La Cappella Sistina: da Perugino a Michelangelo
La cappella Sistina
L’aspetto esterno è molto rigido e rafforzato da contrafforti. La pesantezza volumetrica è tipica del ‘400 che esalta l’imponenza dei volumi e delle murature nelle quali si inseriscono profondamente le finestre. Ciò è dovuto dall’assenza di importanti architetti in questo periodo (eccezion fatta per l’Alberti morto però prima dell’inizio della costruzione della Cappella). A Roma il legame con la committenza si avverte molto: il disegno dell’architetto era condizionato dai gusti e dalle esigenze del committente, il gusto che persisteva era ancora piuttosto medievale; Roma era perennemente in conflitto interno tra grandi famiglie e Papato (i Colonna, Orsini, Savelli si contendevano duramente il potere papale). È collocata sul fianco destro della Basilica di San Pietro e fu costruita da Sisto IV nel 1477 al posto di una precedente Cappella Palatina dove Niccolò I nel 1278 aveva fondato il suo santuario. È ricordata in vari documenti con l’appellativo “Magna Cappella” aggregata a quella che all’epoca veniva chiamata “Aula Maior” e che oggi è l’attuale Sala Regia. L’architetto è forse, stando a quanto afferma Vasari, Baccio Pontelli. Secondo alcuni studiosi la Cappella Sistina ricalcherebbe l’edificio duecentesco come anche l’alzato che sarebbe stato conservato e foderato per renderlo più stabile con una cortina di mattoni. Il fatto che gli affreschi inizino nella parte superiore fa supporre che questo sia il muro nuovo.
Confronti e rappresentazioni
Squarzina propone il confronto generale con le conosciute tipologie di Cappella Palatina come ad esempio la Cappella Palatina di Palermo consacrata nel 1140 da Re Ruggero II e presenta una decorazione musiva con storie dell’Antico e del Nuovo Testamento. Nella decorazione musiva del tiburio appare Re Salomone che impersonava la giustizia divina e il potere regale. Quindi la Cappella Sistina è un edificio quattrocentesco che prende il nome dal Pontefice che la fece erigere e adornare con un primo ciclo di pitture, Francesco della Rovere, eletto nel 1471 con il nome di Sisto IV. Fu intrapresa la costruzione della Cappella nel 1475, nel 4° anno di regno di Sisto IV (anche il Tempio di Salomone venne costruito il 4° anno del suo regno) e lo ricaviamo dai “Libri dei Paralipomeri”. Nel 1483, per l’anniversario dell’elezione del Papa, la solenne funzione venne celebrata qui. Egli ha modificato il pavimento, ha consolidato le strutture portanti ispessendole (3mt), eliminato il solaio e il tetto ligneo costruendo una volta; l’architetto doveva essere un esperto consolidatore e costruttore e in quegli anni doveva essere sicuramente Giovannino de’ Dolci.
Alcuni anni dopo il completamento dei lavori la Cappella Sistina fu minata da alcuni problemi statici che provocarono una profonda crepa nella volta e Papa Giulio II, Giuliano della Rovere, diede avvio ad una seconda decorazione che fu affidata a Michelangelo. Nel 1508 veniva firmato il contratto tra Papa e Artista nel quale si stabiliva la piena libertà decisionale di Michelangelo sugli schemi decorativi e sui soggetti. Michelangelo iniziò innalzando delle impalcature e chiamò alcuni artisti fiorentini a collaborare con lui; per un anno tutto sembrava procedere per il meglio ma dal 1509 Michelangelo preferì continuare i lavori da solo (forse perché li ritenne degli incompetenti o forse perché troppo geloso del suo capolavoro). La nuova volta venne portata a termine. Il nuovo Papa Clemente VII discusse con Michelangelo se fosse il caso di affrescare nuovamente la parete d’altare, ma in seguito a degli eventi egli lasciò perdere questa intenzione; l’idea fu ripresa da Papa Paolo III Farnese nel 1535; nel 1541 fu completato il Giudizio Universale (grazie a un restauro terminato nel 1990 sono tornate alla luce tonalità di colore e tecniche avanzate del c.d. “buon fresco”).
Interventi dei papi a Roma da Martino V a Sisto IV
Martino V: 1417-1431. Ottone Colonna, riporta nel 1420 definitivamente la sede papale a Roma e si accinge a un’opera di restauro di Roma (in profonda decadenza subito dopo il periodo di “Cattività Avignonese”) delle chiese parrocchiali, delle basiliche e dei monumenti simbolo della classicità. Emana una bolla nella quale vieta la depredazione degli antichi monumenti spesso utilizzati come cave di materiali.
