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PASCOLI

Passaggio tra ‘800 e ‘900.

Linguaggio basso, vernacolare e popolaresco.

Poetica del Fanciullino.

Simbolismo pascoliano: rivelazione di una verità segreta e valorizzazione del

particolare (termini tecnici puntuali, onomatopee e fonosimbolismi).

Funzione della poesia: consolazione e pacificazione delle tensioni sociali.

“Myricae”: continuità. Tendenza lirico-simbolica. Precisione tecnica-botanica.

Frammentarietà. Linguaggio innovativo.

“Canti di Castelvecchio”: tendenza lirico-simbolica. Due motivi: naturalistico e

familiare. Recupero dei “Canti” di Leopardi: tema della ricordanza e motivo del

rapporto uomo-natura. Lingua: forma innovativa di sublime.

“Poemetti”: tendenza narrativa. Tentativo di superare il frammentarismo di

Myricae. Raccolta più vicina al Decadentismo europeo. Terzina dantesca.

Sperimentalismo e plurilinguismo.

1894 – 1903: poesia come lingua morta, ansie moderne sul mondo antico. Poesia

latina (abilità linguistica e metrica nel trattare una lingua morta).

Valorizzazione degli oggetti concreti.

D’ANNUNZIO

Fama europea e vita movimentata.

Poeta – vate: veggente/profeta, guida i sentimenti delle masse.

Linguaggio: koinè linguistico – formale.

Estetismo: valore assoluto dell’arte; ARTE COME BELLEZZA.

Paradosso: mito di massa che disprezza la massa stessa.

“Canto novo” e “Novelle di terra vergine”: tema del naturalismo. Piena scoperta

della vitalità panica.

“Poema paradisiaco”: tema del ricordo. Lessico meno prezioso e raffinato. Stati

d’animo di languore e senso di morte.

“Laudi”: doveva chiamarsi “Le laudi del cielo, del mare, della terra e degli

eroi” e doveva articolarsi in 7 libri (Maia, Elettra, Alcyone, Merope, Asterope,

Taipete e Celeno). Tema del viaggio. Al centro la Grecia del mito.

“Alcyone”: sperimentazione metrica. Sonetto, canzone e verso libero. Tregua del

superuomo: atteggiamento di dominio dalla società alla natura.

“Maia”: sottotitolo “Laus vitae” (loda una vita eroicamente concepita tipica del

superuomo). Celebrazione di Ulisse e del dio Pan. Presenti tre viaggi: 1-Grecia

antica; 2-Cappella sistina; 3-deserto.

“Il piacere”: protagonista Andrea Sperelli (alter ego dell’autore e eroe

dell’estetismo). Ambivalenza tra due donne (Elena Muti e Maria Ferres). Domina

la PARATASSI. Mescolanza di tradizione naturalistica e tendenza decadente.

Anni ’90: estetismo in crisi; FASE DELLA BONTA’, liberazione morale ed etica,

soluzione provvisoria (“Poema paradisiaco”; “Laudi”).

LUCINI

1867 – 1914: vita ritirata per ragioni di malattia e psicologiche.

“Revolverate”: feroce satira anti-borghese. Prefazione futurista di Marinetti.

Poetica dell’ANTI – GRAZIOSO: nulla di idealizzato, contro il sublime.

Manipolare la lingua; stile NON privo di espressionismo.

Posizione libertina, anarchica e repubblicana + individualismo estetico.

Scapigliatura in decomposizione.

Netta opposizione al dannunzianesimo (linguaggio e ideologia).

CORAZZINI (interamente crepuscolare)

1886 – 1907: consapevolezza della malattia.

Gruppo romano di crepuscolari.

≠ d’Annunzio: poesia che aspira all’autenticità; si nega come poeta e si

definisce “un piccolo fanciullo che piange”.

≠ Pascoli: il fanciullo di Corazzini prende atto della crisi della funzione

della società moderna.

Lessico: materiali dell’esperienza quotidiana e vocabolario poetico

tradizionale.

Metrica: misure tradizionali e verso libero.

“Piccolo libro inutile” (1906).

MORETTI (interamente crepuscolare)

1885 – 1979

Gruppo emiliano – romagnolo.

Condizione del poeta nei termini di una vita comune e grigia.

Abbassamento del registro. Forme cantabili e ritmate.

“Poesie scritte col lapis” (1910).

GOZZANO (interamente crepuscolare)

Gruppo torinese.

Letteratura inutile.

“La via del rifugio” e “I colloqui”.

Reazione al modello dannunziano:

- “vita inimitabile” ≠ malato di tubercolosi;

- Eccezionalità dei temi ≠ schemi metrici chiusi e tematiche borghesi;

- Orgoglio della poesia ≠ “io mi vergogno di essere un poeta”;

- Entrambi letterati di mestiere;

- Al centro fusione tra arte e vita.

