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Attività farmacologiche dei componenti alimentari

Obiettivi del modulo

Il modulo di attività farmacologiche dei componenti alimentari ha l'obiettivo di fornire le più recenti informazioni sulle attività farmacologiche (e i meccanismi alla base di queste) di alcuni componenti principali dell'alimentazione umana, in funzione del corretto uso degli alimenti per il mantenimento di un buono stato di salute, per la prevenzione e (ove possibile), la correzione delle malattie umane. Scopo finale è dare allo studente le basi necessarie per sviluppare la capacità critica necessaria a filtrare ed analizzare in maniera opportuna le informazioni fornite dai media sulle diete e i principi attivi presenti negli alimenti.

Piramide alimentare

La piramide alimentare è stata costituita per la prima volta dall’Istituto Superiore della Sanità degli Stati Uniti, pensata per combattere il problema dell'obesità, cioè per cercare di istruire la gente su come è meglio alimentarsi. La forma della piramide ci dice che:

  • Alimenti alla base devono essere usati in più grande quantità e tutti i giorni: ortaggi, cereali, pane, paste, cereali, frutta, verdura.
  • Mano a mano che si procede verso l’apice ci sono gli alimenti che si possono consumare settimanalmente, mentre grassi e dolci si consiglia di utilizzarli una volta a settimana o 1-2 volte al mese.

Si ha quindi una grande quantità di alcuni alimenti e una bassa quantità di altri che devono anche essere usati più raramente. Cereali, pane, pasta, verdura, cioè gli alimenti alla base della piramide, sono alla base della nostra alimentazione, mentre gli altri alimenti vanno solo a completare la nostra dieta. Sono state create anche altre piramidi pensate per il paziente che deve seguire una determinata alimentazione: piramide per obesi, per cardiopatici, pazienti vegani, pazienti vegetariani.

Componenti essenziali del cibo

Ci sono tanti alimenti presenti nella dieta che contengono carboidrati, lipidi e proteine, ma non sono solo quelli riportati, infatti introduciamo anche altri alimenti come alcaloidi, flavonoidi, antocianine, minerali, terpeni, saponine, vitamine, cumarine ecc. Tutti questi alimenti vanno a costituire il cibo, che è essenziale per l’uomo perché contiene componenti essenziali per la sua sopravvivenza e il sostegno di funzioni cruciali per l’organismo umano, come la produzione di energia, apporto di nutrienti, supporto alle attività metaboliche, crescita e mantenimento del benessere generale dell’organismo.

Regolamentazione dell'uso degli alimenti

Per cercare di regolamentare l’uso degli alimenti sono state necessarie definizioni di legge, come quella pubblicata nel 2002 dall’UE, che afferma che il cibo, o gli alimenti, sono qualsiasi sostanza o prodotto processato o parzialmente processato o non processato che deve essere ingerito dall’uomo o che si pensa possa essere ingerita dall’uomo. Quindi, il cibo comprende anche le bevande, le gomme da masticare e l’acqua incorporata in modo intenzionale nell’alimento durante la sua preparazione, produzione e trattamento.

Alimenti convenzionali e supplementi

Parlando di alimenti convenzionali e di cibo ci fa venire in mente qualcosa che serve per la nutrizione cioè per la salute, ma ci sono anche altre sostanze alimentari (food supplement), date in aggiunta a quello che serve per la nutrizione, che sono sostanze non tanto rivolte verso la nutrizione ma rivolte più verso la risoluzione di alcune patologie.

Definizione di supplementi alimentari

I supplementi alimentari sono alimenti il cui scopo è quello di supplementare una dieta normale e che sono fonte concentrata di nutrienti o altre sostanze con effetto fisiologico o nutrizionale, da solo o in combinazione, che vengono messe sul mercato in formule come capsule, pastiglie, compresse ed altre forme simili, come bustine di polveri, disegnate per essere assunte in piccole quantità il cui dosaggio è conosciuto.

Per gli USA si aggiunge che i supplementi dietetici sono prodotti, con l’eccezione del tabacco, che sono supplementi della dieta che sono ingeriti, ma che non sono rappresentati come uso convenzionale, cioè non sono dati per sostituire la dieta, e non devono essere sostanze approvate o sotto investigazione di farmaci. Per gli USA si vanno a fornire ulteriori distinzioni rispetto a quanto stabilito a livello europeo. Da una parte ci sono gli elementi convenzionali dall’altra parte si hanno i supplementi alimentari e nel mezzo ci sono gli elementi nutraceutici e questo ha portato alla nascita di una nuova disciplina, la nutraceutica, che va a studiare estratti di piante (estratti di origine vegetale), animali, minerali e microrganismi che vengono usati da solo o come supplementi a diete specifiche.

