BIOCHIMICA METABOLICA
(Prof. Angela M. Rizzo) 28.09.2020
La biochimica studia le biomolecole nelle cellule e le reazioni chimiche a cui queste vanno incontro.
Essa è di fondamentale importanza non sono per comprendere la patologia, ma anche per capire come
organismo sano, per esempio con una dieta appropriata
mantenere lo stato di salute in un
piuttosto che con integratori alimentari.
l’obiettivo della biochimica metabolica è la comprensione della logica molecolare alla base della vita e
à
dello stato di salute di un organismo. Quindi, è importante capire quali sono processi metabolici che
coinvolgono le biomolecole e la loro regolazione, perché una via metabolica può essere perfettamente
funzionante in un certo momento della giornata mentre in altri è rallentata o bloccata. A proposito di
questo si possono introdurre farmaci che sono induttori o inibitori di una determinata via metabolica,
Nella biochimica metabolica di fondamentale importanza è la bioenergetica mitocondriale perché tutte
le volte che si fa una via catabolica si produce ATP a livello della catena respiratoria e della
fosforilazione ossidativa.
Differenziazione metabolica e funzionale degli organi:
- Cervello: svolge funzioni essenziali per l’organismo e ha un metabolismo peculiare dipendente
dal metabolismo del resto del nostro organismo. Il cervello utilizza prevalentemente il glucosio
quindi tutto l’organismo, in particolare il fegato, lavora per mantenere una [glucosio] costante
in modo tale che i neuroni non soffrano di carenze di glucosio
- Sistema linfatico: lipidi quando vengono digeriti e distribuiti all’organismo passano per il
sistema linfatico perché non possono essere solubilizzati direttamente nel plasma
- Intestino: consente di assorbire nutrienti, ma governa anche il sistema immunitario grazie al
microbiota intestinale.
- Sistema portale: sistema che porta il sangue refluo dall’intestino al fegato, ma anche arterie e
vene che portano il sangue dal fegato al resto dell’organismo o viceversa
- Fegato: centrale metabolica del nostro organismo. Qualsiasi via metabolica citata la si torva
espressa negli epatociti, per questo il fegato è la centrale metabolica. Infatti, metabolizza lipidi,
proteine, carboidrati, amminoacidi, sintetizza e distribuisce molecole come il glucosio, i corpi
chetonici e le proteine plasmatiche. Il fegato è importante anche per a sua funzione
detossificante, infatti purifica l’organismo dall’N, ma anche da tutte le molecole endogeno che
sono da eliminare e molecole esogeno (xenobiotici)che devono anch’essi essere eliminati
- Organi endocrini: come il pancreas, le ghiandole surrenali, l’ipotalamo
- Tessuto adiposo: non solo come tessuto che deposita e rilascia lipidi, ma è anche un organo
metabolico
- Muscolo scheletrico: utilizza ATP per fare un certo lavoro meccanico
Ogni organo ha la sua differenziazione metabolica e funzionale e tutti gli organi contribuiscono alla
à
fisiologia dell’organismo attraverso un sistema di comunicazione che è principalmente correlato al
sistema ormonale
Metabolismo: insieme di reazioni chimiche che avvengono all’interno degli organismi viventi e che
consente all’organismo di acquisire energia dall’ambiente esterno per poterla utilizzare per la loro
funzione. Il metabolismo prevede:
- Fase esoergonica: consente di ottenere energia dai nutrienti perché rilasciano energia
- Fase endoergonica: processi che richiedono energia come per esempi la biosintesi di molecole o
il trasporto attivo di membrana 1
All’interno del nostro organismo reazioni endoergoniche ed esoergoniche devono avvenire in modo
accoppiato, per questo il metabolismo deve essere altamente coordinato. Questo avviene grazie ad
enzimi o complessi multienizmatici, cioè proteine che si associano insieme per fare diverse reazioni
contemporaneamente, perché tale associazione consente di ottenere energia chimica dall’ambiente
tramite degradazione dei nutrienti e convertire tale energia in biomolecole caratteristiche della cellula
oppure per fare l’anabolismo cioè il lavoro cellulare come la sintesi di molecole caratteristiche della
cellula (es: lipidi, messaggeri, pigmenti)
Quindi il metabolismo è diviso in due grossi parti:
- Catabolismo: vie metaboliche che degradano le sostanze organiche complesse, liberando
energia. Quindi, il catabolismo è caratterizzato da reazioni che rilasciano energia
- Anabolismo: vie metaboliche che vedono la sintesi di sostanze organiche complesse e per questo
consuma energia; solitamente agli enzimi utilizzati nella fase anabolica sono della classe 6 cioè
