CITOLOGIA
ISTOLOGIA
ANATOMIA
BOTANICA
Prof. Tommaso Ganino - Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimetari
CITOLOGIA = studio della cellula. Le cellule
sina.%ba.mn
i. hanno una grandezza che varia dai 10 ai 100
micron.
EUCARIOTE
PROCARIOTE Deriva dalla cellula procariote.
Sono cellule meno evolute, morfologicamente più semplici e Presenza di organuli specializzati.
più piccole. Il DNA è nel nucleo.
Sistema aperto (mancanza di compartimentazione interna). Ha dimensioni maggiori causa compartimentazione interna.
Gli organuli non sono delimitati da membrana. - cellula animale —> le cellule sono delimitate da membrana
Il DNA si trova nel nucleotide. - cellula vegetale —> le cellule sono delimitate da parete cellulare.
PROCARIOTI
Caratteristiche comuni a tutti i procarioti:
- membrana plasmatica (delimitazione esterna)
- citoplasma (soluzione acquosa in cui sono dispersi DNA
e RNA)
- nucleotide (zona di citoplasma in cui è disperso il DNA)
- ribosomi (organelli per la sintesi proteica)
CITOPLASMA —> costituito da:
1. Citosol, solvente acquoso + soluti eterogenei come ioni,
piccole molecole e macromolecole solubili (es. enzimi).
2. Particelle insolubili STRUTTURE SPECIALIZZATE
Membrana esterna
Parete cellulare Capsula
Nei batteri —> formata da
Funzione: supporto meccanico + Racchiude la parete cellulare e la membrana
polisaccaridi e fosfolipidi, non
stabilizzazione forma. esterna.
fungono da barriera selettiva
Formata (nei batteri) da peptidoglicano Costituita da polisaccaridi.
efficacie ma comunque contiene
(polimero di aminozucchero con legami Funzioni: protezione immunitaria + previene
tossine responsabili degli attacchi
incrociati). disidratazione cellule batteriche.
patogeni.
Ha “sensori” per interagire con il mondo Non tutti i batteri possiedono la capsula —> non
esterno. è indispensabile.
Mesosomi
Strutture per la fotosintesi (cianobatteri) Sono invaginazioni della membrana plasmatica
Il plasmalemma si immette nel citoplasma in cui —> Sistema di membrane interne di diversa
sono contenuti clorofilla batterica e altri composti natura coinvolti nella divisione cellulare e nella
essenziali alla fotosintesi. Questi batteri hanno produzione di energia.
ricettori di luce sulla loro membrana esterna.
Flagelli
Appendici filiformi costituiti da flagellina (proteina). Compiono un movimento a frusta che consentono il
movimento della cellula. Sono costituiti da: base, gancio e filamento. ÷
“Struttura 9+2”: sta a indicare 9 coppie di microtubuli disposte ad anello . . .
:
i.
+ 2 microtubuli singoli al centro. Microtubuli consento rigidità + 2
coordinamento di movimento. 3
La nessina è una proteina (di ancoraggio) che ha il compito di legare una z
coppia di microtubuli con la coppia adiacente. "
' FÈI
NESSINA Ìone
s
Dineina interna + dineina esterna —> sono due proteine associate a ogni di flagello
un
coppia di microtubuli.
I raggi sono costituiti da altre proteine, chiamate “proteine dei raggi” —> è
hanno il compito di fissare la struttura esterna alla parte interna dove ci i.
sono i 2 microtubuli. Sezione
è
Questa struttura può funzionare solo quando l’organismo fornisce ATP. § LONGITUDINA
Corpo basale —> non ha funzione di far muovere l’organismo ma per E =
LE
bloccare la struttura alla cellula. La base del filamento ha una “struttura
9+0” —> 9 triplette di microtubuli fissati l’un l’altro con la nessina +
proteine dei raggi (manca dineina). BASE
Cosa servono le dineine? Hanno una funzione importantissima: la dineina serve come “guida” per far manca
scorrere una coppia di microtubuli rispetto ad un’altra. Permettono al microtubulo di scorrere. Per evitare parte centrale
che ci sia soltanto scorrimento (e che vadano via dalla struttura) c’è bisogno della nessina, la quale
blocca le due coppie di microtubuli —> movimento a frusta che si ripercuote per tutta la struttura.
Ciglia Pili
Strutture accessorie di movimento presenti su tutta la superficie del Estroflessioni esterne, sottili e molto allungate, meno
procariote. Ogni ciglia è come un remo (viene caricata attraverso dense delle ciglia. Non servono al movimento bensì al
ATP e poi torna in posizione) —> movimento ondulatorio con 3 riconoscimento (“organo tattile”).
scatti: 1 di carica,1 torna in posizione centrale e l’ultimo scarica. Organi di riconoscimento.