Nutraceutici

Nutraceutico deriva da nutrizione e farmaceutico, coniata per la prima volta da Steven de Felice (ricercatore americano) che dice che una sera fosse a Roma e in quel momento ha coniato questo termine e per lui un nutraceutico è un alimento o parte di un alimento che fornisce un beneficio medico tra cui anche la prevenzione e il trattamento di alcune patologie. Il miglior modo per stabilire l’efficacia di un nutraceutico è attraverso uno studio clinico. Serve dimostrare efficacia e sicurezza di un nutraceutico perché un nutraceutico ha la capacità di fornire una forma concentrata di una sostanza che, derivata dall’alimento, può avere una presumibile azione biologica, presentata in una matrice non alimentare e usata con lo scopo di migliorare la salute a dosaggi che eccedono quelli che potrebbero essere assunti dai normali alimenti. Il nutraceutico in aggiunta all’alimento normale consente di raggiungere concentrazioni in modo più rapido e con forme di somministrazioni più ridotte.

Alimenti funzionali

Il nutraceutico è quindi un alimento che, grazie al contenuto di particolari costituenti, è in grado di rivendicare un effetto benefico svolto su una specifica funzione dell’organismo. Quindi sono prodotti sostanzialmente assimilabili agli alimenti funzionali. Gli alimenti funzionali sono tantissimi: frutta, verdura, cereali integrali, alimenti fortificati, alcune bevande e alcuni supplementi dietetici. Alcuni di questi alimenti funzionali fanno parte di componenti tradizionali, mentre altri sono nuovi prodotti alimentari che vengono sviluppati per aumentare la loro capacità di fornire aspetti benefici per l’alimentazione. L’alimento funzionale è quindi sostanze con effetti addizionali dovuto alla presenza di componenti, generalmente non nutrienti, che interagiscono selettivamente con una o più funzioni fisiologiche dell’organismo, in modo tale che risultino evidenti un miglioramento dello stato di salute e di benessere e/o una riduzione del rischio di malattia. Sono sostanze che vanno a migliorare la nostra sopravvivenza, migliorando la salute o prevenendo la comparsa di una patologia.

Definizione di alimento funzionale

Un alimento per essere definito funzionale deve essere dimostrato in modo soddisfacente che abbia effetti benefici rivolti a una o più funzioni dell’organismo al di là del suo normale effetto nutritivo in modo tale che risulti evidente il miglioramento dello stato di benessere con riduzione dello stato di malattia. L’alimento funzionale è stato definito dal documento di consenso di FUFOSE, ma poi è stata ribadita dalla commissione per la Dietetica e la salute del Ministero della Salute all’inizio degli anni 2000. Gli alimenti funzionali sono alimenti i componenti della dieta che consumati dall’uomo possono portare a benefici per la sua salute oltre alle normali proprietà nutritive dell’alimento stesso. Alimenti che non forniscono solo un apporto nutritivo, ma danno un qualcosa in più che migliora l’aspetto salutistico. Sono quindi alimenti consumati in una dieta normale ma hanno componenti che vanno a migliorare la salute o a ridurre il rischio di alcune patologie. Esempi: alimenti che contengono minerali, vitamine, alimenti che contengono acidi grassi o fibre dietetiche, alimenti a cui sono state aggiunte sostanze con attività biologica come antiossidanti o probiotici. Il cibo, che non è unificato, cioè frutta e verdura a cui non sono state aggiunte queste sostanze funzionali, sono la più semplice forma di alimento funzionale. Infatti, broccoli, carote, pomodori contengono già le sostanze biologicamente attive e quindi sono considerate alimenti funzionali, mentre in altri casi le sostanze bioattive devono essere aggiunte all’alimento per trasformalo in alimento funzionale.

