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L'Artemia

L’artemia è l’organismo maggiormente impiegato in acquacoltura a livello mondiale, di cui ne esistono diverse specie. Si tratta di piccoli crostacei che riescono a sopravvivere in tutte le parti del mondo, anche in condizioni estreme. La prima fase larvale dell’artemia si chiama nauplio, che ha dimensioni superiori rispetto ai rotiferi ed è per questo che le artemie vengono utilizzate quando le dimensioni della larva si accrescono e anche la sua apertura bucale subisce una sorta di ingrandimento.

Inizialmente il nauplio si trova racchiuso nella cosiddetta cisti, di colore marrone a forma sferica con concavità, rivestita da uno strato chitinoso. È inattiva dal punto di vista metabolico e non si schiude fino a quando è secca. In particolari condizioni inizia la schiusa con rigonfiamento e rottura della membrana esterna, detta corion. Lo stadio cosiddetto “ad ombrello” è caratterizzato dall’embrione quasi completamente uscito dalla capsula esterna della cisti. Dopo poco si lacera la membrana di rivestimento e compare il primo stadio di sviluppo: nauplio. Questo è di colore arancione-marrone, non si alimenta e nuota. Dopo circa 8 ore c’è la prima metamorfosi, l’individuo ora si alimenta e può ingerire particelle da 1 a 50 micron. Per raggiungere lo stadio di adulto si verificano 15 differenti metamorfosi in 8 giorni. In condizioni ottimali gli adulti possono vivere diversi mesi e produrre fino a 300 cisti ogni 4 giorni.

Le cisti sono la base del successo dell’impiego dell’artemia nel mondo. Grazie ad esse l’artemia è in grado di sopravvivere a condizioni ambientali estreme. In natura, quando le condizioni ambientali lo consentono, esemplari di sesso maschile e di sesso femminile si accoppiano: il maschio introduce il liquido spermatico all’interno della cavità addominale della femmina in cui sono racchiuse le uova. Queste, sempre se le condizioni ambientali lo consentono, possono schiudersi determinando la fuoriuscita degli embrioni oppure, se le condizioni non dovessero essere adatte, verrebbero deposte sotto forma di cisti quiescenti in cui gli embrioni andranno a svilupparsi quando tali condizioni si ripristineranno. Dunque, è possibile avere una riproduzione ovipara, normalmente garantita da condizioni ambientali ottimali con adulti maschi e femmine, o una riproduzione completamente diversa che potrebbe aver luogo a partire da cisti disidratate. Entrambe portano alla formazione di naupli.

Vantaggi nell'utilizzo dell'artemia

  • I naupli si ottengono dalle cisti e quindi non necessitano di allevamento continuo.
  • Bassa mobilità (facilmente ingeribili)
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Scienze agrarie e veterinarie AGR/20 Zoocolture

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