le sintetasi
fase catabolica e anabolica devono essere accoppiate
à
Le vie metaboliche, siano esse anaboliche o cataboliche, hanno caratteristiche comuni:
1. Le reazioni sono quasi sempre catalizzate da enzimi i quali sono più o meno specifici per cui uno
stesso enzima può lavorare su una molecola che è leggermente diversa da un’altra
2. Quasi tutte le vie metaboliche sono irreversibili e solitamente c’è almeno una reazione
fortemente esoergonica ed è proprio questa a rendere la via irreversibile. È la reazione
fortemente esoergonica, che solitamente è una delle prime reazioni della via, che dà direzione
DG
alla via metabolica stessa, mentre le altre reazioni sono reversibili o hanno un vicino allo
zero
molto importante individuare qual è la prima reazione fortemente esoergonica perché è
à
questo “interruttore” della via metabolica, ma è anche il punto di regolazione della via
metabolica stessa
3. La velocità delle diverse reazioni in una via metabolica è uguale alla concentrazione degli
intermedi ed è costante. Quindi, le vie metaboliche lavorano allo stato stazionario
4. Vie cataboliche e anaboliche devono essere diverse, per esempio ci deve essere una via
metabolica che consente di degradare il glucosio e una via metabolica che consente di
sintetizzarlo. Queste due vie devono essere diverse ed indipendenti almeno per runa reazione e
NON devono avvenire mai contemporaneamente
se le vie anaboliche e cataboliche su una stessa molecola non fossero separate si avrebbe un
à
ciclo futile che non consentirebbe di avere un vantaggio per l’organismo e al tempo stesso
farebbe sprecare energie.
Inoltre, non è possibile recuperare completamente l’energia da una reazione, infatti circa il
60% è perso sotto forma di calore quindi se si sintetizza una molecola mentre la si sta
demolendo NON si aumenta la concentrazione della molecola e si consumerebbe solo energia.
5. Spesso le vie metaboliche sono regolate in modo antitetico: è possibile attivare la via anabolica
e spegnere la via catabolica o viceversa, ma ci deve essere un interruttore univoco per le due vie
metaboliche. In altro caso le due vie metaboliche avvengono in due compartimenti differenti,
infatti alcune vie anaboliche sono citosoliche e le vie cataboliche corrispondenti sono
mitocondriali
à catabolismo e anabolismo NON avvengono mai contemporaneamente, tutte le vie sono
regolate e generalmente la regolazione avviene sulla via prima reazione esoergonica (rate-limiting)
Le reazioni esoergoniche ricavano energia dai nutrienti o da molecole depositate nel
nostro organismo, le degradano, rilasciando energia.
Le vie anaboliche sono reazioni endoergoniche e tendono a sintetizzare nuove
biomolecole o fare un lavoro cellulare/meccanico/osmotico.
Tra le due vie vi sono delle molecole che trasferiscono l’energia, cioè molecole
altamente energetiche sintetizzate durante il catabolismo sfruttando l’energia
rilasciata da reazioni esoergoniche e vengono consumate durante l’anabolismo
2
cedendo la propria energia a reazioni endoergoniche. È grazie alle molecole altamente energetiche che
si riesce ad accoppiare fase endoergonica e fase esoergonica
DG DG Dg DG<0
Il di una reazione si calcola tramite la differenza di prodotti e reagenti. Se il la reazione
DH>0
avviene spontaneamente ed è definita esoergonica, se la reazione NON avviene spontaneamente
DG=0
ed è endoergonica mentre se la reazione è all’equilibrio
DG
il serve per definire la spontaneità della reazione e quindi se essa è esoergonica o endoergonica.
à
Una reazione endoergonica può essere accoppiata a una reazione esoergonica in modo tale che questa
rilasci un’energia maggiore rispetto a quella richiesta dalla reazione endoergonica stessa perché in
parte tale energia è persa sotto forma di calore.
Esempio biochimico: il glucosio che deve essere trasformato in glucosio 6 fosfato deve interagire con un
P inorganico formando un legame estereo tra OH in 6 del glucosio e il P. Per poter far avvenire tale
reazione endoergonica bisogna accoppiarla alla rottura altamente energetica dell’ATP.
reazioni cataboliche e anaboliche sono accoppiate grazie a molecole altamente energetiche che
à
trasferiscono l’energia ottenuta da reazioni esoergoniche a reazioni endoergoniche
ATP
L’ è un nucleotide trifosfato formato da un’adenina legata ad uno
b
zucchero, il ribosio, tramite un legame N -glicosidico a cui all’OH in 5’ si
legano 3 fosfati. Il Pa è legato con un legame estereo all’OH del ribosio, Pa e
Pb sono legati con legame anidritico così come il Pb e Pg.
