INTRODUZIONE ALLA BIOCHIMICA
- La biochimica si occupa dello studio dei processi chimici negli organismi viventi. È basata sullo studio delle
strutture e funzioni dei singoli componenti cellulari (proteine, carboidrati, lipidi, acidi nucleici)
[1] FONDAMENTI DI BIOLOGIA
- L’uniformità e l’eterogeneità degli organismi viventi risultano evidenti anche a livello cellulare. Gli organismi più
piccoli consistono di una singola cellula e non sono visibili a occhio nudo. Gli organismi più grandi sono costituiti
da più tipi di cellule, diverse per dimensioni, forme e funzioni svolte. Ma tutte le cellule, da quelle degli
organismi più semplici a quelle degli organismi più complessi, hanno in comune alcune proprietà fondamentali,
che possono essere apprezzate soprattutto a livello biochimico.
o Tutte le cellule sono circondate da una membrana plasmatica. Hanno anche un corredo di geni, localizzati
in un nucleoide (batteri e archea) o nel nucleo (eucarioti).
o Tutti gli organismi necessitano di una fonte di energia per poter svolgere il lavoro cellulare.
o Le cellule eucariotiche possiedono un nucleo e molti compartimenti. Alcuni processi avvengono in organelli
specializzati.
o Le proteine del citoscheletro si organizzano in lunghi filamenti che conferiscono alla cellula forma e rigidità,
su cui si muovono gli organelli all’interno della cellula.
o I complessi sopramolecolari sono tenuti insieme da interazioni non covalenti e formano una gerarchia di
strutture
[2] FONDAMENTI DI CHIMICA
- La biochimica si propone di spiegare le forme biologiche e le loro funzioni in termini chimici. L’idea attuale che
tutti gli organismi abbiano un’origine comune è basata in parte sull’universalità delle trasformazioni chimiche e
degli intermedi chimici, che va spesso sotto il nome di “unitarietà biochimica”.
- Meno di 30 dei più di 90 elementi chimici che si trovano in natura sono essenziali per gli organismi viventi. La
maggior parte degli elementi che compongono la materia vivente ha numeri atomici relativamente bassi. Solo
due hanno un numero atomico superiore a quello del selenio (34).
- I quattro elementi più abbondanti negli organismi viventi, espressi come percentuale del numero totale di
atomi, sono l’idrogeno, l’ossigeno, l’azoto e il carbonio, che nell’insieme formano più del 99% della massa della
maggior parte delle cellule. Sono gli elementi più leggeri, in grado di formare rispettivamente 1, 2, 3 e 4 legami.
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- Per la sua versatilità nel formare legami, il carbonio può dare origine a un’ampia gamma di scheletri carboniosi,
con diversi gruppi funzionali; sono questi gruppi funzionali che conferiscono alle biomolecole non solo le
proprietà chimiche, ma anche quelle biologiche.
- Nelle cellule viventi sono presenti circa un migliaio di piccole molecole, pressoché ubiquitarie.
- Le proteine e gli acidi nucleici sono polimeri lineari costituiti da semplici unità monomeriche; le loro sequenze
contengono l’informazione che conferisce a ciascun polimero la sua struttura tridimensionale e la sua funzione
biologica.
- La configurazione molecolare può essere cambiata solo rompendo i legami covalenti. Per ogni atomo di
carbonio i quattro gruppi sostituenti diversi (carbonio chirale) possono essere disposti in due modi diversi,
generando stereoisomeri con proprietà diverse. La conformazione molecolare, invece, è la posizione degli atomi
nello spazio e può essere cambiata semplicemente ruotando i legami intorno ai loro assi.
- Le interazioni tra le molecole di interesse biologico sono quasi sempre stereospecifiche e richiedono un
adattamento preciso tra strutture complementari. - Rappresentazione delle molecole. 3 modi per
rappresentare la struttura dell’amminoacido
alanina (qui nella forma ionica a ph neutro).
a) Formula di struttura in prospettiva. il
simbolo ( ) indica un legame in cui
l’atomo all’estremità più larga del simbolo
si proietta al di fuori del piano del foglio,
verso il lettore; lo stesso simbolo
tratteggiato ( ) rappresenta un legame
che si proietta sotto il piano del foglio.
b) Modello a palle e bastoncini che mostra le lunghezze relative dei legami e gli angoli che essi formano.
c) Modello spaziale, in cui ogni atomo è riportato con un raggio di van der Waals proporzionale alle sue dimensioni
reali.
a) Configurazione degli isomeri geometrici. isomeri come
l’acido maleico e l’acido fumarico (fumarato) non possono
essere convertiti l’uno nell’altro senza rompere i legami
covalenti.
