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BENI CULTURALI E OFFERTA TURISTICA

Matteo Giannasi: giannasi@unive.it

Esame scritto con 8 domande aperte

ESAME: DUE DOMANDA DI DUE CRITERI, DEFINIZIONE E ALMENO 2 ESEMPI CHE

LI SODDISFANO

“Bene” “Property”: qualcosa che può appartenere a qualcuno che può generare qualche

vantaggio, espressione economica.

“Culturale” I beni culturali sono ad es i monti. Lo sono perché quel bene è sacro per una

determinata cultura. Altri monti possono non essere beni culturali.

“Patrimonio”Di chi è questo patrimonio? Dell’umanità. “World Heritage” si può pensare

mondiale

che alcuni beni appartengono all’umanità intera, anche generazioni future. Ma

come patrimonio per il mondo e non solo per gli esseri umani.

“Valore” Non solo economico, ma anche culturale, religioso, scientifico. Non tutti possono

coesistere insieme.

World Heritage List 2020

beni: 869 culturali, 213 naturali, 39 miste, 39 transfrontalieri, 2 eliminati, 53 in pericolo.

1121

167 stati membri.

Fenomeno della mezzaluna: comprende le zone del mondo nelle quali sono sorte le grandi

civiltà.

Iscritti recentemente alla lista (2019):

colline del Prosecco,

 Church og the Pskov School of Architecture,

 French Austral lands and Seas

 Bagan,

 Migratory Bird Sanctuaries along the Coast of Yellow Sea-Bohai Gulf of China,

 Ancient Ferrous Metallurgy Sites of Burkina Faso

 Sanctuary of Bom Jesus do Monte in Braga,

 The 20th-century Architecture of Frank Lloyd Wright.

Nel 2018:

Chaine des Pusy- Limagne fault tectonic arena Criteria VIII- France

 Fanjingshan - Criteria X, China

 Thimlich Ohinga Archeological Site - Criteria III, IV, V, Kenya

 Ivrea, Industrial city of the 20th century - Criteria IV, Italy

 Hidden Christian Sites in the Nagasaki Region - Criteria III, Japan

 Caliphate City of Medina Azahara - Criteria III, IV, Spain

 Aasivissuit – Nipisat. Inuit Hunting Ground between Ice and Sea – Criteria V,

 Denmark

Numero di beni patrimonio dell’Umanità per stato – WHL

Tutti i patrimoni dell’umanità devono avere una componente estetica? No!

Luoghi cristiani nascosti della regione di Nagasaki. Risale al 2018 e i giapponesi li

 candidano per valorizzare le religioni minoritarie. Lo fanno tutti? No. Es in Grecia non

si valorizza la presenza turca.

L’Italia valorizza invece altre culture, come la Spagna valorizza la presenza

 mussulmana.

Se prendiamo i 10 stati al mondo con il più alto numero di patrimoni sul territorio e li

confrontiamo con i 10 stati con più arrivi internazionali c’è una corrispondenza di 8 a 10. Ciò

perché hanno valorizzato i loro beni, proporre alla comunità tramite campagne di

comunicazione un’idea di patrimonio improntata sulla loro cultura. La Francia è stato un

luogo turisticamente significativo per più di 200 anni e ha questa tradizione importante

turistica e consapevole del suo valore.

La ragione per cui un luogo naturale è possibilmente è patrimonio dell’umanità è la stessa

ragione per cui quel luogo può interessare un turista. Oppure si potrebbe pensare che è una

questione di brand: non è che Unesco cerchi di inserire nella sua lista gli stessi valori che

animano i turisti, ma c’è una sorta di referenza nei turisti che cerchino un luogo di un ente

prestigioso quale Unesco.

Quando si pensa che una cosa sia grande e influente, ci si domanda quanto possa esserlo;

es: se programmo una vacanza in Campania e scopro che c’è un parco che è patrimonio

dell’Umanità mi reco. Valore

Esiste un tratto che tutti i beni del patrimonio umanità hanno in comune? si!

universale eccezionale- Outstanding Universal Value.

patrimonio deve comprendere beni che spiccano, non basta che siano

OutstandingIl

esempi.

Le colline del Prosecco sono molto belle, con tradizioni secolari. Poi in Italia e altri stati quali

Francia ci sono innumerevoli colline con produzione vitivinicola. Devono essere eccezionali

ma da quale punto di vista? La più famosa, significativa.