Eugenio IV: 1431-1447. Continuò il restauro di San Pietro e della basilica di San Giovanni consolidandone le strutture con la costruzione di pilastri in muratura. Fece demolire le botteghe che deturpavano i dintorni del Pantheon, lastricò Piazza di Campo dei Fiori. Sotto questi due papi giungono a Roma pittori come Gentile da Fabriano, Pisanello, Masolino e Masaccio.
Niccolò V: 1447-1455. Tommaso Parentuccelli di Sarzana. Diede nuovo impulso ad opere di restauro e fu autore di numerose iniziative per Roma.
Sisto IV: Nato nel 1414 in Liguria, venne eletto Papa da un Conclave di 18 cardinali il 9 Agosto 1471, morì nel 1484, proprio all’indomani del compimento della sua più importante commissione, la Cappella Sistina. Era un frate francescano particolarmente dotto, aveva sostenuto con fermezza il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. Nel 1476 avvenne un episodio molto grave: l’assassinio del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza da parte dei congiurati per istigazioni di alcuni umanisti che rivendicavano un ideale di libertà. L’episodio generò una crisi tra gli Stati italiani che sfociò nella “Congiura dei Pazzi”: nel 1478 i rapporti tra Papa Sisto IV e i Medici erano stati amichevoli ma si inasprirono poiché il Papa cercò di scansare la potente famiglia appoggiando le fazioni a loro ostili capeggiate da Girolamo Riario e dalla Famiglia dei Pazzi. Durante una messa nel Duomo di Firenze, fu assassinato Giuliano de Medici mentre Lorenzo de’ Medici (Lorenzo il Magnifico) riuscì a fuggire e a riprendere il potere. Furono uccise molte persone e Papa Sisto IV decise di scomunicare Lorenzo e di lanciare un interdetto contro Firenze. Lorenzo liberò il nipote del papa, Riario, e minacciò di spodestare il papa. L’offensiva dei Medici si concluse con una pace tra Papato e signoria fiorentina nel 1480. Tra le altre minacce Sisto IV deve affrontare quella dell’avanzata dei turchi: Maometto II invade i domini veneti fino al fiume Tagliamento nel 1477 e scende fino ad Otranto massacrando 12.000 persone; Maometto II muore però improvvisamente. Altri movimenti di lotta ci furono tra gli Orsini e i Colonna. Questi avvenimenti erano accompagnati da uno stato di panico millenaristico, dovuto al volgere del millennio e mezzo, e si ipotizzava una “renovatio”.
Giulio II: Giuliano della Rovere, nipote di Sisto IV. Pontificato 1503-1513. Dimostrò a parole e fatti la deferenza nei confronti della religiosità dello zio, continuò le iniziative intraprese dallo zio e incaricò Michelangelo di affrescare la volta della Cappella Sistina. Giulio II ha voluto continuare il programma intrapreso dallo zio per conferire un’unità di significato all’intera decorazione della Cappella.
Costruzione della cappella Sistina e commissione degli affreschi quattrocenteschi
La Cappella Sistina prima del 1508 (data in cui Michelangelo inizia a dipingere la volta) presentava una volta a botte con delle lunette di raccordo che affacciavano su finestre (6 lati lunghi, 2 lati corti) decorata da Matteo d’Amelia, con stelle d’oro su fondo azzurro a rappresentare la volta celeste. La decorazione delle pareti è divisa in 3 fasce:
- Quella inferiore presenta delle finte cortine, sulle quali in occasione di cerimonie vanno addossati gli arazzi di Raffaello.
- La fascia intermedia presenta gli affreschi con le storie di Gesù e di Mosè.
- Nella fascia superiore finestre si alternano a nicchie conchigliate nelle quali sono rappresentati pontefici.
L’aula misurava 40 lung x 13 larg x 20 h mt ed era divisa da una transenna marmorea realizzata da Andrea Bregno che divideva in parti disuguali lo spazio: la parte più grande riservata alle cerimonie quella più piccola riservata ai fedeli che potevano affluire in occasioni particolari (forse è il realizzatore di tutte le parti marmoree della Sistina).
Sul lato sinistro rispetto all’ingresso vi erano le storie di Mosè: la Circoncisione del Figlio di Mosè, le Tentazioni di Mosè, il Passaggio del Mar Rosso, la Consegna delle Tavole della Legge, la Punizione dei Ribelli, la Morte di Mosè, Disputa di Angeli e Demoni per la salma di Mosè (ridipinta nel ‘500).
Sul lato destro vi erano le storie di Cristo: Battesimo di Cristo, Prove di Cristo, Vocazione dei primi Apostoli, Discorso della Montagna, Consegna delle Chiavi a San Pietro, Ultima Cena, Resurrezione (ridipinta nel ‘500). Le scene iniziavano lì dove ora ammiriamo il “Giudizio Universale” e la lettura si svolgeva da lì verso l’ingresso seguendo uno schema parallelo di raffronto da Antico e Nuovo Testamento.
