Bilancio d'impresa
Parte introduttiva
Il bilancio d'impresa
Il bilancio è lo strumento che utilizzano le varie imprese per comunicare tra di loro, e in particolare si parla di bilancio d'impresa per quanto concerne il linguaggio delle aziende di produzione.
L'azienda
L'azienda è un sistema integrato di elementi in interazione dinamica. Gli elementi dell'azienda si dividono in tre tipologie:
- Mezzi patrimoniali, ovvero il capitale.
- Energie umane, che si traduce nel lavoro dell'uomo, diviso in manuale e intellettuale.
- Condizioni di ambiente.
L'ambiente è l'insieme delle condizioni esterne riconducibili ad ambienti civili, politici o tecnologici, che sono specifici nel tempo e nello spazio e influenzano le scelte dell'azienda. La combinazione di questi tre elementi, che interagiscono tra di loro, forma l'azienda. Ogni elemento dell'azienda è strettamente collegato con gli altri, delineando l'esistenza di un rapporto causa-oggetto.
L'azienda si caratterizza per la variazione istantanea dei suoi elementi. L'azienda modifica istante per istante la sua configurazione; si dice perciò che è dinamica. Nonostante la continua variazione, l'azienda ricerca sempre la sua condizione di equilibrio. Questa condizione permette la prosecuzione della realtà aziendale.
Le aziende for profit
Fatta questa premessa, si può iniziare ad analizzare le aziende di produzione for profit. Queste, anzitutto, si possono dividere in tre connotazioni, a seconda del processo produttivo.
Parliamo quindi di azienda di produzione industriale o manifatturiera se l'azienda in questione svolge attività industriale, che comporta la trasformazione fisica di un bene al fine di ottenerne uno con determinate caratteristiche fisiche. Il processo produttivo porta la materia prima a diventare una materia sussidiaria prima, e infine il prodotto finito.
Il secondo connotato è l'azienda di produzione commerciale o mercantile. Il processo produttivo di questa azienda è caratterizzato dalla trasformazione economica del materiale. Questo tipo di trasformazione non è fisica, bensì è un trasferimento di beni nel tempo e nello spazio. Il lavoro che compie l'azienda commerciale è quello di rendere disponibili ai consumatori i beni derivanti dall'attività industriale (l'azienda Samsung produce gli smartphone, ma non è la stessa azienda che li vende ai consumatori, lo fa attraverso dei mezzi, che siano Amazon o il pakistano sotto casa; in questo caso Samsung è l'azienda industriale e chi ti vende il prodotto è l'azienda commerciale).
La terza e ultima tipologia di aziende di produzione for profit è l'insieme di aziende di produzione di prestazione/erogazione dei servizi. Questo tipo di azienda riguarda tutte quelle aziende di produzione che non si occupano delle precedenti due attività, e sono quindi la maggioranza, con un svariato numero di servizi. L'oggetto di questo tipo di aziende è immateriale, in quanto servizio, e consiste nelle realtà che compongono il sistema bancario e tutti i servizi assicurativi, come possono essere anche le realtà che si occupano dei servizi per la persona, come i servizi di trasporto.
La moneta di conto
Si ha quindi la necessità di trovare un sistema di comunicazione, che abbia un linguaggio comune. Abbiamo quindi il passaggio da una manifestazione fisica ad una finanziaria, attraverso la moneta di conto, che viene detta linguaggio quantitativo-monetario, ed in quanto tale è universale. L'unità di misura del nostro sistema è l'Euro, che viene chiamato unità di conto. Questa unità di conto può essere intesa sia in:
- Senso immediato e diretto, quando si parla di denaro contante, che possono essere banconote o monete, o sostituti di questo, come lo sono le carte di credito (che viene chiamata moneta bancaria o denaro di posta).
- Senso mediato e indiretto, quando trova la sua espressione nei crediti, diritti ad incassare denaro in tempi futuri, e i debiti, obbligazioni di pagamento in tempo futuro. Questi possono essere di breve termine, se si deve risolvere entro un anno, medio termine, se il tempo concesso varia da uno a cinque anni, e di lungo termine se superano il quinto anno di tempo.
La moneta di conto si ricollega ai mezzi patrimoniali attraverso la rappresentazione del sistema dei circuiti operativi di finanziamento ed indebitamento.
