Metabolicaghiandole endocrine
Le ghiandole endocrine sono specializzate nella sintesi di ormoni. Un esempio è l'ipofisi che, sotto il controllo dell'ipotalamo, secerne numerosi ormoni. Le ghiandole surrenali, anch'esse endocrine, possiedono:
- Una parte esterna detta corticale dove sono presenti i corticosteroidi.
- Una parte interna detta midollare dove sono prodotte le catecolamine.
Catecolamine
Le catecolamine sono ormoni prodotti nella parte midollare dei surreni. Hanno 2 recettori adroenergici (alfa e beta). Noradrenalina + CH3 → Adrenalina. Aumentano in seguito a stress ed ipoglicemia (stimolano glicogenolisi nel fegato e nel muscolo). L’adrenalina aumenta:
- Fc.
- Pressione sanguigna.
- Dilatazione delle vie respiratorie.
- Trasporto di glucosio, acidi grassi e O2 nel muscolo.
Glucagone
È un ormone proteico prodotto dalle cellule alfa del pancreas che agisce nel fegato (suo recettore) con l'ipoglicemia e attiva:
- Glicogenolisi.
- Gluconeogenesi (inibisce la glicolisi).
- Lipolisi.
Insulina
L'insulina è un ormone ipoglicemizzante anabolico prodotto dalle cellule β del pancreas. Formato da 2 catene peptidiche unite da 2 ponti disolfuro. L'insulina aumenta con l’aumento del glucosio nel sangue, in risposta al glucagone e con l’aumento dell’ATP. I recettori insulinici si trovano in quasi tutti i tessuti (soprattutto fegato, cuore e tessuto adiposo). L’insulina stimola la glicogenosintesi, la lipogenesi, la sintesi proteica e attiva il Glut-4 (assorbimento di glucosio).
Ha 2 effetti:
- Effetto immediato: aumenta la velocità di trasporto del glucosio ai tessuti.
- Effetto a lungo termine: aumenta gli enzimi epatici che sintetizzano glicogeno.
Il diabete è un difetto nella secrezione o nell’azione di insulina:
- Diabete di tipo I (insulino-sensibile): carenza di insulina.
- Diabete di tipo II (insulino-resistente): l’insulina si lega al recettore sbagliato.
GH e IGF-1
GH è l’ormone della crescita con funzione anabolica. Stimola la produzione di IGF-1 nel fegato. IGF-1 è un ormone anabolico detto fattore insulino-simile. Agisce in modo endocrino, autocrino e paracrino. Favorisce la crescita e la rigenerazione dell’osso e del muscolo.
Miostatina e termogenina
La miostatina è un ormone catabolico che contrasta l’anabolismo muscolare. La termogenina è una proteina disaccoppiante che forma un canale per l’uscita di ioni H+ dalla membrana sprecando il gradiente elettrochimico. È presente nel tessuto adiposo bruno.
Adipochine
- Leptina: ormone proteico prodotto nel tessuto adiposo e presente nelle fibre di tipo I (aerobiche). Regola il senso di fame, in caso di ipoglicemia diminuisce la secrezione di leptina e aumenta l’appetito. Un eccesso di massa grassa può portare alla desensibilizzazione della leptina. Favorisce l’ossidazione dei grassi nel muscolo e nel tessuto adiposo.
- Adiponectina: ormone proteico prodotto nel tessuto adiposo, presente ad alte concentrazioni nel sangue e nelle fibre di tipo I. Contrasta il diabete e favorisce nel muscolo:
- Ossidazione dei grassi.
- Biogenesi dei mitocondri.
- Entrata di grassi e glucosio.
- Visfatina
- Resistina
Ormoni tiroidei
Gli ormoni tiroidei contengono iodio e sono importanti per lo sviluppo ed il metabolismo. Le disfunzioni della tiroide portano ipertiroidismo (magrezza) e ipotiroidismo (obesità).
Ormoni steroidei
Gli ormoni steroidei attraversano la membrana. Sono prodotti partendo dal colesterolo nella parte corticale dei surreni. Si dividono in:
- Ormoni sessuali:
- Androgeni: ormoni anabolici (testosterone, androstenedione). Il testosterone è metabolizzato come 5 DHT, esso favorisce l’ossidazione dei grassi, l’efficienza immunitaria e la mineralizzazione dell’osso. Durante l’esercizio aumenta il suo rilascio.
- Estrogeni (progesterone, estradiolo..): sono prodotti partendo dagli androgeni.
- Mineralcorticoidi:
- Aldosterone: regola volume e pressione sanguigna favorendo il riassorbimento di Na+ e Cl- nel rene.
- Glucocorticoidi: hanno ritmo circadiano (bassi la sera e alti al mattino).
- Cortisolo: ormone catabolico che deprime la risposta immunitaria e aumenta la fragilità ossea.
