lunedì 23 novembre 2020
Lezione 3 - embriogenesi
Doppia fecondazione, le due cellule spermatiche portate dal tubetto pollinico
attraverso il micropilo vanno a fondersi una con la cellula uovo a dare l’embrione
(2n) e una con la cellula centrale (2n) a dare l’endosperma (3n). L’endosperma è
molto importante perchè è il tessuto nutritivo per l’embrione e permetterà il suo
sviluppo all’interno dei tessuti materni (tegumenti materni che permettono di far
rimanere il seme in uno stadio quiescente finche non si trova in una condizione
favorevole per la germinazione).
Embrione animale racchiude già delle caratteristiche basilari del piano del corpo
(ben definiti gli assi di polarità) e ci sono già abbozzi della maggio parte degli organi
e sistemi vs embrione vegetale decisamente più semplice, diversa strategia
biologica data dal fatto che le piante sono organismi a crescita continua o indefinita
e quindi capaci di dare origine a nuovi organi durante tutta la vita adulta grazie alla
presenza di gruppi di cellule staminali residenti nei meristemi, pertanto non hanno
bisogno di abbozzare organi necessari alla vita adulta durante lo sviluppo
embrionale.
-Sviluppo embrionale
Embrione globulare
Embrione a cuore
Embrione a torpedine
Embrione cotiledonare (maturo)
Lo sviluppo dell’embrione è lungo un asse epico-basale (calazzale-micropilare), il
numero di cellule aumenta quindi abbiamo divisione cellulare continua, complessità
crescente del numero di cellule formate dalla’embrione partendo dallo zigote
all’embrione maturo. Alla fine dello sviluppo osserviamo anche una simmetria
bilaterale.
Quando una cellula spermatica si fonde con la cellula uovo si forma lo zigote e la
prima divisione dello zigote è una divisione asimmetrica trasversale che ci da un
pattern longitudinale. Si forma una piccola cellula apicale e una lunga cellula basale.
La divisione asimmetrica produce due cellule che adottano destini cellulari diversi.
La parte apicale è con citoplasma denso e sede di un intensa sintesi proteica invece
la parte basale contiene il vacuolo centrale che ne permette la distensione. La
cellula apicale darà origine all’embrione e la cellula basale darà origine al
sospensore (6-9 cellule) e all’ipofisi tramite divisione perpendicolare all’asse
dell’embrione. Il sospensore connette l’embrione al sistema vascolare della pianta
madre. Dopo lo sviluppo il sospensore entra in morte programmata e l’unica cellula
che rimane in vita è l’ipofisi che è la cellula più apicale del sospensore.
-la cellula uovo è polarizzata, quindi divisione simmetrica per polarità intrinseca
quindi dovuta a quello che è contenuto nella cellula. All’interno della cellula uovo c’è
la segregazione dei determinanti da un lato apicale e basale che permettono che il
fuso mitotico venga allineato in un determinato modo e porta alla divisione
asimmetrica.
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Nella cellula apicale 1 cellula c’è la prima divisione longitudinale che porta a 2
cellule, a 4 cellule la seconda divisione longitudinale, passando da 4 a 8 abbiamo
una divisione trasversale che forma la parte apicale (che origina cotiledoni,
meristema apicale del germoglio) dell’embrione e la parte basale (origina meristema
apicale della radice e i tessuti della radice). Queste 8 subiscono una divisione
periclinare e abbiamo embrione a 16 cellule, una delle fasi più importanti dello
sviluppo. Avremo uno strato esterno di 8 cellule e 8 cellule interne. La parte più
esterna è il primo tessuto che si forma nell’embrione detto protoderma che è ancora
un tessuto meristematico però con un grado di differenziamento un pò più avanti
rispetto alle altre cellule. Le 8 cellule interne vengono dette tessuto interno. Inoltre le
cellula più apicale del sospensore diviene l’ipofisi importante perché darà origine
alla radichetta quando l’embrione germina. Dopo l’embrione a 16 cellule si passa
all’embrione globulare in cui le divisioni continuano e l’embrione aumenta in numero
cellulare sia nella parte interna che esterna. Quindi nello stadio globulare abbiamo il
differenziamento dei primordi dei principali tipi di tessuto, stabilimento dell’asse
radiale e acquisizioni di simmetria bilaterale.
-abbiamo una fase di transizione tra globulare e cuore e poi formazione del cuore.
Fase di transizione caratterizzata dal fatto che l’ipofisi si differenzia (meristema
radicale) e inoltre avviene l’inizio dell’allungamento dell’embrione e si inizia a vedere
abbozzo di cotiledoni.