Il processo produttivo
Analizzando il processo produttivo di un'azienda di produzione industriale possiamo individuare due momenti chiave all'interno di questo processo. Si ha l'entrata di input, anche detti elementi produttivi, all'interno dello stabilimento per la trasformazione fisica, che fornisce gli elementi di output, anche detti esiti produttivi, che sono i prodotti finiti. L'azienda entra quindi in contatto con l'ambiente esterno in due occasioni, a monte dell'acquisto degli input e a valle dell'emissione degli output. Queste due occasioni vengono dette anche espressione della gestione esterna d'impresa.
Gli input sono ottenuti attraverso il mercato di approvvigionamento, mentre gli esiti si trovano nel mercato di sbocco, o anche detto mercato degli esiti. Parlando di fattori produttivi, è lecito fare delle distinzioni tra i vari ricavi e costi, che sono espressione monetaria di input ed output. Questa distinzione viene effettuata in base alla destinazione e alla funzione di questi fattori nel percorso produttivo.
- Uso singolo o a fecondità semplice, se, una volta immessi nel processo produttivo, perdono la loro utilità. Prendono anche il nome di costi d'esercizio.
- Uso plurimo o a fecondità ripetuta, sono invece in grado di fornire un'utilità ripetuta nel tempo, partecipando a più processi produttivi. Vengono anche chiamati costi pluriennali.
Lo stesso discorso si può fare anche a valle per gli output. Abbiamo quindi output di:
- Realizzo singolo se si possono realizzare una volta sola, ovvero se possono essere venduti una volta sola, e vengono chiamati ricavi d'esercizio. Questo tipo di output indica la "normalità" tra i ricavi.
- Realizzo plurimo se lo stesso prodotto può essere venduto più volte sul mercato (come ad esempio la musica), e vengono denominati anche ricavi pluriennali.
La gestione
La gestione è l'insieme delle operazioni svolte dall'impresa per il raggiungimento dei fini aziendali, di carattere economico. Il carattere sistemico di un'azienda si riflette sulla gestione, dove le operazioni economiche sono integrate e interdipendenti, attraverso la loro capacità di dar luogo alla manifestazione finanziaria, attraverso il metro monetario.
Il realizzo degli output consente di raggiungere le finalità dell'azienda di produzione, ovvero il soddisfacimento dei bisogni (esito ultimo dell'azienda) e la generazione del reddito (esito immediato). La gestione esterna ha manifestazioni finanziarie, le operazioni si manifestano sul piano finanziario in termini di cassa (denaro contante e sostituti), debiti e crediti. Viene definita anche manifestazione primaria.
Le operazioni della gestione esterna hanno anche una manifestazione economica. Questa viene detta anche manifestazione derivata o secondaria. Questo tipo di manifestazione è frutto di un'interpretazione prettamente finanziaria della primaria. Ci si riferisce al processo produttivo, e si hanno due tipi di manifestazione economica. Le manifestazioni economiche di reddito vengono interpretate per l'attitudine a generare costi e ricavi, dati rispettivamente dall'acquisizione dei fattori produttivi e dal realizzo di questi. La manifestazione economica del capitale proprio riguarda invece la remunerazione del proprio capitale dai costi e ricavi.
Il ciclo di vita dell'azienda di produzione
L'azienda di produzione, come è giusto che sia, inizia la sua attività con la nascita, ad una data unità di tempo T0 (questa è detta "data di nascita" dell'azienda e coincide con la data della costituzione della società). Ad un noto tempo G, solitamente corrispondente alla nascita, inizia anche la sua gestione aziendale e perciò le sue operazioni economiche. Dati questi due termini risulta difficile conoscere esattamente il momento in cui l'azienda cessa la produzione. Si parla quindi del postulato generale dell'economia aziendale, detto anche postulato di non conoscenza e non conoscibilità della data di esito dell'azienda di produzione. Il tempo di cessazione dell'impresa (detto per comodità Tn), e si può conoscere solo a consultivo, ovvero quando cessa la produzione.
Il ciclo di vita è il lasso di tempo che intercorre dalla data di nascita al tempo di cessazione. L'insieme delle operazioni di gestione aziendale svolte dall'azienda prende il nome di gestione totale. Gli obiettivi del sistema economico aziendale sono: il conseguimento del reddito, la generazione di un flusso finanziario positivo e lo sviluppo aziendale.
