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Basi organiche della Schizofrenia

Appunti di psicofarmacologia sulle Basi organiche della Schizofrenia basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Mele dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1, facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicofarmacologia docente Prof. A. Mele

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Schizofrenia: diverse patologie in una

1700 Philippe Pinel definì le malattie mentali come l’interazione tra fattori ambientali e

fattori genetici.

1800 Russel/Jackson differenziarono i sintomi della schizofrenia in sintomi positivi e

negativi

1800 Kraepelin conia il termine Dementia Praecox

1908-1919 Bleuler conia il termine SCHIZOFRENIA (“MENTE DIVISA”)

1950 Schneider per poter diagnosticare la schizofrenia propone i sintomi di primo

rango

DISTURBI

 eco, sonorizzazione del pensiero

 voci dialoganti, sottoforma di discorsi, rivolti al soggetto in terza persona

 voci uditive che commentano le azioni del soggetto

 esperienze di influenzamento somatico

 furto del pensiero

 pensiero persecutorio

 inserzione del pensiero (i pensieri degli altri si intersecano con i propri)

 diffusione del pensiero (i propri pensieri sono percepibili dagli altri)

 esperienze di Gematch (le esperienze sono vissute come imposte dall'esterno)

 senso di imposizione del sentimento

 imposizione degli impulsi e degli atti, non riconosciuti come volontari

 percezione delirante

Si tende a descrivere la schizofrenia come una singola patologia, in realtà è possibile che sia un

insieme di diverse patologie (patologie riflesse). Questa eterogeneità ha portato ad un ulteriore

suddivisione della patologia:

SCHIZOFRENIA EBEFRENICA (in cui prevale la dissociazione del pensiero)

SCHIZOFRENIA SEMPLICE (in cui prevale l’isolamento dall’ambiente circostante)

SCHIZOFRENIA CATATONICA (in cui prevalgono i disturbi della volontà o disorganizzazione

comportamentale)

SCHIZOFRENIA PARANOIDE (in cui prevalgono idee fisse allucinazioni e delirii)

Sintomi positivi e negativi della psicosi

I sintomi positivi sembrano riflettere un eccesso delle normali funzioni. Comprendono tipicamente

delirii e allucinazioni, ma possono anche includere distorsioni o esagerazioni del linguaggio e della

comunicazione (eloquio disorganizzato), nonché del controllo comportamentale (comportamento

osceno disorganizzato o catatonico).

I sintomi negativi includono invece:

APPIATTIMENTO AFFETTIVO: limitazioni nella varietà e nell’intensità dell’espressione emotiva

ALOGIA: limitazioni nella fluidità e produttività del pensiero e dell’eloquio

AVOLITION (MANCANZA DI VOLONTA): limitazioni nell’iniziare un’attività finalizzata

ANEDONIA. Incapacità di provare piacere

ATTENZIONE COMPROMESSA

Tutti i sintomi negativi della schizofrenia sono associati a lunghi periodi di ospedalizzazione e a

scarsa attività sociale.

Gli antidepressivi sono efficaci nell’inibite i sintomi negativi nei depressi ma non negli

schizofrenici. Questo sta ad indicare che il substrato biologico alla base della stessa sintomatologia

è diverso.

Per quanto riguarda l’epidemiologia, è stato osservato che è presente una relazione inversa tra stato

socioeconomico e la possibilità di sviluppare la patologia. La correlazione è presente in particolar

modo nelle grandi città e negli strati sociali più bassi. Gli stress economici e sociali potrebbero

essere concausa della comparsa della patologia. Nello specifico lo stress modula l’attività del

sistema dopaminergico. Il fattore genetico incide per il 48%.

Un allargamento ventricolare è osservato sia in pazienti schizofrenici che in pazienti affetti da

Corea di Huntinghton. Generalmente è attribuita a residui del tessuto nervoso.

In aree del lobo temporale si osservano riduzioni della sostanza grigia tra il 4-7% nell’amigdala,

ippocampo e lobo medio-temporale. Questa riduzione è possibile osservarla anche in pazienti affetti

da disturbo bipolare e da PTSD (Post Traumatic Stress Disorder).

È possibile osservare anche una disorganizzazione delle cellule dell’ippocampo e della corteccia

rinale.

In pazienti affetti si osserva una riduzione di materia grigia ad un tasso più rapido di quello

osservato in adolescenti normali (si ha sempre una riduzione corticale).

Nelle fasi precoci dell’insorgenza della patologia negli adolescenti questa perdita a carico del lobo

parietale è correlata con i deficit visuospaziali e computazionali osservati nelle fasi precoci.

Questi dati suggeriscono che la schizofrenia possa essere una patologia dello sviluppo.

Nel corso dello sviluppo i neuroni piramidali sostenuti da migliaia di efferenze e afferenze (nella

corteccia normale preadolescenziale) vanno incontro a un fenomeno chiamato PRUNING. Il

pruning è lo sfoltimento delle sinapsi scarsamente utilizzate. Questi meccanismi portano alla

ridefinizione dei circuiti cerebrali che acquistano maggiore efficienza funzionale.

Utilizzando microarray per confrontare l’espressione genica in pazienti schizofrenici sono state

dimostrate riduzioni consistenti in geni che hanno un ruolo nella funzione sinaptica. Alcuni geni

sono ridotti in modo abbastanza specifico nei pazienti affetti.

Nella corteccia frontale si ha spostamento di ridotta materia grigia da lobo parietale al frontale. In

pazienti schizofrenici si ha infatti riduzione di marcatori sinaptici e nelle dimensioni cellulari

(generalmente correlato con l’estensione dei neuriti). Dati strutturali indicano riduzioni della

sostanza bianca talamica nei nuclei che proiettano verso la corteccia prefrontale. I parametri

metabolici risultano alterati nella corteccia prefrontale in pazienti sottoposti al test della memoria di

lavoro.


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AUTORE

ludide

PUBBLICATO

6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in neurobiologia
SSD:
Docente: Mele Andrea
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludide di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicofarmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mele Andrea.

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