L’idrolisi dei legami fosfoanidridici rilascia energia e tutte le molecole che
rilasciano un’energia uguale o maggiore in valore assoluto a 7,3Kcal/mol
sono considerate molecole altamente energetiche
L’ATP è una molecola che non è stabile a causa delle numerose cariche negative quindi nelle nostre
2-
cellule vi è il magnesio che coordina due cariche negative formando ATP contribuendo così alla sua
stabilizzazione. La stessa cosa succede anche quando si forma ADP che coordinata con il magnesio
rimane solo con una carica negativa.
La reazione di idrolisi vede l’attacco nucleofilo di una molecola
d’acqua al fosfato Pg dell’ATP con rottura contemporanea del legame
Pg-Pb e rilascio di -7,3 Kcal/mol.
Un’altra molecola altamente energetica è al fosfocreatina e questa è molto importante sia per il
muscolo che per i neuroni. L’idrolisi del legame della fosfocreatina rilascia in valore assoluto un’energia
più alta rispetto a quella dell’ATP, quindi tramite la fosfocreatina è possibile sintetizzare nuova ATP
perché questa può rilasciare un P ad un ADP. Tale reazione avviene dalla creatina chinasi, un isoenzima
espresso molto nei muscoli, compreso il cuore, e nei neuroni.
Un’altra molecola altamente energetica è il fosfoenolpiruvato, che è la molecola più energetica DG
all’interno della nostra cellula, infatti vale circa -62KJ/mol e infine l’1,3-bifosfoglicerato che ha un
d’idrolisi di -49,3KJ/mol. DG
Infine, anche i tioesteri sono molecole ad alta energia, ma presentano un molto simile a quello
dell’ATP quindi non possono essere utilizzati per la sua sintesi
DG D
Il a cui ci si riferisce è il G in condizioni standard biochimico, ma queste non sono le condizioni
DG
reali che si verificano all’interno delle cellule, quindi una reazione che ha un negativo e irreversibile,
in condizioni reali, valutando le concentrazioni reali dei substrati e prodotti, può essere una reazione
reversibile.
Esempio: in condizioni reali si ottiene che l’idrolisi del legame dell’ATP nel globulo rosso è di -
51,8KJ/mol, quindi il globulo rosso pur avendo meno ATP rispetto al muscolo o all’epatocita e tenendo
conto che gli eritrociti NON hanno il mitocondrio e quindi non possono fare la fosforilazione
ossidativa, possiedono una molecola, cioè l’ATP, che in condizioni reali vale molto di più.
Tutte le molecole fosforilate, che hanno un P altamente energetico il cui legame in valore assoluto è
uguale o maggiore all’ATP possono essere utilizzati per sintetizzare ATP al di fuori della fosforilazione 3
ossidativa, tramite reazioni che sono dette fosforilazioni a livello del substrato. Infatti, si può
prendere il P dalla fosfocreatina e sintetizzare, dall’ADP, nuovo ATP e allo stesso modo anche con il
fosfoenolpiruvato e l’1,3-bifosfoglicerato. Tuttavia, vi sono anche altri composti fosforilati che hanno
solitamente un legame di natura esterea con un’energia di idrolisi molto inferiore rispetto a quella
dell’ATP che NON possono essere utilizzati per sintetizzare nuove molecole perché l’energia viene
persa sotto forma di calore e quindi si parla di composti a bassa energia.
Come si può utilizzare l’ATP?
Vi sono diversi modi per sfruttare l’ATP, ma solitamente nelle reazioni accoppiate si ha un ossigeno che
funziona da nucleofilo ed esso può essere un O di una col, piuttosto che di un acido, di un emiacetale
ecc.. g
- L’O nucleofilo può fare un attacco nucleofilo sul P ottenendo il trasferimento del gruppo
fosforico sul substrato, che viene fosforilato, e si libera ADP.
