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Lezione 1 - A.M.P.A. Test

Test di resistenza

Atest: percorri una distanza più grande possibile in un’ora. Conclusione: chi ha fatto meno di 3km, sono morti tutti, chi ha fatto più di 5km è vivo. Conoscere il consumo di ossigeno è estremamente importante perché ci dà informazioni importantissime sulla persona. Consumo grassi – carboidrati: all’aumentare dell’intensità dell’esercizio si aumenta il consumo di carboidrati e si diminuisce quello di grassi. (R.E.R.)

Rischi della sedentarietà

Se una persona è sedentaria, ha un rischio di sviluppare patologie (vascolari, osseo-articolari ecc.). Man mano che aumento il numero di MET a settimana, la curva si riduce e si riduce anche il rischio di sviluppare patologie. Sedentario: possibilità più alta di sviluppare patologie. Attivo: meno si è sedentari e più si è attivi, si riduce la possibilità di ridurre patologie. Se aumento sempre l’intensità, non rispetto i tempi di recupero ecc., la nostra prestazione tende a diminuire. L’allenamento deve essere giusto per la persona e per il momento (giusti tempi di recupero e pause).

Importanza della genetica

La genetica sviluppa un ruolo importante nello sviluppo di patologie; se qualcuno in famiglia ha patologie, si ha più possibilità di svilupparle. È importante arrivare a 60-70 con una buona condizione fisica, soprattutto in Italia che è il secondo Paese più longevo (82M e 87F) ma è anche un Paese dove la qualità di vita non è il massimo. La vita, se fatta su una sedia a rotelle o con necessità di un badante, diventa meno piacevole.

Test psicologici e qualità della vita

Oltre ai test funzionali, si fanno test psicologici per vedere se migliora la qualità di vita del soggetto, del sonno (patologie come il cancro sono correlate a una bassa qualità del sonno). Attraverso l’attività fisica si riesce a migliorare l’aspetto psicologico del paziente, magari invogliandolo a uscire, incontrare gli amici, ecc.

Attività fisica e Covid

1° colonna: non facevano attività fisica. 2° colonna: attività fisica saltuaria. 3° colonna: costanza nell’attività fisica. Con l’aumentare dell’attività fisica, la percentuale segnata diminuisce. L’attività fisica è un qualcosa che può far male se non è adattata alla persona. L’attività fisica deve essere imparata a essere gestita, giusta intensità. Se l’attività fisica non stressa l’organismo, “non funziona”.

Stress e adattamento fisico

Stress: aumenta FC, atti respiratori, distribuzione del sangue, aggiustamenti conseguenti dello stress. Vengono però prodotti alcuni ormoni in risposta allo stress dell’organismo. Se tutto ciò lo si fa una volta, rimane un po' così. Se lo si fa in modo costante, ci saranno degli adattamenti dell’organismo a quell’attività fisica come: riduzione FC, miglior utilizzo degli alveoli, meno ormoni prodotti, ecc. Se non viene regolata l’attività fisica in base al soggetto, l’allenamento sarà controproducente.

Gestione dell'ipertensione

Ha una possibilità di recidive inferiore del 30%. Perché il soggetto può avere dei vantaggi. L’ipertensione viene provocata (mentre si fa attività fisica aumenta la resistenza periferica e di conseguenza la pressione) dall’aumento della resistenza periferica. L’attività fisica può essere una “cura” perché aumenta il delta vascolare (es. la pressione è di più dove ci sono 2 tubi invece che 4 tubi), ha un effetto diretto sul cuore perché la frequenza cardiaca diminuisce dopo l’allenamento (il tono vagale diminuisce).

Di 100 persone ipertese, 50% non lo sanno, dei 50 che lo sanno 25 decidono di non curarsi, dei 25 che lo sanno, 12,5 smettono di curarsi dopo un anno. L’ipertensione ha un’azione diretta sul cuore perché se il soggetto è costantemente chiamato a vincere una pressione per lavorare maggiore di quella per cui sono stato progettato, ad un certo punto il cuore va in una situazione di scompenso perché il cuore non ce la fa più, le pareti cardiache si ispessiscono troppo ma senza l’irrorazione giusta e quindi si va incontro ad infarto.

