BIOCHIMICA GENERALE E APPLICATA
E’ lo studio della composizione molecolare delle cellule, reazioni che subiscono i composti biologici
e della regolazione di queste reazioni.
La biochimica può essere:
● Strutturale: studia la struttura delle macromolecole;
● Funzionale: parte che riguarda il metabolismo cellulare (reazioni che avvengono all’interno
della cellula). AMMINOACIDI
Esistono 20 amminoacidi standard che entrano a far parte delle proteine; tutti gli amminoacidi
sono alfa-amminoacidi (ovvero il gruppo amminico è sul carbonio alfa) eccetto che per la prolina,
che è un alfa-imminoacido. Carbonio alfa= carbonio più vicino alla parte ossidata. L’imminoacido
presenta un gruppo amminico.
Il pH intracellulare è mantenuto in modo preciso a circa 7,2 a questo pH si trovano gli AA in forma
zwitterionica. Nel plasma sono presenti AA in forma libera, derivanti dalla dieta (digestione di
proteine esogene); anche senza alimentazione sono comunque presenti gli amminoacidi liberi in
quanto derivano dallo scambio di AA tra tessuti (vi è una concentrazione fissa di AA nel plasma).
Hanno un carbonio sp3 asimmetrico, con quattro costituenti diversi, quindi sono otticamente
attivi (1 su 20 non è otticamente attivo perché il gruppo R è un idrogeno).
Isomeri: molecole con la stessa formula molecolare, ma con diversa struttura. Ci sono due tipi di
isomeri: isomeri costituzionali (differiscono nell’ordine degli atomi all’interno della molecola, es.
gliceraldeide e diidrossiacetone) e stereoisomeri (differiscono per l’orientamento spaziale dei
gruppi all’interno della molecola stessa).
Gli stereoisomeri si dividono in due a loro volta:
● Enantiomeri: sono degli stereoisomeri, immagini speculari l’una dell’altro, non
sovrapponibili. Es. D-gliceraldeide e L-gliceraldeide. Stesse caratteristiche fisiche e chimiche
tranne due: ruotano in direzione opposta il piano della luce polarizzata e inoltre si legano in
modo diverso con strutture a loro volta simmetriche (l’asimmetria presente a livello del
sito attivo fa sì che solo un enantiomero può legarsi specificatamente ad un dato enzima
gli enzimi sono detti stereospecifici, in quanto in generale sono in grado di riconoscere uno
stereoisomero). Separarli è quasi impossibile.
● Diesterisomeri: sono molecole non immagini speculari l’uno dell’altro (es. il glucosio e
l’altrosio, due carboidrati con stessa formula molecolare, ma diversa disposizione spaziale).
Hanno diverse proprietà chimiche e fisiche e per questo sono facilmente separabili.
Regole di planarizzazione di Fischer: serve per descrivere la struttura degli isomeri; è basato su un
modello della molecola gliceraldeide.
Per assegnare un isomero:
● Si scrive in verticale tutti i C;
● I legami verticali vanno dietro al piano;
● La parte più ossidata (più ossidabile) è in alto.
Se l’OH del carbonio asimmetrico più lontano dal carbonio a maggior numero di ossidazione è a
destra dell’asse degli atomi di C il composto si assegna alla serie D, altrimenti alla L.
Esistono amminoacidi in natura solo appartenenti alla serie L; non esistono AA della serie D (ci
sono poche eccezioni, per esempio dei Gram-positivi, in quanto ha pochi AA della serie D).
Gli AA standard sono tutti L, tranne uno che è la Glicina, che non è uno stereoisomero.
Gli AA liberi esistono in soluzione nel plasma e a livello extracellulare (liquido interstiziale), dove il
pH è leggermente più alcalino (circa 7,4 anziché 7,2).
Lo stato di ionizzazione dipende dal pH e dal pKa.
Titolazione di un aminoacido: hanno gruppi funzionali carbossilico (pK: 2,34) e amminico (pK: 9,6).
La titolazione dell’istidina ha tre gruppi funzionali, in quanto ha in più un gruppo laterale della
glicina. pI= punto isoelettrico è il valore di pH al quale una molecola NON ha una carica elettrica
netta.
Gli AA si classificano in base al tipo di catena laterale:
● Apolari: catena laterale idrofobica;
● Polari: catena laterale polare, ma non hanno una carica netta a pH fisiologico;
● Carichi.
APOLARI: si dividono a loro volta in:
● AA non polari con gruppo R alifaticoglicina: ha un idrogeno, quindi è l’unico AA che non è uno
stereoisomero; prolina: è un imminoacido, ha un gruppo amminico secondario. Valina, leucina
e isoleucina sono AA prevalentemente presenti a livello muscolare hanno gruppi R idrofobici.
