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Banking & Finance

1) LA STRUTTURA FINANZIARIA DELLE IMPRESE

Relazione tra mercati e intermediari

1. Sistemi finanziari orientati al mercato: prevalgono circuiti di scambio diretti

(Regno Unito, Stati Uniti, Canada).

2. Sistemi finanziari orientati agli intermediari: prevalgono circuiti intermediati

(Europa continentale). Tendenza alla titolarizzazione, con maggior peso del mercato.

Composizione delle passività finanziarie delle imprese (fine periodo, % sul

totale)

Segue: indicatori finanziari 1

Bankit afferma che :

«… il leverage, pari al rapporto tra i debiti finanziari e la somma di questi ultimi e del

patrimonio netto ai valori di mercato, è elevato nel confronto storico; nel 2011 è salito di

quasi tre punti, al 48,0 per cento, riflettendo principalmente la riduzione del valore di

mercato del patrimonio» (Relazione Bankit, 2012) «Nel 2012 i debiti finanziari delle

imprese si sono ridotti di 9 miliardi; il calo è stato marcato soprattutto per i prestiti bancari e

per quelli a medio e a lungo termine … Il leverage si è leggermente ridotto, al 48,0 per

cento; l’indicatore rimane su livelli elevati rispetto al passato principalmente per la

riduzione del valore di mercato del patrimonio» (Relazione Bankit, 2013) «Il leverage,

misurato dal rapporto tra i debiti finanziari e la loro somma con il patrimonio valutato ai

prezzi di mercato, è diminuito al 44,4 per cento (46,7 nel 2012), rimanendo tuttavia più

elevato di quello medio dell’area dell’euro (tav. 14.7); il divario, pari a oltre cinque punti

percentuali, è leggermente aumentato rispetto all’anno precedente» (Relazione Bankit,

2014).

Nel 2014 il Leverage era al 45,3 % . Nonostante il graduale processo di riequilibrio della

struttura finanziaria (leva diminuita nell’ultimo triennio), nel confronto internazionale le

imprese italiane restano caratterizzate:

1. da un minore contributo del capitale;

2. da un maggiore ricorso ai prestiti bancari;

3. la quota delle obbligazioni risulta ora in linea con quella dell’area dell’euro (fig. 6.3). 2

Dove la leva finanziaria è pari al rapporto tra i debiti finanziari e la somma degli stessi con il patrimonio

netto valutato a prezzi di mercato.

Nel 2015 La leva è particolarmente elevata per le aziende di minore dimensione (fig. 6.3.b),

per le quali la dipendenza dal credito bancario resta un tratto strutturale: nonostante la

crescita osservata negli anni della crisi finanziaria, le obbligazioni si confermano una fonte

di finanziamento rilevante solo per le grandi imprese. Infatti…

– microimprese: meno di 10 addetti e fatturato o attivo non superiori a 2 milioni di euro;

– piccole imprese: meno di 50 addetti e fatturato o attivo non superiori a 10 milioni di euro;

– medie imprese: meno di 250 addetti e fatturato o attivo non superiori rispettivamente a 50 e 43 milioni di euro;

– grandi imprese: almeno 250 addetti e fatturato o attivo superiori rispettivamente a 50 e 43 milioni di euro.

Tra il 2011 e il 2015 il contributo degli incrementi patrimoniali alla riduzione della leva

finanziaria è stato rilevante soprattutto per le grandi imprese; tra quelle di minore

dimensione è stato invece preponderante l’effetto derivante dall’uscita dal mercato delle

aziende più indebitate.

Dalla Relazione Bankit 2010: 3

In presenza di un rialzo dei tassi di interesse, i livelli dell’indebitamento e il peso della

componente a breve scadenza rappresentano un fattore di fragilità per le imprese italiane. Il

potenziale impatto di un aumento dei tassi dipende anche dalla quota, ampia in Italia, di

debiti bancari a medio e a lungo termine su cui è applicato un tasso variabile: questi hanno

rappresentato oltre il 95 per cento dei prestiti erogati negli ultimi cinque anni, rispetto all’89

per cento dell’area dell’euro. Sulla base di stime coerenti con l’evoluzione attesa delle

principali variabili macroeconomiche e ipotizzando un andamento del debito in linea con gli

ultimi dati disponibili, un rialzo dei tassi di un punto percentuale nel corso del 2011, valore

prossimo alle aspettative prevalenti sul mercato, aumenterebbe l’incidenza degli oneri

finanziari sul MOL di oltre un punto, al 20 per cento. Si tratterebbe di un livello elevato

rispetto alla media del periodo 2000-07 (15,7 per cento) ma inferiore al picco toccato nel

2008 (26,5 per cento).