Tipi di allenamento

Serve quindi una serie di esercizi ma dall’altra parte, cercare di mettere meno stress possibile perché il cuore lavora già da tempo a ritmi a cui normalmente non dovrebbe lavorare. Se prendo un atleta di endurance e un atleta di potenza, hanno cuori differenti, perché il cuore risente del tipo di allenamento a cui sono sottoposti.

Il diametro telesistolico del cuore di endurance è molto maggiore rispetto a un cuore “normale”. Il diametro telesistolico dell’atleta di potenza è anche esso leggermente più grande ma lo spessore delle pareti è maggiore perché deve lavorare con carichi importanti.

Allenamento per ipertesi

Un allenamento di un iperteso può lavorare in sala pesi ma con carichi che non si avvicinano neanche al massimale (30% circa del 1RM). Anche dal punto di vista aerobico bisogna prestare attenzione perché magari una corsa in piano richiede un certo lavoro aerobico ma, se è in salita, il lavoro aerobico aumenta. È importante impostare l’esercizio in base alla persona di fronte, bisogna saper calibrare l’allenamento in base ai dati del soggetto. Il medico e il fisioterapista non ne sanno nulla di esercizio fisico. L’esercizio fisico deve essere sempre somministrato nella giusta dose.

Linee guida per l'attività fisica

  • Children and adolescents (5-17 years): Children and adolescents should do at least an average of 60 minutes per day of moderate to vigorous-intensity, mostly aerobic, physical activity, across the week. Vigorous-intensity aerobic activities, as well as those that strengthen muscle and bone, should be incorporated at least 3 days a week. Limit: Children and adolescents should limit the amount of time spent being sedentary, particularly the amount of recreational screen time.
  • Adults (18-64 years): All adults should undertake regular physical activity. Adults should do at least 150–300 minutes of moderate-intensity aerobic physical activity or at least 75–150 minutes of vigorous-intensity aerobic physical activity or an equivalent combination of moderate- and vigorous-intensity activity throughout the week, for substantial health benefit. For additional health benefits, adults should also do muscle-strengthening activities at moderate or greater intensity that involve all major muscle groups on 2 or more days a week, as these provide additional health benefits. Adults may increase moderate-intensity aerobic physical activity to more than 300 minutes or do more than 150 minutes of vigorous-intensity aerobic physical activity or an equivalent combination of moderate- and vigorous-intensity activity throughout the week for additional health benefits.
  • Older adults (aged 65 years and older): All older adults should undertake regular physical activity. Older adults should do at least 150–300 minutes of moderate-intensity aerobic physical activity or at least 75–150 minutes of vigorous-intensity aerobic physical activity or an equivalent combination of moderate- and vigorous-intensity activity throughout the week, for substantial health benefits. For additional benefits, older adults should also do muscle-strengthening activities at moderate or greater intensity that involve all major muscle groups on 2 or more days a week, as these provide additional health benefits. As part of their weekly physical activity, older adults should do varied multicomponent physical activity that emphasizes functional balance and strength training at moderate or greater intensity, on 3 or more days a week, to enhance functional capacity and to prevent falls. Older adults may increase moderate-intensity aerobic physical activity to more than 300 minutes or do more than 150 minutes of vigorous-intensity aerobic physical activity or an equivalent combination of moderate- and vigorous-intensity activity throughout the week, for additional health benefits.

Storia dell'A.M.P.A

Adattamento dell'attività motoria

L’adattamento dell’attività motoria e sportiva alle persone disabili o con specifiche patologie è fatto abbastanza recente. Nasce negli anni ‘40 come attività riabilitativa rivolta agli invalidi di guerra e viene poi estesa ai disabili in genere. Nel 1973 il termine APA compare ufficialmente in Canada, ad opera di Clermond Simard, che lo utilizzò per rispondere alle esigenze della popolazione anziana del Québec. Nel 1975 Jean Claude De Potter importò in Europa le tematiche e le esigenze delle persone con disabilità e si fece promotore di una serie di iniziative che pose all’attenzione degli organismi europei: UNESCO, ministri responsabili dello sport.