Nell’archivio segreto del Vaticano si conserva un documento che si intitola “Locatio Picturae” nel quale Giovanni di Pietro de’ Dolci, sovrintendente e commissario del Palazzo Apostolico il 27 Ottobre 1481 commissionava, per conto di Papa Sisto IV, l’inizio dei lavori di decorazione nella Cappella Sistina a 4 pittori con il Contratto che prese il nome di “Compromissum” del 17 Gennaio 1482: Cosimo Rosselli, Botticelli, Ghirlandaio e Perugino. In un altro documento De’ Dolci stabilisce il compenso a 250 ducati per ogni scena, stabilisce la data di apertura della Cappella Sistina è il 9 Agosto 1483 il 15 Agosto si tenne la prima cerimonia pubblica (giorno dell’Assunzione della Vergine alla quale è dedicata).
La cappella Sistina come Tempio di Salomone
Niccolò V aveva progettato in Vaticano grandiosi interventi tanto che al suo biografo venne l’idea di accomunarlo all’architetto del “Tempio di Salomone”, Ivan di Tiro. Papa Giulio II, confrontando suo zio Sisto IV e tutta la sua stirpe a Salomone afferma che quest’ultimo, seppur non illuminato dalla luce del Cristianesimo, non risparmiò nessun edificio nel renderlo degno di essere edificato per il Signore. Battisti si pone poi la domanda: l’architettura della Sistina si ispira al Tempio di Salomone? Probabilmente sì, perché dalle fonti ci risulta che essa avesse le stesse dimensioni, che fosse bipartita (anche se preceduta da un atrio), che fosse una vera e propria cappella palatina circondata da edifici imperiali. Ciò che più conta è il rapporto proporzionale che hanno in comune: la larghezza è 1/3 della lunghezza, l’altezza è metà della lunghezza. Il Battisti conclude che la Cappella Sistina sia una fedele ricostruzione del Tempio di Salomone. Secondo Salvini un altro elemento di raccordo è da trovare in documento nel quale viene spiegato che la Cappella era stata concepita con un grande portico (“ingenti atrio”) da Niccolò V, proprio quell’atrio presente nel Tempio e non rilevato da Battisti. Ma secondo Salvini la somiglianza con il Tempio è da riscontrare più nella pianta, nella struttura e nelle proporzioni piuttosto che negli ornamenti (il Tempio era uno dei monumenti più ricchi e più spettacolari mentre la Cappella Sistina era stata ideata da Sisto IV come un edificio austero). Dal “Libro dei Re” sappiamo che il Tempio di Salomone era circondato da tre lati da un edificio a tre piani al di sopra dei quali si aprivano le finestre del tempio; anche la Cappella ha una partizione in tre piani sia all’esterno che all’interno con le finestre collocate al di sopra del terzo piano.
Sui due archi di trionfo posti sullo sfondo della “Consegna delle Chiavi” affrescata dal Perugino, appare una scritta: “Tu, Sisto IV, inferiore a Salomone per ricchezze, ma superiore a lui per religione e devozione, consacrasti questo tempio immenso”. Con questa scritta di certo Sisto IV non voleva alludere al fatto che lui fosse realmente meno ricco rispetto al Re Biblico, ma che il suo progetto di casa degna di Dio fosse meno ricco di ornamenti e meno sfarzoso rispetto al Tempio di Salomone e all’iniziale progetto della Cappella di Niccolò IV. Il Pontefice è superiore a Salomone perché presiede a un regno ecumenico, universale, spirituale illuminato dal messaggio di Cristo, di cui egli è il maggior rappresentante. La sua superiorità sta nel fatto stesso di esser cristiano, piuttosto che ebreo (religione ebraica all’epoca era più attaccata a manifestazioni pagane di esteriorità).
Il Tempio di Salomone fu distrutto nel 586 a.C. dai Babilonesi e nel 520 gli Ebrei iniziarono la sua ricostruzione. L’edificio aveva un’aula allungata, rettangolare, divisa in 3 parti riservate al culto, fiancheggiata da ambienti vari e cortili. Un edificio venne poi costruito sopra, la Cupola della Roccia (o Moschea di Omar), da un’incisione risulta chiamata dagli occidentali “Templum Salomonis”. Sappiamo che il Tempio di Salomone è stato ripreso dal Perugino, quindi per la proprietà transitiva l’edificio nell’affresco del Perugino è la Cupola della Roccia e lo attestiamo da alcune semplici caratteristiche: la cupola, il tiburio forato da finestre, i 4 portici di accesso disposti in croce greca rispetto alla base ottagonale.
