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Riassunti delle lezioni di Bioetica 2011

Il corpo: significati, etica e pedagogia

Il progresso tecnico-scientifico, pur apportando miglioramenti alla vita umana, porta conseguenze che aprono dibattiti etici intorno a tre grandi ambiti: la nascita, la morte e le neuroscienze. La soluzione non sta nel bloccare il progresso!

La vulnerabilità è una caratteristica dell'uomo, il quale resta sempre mortale, nonostante la medicina. Si cerca sempre di stare in buona salute, ma, quando questa preoccupazione diventa ossessione, si può cadere nel salutismo: la salute è considerata un fine, e non più un mezzo per vivere una vita serena e realizzare i propri progetti!

La tecnica è espressione di umanità: è frutto dell'intelligenza simbolica dell'uomo! La parola greca téchne indica sia l'arte che la tecnica: è la capacità umana di usare "il fuoco", di modificare e utilizzare le risorse naturali. Racchiude in sé sia la competenza pratica che la conoscenza teorica. È legata al concetto di intelligenza simbolica: la capacità umana di avere un progetto in mente per poter realizzare qualcosa di concreto. Ciò fa emergere l'uomo rispetto alle altre creature.

Scheler e Plessner hanno definito l'uomo un essere eccentrico. L'uomo è decentrato, ha il centro al di fuori di sé, mentre l'animale è centrico, cioè incentrato su se stesso, e segue i suoi bisogni essenziali ai fini della sopravvivenza. L'uomo, invece, si proietta in avanti, fuori di sé cercando un equilibrio attraverso la conoscenza, l'azione, la progettualità. Egli si distanzia intenzionalmente, prende posizione nei confronti dei suoi bisogni con consapevolezza, scegliendo se, come e quando soddisfarli.

Questo distanziamento si lega al concetto di immediatezza mediata: l'uomo è nella natura (immediato), ma vi si mette di fronte (media) attraverso la riflessione, arrivando anche a modificarla. Inoltre, mentre l'animale usa il suo corpo, l'uomo deve imparare a farlo con il tempo. Nell'uomo gli eventi biologici e i dinamismi corporei (gesti, riso, pianto) hanno sempre un significato; essendo un essere razionale, l'uomo cerca sempre il lato razionale delle cose. Quando egli si trova davanti a all'insensato o a troppi significati, la ragione urta contro un limite: se la situazione non può essere mediata dalla ragione, l'uomo vive un disorientamento, e il corpo risponde da solo. La reazione corporea è automatica ed emotiva; è causata dall'impossibilità di trovare una logica; è una risposta irrazionale di un essere razionale.

L'uomo ha in sé il desiderio di assoluto, non è soddisfatto; è sempre proiettato verso "l'ancora". Secondo la teoria dei bisogni di Maslow, l'uomo è portato a soddisfare i suoi bisogni seguendo un preciso ordine gerarchizzato: da quelli carenziali (fisiologici, di sicurezza), verso quelli di accrescimento (affetto, stima) per arrivare a quello di autorealizzazione.

Frankl sostiene che ciò che rende infelici è la mancanza di senso. Egli critica la gerarchizzazione della teoria dei bisogni di Maslow, affermando che il bisogno più elevato di un uomo risiede nella volontà di significato. L'uomo desidera scoprire il significato di quello che fa e di quello che gli accade. Per significato s'intende non la spiegazione, ma il senso che quella cosa ha per la persona. La vita pone delle domande a cui l'uomo è chiamato a rispondere: è responsabilità, è l'accettazione di ciò che non è logico, è la disponibilità a riorganizzare la propria visione del mondo.

Sia l'esperienza del campo di concentramento, sia il vissuto della società dei consumi dimostrano che l'uomo ricerca sempre il significato della sua vita al di là della possibilità di soddisfare i propri bisogni primari. E da questo significato dipende la sua realizzazione e la felicità. "Quando si sa il perché, si può sopportare quasi ogni come". "L'uomo è un essere che decide sempre ciò che è".

