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Il batterio si trova sotto forma di polvere e se ben conservato può durare anche per anni. Note di

impiego:

• Il trattamento va fatto verso il tramonto perché sono prodotti fotolabili;

• Le larve dell’insetto devono essere già nate;

• Le larve si devono nutrire della vegetazione trattata.

I nematodi

Sono parassiti obbligati di certi insetti (innocui per l’uomo). Questa lotta offre dei vantaggi in più:

• Perfetta selettività;

• Ricerca attiva;

• Facile allevamento;

• Facile utilizzo.

Come contro c’è che il nematode resiste poco ai periodi siccitosi e i preparati con nematodi durano

per un periodo ridotto. Lo stadio migliore del nematode è la larva di 3° età perché è la più

aggressiva e la più resistente. La larva penetra nel fitofago grazie alle aperture naturali. Si utilizza:

• Heterohabditis: contro i coleotteri;

• Steinernema: contro i lepidotteri.

I funghi

La lotta con i funghi non è molto utilizzata perché:

1. non è molto efficace

2. problemi nei climi secchi

3. Alcuni funghi possono produrre tossine nocive per l’uomo e per gli animali

Un esempio di questa lotta è la Beauveria bassiana contro afidi e acari;

È utilizzata invece la lotta con i funghi contro altri funghi. Infatti si può avere che

1. Il fungo sviluppi nella pianta una pre-immunità

2. Il fungo produca tossine dannose

3. Il fungo occupi la stessa nicchia ecologica

I funghi utilizzati oggi sono:

Ampelomyces quisquialis: usato per la lotta contro il Mal Bianco (Oidio);

Trichoderma harzianum: usato contro la muffa grigia della vite.

Lotta biotecnologica

È l’utilizzazione integrata di biochimica, microbiologia e ingegneria per realizzare applicazioni

tecnologiche partendo dalle proprietà di microorganismi. In agricoltura si usa:

• La difesa dalle avversità;

• La creazione di OGM;

• L’incremento dell’attività simbiontica tra microorganismi e piante superiori;

• Progressi nella difesa dalle avversità.

Le biotecnologie in fitoiatria hanno diversi usi:

• Strategie di tipo genetico;

• Uso dei feromoni;

• Tecnica dell’autocidio con maschio sterile;

• Impiego dei regolatori di sviluppo.

Strategie di tipo genetico

Grazie al miglioramento genetico tradizionale e agli OGM si punta ad avere colture resistenti alle

avversità. La resistenza ai parassiti può essere dovuto a diverse cause:

1. Presenza di barriere: cere e cuticole;

2. Presenza di sostanze repellenti;

3. Presenza di sostanze tossiche verso il fitofago (mais bt resistente alla piralide).

Uso di feromoni sessuali

I feromoni sessuali sono emessi dalle femmine vergini e si usa per attrarre e catturare il maschio.

Ci sono due tipi di stategie:

1) Attrazione e cattura, può essere di tipo:

• Massale: è un metodo di lotta diretto. Non funziona per le specie con riproduzione

partenogenetica e funziona in areali molto grandi o molto piccoli;

• Di controllo: serve per monitorare la popolazione del fitofago. Si dispongono 2-4 trappole

per ettaro che bisogna controllare 2-3 volte a settimana e bisogna cambiare l’erogatore di

feromone dopo 4 settimane. Con il numero di maschi catturati si costruiscono le curve di

livello.

2) Una altra strategia è quella del disorientamento e confusione sessuale.

• Metodo del Disorientamento: vengono disposti circa 2000 erogatori per ettaro, il maschio

segue le tracce ma non trova la femmina

• Metodo della confusione:L’aria viene saturata di feromone e il maschio non riesce più a

trovare la femmina e impazzisce.

Autocidio con maschio sterile

impiego di un maschio sterile

caratteristiche per la buona riuscita di questa tecnica

il maschio deve conservare le sue potenzialità

1. la specie non deve essere partenogenetica

2. la femmina deve essere monogama

3. l’insetto maschio deve essere innocuo verso le colture

4. prima del lancio dei maschi si deve monitorare la presenza del fitofago

5. si deve operare in un areale circoscritto

6.

come si sterilizza il maschio

impiego di radiazioni raggi x o gamma

1. con l’uso di sostanze, (possono anche essere usate in pieno campo

2. composti anti-mitotici

1. composti anti-metaboliti

2. composti alchilanti (tepa metepa tiotepa)

3.