Metionina: uno dei due AA che ha un atomo di zolfo.
● AA non polari con un gruppo R aromatico Fenilalanina, tirosina e triptofano.
● AA essenziali: sono amminoacidi non sintetizzabili e quindi vanno introdotti con la dieta.
POLARI: si dividono in:
● AA con gruppi R polari, non carichi serina, treonina, cisteina (ha uno zolfo al posto
dell’ossigeno, per questo differisce da serinaè il secondo AA con un gruppo solforico),
asparagina e glutammina hanno un gruppo amminico non carico a pH fisiologico.
● AA con gruppi R carichi positivamente AA basici, sono l’istidina, l’arginina e la lisina.
● AA con gruppi R carichi negativamenteAA carichi negativamente, sono l’aspartato e il
glutammato.
Esistono anche dei residui amminoacidici non standard, ovvero AA modificati che si trovano nelle
proteine (le modificazioni sono post-traduzionali: quindi dopo la sintesi proteica conclusa ci sono
dei sistemi che modificano la struttura della proteina stessa). Le modificazioni possono essere
tantissime:
● fosforilazione AA con gruppo alcolico possono andare incontro ad addizione di un OH a
formare un estere con un acido fosforico (otteniamo fosfoserine);
● idrossilazione;
● Acetilazioni aggiunta di un gruppo acetile CH3CO o metile CH3 a particolari residui della
lisina e arginina; sono state scoperte in proteine che strutturalmente si legano al DNA
formando la struttura del cromosoma (cromatina) vengono acetilate. Queste acetilazioni
o deacetilazioni sono funzionali ad un cambiamento di struttura del DNA, favorendone una
forma più compatta del DNA (eterocromatina) o una forma più rilassata del DNA
(eucromatina). Queste modifiche dei cromosomi hanno a che vedere col fatto se quella
data porzione di cromosoma è utilizzata per la sintesi proteica, ovvero se è attiva.
L’eterocromatina impedisce la trascrizione di DNA, mentre l’eucromatina, più distesa, è
permissiva per la lettura e trascrizione del DNA. Riassumento, la struttura della cromatina
quindi dipende da modifiche post-trasduzionali di proteine che si legano al DNA.
Gli AA sono importanti in quanto sono precursori biosintetici sia delle proteine che degli ormoni:
uno di questi è il GABA ( , neurotrasmettitore di cui il glutammato ne è
acido γ-amminobutirrico)
precursore. L’istamina e la dopamina sono molecole anch’esse biologicamente attive la
dopamina è neurotrasmettitore che viene dall’AA tirosina, mentre l’istamina è un mediatore delle
risposte allergiche, derivante dall’amminoacido istidina. La tiroxina è precursore di T3 e T4.
Citrullina e ornitina sono due AA non standard che si ritrovano all’interno della cellula, si ritrovano
come intermedi. S-adenosinmetionina è una forma attivata della metionina grazie ad un legame
sullo zolfo. PROTEINE
Polimeri di AA, macromolecole più diffuse in quanto le loro caratteristiche strutturali fanno in
modo che abbiano molte funzioni. E’ stato stimato che il DNA sia in grado di codificare circa 25mila
proteine diverse, con varietà delle funzioniuna grossa parte delle proteine sono enzimi, ovvero
catalizzatori di reazioni (aumentano la velocità delle reazioni), troviamo poi trasportatori che
mediano il passaggio di molecole a basso peso molecolare. Le proteine sono poi necessarie per la
contrazione muscolare (actina e miosina), per il loro ruolo strutturale (come quelle presenti nel
citoplasma che costituiscono i microtubuli, microfilamenti o citoscheletro); esistono inoltre
proteine all’esterno della cellula, come il collagene, con funzione di stabilizzazione della cellula,
immunoglobuline (mediano la risposta immunitaria), si trovano nei meccanismi di visione.
Per passare da AA a proteine due amminoacidi possono andare incontro ad una reazione di
condensazione, tra un gruppo alfa-amminico e alfa-carbossilico, ovvero l’eliminazione di una
molecola di acqua, per avere legame amminico, detto “legame peptidico”. Le proteine sono fatte
di residui amminoacidici che sono legati l’uno all’altro con legami peptidici. Reazione formale
(teorica) è diversa da quella che avviene nella realtà, in quanto la condensazione è impossibile da
un punto di vista termodinamico. Una proteina differisce da un’altra per numero di AA e per la
loro sequenza.
Le proteine hanno un’estremità libera carbossilica e un’estremità libera amminica; legandosi testa
coda si avrà l’ultimo AA con un’estremità carbossilica libera.