(b) Asimmetria molecolare: molecole chirali e molecole achirali. Quando un atomo di carbonio presenta quattro
gruppi sostituenti diversi (a, b, X, Y), essi possono disporsi intorno al carbonio in due modi diversi, che rappresentano
le immagini speculari non sovrapponibili l’uno dell’altro (enantiomeri). Quando un atomo di carbonio è asimmetrico
viene chiamato anche atomo chirale o centro chirale. 2
[3] FONDAMENTI DI FISICA
- Le cellule e gli organismi viventi devono compiere un lavoro per rimanere vivi e per riprodursi. Le reazioni di
sintesi che si svolgono nelle cellule, come i processi di sintesi in una fabbrica, richiedono un apporto di energia.
- Nel corso dell’evoluzione le cellule hanno sviluppato meccanismi altamente efficienti per accoppiare l’energia
ottenuta dalla luce solare o da combustibili chimici con i molti processi che consumano energia. Uno degli
obiettivi della biochimica è comprendere, in termini quantitativi e chimici, i meccanismi deputati all’estrazione,
all’incanalamento e al consumo di energia nelle cellule viventi.
- Le conversioni energetiche cellulari, come le altre conversioni di energia, possono essere considerate nel
contesto delle leggi della termodinamica.
- Le cellule sono sistemi aperti, che scambiano materia ed energia con l’ambiente circostante, estraendo e
incanalando l’energia per mantenere uno stato stazionario dinamico, lontano dall’equilibrio.
- La tendenza di una reazione chimica a procedere verso l’equilibrio può essere espressa dalla variazione di
energia libera, ΔG.
o Quando il ΔG di una reazione è negativo, la reazione è esoergonica e tende ad andare a compimento;
o Quando il ΔG è positivo, la reazione è endoergonica e tende ad andare nella direzione opposta.
o Quando due reazioni sono accoppiate e generano una terza reazione complessiva, il ΔG della reazione
globale è dato dalla somma dei ΔG delle due reazioni separate.
- La variazione di energia libera standard di una reazione, ΔG°, è una costante fisica correlata alla costante di
equilibrio dall’equazione ΔG° = - RT 1n K .
eq
- La maggior parte delle reazioni cellulari procede a velocità consone alle necessità della cellula, grazie agli enzimi
che le catalizzano. Gli enzimi agiscono riducendo l’energia di attivazione, ΔG ‡ , e aumentando la velocità di
reazione di molti ordini di grandezza.
- Il metabolismo è la somma di molte reazioni tra loro correlate, che interconvertono i metaboliti cellulari.
[4] FONDAMENTI DI GENETICA
- Tra le scoperte fondamentali in campo biologico nel XX secolo vi è sicuramente la definizione della natura
chimica e della struttura tridimensionale del materiale genetico, l’acido deossiribonucleico o DNA.
- La sequenza delle subunità monomeriche, i nucleotidi (più precisamente i deossiribonucleotidi), di questo
polimero lineare contiene le istruzioni per formare tutti gli altri componenti cellulari e fornisce uno stampo per
la produzione di altre molecole di DNA identiche da distribuire alla progenie quando la cellula si divide.
- Per la perpetuazione di una specie biologica è necessario che la sua informazione genetica sia mantenuta in una
forma stabile, sia espressa accuratamente nella forma di prodotti genici e sia riprodotta con il minimo di errori.
L’immagazzinamento, l’espressione e la riproduzione del messaggio genetico sono proprietà caratteristiche
delle singole specie, che le distinguono le une dalle altre e assicurano la loro continuità nelle generazioni.
- L’informazione genetica è codificata nella sequenza lineare di quattro deossiribonucleotidi nel DNA. La doppia
elica del DNA contiene uno stampo interno per la sua replicazione e riparazione.
- Le molecole del DNA sono straordinariamente grandi. Nonostante la dimensione enorme, la sequenza dei
nucleotidi all’interno del DNA è molto precisa e costituisce la base della continuità genetica degli organismi.