EUCARIOTI - costituita da tanti organelli
Caratteristiche comuni a tutti gli eucarioti (animali e vegetali):
- Nucleo, parte della cellula animale/vegetale che ha il compito di racchiudere l’informazione genetica (DNA, RNA in parte,...).
- Mitocondri, organelli dentro cui avviene la respirazione cellulare (trasformano molecole energetiche in energia, ATP), si può
definire come centrale energetica della cellula.
- Reticolo endoplasmatico liscio e rugoso, cisterne e tubuli membranosi che partecipano alla sintesi di membrana e altri processi
sintetici metabolici. Alle regioni rugose si associano i ribosomi. ER liscio coinvolto in sintesi di lipidi (grassi, sterili e fosfolipidi) +
immagazzinaggio di ioni calcio. ER rugoso coinvolto in sintesi proteine, glicoproteine e fosfolipidi.
- Apparato di Golgi, apparato attivo nei processi di sintesi, rilascio e secrezione di prodotti cellulari.
- Citoscheletro, conferisce la forma alla cellula e partecipa al movimento cellulare. Componenti: microtubuli e microfilamenti.
- Membrana plasmatica, membrana che circonda la cellula e struttura che riveste tutti gli organelli.
- Perosissomi, organelli che si occupano dello smaltimento dei composti ossidanti, come l’acqua ossigenata (molecola di scarto di
alcuni metabolismi).
Solo nella cellula animale Solo nella cellula vegetale
- Lisosomi, organello digestivo al cui interno sono - Plasmodesmi, sistema che la cellula vegetale utilizza per poter comunicare
presenti enzimi idrolitici, idrolisi di macromolecole. con la cellula vicina.
- Centrosomi, regione di origine dei microtubuli. - Vacuoli, sacca che consente alla cellule vegetali di essere ricche in sostanze
Vi è accoppiata una coppia di centrioli (strutture acquose. Questo organello viene definito erroneamente come “cestino
fatte da microtubuli, servono per potere organizzare biologico”. In cellula adulta occupa il 90% del volume della cellula. Può
il citoscheltro all’interno della cellula animale). avvenire attività litica.
- Flagelli, organelli di locomozione - Cloroplasti, o in generale plastidi. Organelli da cui ha origine la fotosintesi,
- Giunzioni, occludenti (impediscono fuoriuscita di quindi la sintesi degli zuccheri a partire dalla CO2.
liquido extracellulare), desmosomi, comunicanti - Parete cellulare, involucro esterno della cellula (nella cellula animale non
(permettono comunicazione tra cellule adiacenti) c’è) —> da rigidità
!
inanimati ;
Tierra
Barak :[
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La membrana cellulare o plasmalemma o membrana plasmatica è una struttura che si trova intorno alla cellula, si animale che
vegetale (ma anche nei procarioti) che ha il compito di separare l’ambiente intracellulare dall’ambiente extracellulare. Delimita
inoltre tutti gli organelli all’interno della cellula eucariota. Le caratteristiche della membrana possono variare a seconda
dell’organello e della cellula, variando per componenti.
Nelle cellule vegetali il contatto diretto con l’esterno è della parete cellulare, la membrana cellulare viene adagiata sulla parete
cellulare.
Nei vegetali è possibile separare la parete del resto della cellula con l’uso di enzimi: cellulasi e pectidasi, ciò che rimane prende il
nome di protoplasto (protoplasto = cellula privata di parete cellulare).
Se una cellula viene messa a contatto con una soluzione ipertonica (alta concentrazione di soluti), il protoplasto si stacca
parzialmente dalla parete tranne che per i punti in cui ci sono le punteggiature (plasmodesmi - la membrana a livello dei
plasmodesmi è ancorata attraverso proteine di legame specifiche: spettrine, in tal modo si preservano le vie di comunicazione).
Le membrane sono costituite da: lipidi + proteine in ugual peso. Vi è anche
un 10% di carboidrati legati alla faccia esterna.
Lipidi = steroli (funzione: dare compattezza in certi punti della membrana.
Beta-sitosterolo - vegetali + colesterolo - animali), fosfolipidi (funzione:
strutturale —> mattone che va a costituire tutta la membrana cellulare.
Influiscono su fluidità. Lecitine), glicolipidi (funzione: fungono da siti di
attacco a molecole che provengono dall’esterno o dall’interno —> recettori).