Per essere in grado di verificare se l'azienda è in salute è necessaria la suddivisione della vita aziendale in periodi amministrativi, al fine di soddisfare un'esigenza di conoscenza della salute di un'azienda in tempi ravvicinati tra loro rispetto al periodo di cessazione dell'azienda. Il periodo amministrativo è l'unità di tempo minima del ciclo di vita dell'azienda. Può avere durata massima di 12 mesi consecutivi, ma ogni azienda è libera di scegliere indipendentemente il suo periodo amministrativo. La porzione di gestione svolta in un singolo e specifico periodo amministrativo prende il nome di "esercizio".
Il capitale proprio
T0 è quindi la data di nascita dell’azienda e Tn è la data di cessazione della sua attività. L’azienda durante questo arco di tempo esiste perché è dotata di mezzi patrimoniali. In linea di principio l’azienda si costituisce dal momento in cui i soci o l’imprenditore apportano mezzi patrimoniali propri o sotto forma di denaro o in natura tali da permettere all’azienda di operare nel tempo, cioè di compiere operazioni economiche che compongono la gestione dell’azienda. Operazioni che possono essere interne o esterne a seconda che l’azienda entri o meno in contatto con terzi soggetti. Questo insieme di mezzi patrimoniali prende il nome di capitale proprio.
Al tempo T0 si ha un’entità di capitale proprio commisurato in euro e alla fine del ciclo di vita dell’azienda abbiamo un altro capitale proprio individuato al tempo Tn. Questo fa intendere indirettamente che l’azienda è un complesso dinamico. Da T0 a Tn possono verificarsi 3 situazioni:
- Cp(n) > Cp(0): Situazione dove il Cp è stato aumentato per effetto della gestione totale. Questo incremento prende la denominazione di Utile della gestione totale.
- Cp(n) < Cp(0): Situazione dove il Cp è stato diminuito per effetto della gestione totale. Questo decremento prende la denominazione di Perdita della gestione totale.
- Cp(n) = Cp(0): Situazione dove il Cp è rimasto invariato. Questa situazione prende il nome di pareggio e ciò significa che la gestione totale dell’impresa non ha avuto esiti.
Queste sono le 3 ipotesi base che si potrebbero verificarsi in assenza di apporti di capitale propri nuovi e di restituzione di capitale proprio ai soggetti proprietari. Questo perché le variazioni del capitale proprio non per forza derivano dall’esito della gestione totale.
Il Capitale proprio infatti può variare per ragioni gestionali, ossia per la presenza di un esito positivo (utile) o negativo (perdita) della gestione, o per ragioni extra-gestionali, derivanti dai rapporti tra azienda e proprietario in presenza di nuovi apporti di capitale da parte dei soggetti proprietari o restituzione del capitale proprio.
Il risultato economico
La gestione totale può essere commisurata dai Ricavi totali e dai costi totali di gestione. La somma algebrica di questi due elementi genera l’Utile o la perdita della gestione totale, che non è semplicemente la variazione del capitale proprio per effetto della gestione, ma si identifica anche nella condizione RT < o > di CT (Ricavi totali RT e Costi totali CT).
Il Risultato economico quindi può essere misurato attraverso 2 grandezze:
- Utile della gestione totale: Incremento del Cp da T0 a Tn e RT > CT
- Perdita della gestione totale: Decremento del Cp da T0 a Tn e RT < CT
- 0/Pareggio: Assenza di variazione del Cp da T0 a Tn e RT = CT
Questa nozione può essere sotto-commisurata a livello di esercizi, cioè porzioni di gestione svolta in specifici periodi amministrativi. Chiamando l’esercizio W e l’esercizio precedente (w-1) si può dire che:
- Cp(w) > Cp (w-1): Si ha la condizione di Utile dell’esercizio(w) per effetto della gestione dell’esercizio. L’utile è anche generato perché R(w) > C(w)
- Cp(w) < Cp (w-1): Si ha la condizione di Perdita dell’esercizio(w) per effetto della gestione dell’esercizio. La perdita è anche generata perché R(w) < C(w)
- Cp(w) = Cp (w-1): Si ha la condizione di Pareggio dell’esercizio(w) per effetto della gestione dell’esercizio. Il pareggio è anche generato perché R(w) = C(w)
Utile, perdita e pareggio dell’esercizio (w) prendono il nome di Risultati economici dell’esercizio (w), ossia la variazione del CP per effetto delle operazioni della gestione del periodo amministrativo (w).