-stadio di cuore l’embrione si allunga a causa della distensione cellulare, l’asse
longitudinale e radiale è ben definite e bilateralità ben visibile.
-stadio torpedine intermedio
-stadio maturo con formazione in mezzo ai cotiledoni dell’apice vegetativo
(meristema apicale del germoglio), ulteriore allungamento dell’asse embrionale e dei
cotiledoni dovuto sia a divisione e distensione cellulare. Abbiamo anche formazione
del centro quiescente e delle cellule della columella (meristema della radice).
L’embrione occupa tutto lo spazio disponibile del seme. Abbiamo presenza di
piccole bozze fogliari.
L’embriogenesi deve essere studiata sia attraverso lo sviluppo lungo l’asse
longitudinale ma anche lungo l’asse radiale. Lungo asse longitudinale abbiamo
cotiledoni e asse embrionale, abbiamo meristema del germoglio al centro dei
cotiledoni e in posizione più basale il meristema radicale. Lungo l’asse radiale
abbiamo più esternamente il protoderma, il meristema fondamentale e il procambio.
-meccanismi coinvolti nello sviluppo
Uso di mutanti per trovare problemi di sviluppo, confrontare il mutante con una
pianta wt e comprendere i meccanismi che stanno alla base dello sviluppo
compromessi dalla mutazione.
Mutante yoda, lo sviluppo embrionale è compromesso con mancanza di bilateralità,
non si distingue bene ne il sospensore ne l’embrione stesso ma solo un accumulo di
cellule. Yoda è un gene che codifica per una proteina simile alla proteina Ste11p
questa è una MAPKK chinasi necessaria per la divisione asimmetrica. Es. a partire
da una collezione di 13000 piante mutagenizzate tramite metodo chimico, vennero
isolate 13 linee indipendenti che segregavano embrioni senza un sospensorio ben
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formato. (Genetica diretta). Yoda è implicato nello sviluppo embrionale. Si sono
andate a guardare le varie fasi di sviluppo, si nota che in una pianta mutante yoda
non abbiamo la prima divisione asimmetrica trasversale ma la divisione è
simmetrica. Quindi si è capito che yoda era coinvolto nelle prime fasi dello sviluppo
embrionale e più specificatamente nella prima divisione dello zigote. A sviluppo più
avanzato vediamo che yoda abbiamo accrescimento cellulare della parte
embrionale ma il sospensore non si divide. Divisione wt 13 micron cellula apicale 61
micron quella del sospensore invece in yoda l’apicale era 14 micron e quella del
sospensore 16 micron. Quindi divisione simmetrica nel mutante. In assenza di yoda
non avviene la divisione asimmetrica.
-si possono utilizzare dei marcatori specifici per caratterizzare l’identità cellulare,
quindi identificare un tipo di cellula. Inserendo nelle piante un marcatore specifico
per il sospensore ptrak276s (promotore specifico con gene reporter GUS) si vede
che nella pianta wt questo è espresso invece nella pianta yoda non esprimeva il
promotore e quindi non presentava cellule identificate come sospensore. Nel
mutande yoda non avviene divisione asimmetrica e questo porta alla perdita del
destino cellulare della cellula basale che avrebbe dato il sospensorio. 89% mancata
espressione.
Un’altra mutazione del gene ssp portava a divisione simmetrica ma era leggermente
diversa la divisione della cellula basale che è leggermente più lunga dell’apicale.
Abbiamo però mutanti diversi, in alcuni c’è mancanza di differenziamento del
sospensore in altri ci sono piani errati di divisione ma che non portano a perdita di
differenziamento. Si hanno diversi fenotipi perche le mutazioni chimiche su ssp
portano a produrre proteine con mutazioni puntiformi e che quindi possono essere
più o meno funzionali (es. se avvenivano in domini funzionali si osservava totale
assenza di simmetria). Utilizzando un marcatore per il sospensore SUC3 in piante
wt si osserva un segnale dal sospensore invece in pianta mutante ssp non
visualizziamo il marcatore per mancata espressione del marcatore nel sospensore.
Isolando ssp e facendo analisi di espressione a livello di mRNA si è visto che era
espresso nel polline a livello delle cellule spermatiche quindi espresso solo nella
parte riproduttiva maschile. Mrna di ssp è localizzato a livello delle cellule
spermatiche, studi di proteina hanno identificato ssp a livello dell’embrione. Durante
la fecondazione e quindi la fusione di una cellula spermatica e la cellula uovo
l’mRNA di ssp presente nel gamete maschile viene rilasciato all’interno della cellula
uovo e cosi abbiamo traduzione della proteina nell’embrione. Quindi si può parlare
un controllo paterno sulla prima divisione dello zigote. Se ssp non c’è non abbiamo
mRNA e quindi non abbiamo proteina necessari alla prima divisione nell’embrione.
