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Bioetica medica

Appunti di bioetica medica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Spagnolo dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Roma Unicatt, Facoltà di medicina e chirurgia, Corso di laurea in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni). Scarica il file in formato PDF!

Esame di Scienze umane docente Prof. A. Spagnolo

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ESTRATTO DOCUMENTO

.le controversie riguardo la “meraviglia della vita prenatale”, ossia le foto di Nisson con la

fetoscopia, 1967

.La sentenza della corte suprema americana del 1973 per il caso Roe Vs. Wade, di una donna

violentata che sosteneva il suo diritto all’aborto che fu accordato. Da quel momento iniziò la

rivoluzione pro aborto, fino alla legge 194 nel 1978 in italia.

NBnegli anni 90 si è aperto un nuovo dibattito sulla bioetica a causa dell’insorgenza di nuovi

problemi, l’esigenza di più autonomia e il contesto sempre più pluralistico della società, che

richiede un sempre maggiore dialogo. Si sviluppa quindi un nuovo metodo e tentativo di coniugare

queste necessità ossia il principlismo.

PRINCIPLISMO

Paradigma di tutta la bioetica che per vent’anni ha dominato la visione di essa in nordamerica,

introdotto da Beauchamp e Childress. E’ una proposta di linguaggio comune per adeguarsi alla

società pluralista, caratterizzata da teorie diverse riguardo ad un unico argomento: poiché trovare

un compromesso risulta impossibile, bisogna accordarsi in base ai principi a cui esse si ispirano,

tramite precisione di linguaggio e scientificità.

-Giudizi morali (decisioni o conclusioni riguardo a una determinata azione es. rifiutarsi di fare

sperimentazione se soggetto non è del tutto informato)

-Regola pratica (generalizzazione su ciò che deve/non deve essere fatto in uno specifico contesto

per uno scopo limitato es. è moralmente sbagliato negare info necessaria der decidere

consciamente)

-Principio morale (criteri generali che giustificano le regole es. principio di autonomia  X 

-Teorie etiche ( orientano scelte nel caso di conflitto tra i principi es.teorie deontologiche,

teleologiche ecc)

L’ultimo passaggio viene cancellato dal principlismo per evitare di incappare nel problema

rappresentato dalla varietà delle teorie. La verità non è oggettiva, ma scaturisce dall’essere tutti

d’accordo su essa.

CRITICA AL PRINCIPLISMO

Regole e principi non inscritti in una teoria etica ma formanti una teoria etica composita che

permette a ciascun principio basilare di avere un certo peso ma senza una priorità

PRINCIPIO DI AUTONOMIA

rispetto di opzioni personali, preferenze e libertà di scelta, contrapposto al paternalismo.

Requisiti: intenzione, conoscenza/informazione, azione coerente.

Applicazioni: segreto, consenso informato,, verità, rifiuto di cure ecc.

Conflitto: peso morale dei criteri medici vs. peso reale soggettivo del paziente su oneri e benefici

per sé

Limitazione: salute pubblica (diritto alla cura), costi elevati, incapacità fisica o legale, autonomia di

medico e altri

PRINCIPIO DI BENEFICITA’ e NON MALEFICENZA

Il medico ha come obiettivo ultimo ed essenziale il miglior interesse del paziente. Dunque è

autorizzato a trattare il paziente:

anche senza consenso o info

tacendo o manipolando verità

Giustificato dalla realtà della malattia e dall’opacamento dell’autonomia del malato che non è

lucido in quanto tale

Rischio: degenerazione del paternalismo

Conflitti: prelievo di organi da vivente(donazione di rene), sperimentazione non terapeutica,

interventi su donne gravide per il feto, eutanasia

PRINCIPIO DI GIUSTIZIA

Equità sociale e solidarietà interumana nella ripartizione degli oneri

Casi simi vanno trattati in modo siili

Limiti: diritto a quali cure e con che discriminante

I PRINCIPI NELLA STORIA BIOETICA

.Epoca premoderna => principio di beneficità e non maleficenza: etica medica

.Epoca moderna=>principio di autonomia : bioetica

.Epoca postmoderna=>principio di giustizia: etica dell’organizzazione: Tale organizzazione

comprende anche l’utilizzo equilibrato delle risorse e la loro ottimizzazione.

DOVERI

Tutti questi principi richiamano dei doveri che Beauchamp & childress chiamarono doveri “prima

facie”, cioè vincolanti in tutte le occasioni, a meno che essi non siano in conflitto con un dovere più

forte. Il pensare a un dovere prioritario rispetto all’altro implica una visione gerarchica.