Il sistema delle variazioni
Si è detto che le operazioni esterne di gestione comportano delle movimentazioni sul piano finanziario, nella moneta in senso diretto e immediato e nella moneta in senso indiretto e mediato. Ciò prende il nome di manifestazione finanziaria, detta primaria o originaria, che quindi si può avere nella cassa, nei crediti e nei debiti. Secondariamente o in via derivata dalla manifestazione finanziaria si hanno delle movimentazioni anche sul piano economico, che evocano il reddito e il capitale. Ciò prende il nome di manifestazione economica.
I Valori in Euro, sia finanziari che economici sono soggetti al fenomeno del dinamismo, che comporta il fenomeno delle variazioni in euro. Siccome l’azienda è un sistema e che tutte le operazioni economiche sono interdipendenti tra loro, allora i valori finanziari e economici sono anch’essi un sistema, che per effetto del dinamismo, prende il nome di sistema delle variazioni. Le variazioni possono essere in aumento o in diminuzione, classificabili per triadi.
- VFA, Variazioni Finanziarie Attive, comportano per effetto della gestione un riflesso positivo sulle disponibilità finanziarie dell’azienda: + cassa; + crediti; - debiti.
- VFP, Variazioni Finanziarie Passive, comportano per effetto della gestione effetti negativi sulle disponibilità finanziarie dell’azienda: - cassa; - crediti; + debiti.
Le variazioni economiche di reddito sono ottenute dalla manifestazione finanziaria dei prezzi-costo e prezzi-ricavo. Le variazioni economiche di capitale, si ottengono con la variazione nel tempo del capitale proprio.
- VE+, Variazioni Economiche Positive di reddito e di capitale, sono intese come fatti positivi derivanti dalle rispettive manifestazioni finanziarie per effetto della gestione: + Ricavi d’esercizio; - Costi d’esercizio; + Capitale proprio.
- VE-, Variazioni Economiche Negative di reddito e di capitale, sono intese come fatti negativi derivanti dalle rispettive manifestazioni finanziarie per effetto della gestione: - Ricavi d’esercizio; + Costi d’esercizio; - Capitale proprio.
Acquisizione/raccolta di capitale e impiego/utilizzo di capitale
Acquisizione e impiego possono essere analizzate primariamente sotto il profilo finanziario e successivamente anche sotto il profilo economico. Queste due macro categorie di operazioni di gestione possono essere anche riassunte con l’espressione Avere (capitale) e Dare (capitale).
Le operazioni di acquisizione di capitale o operazioni di avere: Rientrano le VFP, intese come incremento dei debiti, diminuzione della cassa e dei crediti e anche le VE+, intese come incremento dei ricavi e del CP e decremento dei costi.
Le operazioni di impiego di capitale o operazioni di dare: Rientrano le VFA, intese come incremento nella cassa e nei crediti e decremento dei debiti e anche le VE- intese come decremento dei ricavi e del CP e incremento dei costi. Dare e Avere sono de aree opposte, che corrispondono alle aree di sintesi della gestione aziendale e in ogni istante la dinamica aziendale fa sì che ogni singola operazione comporti una totale coincidenza tra il capitale acquisito e quello impiegato.
Il conto
Il Conto è un linguaggio di comunicazione verso l’ambiente esterno e può essere definito attraverso 2 nozioni:
- Il Conto in senso formale è una tabella a T con due entrate costituita dalle sezioni contrapposte Dare e Avere, ed è l’unità elementare del linguaggio parlato dalle imprese nei confronti dei propri stakeholder.
- Il Conto in senso sostanziale è un determinato oggetto di riferimento, rappresentato nella variabile quantitativa-monetaria. La quantità è riferita ad un oggetto di osservazione finanziaria oppure un oggetto di osservazione economica.
Nel complesso si parla di Conto in modo generico, come unità elementari di primo livello. Da ciò si scinde il Conto generico in 3 nozioni che sono unità elementari di secondo livello:
- Conto Finanziario: Vengono rappresentate variazioni finanziarie di acquisizione e impiego di capitale. In dare le VFA e in avere le VFP. Questi conti sono denominati in base alla natura del soggetto con cui l'azienda interagisce.
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