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- La sequenza lineare degli amminoacidi di una proteina, codificata nel DNA del gene per quella proteina, produce
un’unica struttura tridimensionale della proteina, secondo un processo che dipende anche dalle condizioni
dell’ambiente Dal DNA all’RNA alla proteina all’enzima (esochinasi). Una
sequenza lineare dei deossiribonucleotidi del dna (il gene)
che codifica la proteina esochinasi viene prima trascritta in
una molecola di acido ribonucleico (Rna) con una sequenza
complementare di ribonucleotidi. La sequenza dell’Rna (Rna
messaggero) viene quindi tradotta nella catena lineare
dell’esochinasi, che si ripiega nella sua forma nativa
tridimensionale, molto probabilmente con l’aiuto di
chaperoni molecolari. Una volta nella sua forma nativa,
l’esochinasi acquista la sua attività catalitica, la
fosforilazione del glucosio, usando l’atP come donatore del
gruppo fosforico.
Complementarità delle due catene del DNA. il dna è un polimero lineare costituito da quattro tipi di
deossiribonucleotidi diversi: deossiadenilato (A); deossiguanilato (G); deossicitidilato (c) e deossitimidilato (t), uniti
tra loro da legami covalenti. ogni nucleotide, con la sua peculiare struttura tridimensionale, può associarsi
specificamente, ma in modo non covalente, con un altro nucleotide della catena complementare: a si associa sempre
con t, e G con c. Quindi, nella molecola a doppia elica del dna, la sequenza dei nucleotidi in una catena è
complementare alla sequenza dell’altra catena.
Le due catene del dna, tenute insieme da un gran numero di legami idrogeno (rappresentati dalle linee verticali blu)
tra le coppie di nucleotidi complementari, si avvolgono l’una sull’altra, formando la doppia elica tipica del dna. nella
replicazione del dna le due catene (in blu) si separano e vengono sintetizzate due nuove catene, ciascuna con una
sequenza complementare a una delle catene del filamento originario. il risultato è la formazione di due molecole a
doppia elica esattamente uguali fra loro e al dna originario.
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L’ACQUA E LE CELLULE VEGETALI
[1] L’ACQUA NELLA VITA DELLA PIANTA
- L’acqua gioca un ruolo cruciale nella vita dei vegetali. La fotosintesi richiede da parte delle piante la cattura del
biossido di carbonio dall’atmosfera, ma questo le espone alla perdita d’acqua e alla minaccia di disidratazione.
Per evitare che le foglie secchino l’acqua deve essere assorbita dalle radici e trasportata attraverso il corpo
vegetale.
- Anche piccoli sbilanci fra assorbimento e trasporto d’acqua, come anche la perdita nell’atmosfera, possono
causare deficit idrici e danni consistenti a numerosi processi cellulari. Così il bilancio fra l’acqua assunta,
trasportata e persa rappresenta una vera e propria sfida per le piante terrestri.
- La principale differenza fra le cellule vegetali e animali che influisce su tutti gli aspetti delle loro relazioni con
l’acqua è la presenza, nei vegetali, della parete cellulare. Le pareti cellulari consentono alle cellule vegetali di
generare una gran pressione intracellulare, definita pressione di turgore.
o Tale pressione è essenziale per numerosi processi fisiologici quali l’espansione cellulare, lo scambio gassoso
nelle foglie, il trasporto floematico e numerosi processi di trasporto attraverso le membrane.
o La pressione di turgore contribuisce anche alla rigidità e alla stabilità meccanica dei tessuti non lignificati. In
questo capitolo considereremo il movimento dell’acqua fuori e dentro le cellule, con particolare
riferimento alle forze fisiche che influiscono sul movimento dell’acqua a livello cellulare.
- Le pareti cellulari consentono alle cellule vegetali di formare grandi pressioni interne idrostatiche (pressione di
turgore). La pressione di turgore è essenziale per molti processi vegetali. L’acqua limita sia la produttività degli
ecosistemi agricoli che naturali.
- Circa il 97% dell’acqua assorbita dalle radici è trasportato attraverso la pianta e si perde per traspirazione dalle
superfici fogliari. L’assorbimento di CO2 è accoppiato alla perdita di acqua attraverso un percorso comune di
diffusione.
- L’acqua possiede particolari proprietà che le permettono di agire come un solvente ad alto spettro e di essere
facilmente trasportata attraverso tutta la pianta. Tali proprietà derivano principalmente dall’abilità di legame
idrogeno e dalla struttura polare della molecola d’acqua.
Struttura della molecola d’acqua.
(A) La forte elettronegatività dell’atomo di ossigeno
significa che i due elettroni che formano il legame
covalente con l’idrogeno sono ripartiti inegualmente, in
modo tale che ogni atomo di idrogeno ha una parziale
carica positiva. Le due coppie di elettroni dell’atomo di
ossigeno producono un polo con una parziale carica
negativa.