controindicazioni

costi elevati per il lancio dei maschi

tossicità dei chemio sterilizzanti

Impiego dei regolatori di sviluppo

sono delle sostanze che imitano l’azione della neotenina e dell’ecdisone. Abbiamo 3 tipi di

composti

1. CSIcomposti chitino inibitori --> non fanno avvenire la muta

2. Juvenoidi --> mantengono alti i livelli di neotenina e non fanno avvenire le mute

3. MAC composti acceleratori delle mute.--> Fanno si che avvenga una muta ma

prematuramente

La Vite:

SESTO MODULO: le principali avversità delle vite

Contenuti: per ciascuna delle seguenti avversità si sono studiati l’identificazione, i sintomi

e i danni, gli aspetti fondamentali del ciclo biologico e dell’epidemiologia, le possibilità

di lotta: 1.

Peronospora della Mal dell’esca, Ragnetto giallo,

2. 6. 10.

vite Flavescenza dorata, Ragnetto rosso dei

7. 11.

Oidio,

3. fruttiferi e della vite.

Tignoletta della vite,

8.

Muffa grigia,

4. Fillossera della vite,

9.

Marciume acido,

5.

-Peronospora della vite

Agente causale: è la PLASMOPARA VITICOLA di cui seguito la classificazione :

Regno Chromista

Divisione Oomycota

Classe Oomycetes

Ordine Peronosporales

Famiglia Peronosporaceae

Genere Plasmopara

Specie P. Viticola

(Gli organismi facenti parte della divisone Oomycota necessitano indispensabilmente di acqua per

il loro sviluppo e i loro processi riproduttivi, dove le cellule propagative nuotano grazie all’azione di

flagelli.)

SINTOMATOLOGIA: La peronospora colpisce le parti verdi della pianta in attività fotosintetica.

( Epidermidi e tessuti lignificati non sono mai colpiti).

Su FOGLIE :

Macchie d’olio : comparsa sulla pagina fogliare superiore di macchie traslucide decolorate,

giallognole, di forma tondeggiante; sulla pagine inferiore, in corso di sviluppo, compare inoltre

una muffa bianca, costituita dalle fruttificazioni del patogeno. In seguito l’area colpito dissecca e il

tessuto appare bruno-necrotico e va incontro a lacerazione. Le foglie più vecchie vanno invece

incontro a mosaico e a macchie cloritiche sulla pagina superiore.

Su GERMOGLI-TRALCI :

Germogli erbacei : Alessatura e imbrunimento

Giovane tralcio : andamento contorto

In lignificazione : lesioni e piccoli cancri

Su INFIORESCENZE-GRAPPOLI :

Precoce :

pre- fine fioritura; deformazione parte terminale (ad uncino); alessatura e formazione muffa

biancastra

post fioritura penetrazione stomi acini

Tardiva : acini ingrossati o invaiati; no muffa, disidratazione imbruniscono disseccano:

“Peronospora larvata”

Il periodo più critico è quello a cavallo della fioritura e qui usiamo i prodotti sistemici.

DANNI :

In ambienti umidi e piovosi, se la malattie non viene efficacemente combattuta si ha la completa

defogliazione della pianta, l’esaurimento delle riserve nutrizionali e la morte nell’arco di pochi anni.

Attacchi precoci in fioritura possono distruggere anche tutti i grappolini;

Attacchi tardivi invece portano a disseccamenti parziali dei grappoli.

Quindi :

Danni diretti : perdita quantitativa produzione

Danni indiretti : qualità scadente dei vini

deperimento sanitario della piante

diminuzione fotosintesi

CICLO BIOLOGICO:

Sverna come oospore nella foglia dopo di che allo scattare della regola dei tre 10 germinano e

divengono zoospore (flagelli) e scatta l’infezione primaria (20 aprile- primi di maggio). Penetrazione

con il velo liquido tramite gli stomi e con l’infezione primaria abbiamo le macchie di olio.

Incubazione, varia in base a temperatura e acqua. Intanto muffa bianca pagine inferiore e ogni

volta che piove si ha infezione secondaria. Il ciclo si chiude con la produzione di oospore all’interno

delle foglie.

Regola dei 3 10 :

• 10 mm di pioggia nell’arco di due giorni ( pioggia infettante)

• 10 cm di lunghezza dei germogli della vite

• 10° C della T° e dell’aria costanti.

Lotta:

Lotta guidata

Intervento prima della fine del periodo di incubazione se no formazione di nuove spore. Ogni

pioggia si calcola quanto dura l’incubazione.