Scadenza dei prestiti (in % sui prestiti totali) 4

Cause: B2 no P in mora, è Pd, da qui spinte alla ricomposizione dei P; non più vincoli ai fin. m/l; LBO

Credito bancario alle imprese

(variazioni percentuali sui 12 mesi)

Stretta creditizia, specie per i grandi gruppi, dovuta:

alla contrazione della domanda (non per capitale circolante);

o alle politiche di offerta più restrittive (anche per ridurre i RWA).

o

Bankit afferma che nel 2012 il credito alle imprese si è ridotto per la seconda volta

dall’inizio della crisi finanziaria; la tendenza è proseguita nei primi mesi dell’anno in corso.

La contrazione è stata maggiore per le piccole imprese. Contrariamente a quanto osservato

in passato, la dinamica negativa del credito ha riguardato, seppure con minore intensità,

anche imprese in condizioni finanziarie più equilibrate. La riduzione dei prestiti bancari nel

2012 è dovuta a fattori sia di domanda, connessi con il calo degli investimenti, sia di offerta,

derivanti dall’adozione di politiche creditizie restrittive da parte degli intermediari.

L’indagine trimestrale sul credito bancario condotta dall’Eurosistema (Bank Lending

Survey) ha confermato la persistenza di politiche di concessione dei finanziamenti molto 5

selettive, attribuibili in larga parte all’incertezza della situazione economica generale e

all’elevata rischiosità di specifici settori e imprese (Relazione 2013) 15 Segue La domanda

di credito delle imprese ha riflesso il calo degli investimenti e dei volumi produttivi… Sul

versante dell’offerta, nell’indagine sul credito bancario condotta dall’Eurosistema le banche

italiane hanno segnalato, a partire dal quarto trimestre del 2013, un’attenuazione della

severità dei criteri di concessione dei finanziamenti, che restano tuttavia restrittivi… Sulla

base dell’indagine Invind la quota di imprese che hanno dichiarato di non aver ottenuto

dalle banche i finanziamenti richiesti è scesa di circa tre punti rispetto al 2012, al 9 per

cento, un valore ancora alto rispetto al periodo 2005-07; il miglioramento è stato marcato

per le imprese dei servizi... Le difficoltà di accesso al credito delle imprese italiane, in linea

con quelle rilevate in Spagna, restano elevate nel confronto con le altre principali economie

dell’area dell’euro: l’indagine semestrale della Banca centrale europea tra le imprese

dell’area indica che, nonostante la quota di aziende che hanno domandato nuovi prestiti sia

simile nei diversi paesi, in Italia e in Spagna l’incidenza di quante non riescono a ottenere i

finanziamenti richiesti è superiore rispetto alla Germania e alla Francia…In Italia l’aumento

del rischio di credito ha determinato una crescita della quota di prestiti assistiti da garanzie

durante la crisi (Relazione 2014). Fattore dimensionale

I prestiti erogati dai primi cinque gruppi e dalle filiali di banche estere hanno continuato a

contrarsi, seppure a ritmi inferiori rispetto al 2013; quelli erogati dalle altre categorie di

intermediari sono invece leggermente cresciuti Il differente andamento del credito tra

banche di diverse dimensioni dipende da fattori sia di offerta sia di domanda. Le banche più

piccole si caratterizzano per un modello di intermediazione basato sul contatto diretto con i

debitori (relationship lending) che crea maggiori incentivi a salvaguardare le relazioni di

lungo periodo. Tra la clientela delle banche di minore dimensione rivestono inoltre un peso

rilevante le piccole e medie imprese, che non hanno facilmente accesso a fonti di

finanziamento alternative al credito bancario. Le imprese di maggiore dimensione, alle quali

fa capo una quota significativa dei prestiti delle banche più grandi, hanno invece sostituito

negli anni più recenti, per importi rilevanti, credito bancario con obbligazioni. 18 Però… I

prestiti bancari alle imprese di minore dimensione continuano a ridursi a ritmi sostenuti.

Cause:

 maggiore vulnerabilità dei bilanci

 più elevata presenza in settori in cui la ripresa economica non si è ancora pienamente

manifestata

 maggiori asimmetrie informative che le caratterizzano

 più alta incidenza dei costi fissi di gestione dei crediti di importo contenuto.