Proteine = hanno il compito di comunicare (scambi/ attivazione di un
processo). La maggior parte infossate nel bistrato lipidico (proteine
intrinseche/integrali mono/multipasso —> hanno il compito di mettere
direttamente in comunicazione l’ambiente extracellulare con l’ambiente
intracellulare).
Proteine estrinseche/periferiche, non penetrano nello strato lipidico ma
restano in superficie (esterna o interna). Funzioni —> trasporto (H+-
ATPasi, Ca2+-ATPasi, traslocatore di zuccheri, amminoacidi, anioni,
minerali; canali proteici, acquaporine) + recepiscono segnali esterni/
interni e ne attivano un metabolismo (comunicazione segnali).
I carboidrati legati a queste proteine possono più o meno attivare la proteina
a cui sono legati.
La membrana cellulare viene definita come una struttura definita “struttura a mosaico fluido” (by Singer & Nicholson). La
membrana è la porta di ingresso della cellula, quindi deve avere tante funzioni e tante regolazioni. Due termini fondamentali per
identificare la membrana:
1. Mosaico —> tanti pezzi diversi (proteine, carboidrati e lipidi) messi insieme per formare una struttura complessa
2. Fluido —> la membrana può cambiare forma senza rompersi. Questa fuidità è data dai lipidi (acidi grassi saturi e insaturi)
Per studiare la membrana questi due ricercatori hanno usato una tecnica chiamata
“criodecappaggio” (freeze-fracture): hanno preso una cellula, l’hanno congelata e poi
hanno tagiato il bloccchetto di ghiaccio, aprendolo. Quello che hanno visto è che la cellula
si separa facilmente una volta congelata, ma non si separa tutta, solo la parte che è meno
ghiacciata, ovvero la parte degli acidi grassi (densità diversa). Hanno visto quindi che una
parte della membrana stava attaccata al pezzo di ghiaccio superiore, mentre l’altra parte
rimaneva attaccata alla cellula. In più hanno visto che la parte inferiore presentava delle
gibbosità (protuberanze) e che la parte alta era complementare (solchi) —> la membrana è
fatta da due parti. Oggi sappiamo che la membrana cellulare è fatta da un doppio strato
fosfolipidico: la testa (glicerolo) del fosfolipide essendo idrofila è polare e si
orienta verso l’esterno della cellula e verso l’interno, la coda (acidi grassi) è
idrofila quindi apolare e costituisce la parte centrale della membrana. Questa
caratteristica conferisce alla cellula la possibilità di interagire con le sostanze
polari verso l’interno e verso ‘esterno, ma di proteggere la cellula da
un’eccessiva perdita di liquidi grazie allo strato idrofobo. Questa membrana
viene definita “semi-permeabile”: non consente l’ingresso di tutte le sostanza,
ma soltanto di alcune.
Fluidità e movimento: ogni fosfolipide può compiere movimenti laterali (10^7 volte al secondo) oppure può ribaltarsi (movimento
flip-flop —> movimenti più rari. Servono per spostare i siti di attacco di alcune molecole). I fosfolipidi conferiscono anche fluidità
e viscosità alla membrana: una membrana si definisce fluida quando la sua composizione è fatta in prevalenza di acidi grassi
insaturi (se solo saturi —> la cellula muore perchè si rompe la struttura). La cellula può modificare la fluidità o insaturando gli
acidi grassi di membrana oppure disponendo tra gli acidi grasi di membrana gli steroli. Se la cellula ha bisogno di una maggiore
viscosità in una determinata parte della membrana, deporrà tra un fosfolipide e l’altro dello sterolo in maniera tale da compattare la
membrana, rendendola più viscosa (- fluida) —> ciò non lo fa su tutta la membrana.
Anche la parte proteica non è statica, ma bensì dinamica: possono muoversi e interagire con l’ambiente esterno —> membrana in
continua evoluzione. Funzioni —> 5 fondamentali:
1. Difesa della cellula
2. Compartimentazione cellulare è avvenuta grazie alla membrana
3. Comunicazione, intesa come trasporto (passaggio di molecole
dall’interno verso l’esterno e viceversa, in maniera tale che ci sia una
comunicazione tra ambiente intracellulare ed extraccellulare o tra
cellule e cellule)
4. Le proteine estrinseche hanno la funzione di recepire i segnali
esterni/interni per attivare successivamente i metabolismi
5. Comunicazione tra cellula e cellula
Normalmente quando una cellula è esposta a T ambientali diverse, tende
a fluidificare la membrana. Come fa una pianta a resistere al freddo? Si
deve abbassare il punto di fusione, per fare in modo che l’acqua non
congeli a 0°C ma invece che congeli a -5/-10°C —> chimicamente, basta
agggiungere dei sali. I polimeri vengono trasformati in monomeri, si
aumenta la salinità della soluzione del citoplasma e la pianta resiste al
freddo. Per far ciò il citoplasma si raggrnzisce, diminuisce il suo volume
e quindi la membrana deve pter cambiare forma e seguire questa
disidratazioe. Per seguire la disidratazione, rende la membrana molto
fluida e quindi plasmabile.