Il legame peptidico o amminico è un legame sigma, rigido planare a causa della risonanzaha una
lunghezza di legame intermedia tra la lunghezza di un legame sigma e la lunghezza di un legame
pi-greco.
Si può formare un legame peptidico in cis (legame peptidico dove i due gruppi R si trovano dalla
stessa parte del piano) o in trans (gruppi R sono in posizioni opposte rispetto al piano delimitato
dal legame peptidico stesso); la forma cis nella maggior parte dei casi è impedita dall’ingombro
sterico, quindi la trans è la configurazione più frequente.
Il legame peptidico planare non impedisce totalmente la libertà di movimento del polimero in
quanto esistono ulteriori legami tra carbonio alpha e carbossile e C alpha e gruppo NH, che invece
sono semplici legami sigma, quindi hanno capacità di movimento (legame tra carbonio alpha e NH
Ψ).
è detto legame phi Φ, mentre quello tra carbonio alpha e carbossile è detto psi Gli angoli di
rotazione permessi comunque non sono a 360° in pratica: ci sono alcuni angoli permessi e alcuni
no, a causa dell’ingombro sterico dei gruppi R laterali dei due amminoacidi adiacenti.
Ramachandran considerò tutti gli angoli possibili permessi intorno ad ogni gruppo amminoacidico,
andando a misurarli sperimentalmente. Grafico: verde angoli possibili.
Alanina ha poco ingombro sterico, ma nonostante ciò gli angoli non possibili sono molti.
Fece questo perché determinare la sequenza di una proteina vuol dire differenziarle, tecnica che
era già possibile in passato (era impossibile determinarne la struttura tridimensionaledefinendo
tutti i possibili angoli posso ottenere una sequenza primaria delle proteine e quindi posso capirne
la struttura tridimensionale).
La struttura delle proteine: si classificano 4 tipi di struttura.
STRUTTURA PRIMARIA: sequenza amminoacidica; scoperta da Watson e Crick. Se conosco il
codice genetico, conosco anche la proteina. Si parla di oligopeptidi per quanto riguarda sequenze
proteiche fino a 10 residui amminoacidici, come il TSH, la vasopressina e l’ossitocina (prodotte
dall’ipofisi). La vasopressina e ossitocina sono molto simili a livello strutturale e sono due ormoni,
uno che aumenta la pressione arteriosa e l’altro che stimola la contrazione di una particolare
muscolatura liscia. Alfa-amanitina: ha 8 amminoacidi. Polipeptidi: sequenze da 10 a 100
amminoacidi. L’insulina ne fa parte, ha 56 AA. 100 AA è la lunghezza minima con cui si può avere
una struttura tridimensionale definita e stabile. La più piccola proteina non può essere più piccola
di 100 AA. Proteine: hanno sequenze da 100 AA in su. 100 AA corrisponde a un peso da 11 a
13mila peso Dalton.
STRUTTURA SECONDARIA: porzioni di sequenza stabilizzate esclusivamente dal legame ad
idrogeno, legame elettrostatico direzionale. Ci sono tre tipi di strutture secondarie:
● alpha elicaporzioni della molecola che si avvolgono a formare un’elica. Sono tutte
destrorse: ruotano verso destra. I parametri dell’elica sono due: parametro n, ovvero il
numero di residui amminoacidi per ogni giro dell’elica, e p, ovvero la distanza lineare che
occorre affinchè l’elica torni al punto di partenza (passo dell’elica: se è lungo si ha un’elica
a forma di molla stirata). Stabilizzata da legami a idrogeno intracatene, tra il gruppo CO e il
gruppo NH di un altro AA le catene laterali non partecipano alla stabilizzazione della
struttura. Legame a H si forma tra un gruppo CO di un residuo “n” e un gruppo NH di un
residuo “n+4” (il secondo AA sta 4 posti più avanti). I legami a idrogeno sono paralleli
rispetto all’elica quando l’elica ha la posizione più stabile, quindi quando è nella condizione
di minima energia. La forza di legame è inversamente proporzionale alla distanza tra i
gruppi che partecipano al legame (se si allunga l’elica si aumenta la
distanza dei gruppi nel legame H e quindi diminuisce la forza di
legame; elica più compressa è meno stabile perché i legami H sono
troppo lunghi). Forza legame: carica1*carica2/distanza tra le cariche.
La più stabile di tutte è quella con n=3,6 residui, dove i due atomi
coinvolti nel legame a H sono separati da 13 atomi, mentre p=5,4
armstrong. Legami H trasformano questo tipo di struttura, quindi
hanno una forza di interazione maggiore. Pedice di 3,6:13 (numero di
amminoacidi che intercorrono tra due amminoacidi che fanno legame
a idrogeno).
