Zygmunt Bauman
La sociologia di Bauman può essere considerata a tutti gli effetti una sociologia umanistica poiché guarda ai valori fondamentali umani: autonomia, dignità, libertà e giustizia. La sociologia svolge un ruolo politico ed etico insieme, capace di prendere posizione nei confronti della "miseria del mondo": ricercandone le cause sociali, denunciando i meccanismi di disuguaglianza e delineando potenzialità di autonomia e creatività degli esseri umani.
Il ruolo attivo della sociologia nell’esplorazione critica del mondo sociale. La sociologia appare come uno strumento indispensabile per rendere intelligibili i nessi tra problemi personali e questioni di interesse pubblico. Nel 1967 Bauman scrisse che la sociologia mira a rendere il comportamento umano meno prevedibile attivando fonti di decisioni interne, motivazionali, fornendo agli esseri umani una conoscenza più ampia della loro situazione e ampliando la sfera della loro libertà di azione. In Modernità liquida scrisse "per operare nel mondo occorre conoscere come il mondo opera".
Bauman, con i maestri polacchi Ossowski e Hochfeld, propone una visione socialista e culturale della disciplina; il socialismo in quanto domanda incessante di un nuovo orizzonte – la cultura perché rinvia alla capacità umana di sfidare i limiti del reale, alla ricerca di giustizia e libertà. Bauman considera la sociologia come uno degli strumenti attraverso i quali l’alienazione può essere superata.
Teoria della modernità
Essa è messa a punto nella seconda metà degli anni 80 del novecento. Nei primi anni novanta Bauman accoglie il termine postmodernità. Tra il vecchio e il nuovo secolo usa il termine modernità liquida. La prima tappa della teoria si sviluppa attraverso quella che lo stesso autore definisce la "trilogia della modernità" dal 1987 al 1990. Nel 1989 premio Amalfi di sociologia e teoria sociale.
L’incontro con Gramsci lo aiuterà a non diventare "antimarxista" ma lo allontanerà dall’ortodossia del partito. Con la crisi del fordismo il ruolo della classe operaia diventa sempre meno centrale. Il socialismo reale smette di apparire un'alternativa plausibile. La caduta del muro di Berlino sancisce definitivamente la fine della sua epoca.
È importante come il collasso del sistema sovietico venga considerato uno della più ampia crisi del progetto della società razionale. Una duplice serie di trasformazioni sociali e politiche sono dunque alla base della modernità contemporanea: 1) chi mette in discussione i principi di integrazione e legittimazione occidentale; 2) quelle che portano a conclusione i regimi e socialismo reale.
La modernità è per Bauman un modo di interpretare il mondo, di concepirlo come un campo governabile con l’ausilio dell’azione razionale. Lo sguardo colonizzatore moderno è guidato dall’ideale di una continua trasformazione e di un perenne progresso. La modernità è espressione di un intrinseco dinamismo, di una volontà e di una capacità di dare ordine e direzione al cambiamento e della coscienza di questa capacità. Da qui nasce la convinzione degli ideali di civilizzazione della modernità fondati sull’abilità di fare spazio all’inedito, al non ancora sperimentato e al miglioramento continuo. Le stesse istituzioni sono considerate per definizione perfezionabili.
Secondo Bauman uno degli aspetti più salienti della modernità è la centralità al suo interno della dimensione dell’ordine e del controllo sociale. (superiorità dell’occidente sull’oriente, bianchi sui neri, uomo su donna). La modernità mira all’ideale della perfettibilità umana e sociale. Il progetto moderno di eliminazione dell’ambivalenza evoca il nitore di un giardino ben curato in cui i sentieri sono segnalati con attenzione delineato da tratti chiari e armonici.
Un ruolo strategico nella diffusione di questa visione del mondo è svolto dall’Europa, depositaria di un destino storico. Al centro c’è la cultura europea di grado superiore e alla periferia le altre, le culture "arretrate" che vanno conquistate e portate al corretto grado di sviluppo. (Proselitismo e colonizzazione sono il portato di questa visione).
L’Europa può essere considerata a suo modo l’emblema della figura del giardiniere che costituisce il simbolo della moderna costruzione dell’ordine. Le simmetrie del giardino richiedono una costante supervisione opera di supervisione e monitoraggio. E in questa cornice prende corpo la ridefinizione dei poveri e degli umili come classi pericolose da tenere a bada e avviare nella giusta direzione per preservare l’ordine sociale così costruito.
L’orientamento alla conquista è sostenuto da un immaginario che identifica lo strumento del dominio. L’industrialesimo e il capitalismo moderno ne sono le incarnazioni perfette. Il passato non è più depositario di conoscenze utili alla costruzione dell’avvenire.
La ricerca dell’ordine si accompagna alla volontà di chiusura e di esclusione nei confronti di chi si sottrae alla presa della razionalità strumentale che dell’ordine moderno è la base.
Nelle cosiddette società tradizionali. Il controllo sociale veniva esercitato con "io guardo te tu guardi me"; ciascuno era controllato e controllore. Nelle società moderne dove si vive per lo più con persone che non si conoscono, dove la sorveglianza visiva viene meno e il senso comune tende a pluralizzarsi, l’ordine deve trovare altre vie per essere mantenuto:
- La vita privata e quella pubblica si separano
- Si introducono norme morali universali
- Si consolidano istituzioni preposte al rispetto della legalità
Le azioni sono ora giudicate in accordo a regole generali. Il moderno stato-nazione diventa garante del rispetto sulla base dei principi di efficacia e adeguatezza.
Nel 1988 Freedom Bauman richiama il Panopticon di Bentham e l’interpretazione che ne ha dato Foucault. L’umanità sottoposta a questa gigantesca macchina di controllo viene confinata in una pluralità di istituzioni (condotte su comando). Ciò che conta è la voce dei decisori non la voce dei subordinati. Mentre una parte della popolazione viene ritenuta idonea ad agire in conformità all’ordine sociale, l’altra quella degli imperfetti viene presa a carico da autorità esperte che si occuperanno di far loro generare le condotte desiderate.
La modernità non è solo una civiltà costruita sulla razionalità, il dinamismo e la conoscenza scientifica ma anche per una società coscientemente diseguale. (gli outsider e gli insider).
Il Panopticon di Bentham e il modello di sistema elaborato da Parsons hanno in comune la potente ambizione di fornire un modello equilibrato e ben strutturato di coabitazione umana. Dove per Bentham l’integrazione è garantita dal riconoscimento delle differenze tra gli esseri umani, per Parsons è frutto della somiglianza. Condividono le stesse norme culturali dove si esprime la massima libertà d’azione.
Bauman è co