Assetto istituzionale dell'età monarchica
Vi sono tre organi operanti che nel loro insieme costituiscono la prima trama istituzionale:
- Il Rex, capo della comunità.
- Il consiglio dei patres.
- Il comizio curato.
Il Rex
Nel Rex coesistono due sfere di potere, una militare ed una civile. Egli, infatti, si pone come ductor, comandante militare della comunità, ma anche come regolatore della vita cittadina. C'è un momento di saldatura dalla più importante delle funzioni, quella religiosa.
Il Rex è il mediatore tra gli uomini e gli dei e deve garantire la cosiddetta pax deorum, il buon rapporto costante con la divinità che era necessaria per la vita stessa di Roma. Egli, quindi, deve interrogare gli dei ogni qualvolta si debba intraprendere una decisione per la città, mediante gli auspicia. Quest'ultimi sono divinazioni tratte dall'osservazione di fenomeni considerati divini. Egli deve, dunque, interpretare i signa, ovvero segni divini dove si manifestavano le volontà degli dei, come eventi naturali o accadimenti umani.
Secondo l'erudito Sesto Pompeo Festo, il re è al vertice seguito dal Flamen Dialis, sacerdote di Giove, dal Flamen Martialis, sacerdote di Marte, dal Flamen Quirinalis, sacerdote di Quirino, e dal Pontifex Maximus. Il monarca, inoltre, è colui che guida l'esercito, coadiuvato da due importanti figure: il magister populi e il magister equitum. Il primo era il sostituto del re in caso di impedimento, il secondo era addetto alla cavalleria.
Sfera civile
Nella sfera civile, il Rex ha compiti di amministrazione della città sotto il profilo politico. Ha il potere di emanare delle prescrizioni, le leges regiae. Inoltre, spetta la repressione di illeciti, avvalendosi di collaboratori: i cosiddetti quaestores parricidi, competenti in materia di parricidio, e i cosiddetti duumviri per duellonis, competenti in materia di duello.
Il re aveva carica vitalizia.
Modalità di nomina
Più plausibilmente si è ritenuto che il re fosse designato da un Interrex. L'Interregnum è, difatti, il periodo che intercorre tra la scomparsa di un re e la nomina di un nuovo sovrano. Durante tale periodo, è il consiglio dei patres ad assumere i poteri collegialmente. Cioè, i poteri venivano affidati ad una rappresentanza assumendoli 5 giorni ciascuno.
Il re veniva nominato da uno di questi interreges quando le condizioni politiche e i segni divini lo ritenevano opportuno. Si procedeva così alla creatio. Si è pensato che nella fase etrusca della monarchia vi fosse un diverso criterio di nomina, probabilmente per discendenza. Successivamente, la nomina veniva approvata dal comizio procedendo così all'inauguratio: in una cerimonia rituale.
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