Innovatore formale.

GOVONI (parzialmente crepuscolare)

“Armonia in grigio et in silenzio” (1903), inaugura la linea crepuscolare.

Atteggiamento antiletterario e antitradizionale: Futurismo.

PALAZZESCHI (parzialmente crepuscolare)

Atteggiamento crepuscolare (tono semplice e ingenuo. Rifiuto della figura del

poeta-vate); adesione al Futurismo (possibilità di rinnovamento della cultura e

dei costumi).

Attraverso la figura del clown e del saltimbanco sfida l’ipocrisia borghese e

recupera la dimensione giocosa e trasgressiva dell’arte.

Aderì a “Lacerba”.

“Il Controdolore”: programma del suo futurismo.

“Il codice di Perelà”: crede in valori che potrebbero imporsi solo attraverso un

nuovo codice di comportamento. Favola allegorica.

SLATAPER (vociano)

Tra i redattori più attivi de “La Voce”.

“Mio Carso”.

JAHIER (vociano)

Sperimentalismo.

“Risultanza in merito alla vita e al carattere di Gino Bianchi”.

BOINE (vociano)

Il più esplicito nel rifiuto della novella e del romanzo.

Frammento e prosa lirica.

“Il peccato”: rifondare la struttura romanzesca.

ALERAMO (vociana)

“Una donna”: esigenza di ribellione e moralità.

PEA (vociano, repubblica di apua)

Legato al frammentarismo e al gusto autobiografico dei vociani.

TOZZI (vociano)

Tradizione anarchica, sovversivismo piccolo – borghese, sperimentalismo.

SBARBARO (vociano)

Esprime i temi tipici dell’Espressionismo.

“Pianissimo”: a metà fra narrazione e autoanalisi.

Poeta: uomo della massa, guardarsi vivere dall’esterno e rassegnarsi alla

scissione dell’io (TEMA DELLO SDOPPIAMENTO, impossibilità di entrare in rapporto

reale con il mondo).

Città: dimensione sociale in cui il poeta si muove. Rappresentata secondo un

procedimento di deformazione allucinata.

Aridità del soggetto = deserto cittadino.

“CHIAROVEGGENZA”: rappresentare attraverso il realismo la condizione umana nella

società di massa.

REBORA (vociano)

Stile espressionista, fino alla crisi religiosa degli anni ’20.

Violenza delle scelte formali: grande tradizione lombarda.

Rappresenta il caos dell’esistenza.

“Frammenti lirici”: frammentismo e liricità.

Soggettivismo esasperato: il soggetto deve attribuire agli oggetti del mondo un

significato.

CAMPANA (vociano)

1918: manicomio.

Sentimento di esclusione e disarmonia.

Poesia: momento assoluto di verità (orfico).

“Canti orfici” (1914).

Lessico: crudo e popolaresco.

Ambiguità e apertura della sintassi.

DELIO TESSA

Filone espressionista.

Ostracismo del regime fascista: uso del dialetto.

Poesia: narrativa. Rappresentazione del popolo. Montaggio e accostamento dei

particolari: deformazione della realtà.

BORGESE (ex vociano)

Misura narrativa capace di comunicare la classica compattezza distrutta dai

frammentisti.

“Rubè”: struttura narrativa tradizionale. Recupero di moduli realistici

tradizionali. Capacità di visione soggettiva.

I RONDISTI

Ritorno alla prosa classica (modello leopardiano).

Rifiuto romanzo e novella.

PROSA D’ARTE: ripresa del frammento depurato da ogni carica espressionista e

immobilizzato nella forma dell’elzeviro.

VINCENZO CARDARELLI

Passaggio dall’avanguardia al ritorno alla tradizione.

Conflitto interiore tra trasgressione e autocontrollo (resteranno in lui tratti

avanguardistici).

Ricerca di un equilibrio classico.

LUIGI PIRANDELLO

Principale rappresentante della tendenza espressionista del nostro paese.

3 ambienti: siciliano, tedesco, romano.

“Arte e coscienza d’oggi” (1893): crisi dei valori ottocenteschi. Idea della

modernità come relativismo.

Prime opere: pensiero positivista nella variante pessimistica. Critica

all’estetismo decadente e avversione a d’Annunzio.

Crisi del positivismo: interesse per autori che si stanno aprendo allo studio

dei fenomeni psichici e per autori estranei e contrari al positivismo.

TEORIA DELL’UMORISMO: lo collega alla nascita della modernità (nelle due

premesse de “Il fu Mattia Pascal”), lo considera una caratteristica perenne

dell’arte (nel libro). A

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

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