Il senso dell'umorismo: arma dell'anima nella lotta per la conservazione. Crea un distacco con la situazione, ponendo l'uomo al di sopra.

Differenza tra i non viventi e i viventi (Aristotele)

  • Il non vivente c'è, sta.
  • Il vivente prende posizione:
    • Il vegetale vive.
    • L'animale sente (è dotato di sensibilità e capacità di movimento).
    • L'uomo comprende, ragiona.

Rispetto agli altri esseri, l'uomo entra in relazione con l'ambiente, lo modifica, lo adatta a sé, si pone di fronte alla natura esterna a sé e al suo stesso corpo. Egli è consapevole del suo corpo, lo modifica, lo potenzia; ha un corpo ed è nel corpo, si sente corpo e se ne serve come strumento. L'uomo è parte della natura, ma è anche capace di una mediazione razionale che lo induce a riflettere sulla natura, a fronteggiarla, a modificarla. Egli è situato tra sé e i suoi oggetti (mediazione) grazie alla sua eccentricità; li pone davanti a sé e ha bisogno di coglierne il senso. Se fossimo teste alate senza corpo ci sfuggirebbe il senso profondo della realtà. Schopenhauer Pensare che l'uomo sia solo ragione senza corpo (come afferma Cartesio) non è realistico, poiché chiuderebbe la strada a tanti aspetti dell'esistenza (conoscenza sensibile, dolore, malattia).

Livelli di indagine sul corpo

Antropologia, anatomia, metafisica filosofica: corpo sano/malato, riflessione sul significato del corpo umano, dimensioni fisiche, spiegazione nella costituzione della persona, significato del corpo come espressione del soggetto umano.

Husserl: l'unità dell'uomo:

  • Corpo: fisico e vissuto;
  • Psiche: personalità, insieme di caratteri ereditati ed acquisiti. Ha base organica e configura il temperamento;
  • Spirito: anima, parte non organica, non materiale. La sua esistenza è dimostrata da Platone nel Fedone. (Se siamo capaci di pensare l'immateriale, significa che c'è qualcosa di immateriale che lo permette. L'uomo è proiettato verso una dimensione non materiale)

Husserl: i viventi hanno due aspetti del corpo:

  • Körper (ho un corpo): corpo fisico, oggettivato, misurabile, anatomia e fisiologia, organi e apparati, occupa uno spazio definito, organo operativo, espressione diretta dell'identità personale.
  • Leib (mi sento corpo, sono corporeo): corpo proprio, vivente, vissuto, organo senziente e comunicativo, centro di esperienze e di espressione, presenza soggettiva di fronte agli altri.

Il corpo consente alla persona di abitare il mondo; è una risorsa, ma anche un limite. Infatti la malattia e il dolore rendono il corpo ingombrante, impediscono di abitare il mondo. Non si può dire: "io sono corpo": non mostra a sufficienza che c'è un'anima, un "io"; "io ho un corpo": c'è il rischio di pensare al corpo in modo strumentale. Meglio dire "io sono il mio corpo": c'è una coincidenza tra me e il mio corpo. Si supera il rapporto strumentale ed è chiaro che ciò che faccio sul mio corpo lo faccio su me stesso.

Biometria: misurazione del corpo.

Eugenetica: discriminazione su base genetica, soppressione dell'imperfezione.

Transumanesimo: andare oltre per cercare di modificare i limiti umani.

Dialettica: rapporto contraddittorio, coesistenza di contraddizioni.

La doppia dialettica del corpo:

Interna Esterna
Agire Risorsa
Patire Limite
Soggetto Oggetto
Corpo per me Corpo per gli altri
Essere Avere
Specchio
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Scienze mediche MED/02 Storia della medicina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher girlstudy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bioetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Russo Maria Teresa.
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