In seguito alle sollecitazioni di De Potter, Il Consiglio d’Europa istituì un apposito gruppo di studio che stilò nel 1984 la Carta Europea dello sport per tutti, in cui si sottolineò il valore sociale dell’accessibilità alla pratica sportiva da parte dei disabili in cui si afferma che: attività fisica adattata: cenni storici “l’accessibilità nella pratica sportiva da parte di utenti (pubblico e atleti) portatori di handicap diviene sempre più condizione indispensabile per fare dello sport un servizio ed un fenomeno rispondente alle attese della società.

Definizioni di APA

La prima vera definizione di APA fu data a Berlino nel 1986: “L’APA comprende ogni movimento, attività fisica o sport che può essere praticato da individui limitati nelle loro capacità da deficit fisici, psicologici, mentali o da alterazioni di alcune grandi funzioni”. Nel 2000 il Consiglio Mondiale della Scienza dello Sport e dell'Educazione Fisica (ICSSPE, International Council of Sport Science and Physical Education), pubblicò un vademecum nel quale comparve una definizione aggiornata di APA, definita, secondo le direttive europee, come un “termine ombrello”, usato in tutto il mondo, per individuare un’area interdisciplinare di saperi e di attività che includono l’educazione fisica, il tempo libero, la danza, lo sport, il fitness e la riabilitazione, indirizzati a individui con impedimenti, di qualsiasi età e lungo il ciclo della vita: in esso sono integrate informazioni e risultati di ricerche di sottodiscipline delle scienze del movimento e dello sport così come di altre aree scientifiche che si occupano dell’attività fisica e dello sport di persone con bisogni particolari e individui con disabilità.

Attualmente il concetto di APA si è ulteriormente ampliato, considerando tutti gli adattamenti utilizzati sia per la popolazione dei disabili sia per tutte le categorie di soggetti con problemi speciali: anziani, malati organici (diabetici, asmatici, obesi, anoressici ecc.), fino a comprendere soggetti che si trovano in situazione di disagio e di esclusione sociale, quali detenuti, malati di Aids, ecc. Tale elenco è destinato probabilmente ad arricchirsi ulteriormente, includendo le nuove categorie che via via si verranno a formare, quali, ad esempio, i bambini piccoli o degenti in ospedale, ecc.

Il concetto di AFA è stato quindi esteso dai disabili a tutti i portatori di quelle che l’OMS chiama “NON communicable diseases (NCDs)” cioè le patologie croniche non trasmissibili caratteristiche delle società avanzate e che rappresentano una vera e propria pandemia (malattie cardiovascolari, obesità, diabete, patologie osteoarticolari, osteoporosi, cancro, malattie degenerative del sistema nervoso, ecc.). Si è pertanto sviluppata una vastissima letteratura scientifica su questi argomenti che ha portato alla consapevolezza che le “NON communicable diseases (NCDs)” possono essere non solo trattate con l’attività fisica adattata, ma soprattutto prevenute tramite stili di vita corretti, nell’ambito dei quali l’attività fisica riveste un ruolo fondamentale. Ecco perché si parla di attività motoria preventiva e adattata.

AFA ed EFA

AFA (attività fisica adattata): attività fisica erogata su soggetti stabilizzati che hanno avuto problemi neuro-muscolari (es. paresi di un distretto corporeo; guarisce dal fisioterapista fino a un certo punto dove non c’è più recupero, il soggetto viene rimandato a casa ma dopo torna nella situazione iniziale. In realtà dopo il percorso dal fisioterapista dovrebbe essere affidato a noi perché, attraverso il nostro lavoro, cerchiamo di mantenere i risultati. Noi manteniamo i progressi).

EFA (esercizio fisico adattato): attività che si fa fare a persone affette da patologie croniche e non trasmissibili con lo scopo di migliorare la qualità di vita di questi soggetti. Questa attività fisica si dovrebbe fare nelle palestre della salute. Palestre della salute: luoghi dove oltre si fa il normale allenamento, ci sono delle persone (laureati AMPA) che prendono il soggetto e, attraverso il lavoro di equipe sotto la supervisione di un medico, programmano un determinato tipo di esercizio per cercare di intervenire sulla propria vita di queste persone. Il medico di famiglia può prescrivere su foglio rosa l’attività fisica per patologie.