FUNZIONI della membrana:
1. Trasporto: una proteine attraversa la membrana creando un canale idrofilo consentendo il passaggio di un soluto specifico —>
passaggio selettivo. Alcune proteine necessitano di energia per trasportare un determinato soluto (contro gradiente - es. pompa
sodio-potassio).
2. Attività enzimatica: catalizzano una reazione. Es.: enzima che catalizza la sintesi della cellulosa.
3. Traduzione di segnale: una proteina estrinseche di membrana (recettore) può avere un legame con un messaggero esterno
(molecola segnale) il quale provoca un cambiamento di conformazione della proteina, la quale trasmette un messaggio all’interno
della cellula, attivando/disattivando un metabolismo.
4. Riconoscimento tra cellule: alcune glicoproteine agiscono da marcatori. Questi vengono riconosciuti da proteine di membrana
di altre cellule.
5. Adesione intracellulare: le proteine di membrana adiacenti possono unirsi formando diversi tipi di giunzioni (es. serrate o
occludenti).
6. Adesione al citoscheltro e alla matrice extracellulare: il citoscheletro aderisce alla membrana mediante le spettrine. Le cellule
animali, all’esterno della membrana hanno un’atra struttura: la matrice extra cellulare (“scheletro esterno”: proteoglicani + fibre di
collagene, struttura principale + fibronectina, fa aderire il collagene l’uno all’altro ) che è collegata alle proteine di membrana grazie
alla fibronectina (in questi punti, la membrana è meno fluida, grazie al colesterolo)
MARCATORI al
contribuiscono
mantenimento
forma
della
restano insup
.
ESTRINSECA
Deputate qft.tt
AITRASPORTO
SELETTIVO di µ
7
molecole fluidità
modulatore
Infossate nclbistrato lipidico temperatura
della
seconda
a
TRASPORTO lconatp
Attivo )
ANTIPATICHE OTRASPORTO Passivo (
reg secondo
ROFOBE AAAPOLAR ,
. gradiente ) lato
dal
posta
EXTRACELLULARE del
=
la membrana
lato
dal
posta Impediscono
CITOPLASMATICO impacchettamento
della membrana aumento
stretto
fluidità dimembra
Impacchetta .
na
.
stretto
mento
Ciàdona viscosità
cellule animali alla membrana
Complesso PROTEOGLICANI
di
(
[ M hanno
FIBRONECTINA funzione
la rafforzare
di
lamatn.cl fibre
extracellulare touvuclgere
COLLAGENE
glicoproteina di
fibre collagene
di
Ccllegacouaoenealla .
membrana GLICOPROTEINA
INTEGRINE proteine unite care
: a.
legami
↳ mediante
idrati COVALENTI .
proteici
recettori Servono al di
RICONOSCIMENTO
> un
disnperficie altra cellula
I. La membrana è SEMIPERMEABILE in
trasmettono segnali quanto:
fra ECME Citoscheletro filamenti di ACTINA - non è tutta permeabile (per le proteine)
loro
tra
intrecciati - non è tutta impermeabile (per gli acidi
grassi).
SINTESI DEI COSTITUENTI DI UNA MEMBRANA:
1) Le proteine (ER rugoso) e i lipidi (acidi grassi - ER liscio) di membrana sono sintetizzati nel
reticolo endoplasmatico (ER). I carboidrati, nelle cellule vegetali possono derivare dai plastidi,
mentre nella cellula animale, provengono da altre sostanze organiche assorbite dall’esterno.
Durante la sintesi della membrana cellulare, gli organelli coinvolti è il sistema endomembrana
(ER liscio + rugoso + apparato del Golgi); sono un sistema di “sacchi”. Questi organelli sono
fatti di membrana cellulare.
1) Le proteine sintetizzate dall’ER rugoso si posizioneranno e legheranno sulla membrana (e
non all’interno) di queste vescicole (sacca che si stacca da un organello e va in un altro
organello).
2) ER liscio —> sintetizza acidi grassi —> vescicola che si stacca dal reticolo ha una membrana
già modificata.
3) Apparato del Golgi —> modifica ulteriormente queste molecole: proteine assumono struttura
secondaria/terziaria/quaternaria, gli acidi grassi possono essere ulteriormente modificati con
l’aggiunta di altre molecole. Dopo le modifiche,
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