(B) Le cariche parzialmente opposte della molecola
d’acqua (b- e b+) portano alla formazione di legami
idrogeno intermolecolari con altre molecole d’acqua.
L’ossigeno ha sei elettroni negli orbitali esterni, mentre ogni idrogeno ne ha uno.
- La struttura e le proprietà dell’acqua: La polarità e la forma tetraedrica delle molecole d’acqua permettono loro
di formare legami idrogeno che conferiscono all’acqua le sue insolite proprietà fisiche: è un ottimo solvente e ha
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un elevato calore specifico, un calore latente di vaporizzazione insolitamente alto e una elevata resistenza alla
trazione.
- La coesione, l’adesione e la tensione di superficie danno luogo alla capillarità.
[2] DIFFUSIONE, OSMOSI E POTENZIALE IDRICO
- I processi cellulari dipendono dal trasporto di molecole sia verso la cellula che lontano da essa. Il moto casuale
termico delle molecole o ioni porta alla diffusione La diffusione è il movimento spontaneo di sostanze
provenienti da regioni a maggiore concentrazione verso quelle a minore concentrazione.
- Su scala cellulare, la diffusione è il modo di trasporto dominante. La diffusione è importante a piccole scale di
lunghezza. Il tempo medio perché una sostanza diffonda ad una data distanza aumenta con il quadrato della
distanza.
- L’osmosi è il movimento netto di acqua attraverso una barriera selettivamente permeabile ed è guidata dalla
somma del gradiente di concentrazione dell’acqua e il gradiente di pressione.
- Tutti gli organismi viventi, comprese le piante, richiedono un input continuo di energia libera per mantenere e
ricostruire le loro strutture altamente organizzate, come anche per crescere e riprodursi. Processi come le
reazioni biochimiche, l’accumulo di soluti e il trasporto a lunga distanza sono tutti garantiti da un input di
energia libera nella pianta.
- Il potenziale chimico è un’espressione quantitativa dell’energia libera associata a una sostanza. Il potenziale
chimico dell’acqua misura l’energia libera dell’acqua in un determinato stato. La concentrazione, la pressione e
la gravità contribuiscono nelle piante a formare il potenziale idrico (Ψw).
o Ψs il potenziale di soluto (potenziale osmotico), rappresenta la diluizione dei soluti in acqua e la riduzione
dell’energia libera dell’acqua.
o Ψp è la pressione idrostatica della soluzione. La pressione positiva (pressione di turgore) aumenta il
potenziale idrico; la pressione negativa lo riduce.
o Il potenziale gravitazionale (Ψg) è generalmente omesso nel calcolo del potenziale idrico delle cellule.
Quindi, Ψw = Ψs + Ψp.
- Le cellule vegetali hanno tipicamente un potenziale idrico negativo. L’acqua entra o esce da una cellula in base
al gradiente di potenziale idrico. Quando una cellula flaccida è posta in una soluzione che ha un potenziale idrico
maggiore (meno negativo) del potenziale idrico della cellula, l’acqua si sposta dalla soluzione alla cellula (dal
potenziale idrico più alto a quello più basso).
- Come l’acqua entra, la parete cellulare resiste alla forza che tende ad allungarla, aumentando la pressione di
turgore (Ψp) cellulare. All’equilibrio (Ψw(cellula) = Ψw(soluzione).); ΔΨw = 0), lo Ψp cellulare è aumentato in
misura sufficiente a innalzare lo Ψw della cellula allo stesso valore dello Ψw della soluzione, e il movimento
netto dell’acqua cessa.
- L’acqua può anche lasciare la cellula per osmosi. Quando una cellula vegetale turgida è posta in una soluzione di
saccarosio che ha un potenziale idrico più negativo rispetto al potenziale idrico della cellula, l’acqua si sposta
dalla cellula turgida verso la soluzione.
- Se una cellula viene schiacciata, il suo Ψp aumenta come anche lo Ψw con conseguente ΔΨw che causa l’uscita
dell’acqua dalla cellula. 6
[3] PROPIETÀ DELLA PARETE CELLULARE E DELLA MEMBRANA
- L’elasticità della parete delle cellule implica la pressione di turgore e il volume delle cellule, mentre la
permeabilità delle membrane plasmatiche e del tonoplasto determina la velocità di scambio dell’acqua cellulare
con l’ambiente circostante.
- Poiché le cellule vegetali hanno pareti piuttosto rigide, anche piccoli cambiamenti di volume delle cellule
vegetali provocano grandi cambiamenti nella pressione di turgore.
- Per il ΔΨw, il movimento dell&
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