Lezione 2 AMPA

Legislazione italiana sull'attività fisica adattata

Dl. N 36 del 28 febbraio 2021 Art. 2e) Attività Fisica Adattata (AFA): programmi di esercizi fisici, la cui tipologia e la cui intensità sono definite mediante l'integrazione professionale e organizzativa tra medici di medicina generale (MMG), pediatri di libera scelta (PLS) e medici specialisti e calibrate in ragione delle condizioni funzionali delle persone cui sono destinati, che hanno patologie croniche clinicamente controllate e stabilizzate o disabilità fisiche e che li eseguono in gruppo sotto la supervisione di un professionista dotato di specifiche competenze, in luoghi e in strutture di natura non sanitaria, come le «palestre della salute», al fine di migliorare il livello di attività fisica, il benessere e la qualità della vita e favorire la socializzazione. Devono lavorare sotto la supervisione di un professionista ma se la identificassero con una persona che ha seguito dei corsi, cambierebbe poco.

Quando si parla di far fare attività fisica a persone che hanno patologie, ma i fisioterapisti hanno sempre sostenuto che sono loro che possono far fare loro questo tipo di attività, perché, avendo una patologia, deve essere svolta in un determinato ambiente. Noi, a prescindere dalle competenze, non siamo una figura sanitaria e teoricamente non potremo lavorare con queste persone anche se noi sappiamo come strutturare un programma e i fisioterapisti non sanno neanche di cosa si parla. Questo tipo di attività dovrebbe essere svolta in luoghi e strutture di natura non sanitaria. In Italia esiste proprio una laurea che eroga questo tipo di figure, che non sono riconosciute come personale sanitario ma, poiché questo tipo di attività viene praticata in strutture di carattere non sanitario, sono le persone adatte per poter fare questo tipo di lavoro.

Vorremo aggiungere a questo articolo che riguarda l’AMPA, che riguarda l’esercizio fisico strutturato e che prende in considerazione soprattutto le persone che soffrono di malattie croniche non trasmissibili (praticamente tutte), la possibilità di far lavorare il professionista in un luogo non di natura sanitaria, che prende il nome di: palestra della salute.

Riconoscimento ufficiale

Art. 41: Riconoscimento del chinesiologo di base, del chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate, del chinesiologo sportivo e del manager dello sport. Art. 42: Assistenza nelle attività motorie sportive. Sono importanti questi due articoli perché c’è il riconoscimento ufficiale del chinesiologo sportivo, chinesiologo AMPA e management. Sull’art. 41 siamo più o meno d’accordo. Sull’art. 42 c’è una cosa: l’attività fisica può essere erogata dal chinesiologo o da chi è possessore delle conoscenze e somministra questo apre le porte anche a chi fa il brevetto del fine settimana, non solo a chi è laureato. A gennaio, usciranno le cose definitive e che diventeranno operative. Quello che si vuole fare è far somministrare l’attività motoria a chi ne ha specifiche competenze che abbia in possesso minimo la laurea in scienze motorie.

Prevenzione primaria attiva

Per poter far fare attività fisica alla persona, devo vedere se non ci sono patologie che impediscono alla persona di fare attività fisica. Il nostro scopo è fare una prevenzione primaria attiva. Quando siamo iscritti a una federazione agonistica, bisogna essere contro l’antitetanica e ciò crea un problema all’atleta. Noi interveniamo attivamente. La prevenzione passiva è un’altra cosa. Se noi vediamo un maratoneta che corre con le Superga, sarebbe opportuno consigliargli un altro tipo di calzature. Se il campo di gioco ha delle situazioni pericolose, dobbiamo essere in grado di intervenire nella situazione pericolosa o non far giocare le persone. Un ragazzino è morto perché a bordo campo c’era un rubinetto di acciaio sporgente e scivolando ha sbattuto la nuca lì ed è morto.

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Scienze mediche MED/34 Medicina fisica e riabilitativa

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia1020 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività motoria preventiva e adattata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Roma "Foro Italico" o del prof Parisi Attilio.
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