Un bene ha un valore che vale per tutti. Una volta si pensava che ci fossero

Universale

delle cose con un’intrinsecità talmente alta da essere considerati universali. Ma ciò è una

presunzione e Unesco non la nega. Per Unesco qualcosa è universale quando rappresenta

un’espressione talmente significativa per una certa comunità. Condivisione del fatto

che i valori di ciascuno debbano essere riconosciuti da tutti.

l’Unesco è un’agenzia specializzata delle Nazioni

Unite che si occupa di molte cose tra le quali il

progetto della lista del Patrimonio dell’Umanità.

Fondata dopo la Seconda Guerra mondiale.

Onu è una agenzia intergovernativa con quartier generale a Nwe York e si fonda Sulla carta

delle Nazioni Unite – San Francisco, 26 giugno 1945 e ratificata il 24 ottobre 1945.

Unesco – United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization con sede a

Parigi.

Art 1. L’Organizzazione si propone di contribuire al mantenimento della pace e della

sicurezza rafforzando, con l’educazione, le scienze e la cultura, la collaborazione tra le

nazioni, allo scopo di garantire il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti

dell’uomo e delle libertà fondamentali, a profitto di tutti, senza distinzioni di razza, di sesso,

di lingua o di religione, e che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli

(1945)

Quali sono gli obiettivi di Unesco?

Promuovere la conoscenza e comprensione reciproca tra i diversi popoli nelle arti,

1. nelle scienze umane e scientifiche con l’idea che più ci si conosce a vicenda, più si

coopera e più probabile è una convivenza pacifica. Lo scopo di tale obiettivo

un’efficace organizzazione internazionale e pace mondiale.

Il presupposto: la comprensione e conoscenza reciproca agevolando la

cooperazione e la pace.

Rendere disponibile a tutti per il bene umano tutto il corpus del patrimonio scientifico,

2. culturale e biologico accumulato da un certo numero di popolazioni e distribuito in

tutto il mondo favorendo e creando crescita, sviluppo e pace assicurando anche

stabilità economica.

Scopo di tale obiettivo: Stabilità economica, sicurezza politica e benessere generale

di tutti i popoli.

Presupposto: la conoscenza e la cultura contribuiscono a stabilità economica,

sicurezza politica e benessere.

La convenzione riguardante la protezione il patrimonio culturale e naturale mondiale

del 1972 – atto di nascita della lista. Hanno in mente due ambiti: naturale e culturale. Nel

titolo non c’è la parola “umanità”

Patrimonio culturale: risorsa che genera valore senza consumarlo. Es Colosseo come fonte

per il turismo, scienza, studio. Deve essere trasmesso alle generazioni future senza

consumarlo, nelle stesse condizioni.

Ci vogliono 6 anni per la prima lista perchè la lista delle linee guida viene pubblicata nel

1977.

La prima lista fu del 1978 e comprendeva 12 siti (9 culturali e 3 naturali). Quest’idea che

nella lista ci siano molti più beni culturali che naturali c’è tutt’ora.

Prima lista WHL nel 1978

Isole Galapagos – Ecuador

 Chiese rupestri di Lalibela – Etiopia

E l’Italia? Nel 78 non c’era nulla nella lista. A dominare erano Ecuador, polonia, Etiopia,

Canada e USA.

Il primo sito italiano patrimonio dell’umanità fu il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri

di Naquane, a Capo di Ponte in Valle Camonica nel 1979.

diventa patrimonio dell’umanità nel 1987. Città particolare perché non è preso in

Venezia

considerazione solo un particolare,ma tutta la laguna.

A. La correlazione tra Turismo e preenza di BENI PATRIMONIO DELL’UMANITA’ deve

essere valutata con prudenza. Non è affatto scontato che esista una direzione

casuale WHL> turismo

B. Non si può ridurre il turismo tout court al turismo culturale, che ne rappresenta una

tipologia assai specifica

C. Il rapporto tra Unesco e turismo è assai complesso e merita di essere studiato con

attenzione – così come quello tra UNTWO e patrimonio dell’umanità.

Come si arriva alla convenzione del 1972?

UNESCO è erede dell’international Commission for Intellectual Cooperation attiva dal 1922

al 1946.

1920: conferenza di pace di Parigi e fondazione della League of Nations

 1926: ICIC istituisce l’international museums office

 1931: Atene: IMO organizza il primo international Congress of Architects and

 Technicians of Historic Monuments e “carta del restauro” di Atene (7 risoluzioni).

1945 nasce UNESCO

1. Organizzazioni internazionali per il restauro operativo e devono essere stabiliti livelli di

consulenza.