b
- L’O nucleofilo può fare un attacco nucleofilo sul P , quindi sul substrato si trasferiscono due
fosfati, cioè un pirofosfato (trasferimento del gruppo pirofosforico) liberando AMP
a
- L’O nucleofilo può fare un attacco sul P rompendo comunque un legame altamente
energetico, perdendo pirofosfato e trasferendo il nucleotide mono-fosfato
- -
La sintesi dei polinucleotidi operata dalle polimerasi sfrutta una molecola altamente energetica che
non è per forza un ATP ma è un qualsiasi nucleotide trifosfato. Infatti, per esempio quando
sintetizziamo proteine usiamo il GTP, quando avviene la polimerizzazione dei carboidrati si usa UTP
mentre quando si sintetizzano lipidi si usa CTP. Quindi, quando si sintetizza RNA o DNA si utilizzano
tutti i nucleotidi in base alla regola di appaiamento e le polimerasi sfruttano la reazione c perché l’O fa
un attacco nucleofilo sul Pa rompendo il legame altamente energetico, liberando pirofosfato che viene
idrolizzato da una pirofosfatsi, attaccando un nucleotide mono-fosfato.
Le reazioni endoergoniche e esoergoniche sono accoppiate nelle vie metaboliche. Quindi, le vie
metaboliche sono un insieme di reazioni che partono da un substrato e arrivano a un prodotto, ma tali
vie possono essere organizzate in reazioni che sono disposte in modo diverso. Infatti, si hanno reazioni:
- Lineare: come per esempio nella glicolisi
- Cicliche: il prodotto terminale della reazione è uguale a uno dei substrati di partenza, come per
esempio il ciclo di Krebs
Alcune vie metaboliche possono avvenire contemporaneamente, ma vie cataboliche e anaboliche
à
sullo stesso metabolita non avvengono mai contemporaneamente perché si vogliono evitare cicli futili.
Inoltre, alcune vie metaboliche possono avere degli intermedi in comune, infatti per esempio la glicolisi
è correlata al ciclo degli acidi bicarbossilici o alla sintesi di altri carboidrati modificati.
Le reazioni delle vie metaboliche possono esser epoche, oppure tante, e sono indicate con delle frecce:
- Freccia unica da substrato a prodotto: in condizioni standard e reali al reazione è
IRREVERISBILE, quindi è una reazione fortemente esoergonica
4 - Doppia freccia: lo stesso enzima può trasformare un substrato in prodotto e viceversa. Spesso
DG
le reazioni reversibili lavorano con un simile allo zero e la trasformazione del substrato in
prodotto o da prodotto in substrato dipende dalle concentrazioni. Infatti, con tanto substrato
la reazione è spostata verso la formazione dei prodotti, mentre se si ha accumulo di prodotto
questo si trasforma in substrato.
- Due frecce piegate: indicano che si può catalizzare la trasformazione del substrato in prodotto
e viceversa ma queste sono catalizzate da due enzimi diversi. Generalmente questo avviene su
reazioni irreversibili
Perché le vie metaboliche vedono la trasformazione del substrato in prodotto finale attraverso una serie di
reazioni?
Durante l’evoluzione vi sono stati diversi motivi che hanno favorito la suddivisione delle reazioni che
servono a trasformare un substrato in prodotto tramite vari step. Infatti:
a) Si ha una trasformazione graduale del substrato in un prodotto finale e questo ha notevoli
vantaggi. Infatti, dà la possibilità di ottenere metaboliti intermedi che possono avere altre
funzioni biologiche all’interno della cellule.
Esempio: nella glicolisi, dalla gliceraldeide 3 fosfato l’diidrossiaceone che serve a formare il
glicerolo 3 fosfato necessario alla sintesi dei glicerolipidi
più reazioni si hanno più si ha formazione di intermedi utili ad altre vie metaboliche
à
b) Permette di controllare i processi in modo più fine: se vi sono variazione energetiche è meglio
che questa venga liberata in piccole aliquote e questo permette di recuperare l’energia durante
la reazione e di sintetizzare ATP durante la glicolisi
c) Permette di controllare meglio ogni singola reazione perché le reazioni reversibili possono
essere controllate per l’azione di massa, mentre le reazioni irreversibili attraverso un controllo
specifico che può essere rapido, di lunga durata o con diversi meccanismi molecolari
l’organizzazione della via metabolica in questo modo aumenta l’efficienza della via metabolica
à
stessa, consentendo una flessibilità (formazione di intermedi), la possibilità di regolare i processi a
seconda delle necessità della cellula e dell’organismo e consente di catturare in modo più efficiente
l’energia e in alcuni casi è possibile produrre più energia rispetto al rilascio unico perché è più difficile
catturarla tutta contemporaneamente.
Le reazioni chimiche più comuni possono essere racchiuse in 5 categorie principali:
1. Reazioni che formano o spezzano un legame C-C
2. Riarrangiamento molecolari interni com
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