Cibo normale e alimenti funzionali

Si può avere il cibo normale, non modificato, cioè alimenti o prodotti alimentari che in modo naturale contengono sostanze bioattive. Come per esempio le carote che contengono il beta-carotene, o i cereali integrali che contengono il beta-glucano. Oppure si possono avere alimenti cui vengono aggiunte sostanze bioattive, come per esempio al succo di arancia addizionato di calcio (molto presente negli USA), oppure latte a cui vengono aggiunti vitamine liposolubili o acidi grassi della serie omega-3. Questo perché negli USA molti americani hanno carenza di vitamine e in questo modo si cerca di sopperire tali carenze aggiungendo le vitamine al cibo, quindi le sostanza bioattive sono aggiunte durante il processamento dell’alimento stesso. Oppure alimenti a cui è stato aumentato il contenuto di sostanze bioattive che sono presenti in modo naturale nell’alimento, ma si va a modificare la concentrazione di queste sostanze, per esempio con tecniche di ingegneria genetica, oppure usando tecniche di incroci tra le diverse specie di vegetali, per aumentare il contenuto delle sostanze bioattive. In questo modo, è stato possibile produrre uova con un aumentato contenuto di omega-3 facendo mangiare alle galline sostanze molto ricche di omega-3.

Alimenti funzionali vs integratori

È possibile distinguere tra alimento funzionale e integratori. L’alimento funzionale oltre a fornire un aspetto nutrizionale, cioè oltre ad essere vero e proprio alimento, deve contenere una componente che qualifichi il prodotto in alimento funzionale. Questa componente è quella che distingue l’alimento funzionale dall’integratore. L’integratore è assunto solo per integrare qualcosa nella dieta, cioè per avere quella sostanza bioattiva. Alimento funzionale ha sia aspetto nutritivo che sostanze bioattive, integratore fornisce solo la parte bioattiva. Con l’alimento funzionale possiamo nutrirci, con l’integratore si va solo a completare la dieta.

Definizione di integratore

L’integratore è qualcosa destinato ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti sia pluricomposti, in forme predosate. Con l’elemento funzionale ci possiamo anche nutrire, con l’integratore si va a integrare la dieta. Integratore, a differenza dell’alimento funzionale che può essere un uovo o un pomodoro, può presentarsi in forme e dosi quali compresse, pillole, capsule e gocce.

Alimenti botanici e addizionati

Esiste poi l’alimento botanico, cioè piante e altre sostanze vegetali, da cui possiamo assumere ingredienti usati per la produzione di integratori alimentari. Gli alimenti botanici a volte possono essere usati in toto, cioè con tutta la parte botanica della pianta, altre volte le sostanze bioattive devono essere estratte e poi vengono usate come integratori per addizionarle alla dieta. L’alimento addizionato è un alimento, detto anche arricchito, nel quale sono stati aggiunte vitamine o minerali in alcune forme, previste da normative, in cui l’alimento non ha solo un compito funzionale che non è strettamente alimentare, ma per lo meno è anche nutrizionale.

Riassumendo

  • Prodotti fortificati: si aumenta il contenuto di nutrienti già presenti nel prodotto convenzionale, come per esempio il succo di arancia a cui viene aggiunta la vitamina C. Il succo di arancia già contiene vitamina C e se ne aggiunge un’altra quota fortificando l’aspetto bioattivo.
  • Alimenti arricchiti: si incorpora all’interno dell’alimento nuove sostanze nutritive che non sono solitamente presenti nell’alimento, come per esempio il succo di arancia arricchito di calcio, il calcio non è presente normalmente nel succo di arancia ma è aggiunto per ridurre il rischio di osteoporosi o migliorare la crescita ossea nei bambini.
  • Alimenti alterati: si va a rimpiazzare alcuni alimenti presenti nel prodotto normale, sostituendo gli alimenti con altre che possono avere azione benefica, come per esempio si sostituiscono agli acidi grassi saturi del latte di mucca con l’acido oleico che ha un’ottima azione benefica per l’uomo.

Si hanno anche gli alimenti per gruppi specifici cioè alimenti specifici per gruppi particolari di pazienti, come le formule di latte per i lattanti, alimenti a base di cereali per lattanti e bambini, oppure gli alimenti presenti in alcune diete per ridurre il peso corporeo. Tra questi alimenti ci sono anche gli alimenti dietetici per gli sportivi e la legislazione di questi alimenti è data dal regolamento della comunità europea 1925/2006 che va a regolare l’aggiunta di vitamine e minerale e di alcune altre sostanze presenti all’interno in questi alimenti specifici per gruppi di pazienti.