3 mercoledì 18 novembre 2020
Lezione 2
Gametogenesi e fecondazione (in piante a fiore)
Modello di studio= arabidopsis thaliana, angiosperma, dicotiledone, pianta a fiore.
La fecondazione avviene tramite un’interazione tra una parte maschile con quella
femminile.
-ciclo vitale delle angiosperme
Abbiamo un ciclo vitale aplodiplonte cioè il ciclo è costituito da due fasi o
generazioni differenti. La generazione sporofitica e quella gametofitica, queste due
sono differenti perché lo sporofito è diploide e produce le spore aploidi per meiosi
invece il gametofito è apolide e deriva dalle spore per mitosi, esso produce i gameti
per mitosi. Due gameti si fondono (fecondazione) e poi daranno lo zigote e poi lo
sporofito per mitosi.
-strutture riproduttive
-Parte maschile (androceo):
Stame :
Filamento
Antera
Granuli pollinici
-Parte femminile (gineceo):
Carpello
Stigma
Stilo
Ovario
Ovuli
Sviluppo dell’ovulo che porterà allo sviluppo dei gameti femminili viene suddiviso in
2 fasi:
1. Megasporogenesi
2. Megagametogenesi con formazione di gametofito e di conseguenza gameti
1. Gli ovuli si trovano all’interno del carpello, in arabidopsis abbiamo due carpelli
fusi che danno origine al pistillo. All’interno del carpello abbiamo la placenta nel
centro e gli ovuli protudono da essa come strutture finger-like (strutture 2n).
Questi ovuli sono distinti in 3 regioni: nucella, callazza e funicolo. All’interno
della nucella una cellula diploide si differenzia e da origine alla cellula madre
della megaspora (questa diventa più lunga tramite distensione, il nucleo e
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nucleo sono più voluminosi) questa andrà incontro a meiosi e si formeranno 4
spore. Solo una di queste 4 spore, quella più callazzare (più interna)
sopravviverà e le altre 3 degenerano.
2. Quella che sopravvive entra nella megagametogenesi. Questo processo è
caratterizzato da diversi step, la spora sopravvissuta è detta megaspora
funzionale e questa va incontro a 3 cicli di mitosi e formerà il gametofito
femminile (8 nuclei ma 7 cellule), nella parte micropilare ci sono 2 cellule
sinergidi, 1 cellula uovo, poi abbiamo una cellula centrale diploide costituita da
due nuclei polari che si fondono, nel lato callazzare abbiamo 3 cellule antipodali.
Il vero e proprio gamete è la cellula uovo e le altre cellule sono cellule accessorie
che hanno un ruolo nei processi di fecondazione. Il gamete è contenuto dal
sacco embrionale e quest’ultimo è avvolto dai tegumenti. Il funiculo connette
l’ovulo alla pianta madre, serve al passaggio di nutrienti dalla pianta madre al
gametofito. Fin da quando inizia la differenziazione e determinazione della
cellula madre della megaspora c’è anche lo sviluppo dei tegumenti che
nell’ovulo maturo saranno 2 esterni e 2 interni e un endotelium che delinea il
sacco embrionale.
Sviluppo dei granuli pollinici (formati da una cellula vegetativa e una generativa)
Avremo due processi:
1. Microsporogenesi
2. Microgametogenesi
1. All’interno delle antere ci sono 4 sacchi formati da una parte più esterna detta
epidermide, poi l’endotessio, il middle layer e il tappetum che serva per dare
nutrimento al sacchetto pollinico in cui si sviluppano i granuli pollinici. Nella
prima fase all’interno dell’antera abbiamo la formazione della cellula madre delle
microspore (2n) questa tramite meiosi forma 4 spore e a questo punto nel
tappetum viene prodotto un enzima che è capace di degradare il callosio e
quindi degrada il callosio intorno alle microspore e le libera. (Vs gameti
femminili, qui non degenera nessuna spora)
2. Una volta liberate le microspore vanno incontro a 2 mitosi è formerà il
gametofito formato da una cellula vegetativa che darà origine al tubetto pollinico
e una generativa che darà origine alle cellule spermatiche (2). Alcune specie
come arabidospis saranno in questo stato già nelle antere altre piante invece lo
diventeranno con la formazione del tubetto pollinico.