2. I progetti di restauro proposti devono essere sottoposti a conoscenza critica per prevenire

errori che causeranno la perdita di carattere e

valori storici per le strutture.

3. I problemi di conservazione dei siti storici devono essere risolti legislazione a livello

nazionale per tutti i paesi.

4. Siti scavati che non sono soggetti a ripristino immediato dovrebbe essere reintegrato per

protezione.

5. Tecniche e materiali moderni possono essere utilizzati nei lavori di restauro.

6. I siti storici devono ricevere una rigorosa protezione riservata.

7. Si dovrebbe prestare attenzione alla protezione delle aree circostanti

siti storici.

1945: nasce UNESCO

Carta del restauro IMO, Atene 1931

3° aesthetic enhancement of ancient monuments

È importante capire da dove viene l’idea di patrimonio dell’Umanità. È quindi importante

adottare una legislazione internazionale e adottare dei canoni per il restauro: nasce l’idea

che ci sia qualcosa che abbia a che fare col patrimonio, che un bene non sia abbandonato

tendenza

al caso e che sia di interesse per tutti gli stati. C’è una sempre maggiore

cosmopolita tendenza tipica

(che apprezza il patrimonio dell’Umanità) che contrasta con una

del ‘700 e dell’800, dove ogni stato deciderà in modo assolutamente sovrano riguardo il suo

patrimonio; il riferimento al proprio paese di origine ritorna. Quindi la conferenza

raccomanda che la costruzione di edifici carattere e aspetto esterno delle città in cui si

trovano da erigere dovrebbe essere rispettato, in particolare nel quartiere di monumenti

antichi, dove dovrebbe essere dato l'ambiente circostante considerazioni speciali. Anche

alcuni gruppi e alcuni particolarmente pittoreschi il trattamento prospettico dovrebbe essere

preservato

Sempre all’interno della Carta del restauro (IMO Atene 1931) troviamo scritto nel settimo

paragrafo

VII. – The Conservation of Monuments and International Collaboration

“La Conferenza, convinta che la questione

comma A “Technical and Moral cooperation”:

della conservazione della è una di quelle

proprietà artistica e archeologica dell'umanità

che che sono Spera che gli

interessa la comunità degli Stati, guardiani della civiltà.

Stati, agendo nello spirito dell'Alleanza della Lega delle Nazioni, collaboreranno tra loro

su una scala sempre più vasta... Ritiene altamente auspicabile che le istituzioni e le

associazioni qualificate dovrebbero, senza in alcun modo pregiudicare il diritto pubblico

internazionale, avere l'opportunità di manifestare il proprio interesse per la protezione delle

opere d'arte in cui la civiltà è stata espressa al massimo grado e che sembrerebbe essere

minacciato con distruzione; Esprime l'augurio che richiede di raggiungere questo scopo,

sottoposto all’Organizzazione per la cooperazione intellettuale della Lega delle Nazioni,

essere raccomandato alla più seria attenzione degli Stati.”

Dopo la Seconda Guerra Mondiale nel gli stati membri

1954 a The Hague (L’Aia)

dell’UNESCO stipularono la Convention for the Protection of Cultural Property in the

La cosiddetta è una convenzione per

Event of Armed Conflict. Convenzione dell’Aia

tutelare il patrimonio nei conflitti armati. Si cerca di vincolare ciò che i paesi possono fare

anche durante un conflitto bellico per impedire che un patrimonio culturale diventi soggetto

che i hanno subito gravi danni

beni culturali

bellico. La convenzione cita che “riconoscendo

durante i recenti conflitti armati e che, in ragione degli sviluppi nella tecnica di guerra, è in

un pericolo crescente di distruzione; essere convinti che il danno alla proprietà culturale

appartenente a qualsiasi persona significa qualunque danno al patrimonio culturale

di tutta l'umanità, dal momento che ogni popolo dà il suo contributo alla cultura del

considerando che la conservazione del patrimonio culturale è di

mondo; grande

e che è importante che

importanza per tutti i popoli del mondo questa eredità riceva

protezione internazionale.” Un esempio riguardo ciò appena riportato è il caso di Saddam

Hussein che distrusse moltissimi luoghi di culto e patrimoni iracheni e fu giustiziato a seguito

della condanna di crimini contro l’Umanità.

