 6 fosfato, che la cellula non riconosce come glucosio, per cui c’è sempre un
gradiente di concentrazione che porta all’interno della cellula il glucosio. L’unico caso in cui non ho questa
chinasi è all’interno dell’intestino, dove il glucosio entra con un trasporto attivo di Sodio. Un caso
particolare è quello che avviene nelle cellule muscolari e adipose, perché in condizioni normali in questo
caso la GLUT non è esposta sulla superficie della cellula, ma all’interno del citoplasma sulla superficie di
vescicole. Quando ho un glucosio da internare l’insulina viene rilasciata nel sangue e si lega a dei recettori
presenti sulla membrana della cellula muscolare determinando una trasduzione del segnale alla quale la
cellula risponde con un esocitosi regolata. Le vescicole si avvicinano alla membrana e si fondono con questa
grazie alla sua fluidità, per cui il recettore viene esposto sulla superficie della cellula e funziona come un
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GLUT normale. Quando l’insulina non è più prodotta perché la glicemia è calata il recettore viene portato
nuovamente dentro le vescicole.
Proteine canale:
Porine:si trovano nella membrana esterna dei Gram meno e negli eucarioti a livello della membrana
esterna nucleare. Sono delle proteine trans membrana che non hanno grossa selettività. Solo le molecole
troppo grosse non riescono ad attraversarle.
Acquaporine: proteine trans membrana che si trovano nei tubuli prossimali a livello del rene e servono per
far passare grosse quantità di acqua sempre nella direzione dell’osmosi ma molto più rapidamente. Questi
canali non fanno passare gli ioni per un problema di repulsione elettrostatica, mentre altre molecole
vengono escluse sulla base delle dimensioni, dunque sono altamente selettive. Questi canali oscillano tra
una conformazione aperta e una chiusa e l’apertura dipende da fattori esterni.
Canali ionici: uno ione si sposta attraverso le membrane seguendo il potenziale elettrochimico che è dato
dal gradiente di concentrazione e dalla carica dello ione. Nella diffusione facilitata che vede coinvolte
proteine canale specifiche per lo ione il movimento è determinato dal potenziale elettrochimico. L’apertura
del canale può essere dovuta al gradiente, a ligandi esterni, a legami intracellulari o a stimoli meccanici
mediante interazione con il citoscheletro. I canali ionici sono selettivi per i vari ioni. Sono proteine trans
membrana che assumono una conformazione tale per cui all’interno del canale sporgono delle catene
laterali in grado di interagire con un determinato ione e questi gruppi che prendono contatto con gli ioni
sono in grado di stabilizzare lo ione nella sua forma adrica, non idratato dalle molecole di acqua.
Trasporto Attivo
L’energia è data dall’idrolisi di una molecola di ATP che si scinde in ADP e fosfato, per cui accade la
fosforilazione delle proteine coinvolte nel trasporto attivo, che prendono il nome di pompe, ed è l’idrolisi di
ATP che induce un cambiamento di conformazione. Esistono tanti tipi di pompe che prendono il nome di
ATPasi di trasporto perché scindono ATP per poter funzionare.
ATPasi di tipo P: pompa sodio-potassio, pompe protoniche, pompa calcio.
POMPA NA+/K+
È formata da sub unità alfa e beta, a cui è associata una componente glucidica. Alla sub unità alfa è legato il
sito di legame di ATP. Oscilla tra una conformazion