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Schizofrenia: diverse patologie in una

Nel 1700, Philippe Pinel definì le malattie mentali come l'interazione tra fattori ambientali e fattori genetici. Nel 1800, Russel e Jackson differenziarono i sintomi della schizofrenia in sintomi positivi e negativi. Sempre nel 1800, Kraepelin coniò il termine Dementia Praecox. Tra il 1908 e il 1919, Bleuler coniò il termine Schizofrenia ("mente divisa"). Nel 1950, Schneider per poter diagnosticare la schizofrenia propose i sintomi di primo rango.

Disturbi

  • Eco, sonorizzazione del pensiero
  • Voci dialoganti, sottoforma di discorsi, rivolti al soggetto in terza persona
  • Voci uditive che commentano le azioni del soggetto
  • Esperienze di influenzamento somatico
  • Furto del pensiero
  • Pensiero persecutorio
  • Inserzione del pensiero (i pensieri degli altri si intersecano con i propri)
  • Diffusione del pensiero (i propri pensieri sono percepibili dagli altri)
  • Esperienze di Gematch (le esperienze sono vissute come imposte dall'esterno)
  • Senso di imposizione del sentimento
  • Imposizione degli impulsi e degli atti, non riconosciuti come volontari
  • Percezione delirante

Si tende a descrivere la schizofrenia come una singola patologia, in realtà è possibile che sia un insieme di diverse patologie (patologie riflesse). Questa eterogeneità ha portato ad un'ulteriore suddivisione della patologia:

  • Schizofrenia ebefrenica (in cui prevale la dissociazione del pensiero)
  • Schizofrenia semplice (in cui prevale l'isolamento dall'ambiente circostante)
  • Schizofrenia catatonica (in cui prevalgono i disturbi della volontà o disorganizzazione comportamentale)
  • Schizofrenia paranoide (in cui prevalgono idee fisse, allucinazioni e deliri)

Sintomi positivi e negativi della psicosi

I sintomi positivi sembrano riflettere un eccesso delle normali funzioni. Comprendono tipicamente deliri e allucinazioni, ma possono anche includere distorsioni o esagerazioni del linguaggio e della comunicazione (eloquio disorganizzato), nonché del controllo comportamentale (comportamento osceno disorganizzato o catatonico).

I sintomi negativi includono invece:

  • Appiattimento affettivo: limitazioni nella varietà e nell'intensità dell'espressione emotiva
  • Alogia: limitazioni nella fluidità e produttività del pensiero e dell'eloquio
  • Avolition (mancanza di volontà): limitazioni nell'iniziare un'attività finalizzata
  • Anedonia: incapacità di provare piacere
  • Attenzione compromessa

Tutti i sintomi negativi della schizofrenia sono associati a lunghi periodi di ospedalizzazione e a scarsa attività sociale. Gli antidepressivi sono efficaci nel inibire i sintomi negativi nei depressi ma non negli schizofrenici. Questo sta a indicare che il substrato biologico alla base della stessa sintomatologia è diverso.

Per quanto riguarda l'epidemiologia, è stato osservato che è presente una relazione inversa tra stato socioeconomico e la possibilità di sviluppare la patologia. La correlazione è presente in particolar modo nelle grandi città e negli strati sociali più bassi. Gli stress economici e sociali potrebbero essere concausa della comparsa della patologia. Nello specifico, lo stress modula l'attività del sistema dopaminergico. Il fattore genetico incide per il 48%.

Un allargamento ventricolare è osservato sia in pazienti schizofrenici che in pazienti affetti da Corea di Huntington. Generalmente è attribuita a residui del tessuto nervoso. In aree del lobo temporale si osservano riduzioni della sostanza grigia tra il 4-7% nell'amigdala, ippocampo e lobo medio-temporale. Questa riduzione è possibile osservarla anche in pazienti affetti da disturbo bipolare e da PTSD (Post Traumatic Stress Disorder).

È possibile osservare anche una disorganizzazione delle cellule dell'ippocampo e della corteccia rinale. In pazienti affetti si osserva una riduzione di materia grigia a un tasso più rapido di quello osservato in altre condizioni.

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludide di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicofarmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Mele Andrea.
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