Spesso accadeva che durante i conflitti si distruggesse il patrimonio culturale altrui per

rappresaglia: ad esempio, se qualcuno bombardava le mie industrie, allora io bombardavo

i monumenti altrui; i nazisti hanno bombardato il centro storico di Varsavia perché i polacchi

si ribellavano al dominio nazista. Vediamo alcune immagini nelle slide Londra bombardata

dalla Luftwaffe, Montecassino e Dresda (che era patrimonio dell’Umanità e ora non lo è più

perché ha violato i termini dell’UNESCO costruendo un ponte sull’Elba in quanto deturpava

il paesaggio). Le industrie inglesi furono prese di mira perché sostenevano lo sforzo bellico

della nazione. Vediamo altre immagini come Le Havre dopo il bombardamento del 1944,

ricostruita poi da Auguste Perret ed inserita nella WHL nel 2005. Poi c’è Rotterdam – città

dell’architettura contemporanea – e a seguire Hiroshima dopo lo sgancio della bomba

atomica e Manila dopo l’omonima battaglia. Vediamo anche le demolizioni ottocentesche

boulevards haussmanniani

per la realizzazione dei di Parigi dove, per crearli, è stato

distrutto molto del centro storico medievale della città. Un altro esempio è il Berliner Schloss

che venne demolito e trasformato nel Palast der Republick per poi essere demolito

nuovamente e ritrasformato nel Berliner Schloss: è un’idea di come rapportarsi alla

distruzione. Un altro esempio di distruzione economica il Robin Hood Gardens a Londra

della A&P Smithson, completato nel 1972 ed oggi parzialmente demolito: inizialmente erano

simbolo di riscatto sociale perché offrivano residenze a persone che non potevano

permetterselo; ora, invece, questa architettura anni ‘60 spesso la demoliamo perché ci fa

proprio schifo, la “sputtaniamo” e non vogliamo vederla neanche per sbaglio.

Quindi, l’analisi che fa questa convenzione è:

- Ogni popolo dà un contributo alla cultura del mondo;

- Un danno a un bene culturale che appartenga a un qualunque popolo significa un

danno al patrimonio culturale di tutta l’umanità

- La conservazione del patrimonio culturale è di grande importanza per ogni popolo

del mondo

- Il patrimonio culturale dovrebbe ricevere protezione internazionale.

I concetti menzionati sono: popolo, patrimonio, cultura, umanità, cultura mondiale e

patrimonio culturale dell’umanità.

La tesi è che

1. ciascun popolo contribuisce al patrimonio culturale di tutti:

2. un danno al patrimonio di un popolo reca danno al patrimonio di tutti e

3. tutti i popoli hanno interesse alla protezione del patrimonio di tutti i popoli ed

4. è necessaria una protezione internazionale del patrimonio culturale.

Nota bene: che la tesi non riguarda solo popoli cui si riconosca un contributo eminente.

Si esce quindi dall’idea che il patrimonio rilevante venga solamente da certi popoli, che

a creare la civiltà siano stati i soliti nomi noti: si dà quindi valore anche alle altre civiltà.

Analizziamo ora i capitoli principali; usano definizioni estensionali, cioè rispondono ad una

domanda per esempio dicendo “è questo, questo e questo”.

Capitolo I, Disposizioni generali in materia di protezione.,

articolo 1: definizione di bene culturale (cultura property).

Ai fini della presente Convenzione, il termine "bene culturale" dovrebbe coprire,

indipendentemente dall'origine o dalla proprietà:

A) Beni mobili o immobili di grande importanza per il patrimonio culturale di ogni

come monumenti di architettura, arte o storia, indipendentemente

popolo, religiosi

siti archeologici; gruppi di edifici che, nel loro insieme, sono di interesse

o secolari;

storico o artistico; opere d'arte; manoscritti, libri e altri oggetti di interesse artistico,

storico o archeologico; nonché raccolte scientifiche e importanti collezioni di libri o

archivi o di riproduzioni della proprietà sopra definita;

B) la cui finalità efficace è di preservare o esporre i beni culturali mobili definiti

Edifici

nel sub paragrafo precedente come musei, grandi biblioteche e depositi di archivi, e

rifugi intesi come ricoveri, nell’evento di un conflitto armato, i beni culturali mobili

definiti nel sub paragrafo precedente;

C) contenenti a un quantitativo di beni culturali come definiti nei sub

Centri/sedi

paragrafi precedenti, conosciuti come “centri contenenti monumenti”.

Article 4. Respect for cultural p

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher QuelloCheTiServe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Beni culturali e offerta turistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Giannasi Matteo.
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