Grazie a DAPI (4,6-diamidin-2-fenilindolo), colorante organico fluorescente che lega
fortemente regioni del DNA ricche in sequenze A-T, è possibile seguire le diverse
fasi di sviluppo del polline. Oppure possiamo utilizzare geni marcatori.
Nel caso dell’ovulo si possono utilizzare marcatori specifici per i diversi tipi di cellule
che ci fanno differenziare i diversi tipi cellulari del gametofito.
-GENI REPORTER, permettono di analizzare l’espressione di un gene di interesse. Il
gene reporter ci permettono anche di seguire una fase di sviluppo specifica. Il gene
reporter più utilizzato per le piante è il gene reporter GUS che viene utilizzato quei
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sempre per l’analisi del promotore, per vedere se il promotore è attivo o meno. Il
gene viene evidenziato da una colorazione blu perché questo gene codifica per un
enzima (beta-glucuronidasi) che a contatto con un substrato specifico riesce a
metabolizzarlo e a darci questa colorazione. Viene trasferito nel genoma della pianta
tramite un plasmide Ti nel cui Tdna abbiamo un promoter X che vogliamo studiare
con a valle un gene GUS che ci permette di verificare quando il promoter sarà attivo
perché trascriverà GUS. (es. promotore attivo nell’ovulo + GUS, studio sviluppo
ovulo).
Altro gene reporter è GFP proteina identificata nella medusa, che se eccitata da una
radiazione nel campo dell’ultravioletto ma anche nel visibile ed ammette una
radiazione di colore verde. Attraverso di inserimento di piccole mutazioni nella
proteina si sono ottenuto proteine fluorescenti di colori diversi. Permette di fare
imaging in vivo. La proteina GFP può essere usata per studiare espressione
promotore (promotore del gene X - gene reporter GFP) oppure per sapere la
localizzazione specifica delle proteine (promotore del gene X- sequenza codificante
del gene X + gene reporter GFP)
-fecondazione
I granuli pollinici dell’antera vengono rilasciati e cadano sopra lo stigma e formano
un tubetto pollinico (generato dalla cellula vegetativa) che si approfonda nello stilo e
poi nell’ovario. Il tubetto raggiunto l’ovulo entra e rilascia le 2 cellule spermatiche di
cui, 1 si fonde con la cellula uovo formando lo zigote e l’altra si fonde con la cellula
centrale formando l’endosperma (3n). Quindi si forma il seme in cui abbiamo parte
esterna di tegumenti di origine materna, endosperma (formato sia da madre che
padre) e zigote.
1° esperimento su Torenia mostrano che spostando l’ovulo il tubetto lo segue.
Quindi qualcosa prodotto dalla’ovulo serve da segnale per il tubetto pollinico per
guidarlo verso l’ovulo.
2° esperimento tramite ablazione tramite laser che permette di eliminare in modo
specifico un tipo di cellula, quindi eliminarono una per una le cellule nel sacco
embrionale e videro come questo influiva sul tubetto pollinico. Senza cellula uovo e
cellula centrale il tubetto pollinico arrivo all’ovulo. Se si eliminano le sinergidi il
tubetto pollinico non viene più attratto. Se si elimina solo una sinergide il tubetto
viene attratto. Quindi sono le sinergidi che attraggono e guidano il tubetto. Quando
avviene il rilascio delle cellule spermatiche sia ha morte di una delle due cellule
sinergidi per scoppio del tubetto e la sinergide rimasta non attrae più altri tubetti per
evitare la polispermia.
Il segnale che emettono le sinergidi è dato da un gruppo di geni altamente espressi
nelle cellule sinergidi. Ex. Si è isolato le cellule sinergidi e si è sequenziato il genoma
per vedere quali geni erano espressi in queste cellule e hanno visto che c’era una
famiglia genica rappresentativa ossia molto espressa. CRP- cysteine rich
polypeptides, in particolare LURE1 e LURE2. Per dimostrare che questi fossero i
responsabili del direzionamento del tubetto si sono sintetizzati questi peptidi
segnale e si sono rilasciati in una piastra di Petri in cui c’erano granuli pollinici e si
notava che essi producevano tubetto anche in assenza di ovuli.
3 mercoledì 18 novembre 2020
ex. Si sono isolati diversi mutanti per dif1 che quindi non producono gametofito
femminile. Ci sono 5 mutanti diversi in cui abbiamo lo stesso fenotipo. Questo ha
reso possibile la comprensione e individuazione dei geni che permettono la
formazione del gametofito femmi
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