● foglietto beta: ha delle similitudini all’alfa elica, in quanto è sempre
una struttura stabilizzata dal legame H. Legame H si forma tra gruppi
C=O e N-H dei legami peptidici intercatena (tra catene polipeptidiche
affiancate; C=O della prima catena con N-H della seconda). In questo
caso il legame non è intracatena, ma tra due catene diverse.
Struttura beta antiparallela: le due catene che si contrappongono vanno in direzione opposta tra
loro. Si possono avere anche strutture beta parallele, che vanno entrambe nella stessa
direzione. La lunghezza dei legami H quando le due catene
sono antiparallele è minore, quindi l’interazione del
legame è più forte e di conseguenza la struttura
risulta più stabile.
Nella beta parallela i gruppi che formano il legame H
sono più distanti, quindi la forza con cui le due
catene sono tenute insieme è inferiore e quindi la
struttura risulta meno stabile.
Nelle proteine globulari si trovano solitamente da 2
a 15 catene polipeptidiche in un foglietto beta. Le
catene laterali degli amminoacidi si trovano
alternativamente sopra e sotto il piano del foglietto i
gruppi R non partecipano alla formazione del legame ad
idrogeno. Linker: uniscono testa-coda le porzioni del
foglietto beta.
Il foglietto beta necessita di due porzioni di catena che si
giustappongono e quindi queste due porzioni devono essere
connesse tra loro con catene amminoacidiche. Una sequenza
proteica è formata da due porzioni di sequenza che si legano a
formare un foglietto beta (A). Sono legate da una sequenza di AA che forma la legatura tra le due.
Le due porzioni sono antiparallele.
Per porzioni parallele invece la catena (porzione di sequenza non strutturata che le collega) deve
essere ripiegata e più lunga (B).
● Beta turns sono delle sequenze non ripetitive che consentono un’inversione di 360° nella
direzione della proteina. Sono presenti 4 residui amminoacidici, che si ripiegano in modo
tale che ci sia un’inversione a 360° consente l’inversione della sequenza con cui si sviluppa
la proteina. Appartengono alle strutture secondarie in quanto sono stabilizzate anche loro
da legami ad idrogeno tra il gruppo C=O di un AA1 e un gruppo N-H che partecipa sul
carbonio 3 di un AA 2 (tramite legame peptidico). Queste strutture sono presenti nella
maggior parte delle proteine perché per potersi piegare in senso tridimensionale occorre
che la proteina sia ripiegata (360° è il loop più stretto possibile). Non tutti gli AA
consentono un loop così stretto per motivi di ingombro sterico se i gruppi laterali sono
stericamente ingombranti e l’AA 4 non è sufficientemente vicino all’AA 1 non si può
formare il legame ad idrogeno. Nella maggior parte dei casi la sequenza che consente un
ripiegamento della proteina è una sequenza che contiene due AA, quasi sempre sono una
la glicina (Gly) e una la Prolina (Pro).
Tra questi 4 molto spesso sono presenti Gly e Pro la glicina perché ha un ingombro sterico piccolo
in quanto di dimensioni ridotte; la prolina perché quando si trova in cis conferisce una
curvatura naturale della catena peptidica (rende più semplice la curvatura).
Quando si ha legame peptidico la configurazione più stabile è la configurazione trans (gruppi R
degli AA adiacenti sono posti lateralmente); se i gruppi R sono vicini questo crea ingombro
(legami cis). Quando c’è la prolina la percentuale di legami cis, che normalmente sono
presenti nello 0,05% dei casi, diventa del 6%, quindi incrementa particolarmente; ripiega
naturalmente la catena.
Quando la proteina viene sintetizzata a livello dei ribosomi non viene ripiegata in modo casuale,
infatti il suo ripiegamento viene assistito da una classe di proteine che sono le chaperonine,
che ne assistono il folding. Una sottoclasse di queste chaperonine è il PPI. L’enzima
“peptide prolil cis-trans isomerasi (PPI)” favorisce la formazione della forma cis del legame
peptidico in presenza di prolina, quindi favorisce la formazione dei beta-turns. Questi
enzimi assistono la ripiegatura della proteina.
STRUTTURA TERZIARIA: conformazione tridimensionale; ogni proteina ha un’unica conformazione
detta “nativa”. Modifiche anche piccole alla struttura tridimensionale portano ad una
denaturazione della proteina. E’ la forma con cui la proteina è capace di svolgere la sua funzione
fisiologica. Di strut
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