”doveri attuali” sono quei doveri da assolvere nella situazione concreta, i quali si vengono a

determinare dall’esaminare quali doveri sono prima facie e quali no nel tale momento: non sono

quindi doveri assoluti, ma variano.

LIMITI BIOETICA NORD AMERICANA

-ingannano sia dal punto di vista teorico che pratico

-non guidano l’azione ma sono semplici congetture morali

-mancano di sistemazione sistematica e spesso sono in conflitto

CRITICA

Le regole e i principi non solo iscritti in un’unica teoria ma formano una teoria composta che

inevitabilmente scade nel relativismo, senza un valore assoluto di riferimento.

CASO ARTHUR

UK, 1981

Dott. Arthur prescrive a un neonato con sindrome di down diidrocoteina e solo cure

infermieristiche, “rispettando” l’autonomia dei genitori che lo avevano respinto: fu quindi accusato

di tentato omicidio perché la diidrocoteina ha come effetto collaterale la depressione del sistema

respiratorio. Assolto.

.caso per l’accusa: tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita. I medici nei confronti del paziente

hanno dovere di protezione, tanto più se minorenne respinto dai genitori. Infine le persone con

sindrome di down per legge godono degli stessi diritti di tutti.

.caso per la difesa: sebbene sia dovere del medico preservare la salute dei pazienti, possono

esservi situazioni particolari (handicap) in cui non è giustificato un intervento per accrescere la

possibilità di sopravvivenza, anche perché spesso la qualità di vita risulta scadente e può gravare

economicamente sui genitori.

CONFLITTO SUL RIVELARE AL CONIUGE IL PERICOLO HIV

Non rivelare sostenuto da principio di autonomia per la volontà del paziente e principio di

beneficità, in quanto i pazienti se sanno che il loro segreto non verrà rispettato saranno meno

propensi a rivolgersi al medico. Anche il principio di giustizia è a favore, perché l’intaccare fiducia

medico-paziente potrebbe avere gravi conseguenze sociali.

rivelare principio di autonomia, ma del medico, che non può sottostare a qualsiasi richiesta del

paziente, Inoltre la promessa di segreto non è assoluta. Ecc

Quindi è dimostrato come ogni principio sia poi una frittatona da rigirasse a proprio

comodofallimento del principlismonecessità di una meta-bioetica= giustificazione razionale dei

valori e non un’imposizione arbitraria di certi comportamenti.

LA QUESTIONE DEL METODO

Alcuni credono che la bioetica vada descritta semplicemente adempiendo al suo compito

descrittivo dei vari orientamenti in un certo campo. Non basta però descrivere, ma la bioetica deve

essere anche prescrittiva e normativa, per far sì che sia univoca.

metodo triangolare: analisi del dato bioeticosignificato antropologicosoluzione del problema

medico.

ossia l’essere competente è la priorità, che arriva ancora prima dell’essere buoni. Il passaggio

successivo è quello del significato da dare all’azione che compiamo, esaminandola dal punto di

vista dell’impatto che potrebbe avere. Infine traiamo le conclusioni per capire cosa fare.

Ciò rappresenta la necessità di superare l’approccio pragmatico-procedurale per una vera

fondazione meta-etica della bioetica.

COGNITIVISTI vs NON COGNITIVISTI

Cognitivisti=ritengono che ci sia un fondamento razionale e oggettivo dei valori e norme( Potter)

non cognitivisti= I valori non possono essere oggetto di conoscenza e di affermazioni come vero o

falso.

tale separazione può essere superata solo dando il corretto significato alla parola “essere”

essere= fattualità empirica, natura in senso metafisico.

MODELLO SOCIOBIOLOGISTA

.la scelta dei valori scaturisce dall’osservazione empirica: il giudizio morale si fonda sulla

descrizione dei fatti

.la società nella sua evoluzione cambia i valori e le norme

.l’etica è una forma di adattamento ad una situazione che evolve: deve favorire l’evoluzione della

specie.

BENE: caratteristica biologica dell’uomo. Si accorda con le tendenze dell’evoluzione della specie

anche se può costare il sacrificio di uno o più individui.

WILSON

ritiene di poter trattare le questioni morali alla stregua di un argomento di biologia: evoluzionismo,

determinismo e meccanicismo sono alla base della sua proposta, contenuta nella

“sociobiologia”,1979.

Implicazioni per la bioetica:

.favorire la selezione naturale( positivo=modificazioni genetiche migliorative, negativo=eliminare

soggetti difettosi)


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AUTORE

Renmars

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Scienze umane
Corso di laurea: Medicina e Chirurgia
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Renmars di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze umane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Roma Unicatt o del prof Spagnolo Antonio Gioacchino.

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