Zombie lending? 6

La crisi può indurre fenomeni di selezione avversa verso le aziende, creando un incentivo a

continuare a erogare credito a debitori preesistenti e con scarse prospettive economiche, al

fine di evitarne un fallimento che farebbe emergere perdite sui finanziamenti concessi in

precedenza e intaccherebbe ulteriormente il capitale della banca. Tra il 2008 e il 2013 le

banche meno capitalizzate hanno accordato, rispetto alle altre, più prestiti a imprese

definibili come zombie sulla base di indicatori di redditività e fragilità finanziaria e hanno

mostrato una minore propensione a interrompere le relazioni di credito esistenti con tali

aziende. I risultati indicano che questo fenomeno non si è però accompagnato a una

riduzione dell’offerta di credito alle imprese migliori.

Qualità attivi: totale sistema

(sono compresi i gruppi e le banche filiazioni di intermediari esteri)

(dati fine periodo, milioni di euro e valori percentuali)

Definizioni

Partite incagliate Esposizioni verso affidati in temporanea situazione di obiettiva

difficoltà che, peraltro, possa essere prevedibilmente superata in un congruo periodo di

tempo. 

Crediti ristrutturati Esposizioni per le quali una banca (o un pool di banche), a causa

del deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore, acconsente a

modifiche delle originarie condizioni contrattuali (ad es. rinegoziazione della durata,

riduzione del debito e/o degli interessi) che danno luogo a una perdita.

Crediti scaduti e/o sconfinanti deteriorati Esposizioni (diverse da quelle classificate a

sofferenza, incaglio o fra le esposizioni ristrutturate) scadute o sconfinanti da oltre 90 giorni

7

e classificate a fini prudenziali come “esposizioni scadute” oppure “esposizioni in default”.

Sofferenza Esposizioni verso un cliente valutato in stato di insolvenza (cioè

irreversibilmente incapace di saldare il proprio debito) anche se questo non è stato accertato

in sede giudiziaria. Nuova classificazione

Si

Crediti deteriorati definiscono esposizioni creditizie “deteriorate” le esposizioni

creditizie per cassa (finanziamenti e titoli di debito) e “fuori bilancio” (garanzie rilasciate,

impegni irrevocabili e revocabili a erogare fondi, ecc.) verso debitori che ricadono nella

categoria “Non-performing” come definita nel Regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014

della Commissione.

Sofferenze Il complesso delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” nei

confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in

situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di

perdita formulate dalla banca. Sono escluse le esposizioni la cui situazione di anomalia sia

riconducibile a profili attinenti al rischio Paese.

Inadempienze probabili (“unlikely to pay”) La classificazione in tale categoria è,

innanzitutto, il risultato del giudizio della banca circa l’improbabilità che, senza il ricorso ad

azioni quali l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente (in linea capitale

e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera

indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. Non è,

pertanto, necessario attendere il sintomo esplicito di anomalia (il mancato rimborso),

laddove sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di inadempimento del

debitore (ad esempio, una crisi del settore industriale in cui opera il debitore).

Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate Sono esposizioni (diverse da quelle

classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili) che sono scadute o eccedono i

limiti di affidamento da oltre 90 giorni e oltre una predefinita soglia di rilevanza.

Strumento informativo addizionale

L’analisi dei casi di modifica delle condizioni contrattuali mira a rivelare situazioni di

effettiva difficoltà del debitore che incidono sul profilo di rischio della banca creditrice.

Sono considerate “forborne” le esposizioni creditizie per le quali siano state concesse

modifiche delle condizioni contrattuali o un rifinanziamento totale o parziale, a causa delle

difficoltà finanziarie del debitore, che potrebbero determinare una perdita per il finanziatore.

Non è necessario che il debitore si sia rivelato effettivamente inadempiente: la categoria

“forbearance” è trasversale alle classi di rischio esistenti e può includere crediti sia

performing sia non performing. Affinché si attivi la presunzione di “forbearance“, è

sufficiente per esempio che le posizioni siano scadute da più di 30 giorni almeno una volta

nei tre mesi precedenti la modifica contrattuale, abbassando la soglia d’allarme rispetto ai

90 giorni previsti nella definizione di default. 8

Banche e gruppi bancari: qualità del credito

(milioni di euro e valori percentuali; dicembre 2017)

2) LA CENTRALE DEI RISCHI

La Centrale dei Rischi (CR) è un sistema informativo sull'indebitamento della clientela.