La cabala di Sisto IV. Simbologie numeriche della cappella e del tempio affrescato dal Perugino
L’ideazione del programma iconografico è attribuibile a Sisto IV. A partire dagli anni ’60-’70 del ‘400 cresce l’interesse esoterico e misteriosofico. In Pico della Mirandola è presente questo interesse e studia inoltre la lingua ebraica come elemento fondamentale della Cabala, poiché lingua della Creazione. La Cabala ha un’origine antica; la simbologia dei numeri era già presente in Girolamo, Agostino e questo simbolismo dei numeri poteva ben giustificare l’interesse per le dimensioni del Tempio di Salomone.
- Significati cabalistici e numerologici → il rapporto di uno a “3” tra larghezza e lunghezza dell’edificio riporta al Mistero della Santissima Trinità. I due lati lunghi vennero divisi in 6 parti da 6 riquadri e “6” è il numero divino della Creazione che fu compiuta in 6 giorni.
- Nell’affresco del Perugino “La Consegna delle Chiavi” notiamo sullo sfondo un edificio ottagonale e “8” è il giorno della Resurrezione dei Morti con conseguente Condanna degli Ingiusti ed anche simbolo del Nuovo Testamento.
- La metà dei lati di questo edificio, ovvero “4”, è considerato da Sant’Agostino il numero che regola tutte le azioni terrene. L’edificio è inoltre aperto da portici su 4 lati che uniti con una linea immaginaria formerebbero una croce, garanzia di resurrezione.
- Notiamo anche che le pareti dell’edificio sono tripartite in 3 ordini e ogni ordine è diviso in 4 ordini a sua volta (4x3=12), il numero “12” è ricollegato agli Apostoli e ai mesi dell’anno.
- Nel dipinto di fronte a quello del Perugino ce n’è uno del Ciclo di Mosè nel quale è presente un edificio con “7” colonne, questo numero rappresenterebbe l’Antico Testamento secondo la dottrina di Agostino.
- Nell’affresco di Cosimo Rosselli raffigurante l’“Ultima Cena” notiamo, come anche fa Vasari, che il tavolo ha 8 angoli e anche il soffitto, in connessione con la Resurrezione di Cristo che oltretutto era raffigurata nell’affresco successivo (che era l’ottavo della serie).
Concordanze e differenze tra il Vecchio e il Nuovo Testamento
La volontà di Sisto IV è presente nell’iconografia degli affreschi imperniata sul continuo raffronto tra la vita di Mosè e quella di Cristo sia nelle loro somiglianze che divergenze. Il Platina, l’umanista che Sisto IV predilesse e con il quale probabilmente definì il programma iconografico seguiva gli ideali della Scuola di Vittorino di Feltre: dominio delle passioni, serenità dell’anima, armonioso sviluppo della personalità, culto del fisico e della mente, equilibrio e ordine, dolcezza e amorevolezza come supreme virtù di una vita morale. La lettura delle storie vanno lette nella parete di sinistra da sx a dx e quelle della parete di destra da dx a sx. Nel 1513 venne ritrovato un documento di un cronista che riportava i nomi di ogni opera che originariamente erano apposte al di sopra degli affreschi (ridipinte e scomparse, ricomparse lacunosamente dopo alcuni recenti restauri). Li elenca uno a uno per inquadrare le posizioni assunte dai Cardinali durante un conclave per l’elezione di Leone X. Al posto dell’attuale “Giudizio Universale”, su questa parete vi erano raffigurati la “Natività di Cristo” e il “Ritrovamento di Mosè” e al centro una pala d’altare con l’“Assunzione della Vergine”.
Le storie di Cristo
Nella Cappella Sistina è evidente la contrapposizione iconografica tra vita di Cristo e vita di Mosè, e quindi tra Nuovo e Antico Testamento. Il Nuovo risolve le imperfezioni del Vecchio; ciò che nel Vecchio è cruenta incombenza sulla materia (cfr. Circoncisione e Sacrificio degli animali) si trasforma nel Nuovo in spiritualità e simbolismo (Battesimo ed Eucarestia). Le storie di Cristo si sviluppano sulla parete destra rispetto all’altare.
Battesimo di Cristo: Perugino. Composizione chiara, nitida e leggibile. In alto a sinistra vi è il primo episodio quello della “Predica di Giovanni” che parlando alle folle annunciava l’avvento del Messia; in basso a sx Giovanni scende verso il fiume Giordano dove battezzerà il Cristo. In alto entra una gloria di cherubini e si affaccia il Padre. Al centro Gesù riceve il battesimo da Giovanni sul fiume Giordano, mentre...
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