3 gruppi di prodotti chimici:

copertura: rameici, ditiocarbammati (metiram)

Endoterapici: azione citotropica (curzate)

Sistemici (fosetil-alluminio, benalaxil e metalaxil)

Accorgimenti:

inizio stagione quando vegetazione modesta= due trattamenti, copertura + citotropici.

Fioritura, più critico= sistemici, non più di tre trattamenti cambiando il principio attivo

Dopo copertura + citotropici.

Ultimi due trattamenti a base rameica anche per botrite.

Minimo 4 trattamenti massimo 10.

-Oidio o Mal bianco:

AGENTE CAUSALE: è causato da uncinula necator ( forma sessuata) da oidium tuckeri (forma

asessuata).

Funghi epifiti che succhiano la linfa dagli austori. Si ha la comparsa di un efflorescenza

biancastra su tutti gli organi verdi della pianta. È sempre monofago, importato dagli USA,

malattia chiave della vita nell’italia centrale. Maggiore allerta da allegagione a invaiatura (fine

maggio – prima decade di luglio)

Sintomi: Sulle foglie e sui germogli si ha la presenza di aree biancastre sulla pagina superiore al

di sotto della quale il tessuto risulta imbrunito e necrotizzato. I tralci sono colpiti in stadio

giovanile. Sui grappoli in fioritura causa la colatura dei fiori e il disseccamento di intere porzioni

del grappolo, gli acini si lacerano generando profonde spaccature favorendo così l’ingresso di

altri patogeni.

Ciclo biologico:

L’oidio sverna come:

Cleistotecio (Riproduzione sessuata) nelle foglie

1. Micelio sui tralci vicino alle gemme

2.

In primavera partono attacchi sia dal micelio che dal cleistotecio. L’odio si riproduce per via

agamica e produce conidi che si diffondono e propagano l’infezione. Alla fine della bella

stagione riproduzione sessuata e si forma il cleistotecio.

Lotta difesa:

Lotta chimica a calendario, no guidata perché il ciclo è imprevedibile. Trattamento in prefioritura

allegagione e subito dopo invaiatura.

Prodotti:

zolfo, piuttosto valido. Proprietà preventive e curative.

Sia come polvere che come WP 15-20 kg /ha di copertura oltre allo zolfo fungo antagonista:

Ampelomices Quisqualis.

Prodotti endoterapici:citotropici (fenarimol) sistemico (triazoli)

Ottimale: sistemico + copertura. Sistemici nel massimo rischio. A volte oidio più peronospora, il

più possibile anche se difficile perché influenzati in modo contrario dagli agenti climatici.

-Botrite o muffa grigia:

Agente causale: è causata da scelrotinia fuckeliana (forma sessuata) e da botrytis cinerea

( forma asessuata).

Descrizione: fungo facoltativo capace di vivere come saprofita, polifago.

Sintomi: inizio stagione vegetativa colpiti i giovani germogli si secca la parte apicale (primavera

umida). Danni grossi in maturazione, disfacimento dei tessuti (lisi lamella mediana) che poi

marciscono (colore grigiastro). Danno anche casse ossidasica nel vino (ossida polifenoli).

Colpiti soprattutto grappoli compatti. Penetrazione attiva.

Biologia: sverna sotto forma di sclerozio o di micelio sulla pianta o come saprofita sui materiali

in decomposizione

Lotta:

lotta integrata :

• Chimica a calendario (4 trattamenti, 2 effettivi)

• Soprattutto agronomica:

Cultivar grappolio spargoli

o No umidità

o Defogliazione (potature verde)

o Concimazioni N modeste

o Irrigazione sotto chioma

o

Ultimi due trattamenti peronospora (a base di Cu) utili anche per la botritis, indurisce i tessuti

L’ Olivo

SETTIMO MODULO: le principali avversità dell’olivo

Contenuti: per ciascuna delle seguenti avversità si sono studiati l’identificazione, i sintomi nei

danni, gli aspetti fondamentali del ciclo biologico e dell’epidemiologia, le possibilità di lotta:

Occhio di pavone,

1. Rogna dell’olivo,

2. Mosca dell’olivo,

3.

Tignola dell’olivo,

4. Cocciniglia mezzo grano di pepe.

5.

-Rogna dell’olivo:


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie agrarie
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher met94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia vegetale e fitoiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Romanazzi Gianfranco.

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