Ricapitolando

  • Alimenti: sono consumati giornalmente e servono per il bilancio nutrizionale.
  • Alimenti funzionali: possono essere sotto forma di alimento normale, consumati giornalmente e oltre a dare un apporto nutritivo sono in grado di migliorare benessere e salute di una persona e in alcuni casi possono prevenire il rischio di comparsa di malattie.
  • Nutraceutici: hanno una forma farmaceutica e sono solitamente consumati in specifici periodi. Anche in questo caso, questi portano a una promozione del benessere di una persona e possono prevenire o trattare alcune malattie.
  • Alimenti supplementari: si trovano sotto forma farmaceutica (pillole, compresse, capsule, sciroppi ecc.) utilizzati per periodi specifici e sono utilizzati per andare a complementare la dieta quotidiana fornendo l’apporto di componenti che sono fondamentali per la nostra salute come vitamine e sali minerali; possono ridurre il rischio di patologia.
  • Medicine: sono simili a nutraceutici e ai supplementi alimentari perché sono assunti con forma farmaceutica, ma in questo caso seguendo una prescrizione medica e sono usati per trattamento e cura di specifiche malattie.

Sostanze funzionali

Le sostanze funzionali sono sostanze con una funzionalità slegata dall’aspetto nutrizionale e più in generale alimentare. L’utilità è data dal fatto che possono avere un effetto meccanico quando l’alimento è assunto dall’uomo. Per esempio, le caramelle balsamiche, rilasciando sostanze balsamiche, migliorano il mal di gola oppure alcune gomme da masticare contengono xilitolo che serve per combattere la carie, ma la gomma da masticare ha anche funzione meccanica perché rimanendo schiacciata tra i denti può far sì che i residui di cibo incastrati tra i denti rimangano attaccati alla bocca, aiutando così alla rimozione dei residui di cibo dalla bocca. Sostanze con funzione meccanica quindi non devono avere un aspetto nutrizionale e per questo tali sostanze non sono applicati i claims.

Definizione del Ministero della Salute

Le sostanze funzionali sono definite dal Ministero della Salute come sostanze che sono aggiunte alle bevande “energy drink”. Le sostanze funzionali definite in modo esplicito dal Ministero della Salute sono:

  • Caffeina: è uno stimolante quindi molto utile nelle bevande energy drink.
  • Coenzima Q: entra nella catena respiratoria mitocondriale partecipando ai processi di ossidoriduzione, quindi serve per produrre energia.
  • Glucuronolattone: è un derivato del glucosio, sintetizzato nel fegato contenuto anche per una piccola parte nel vino, ma negli energy drink c’è un quantitativo 300 volte maggiore. Gli energy drink sono assunti generalmente da atleti per questo hanno azione antifatica e antistress, ma ha anche azione antiossidante. Il glucuronolattone serve per eliminare le sostanze dall’organismo (acido glucuronico) per questo è usato anche come detossificante.
  • Luteina: attività antiossidante e sembra avere azione di protezione nell’acuità visiva, infatti si va a concentrare a livello della macula densa, parte centrale della retina dell’occhio, avendo così azione protettiva per i raggi UV.
  • Taurina: ha gruppi solfonici al posto di gruppi carbossilici, molto importante per la sintesi di acidi biliari, i quali aiutano l’emulsione dei grassi che così saranno più facilmente assorbiti.

Tutte sostanze che possono favorire alcuni aspetti del nostro metabolismo e il loro utilizzo specifico nelle rispettive matrici alimentari deve essere notificato al Ministero. Quindi, se il produttore di energy drink vuole inserire coenzima Q, caffeina, glucuronolattone, luteina o taurina alla sua bevanda, deve comunicarlo al Ministero e dichiarare il perché vuole introdurle. NON si possono aggiungere sostanze “a caso”, ma si deve dichiarare il perché dell’aggiunta della sostanza in modo tale che il Ministero controlli che queste sostanze non rechino danno alla persona.

European Food Safety Authority (EFSA)

È per questo che la Comunità europea ha formato l’European Food Safety Authority o EFSA. EFSA: organismo tecnico, che non ha alcun potere normativo autonomo, che va a valutare l’aspetto funzionale e salutistico, la sicurezza e l’efficacia delle varie sostanze alimentari che si vogliono mettere in commercio. EFSA definisce gli elementi funzionali a cui sono riferibili i Claim, cioè affermazioni che vengono fatte dal produttore di alcune sostanze funzionali e l’EFSA controlla se queste affermazioni sono corrette.

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gioia.belloni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Prodotti dietetici e attività farmacologiche dei componenti alimentari e fisiologia della nutrizione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bellosta Stefano.
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