- Calcitriolo: ormone steroideo che rappresenta la forma attiva della vitamina D3. Favorisce l’assorbimento di Ca e regola la concentrazione di Ca nelle ossa. Il paratormone stimola la formazione di calcitriolo.
Glicemia
Il fegato è l’organo deputato al mantenimento della concentrazione di glucosio ematico costante a livello di 90-100 mg/100 ml.
- Iperglicemia: l’insulina attiva i trasportatori per consentire l’entrata di glucosio nelle cellule.
- Ipoglicemia: il glucagone attiva la glicogenolisi e la gluconeogenesi e libera glucosio nel sangue.
Il glucosio può essere:
- Esogeno: introdotto tramite gli alimenti.
- Endogeno: autoprodotto con la gluconeogenesi.
Trasporto del glucosio
Il glucosio viene captato da proteine trasportatori detti Glut.
- Glut-4: presente in muscolo, cuore e tessuto adiposo. È attivato dall’esercizio e dall’insulina.
- Glut-2 e Glut-7: presenti nel fegato.
- Glut-2 e Glut-5: trasportano glucidi come galattosio, mannosio e fruttosio.
- Glut-1 e Glut-3: presenti nei globuli rossi e cervello.
Glicogeno
Il glicogeno è un glucide complesso di origine animale formato da sole molecole di glucosio. Ha una struttura ramificata che gli permette una sua rapida demolizione o sintesi in risposta alle richieste energetiche dell’organismo.
Glicogenosintesi
La glicogenosintesi è un processo anabolico di 4 fasi che avviene nel citoplasma.
- Il G6P (glucosio interno alla cellula) viene convertito in G1P trasferendo un gruppo fosfato.
- Il G1P reagisce con un nucleoside UTP formando UDP-glucosio.
- L’enzima Glicogeno Sintasi trasferisce l’UDP-glucosio su un residuo di glicogeno attraverso legami alfa-glicosidici.
- Il glicogeno si forma aggiungendo frammenti di glucosio nei punti in cui la catena si allunga creando ramificazioni.
Glicogenolisi
La glicogenolisi è un processo catabolico di 3 fasi, stimolato da adrenalina (muscolo/fegato) e glucagone (fegato).
- L’enzima Glicogeno Fosforilasi rompe un legame glicosidico rilasciando un G1P.
- Il G1P viene convertito in G6P che segue destini diversi a seconda della provenienza (glicogenolisi epatica o muscolare). Se il G6P è prodotto nel muscolo, entra nella glicolisi per essere ossidato, se il G6P è prodotto nel fegato, serve per il mantenimento del livello di glicemia costante.
- Interviene un enzima che rompe le ramificazioni che la Glicogeno Fosforilasi non può rompere.
Regolazione del glicogeno
I due enzimi principali sono la glicogeno fosforilasi e la glicogeno sintasi che hanno azione contraria (se uno è attivo, l’altro è inattivo). Hanno regolazione covalente.
- Glicogeno fosforilasi: si attiva se G6P, AMP e Ca aumentano e cala l’ATP. È attiva se fosforilata (glicogeno fosforilasi A) e inattiva se defosforilata (glicogeno fosforilasi B).
- Glicogeno sintasi: si attiva con l’aumentare dell’ATP e G6P. È attiva se defosforilata (glicogeno sintasi A) ed inattiva se fosforilata (glicogeno sintasi B).
Glicolisi
La glicolisi è la via metabolica di ossidazione del glucosio nel citoplasma che produce energia senza sfruttare la catena respiratoria. Il glucosio ha 3 destini metabolici:
- Può essere conservato come glicogeno.
- Può essere utilizzato nella glicolisi per produrre energia.
- Può essere utilizzato come intermedio metabolico.
Il prodotto della glicolisi è il Piruvato, il quale si ottiene in 2 fasi:
Fase preparatoria
Nella fase preparatoria, il glucosio è fosforilato e diviso in 2 triosi consumando 2 ATP:
- Il glucosio viene fosforilato grazie all’enzima Esocinasi e diventa G6P consumando 1 ATP.
- Il G6P viene isomerizzato in Fruttosio 6 fosfato.
- L’enzima Fosfofruttocinasi-1 (regolatore della glicolisi, si attiva quando c’è poco ATP) fosforila il fruttosio 6 fosfato in Fruttosio 1,6 Bisfosfato consumando 1 ATP.
- Il fruttosio 1,6 bisfosfato viene scisso in 2 triosi: Diidrossiacetone fosfato e gliceraldeide 3-fosfato.
- Il Diidrossiacetone viene convertito in gliceraldeide 3-fosfato per proseguire la via metabolica.
Fase di recupero energetico
Nella fase di recupero energetico, la gliceraldeide 3-fosfato viene convertita in 1,3 bisfosfoglicerato producendo 1 ATP e 1 NADH ridotto. Il 1,3 bisfosfoglicerato viene convertito in 3-fosfoglicerato.