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riqualificano il paesaggio urbano sono concepiti anche per attirare investimenti privati, anche

esteri, su una città che inizia a presentarsi su una scena prima europea e poi anche globale.

Le quattro aree olimpiche (in rosso) diventano nuove centralità, trasformate e gestite da società

municipali.

Non è stato un evento passeggero ma la città l’ha usato per costruire elementi a scopi pubblici, a

vantaggio della cittadinanza.

Sorgono l’insediamento residenziale della Villa olimpica, Anillo olimpico, etc (impianto stradale a

corridoio, fedele il principio dello spazio introdotto da Cerdà, ma gli isolati hanno una dimensione

maggiore (2 o 3 blocchi di Cerdà) e ripristinano la condizione di apertura, permeabilità e presenza

di suolo verde all’interno degli isolati).

Sullo slancio economico e progettuale dei giochi prosegue il recupero del litorale, si interra la

ferrovia e si bonifica la spiaggia. Marketing urbano, presentazione a un pubblico internazionale di

quali sono le aree in cui a Barça si può investire denaro per costruire edifici, centri commerciali

etc. questo avviene attraverso una parte di interventi pubblici cosicché le funzioni insediate in

questi spazi non siano solo interessanti e remunerative per i privati ma siano utili anche per gli

abitanti della città come spazi di vita.

Tale fu il successo di Barcellona olimpica, che si propone per un secondo evento: il Forum delle

culture, organizzato dall’Unesco. Barça insedia il forum in uno spazio vicino al mare ma verso

Levante. L’alta velocità, l’0ampliamento del porto e dell’aeroporto, nuove linee della metro fanno

Barcà una parte d’Europa.

Le scelte iniziano a essere orientate maggiormente dal profitto che si aspettano di ricavare gli

operatori economici e non più per il bene comune della città.

Piani strategici: il primo nel 90 (maragall), 1994 e nel 99 e poi l’ultimo: rispetto un’area allargata di

Barcellona. Sono strumenti di carattere diverso dal piano regolatore. Non riguardano l’uso del

suolo ma sono piani che fissano obiettivi di sviluppo socio economico, puntando le capacità e le

energie della città in direzione di pochi obiettivi socio economici da raggiungere.

Nei due piani del 94 e del 99 puntano fare di Barça una città della conoscenza e della informazione

e che le persone trovino lavoro in questi due settori (visto che le industrie avevano chiuso nel

frattempo). Il Poblenou è questo: da area industriale che era fin dall’800, si è trasformato nel

distretto delle informazioni e telecomunicazioni.

Il piano 22@ serve a convertire il Poblenou da zona industriale a distretto tecnologico.

Il poblenou e il piano 22@

Ci troviamo all’estremità orientarle dell’Ensanche dove c’è una zona industriale. Si mantengono le

forme dell’ensanche. Non erano comunque assenti le residenze. Fino al ’53 erano possibili le

costruzioni, e sono alcune migliaia ad oggi ancora esistenti. La chiusura di molte delle fabbriche

presenti ha reso necessari interventi estesi di rigenerazione urbana, quest’idea prende corpo

quando inizia il desiderio del distretto tecnologico (foto: azzurro le aree 22@, 2grossi blocchi a

cavallo della diagonal e uno a ridosso in basso alla diagonal. )

2

Il piano interessa 2 milioni di m . Copre quindi 200 ettari. Il piano fa parte della strategia urbana

più ampia che orienta verso est lo sviluppo della città. Un’area ben connessa alla città, non

necessità di grossi interventi di infrastrutture. Ha già una linea della metro che la attraversa, il

tram, fitta rete di autobus urbani e un servizio di bike sharing. (foto: giallo percorsi ciclabili, auto in

blu, tram in azzurro, in basso nera la ronda litoral che fa parte dell’anello che circonda

interamente la parte centrale di barcellona.

Cos’è il piano, che obiettivi si propone e come funziona

Obiettivo di rinnovare la vocazione produttiva del poblenou, trovando una nuova funzione,

attivando imprese del settore information and comunication technology (ICT). Devono essere

attività in cui c’è un elevato rapporto tra n° addetti e spazio occupato a differenza delle industrie

in cui ci sono grandi spazi e n° addetti ridotti. Nelle attività “arroba” l’idea è che le persone

lavorino con il cervello in spazi contenuti.

Le attività sono attirate grazie al premio volumetrico: queste attività, compatibili con la residenza,

devono cedere porzioni di suolo alla città in cambio della maggiore densità.

Rimane invariata in tutto il distretto la griglia ortogonale. La città compatta rimane il modello di

riferimento.

Parole chiave:

 Densità (aumenta del 50%)

 Varietà (ammette la residenza accanto alle attività produttive anche negli stessi isolati,

anche per il recupero degli edifici industriali dismessi, e considera compatibili anche altre

attività anche gli uffici -> esclusi solo i centri commerciali)

 Flessibilità ( si auspica che ci sia una grande quantità di interventi: creazione, demolizione,

molteplici forme e dimensioni per gli edifici di nuova costruzione.)

Attenzione data alle classi sociali: una parte del premio volumetrico infatti viene riservato agli

interventi che contengono quote di edilizia residenziale agevolata, obbligatoriamente da cedere al

comune (costruiti a spese dell’investitore ma da cedere al comune da poter dare a famiglie meno

abbienti).

L’intervento edilizio è consentito in tre modi differenti:

 Attraverso piani particolareggiati di iniziativa pubblica (PERI’) nelle aree di maggiore

importanza strategica;


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althea7

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione dell'architettura
SSD:
Docente: Gaeta Luca
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher althea7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di urbanistica - strumenti e programmi per la trasformazione urbana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Gaeta Luca.

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