Gli intermediari comunicano mensilmente alla Banca d'Italia il totale dei crediti verso i

propri clienti: i crediti pari o superiori a 30.000 euro e i crediti in sofferenza di qualunque

importo. 9

La Banca d'Italia fornisce mensilmente agli intermediari le informazioni sul debito totale

verso il sistema creditizio di ciascun cliente segnalato.

La Centrale dei Rischi ha l'obiettivo di:

 migliorare il processo di valutazione del merito di credito della clientela

 innalzare la qualità del credito concesso dagli intermediari

 rafforzare la stabilità finanziaria del sistema creditizio.

I dati della CR sono riservati; chi vuole conoscere la propria posizione presso la Centrale dei

Rischi può rivolgersi alle Filiali della Banca d'Italia.

Per la correzione di eventuali errori nelle segnalazioni, l'interessato deve rivolgersi

direttamente all'intermediario. FAQ

Essere segnalato in Centrale dei Rischi vuol dire automaticamente essere un "cattivo

pagatore"?

◦ No. La segnalazione indica solo che il soggetto ha un debito con o ha ricevuto una

garanzia che supera la soglia di 30.000 euro da un intermediario finanziario che partecipa

alla Centrale dei Rischi.

Cos’è una “sofferenza”?

◦ Si parla di sofferenza quando il cliente è valutato in stato di insolvenza (cioè

irreversibilmente incapace di saldare il proprio debito) anche se questo non è stato accertato

in sede giudiziaria.

◦ La classificazione a sofferenza è il risultato della valutazione della situazione finanziaria

complessiva del cliente da parte della banca o dell'intermediario finanziario.

◦ Le banche e gli intermediari finanziari devono informare per iscritto il cliente e gli

eventuali coobbligati (ad esempio i garanti) la prima volta che lo segnalano a "sofferenza".

Quando cessano per un soggetto le segnalazioni della Centrale dei Rischi?

◦ L'intermediario finanziario non è più tenuto a segnalare un soggetto alla Centrale dei

Rischi quando il suo indebitamento complessivo è sceso sotto la soglia di 30.000 euro

oppure quando il finanziamento è estinto. Tuttavia le informazioni storiche presenti negli

archivi della Centrale dei Rischi non vengono cancellate e possono essere consultate dagli

intermediari che vi aderiscono, anche se con precise limitazioni.

A quale periodo di tempo si riferiscono le segnalazioni alla Centrale dei Rischi che gli

intermediari possono consultare?

◦ Gli intermediari finanziari possono consultare le informazioni della Centrale dei Rischi al

massimo per gli ultimi 36 mesi. Ad esempio, se una banca o una società finanziaria chiede il

9 luglio 2010 i dati su un cliente al quale vorrebbe concedere un credito, potrà ottenere i dati

riferiti alle 36 date contabili mensili che vanno dal 30 giugno 2007 al 31 maggio 2010

(ultima data disponibile).

Quanto tempo occorre perché il pagamento di un debito risulti in Centrale dei Rischi?

◦ L'intermediario deve tener conto del pagamento di un debito nella segnalazione alla

Centrale dei Rischi relativa al mese in cui il debito è stato pagato. Ad esempio, se il

pagamento avviene il 15 maggio, sarà registrato nella segnalazione relativa alla data 10

contabile del 31 maggio, che la banca o la società finanziaria è tenuta a effettuare entro il 25

giugno. Le informazioni riferite alla data del 31 maggio sono visibili per intermediari

finanziari intorno ai primi giorni di luglio.

Cosa succede se nei dati della Centrale dei Rischi c'è un errore?

◦ Gli intermediari finanziari sono responsabili dell'esattezza delle segnalazioni alla Centrale

dei Rischi. Devono correggere gli eventuali errori e trasmettere le correzioni alla Banca

d'Italia. Questa le registra nei propri archivi e le comunica immediatamente per via

telematica a tutti gli intermediari che hanno ricevuto informazioni sui soggetti interessati

dalle correzioni.

◦ Gli intermediari finanziari che fanno richiesta di "prima informazione" su un potenziale

cliente ricevono i dati aggiornati al momento della richiesta. Chi richiede

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fricassè di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Banking & Finance e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Birindelli Giuliana.
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