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Arte moderna

Appunti di storia dell'arte moderna basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Vicari dell’università degli Studi Accademia di Belle Arti di Frosinone - ABA, facoltà di Accademia di belle arti. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Fondamenti di storia dell'arte moderna docente Prof. V. Vicari

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misogina ed imperante, dove l’uomo è un uomo che guarda la donna come da uno schermo psichico

distaccato e sulfureo, specchio dei conformismi clericali e borghesi del suo tempo. Per comprendere la

portata di alcune istanze simboliste sulle sperimentazioni della generazione successiva, basti guardare

all’aura di questo illustratore belga gettata su La Pubertà di Edvard Munch.

Capolavoro un paravento di 4 pannelli uniti chiamato Dove-Screen, opera che imita gli affreschi medievali e

goticheggiante, che usa colori lievi, bianchi, verdi e ocra sbiaditi. E’ un cosmo primaverile e idilliaco dove delle ragazza

nel bosco diventano visioni oniriche.

Il mito della donna come erotismo carnale trova grande diffusione in altri artisti europei, come Felicien Rops,

le prostitute, dall’eros esplicito e

anticonformista e libertino, che rappresenta spesso donne prese dal vero, come

pornografico. Ne è esempio “La prostitution et la folie dominant le monde” o “Pornokrates”. Non mancano le opere

satiriche. Rops, al contrario degli altri artisti, non era una persona morbosa e turbata, e rappresenta illustrazioni con

soggetti satanici, del diavolo e della morte, come denuncia contro il finto moralismo della borghesia., come “La

tentation de Saint Antoine”e il ciclo satanico ispirato ai racconti Les Diaboliques. La mort au bal masqué (1865-

1875) o L’Incantation (1878 ca.). Il tema dei due quadri sembra essere la perdita della potenza, del vigore e

la donna calcificarsi quasi come sua nemica, come Eva peccatrice causa di tutti i mali dell’uomo, portando

a matita quali “il sipario cremisi” o “le plus bel amour de don

quest’ultimo a follia e dissoluzione. Realizza disegni

juan” dove viene rapresentata una giovane ignuda adolescente, con le mani in grembo (posa che verra ripresa da munch

in pubertè e rapresenta la depressione) e la presenza ossessiva del volto di Don Giovanni. La morte au ball rappresenta

una danza macabra, L’incantation rappresenta un vecchio libertino caduto in malinconia con la perdita di potenza

sessuale, crea un laboratorio di stregoneria con simboli alchemici dove appare l’imponente nudo femminile di Eva

peccatrice.

Il rapporto tra Eros e Thanathos sembra dunque uno dei temi portanti del Simbolismo europeo.

Munch ebbe una lunga esistenza scandita da dolori e perdite, alla ricerca esistenziale, turbato psicologicamente.

Soggiorna a Parigi ed è attratto dal pointillisme. La sua mostra a Berlino nel 1892 suscita grande scalpore per i temi

quali amore e morte del ciclo di “il fregio della vita”. Ha ampio interesse per l’alchimia e le scienze occulte. Compie

tanti viaggi in Italia, Germania e Francia e incontra tanti artisti. È ossessionato dai temi della solitudine, eros, angoscia e

solitudine. Viene ospedalizzato per depressione nervosa. Incentrate nel tema della lotta tra vita e morte sono le opere

Angoscia, Il grido, Il vampiro, Malinconia, Gelosia ecc, immagini simboliste, con colori scuri, i corpi e le posture

erotiche sono maschere di forte impatto emotivo. In “Vampiro” riprende il tema della donna fatale, dove l’uomo avvolto

dall tenebre viene assorbito dall’abbraccio della donna.

Più importante degli espressionisti polacchi è Jack Malczewski, con dipinti inizialmente realisti e naturalistici, dentro

una logica classica, che dopo decide di abbandonare l’accademismo e che arriverà al simbolismo con La morte di

Ellenai, sul tema della morte.

La sua nuova pittura ha un lucore metallico, un sogno molto plastico e scultoreo, con aspetti surreali, di cui sono esempi

La Melancolia e il circolo vizioso. Il tema di Thanatos, fratello gemello di Hypnos, è un parallelo tra sogno della vita

quotidiana e la morte. La figura femmine androgina, compare con l falce, motivo medievale ripreso nel romanticismo e

Da una prospettiva accademia e classicista, rafforzata da un viaggio in Italia (1880), negli anni

simbolismo.

‘80 egli sposta il suo interesse in direzione verista, ma intrisa di caratteri evocativi e fantastici, di un

simbolismo eccezionale. Tale è, ad esempio, la ripetuta sequenza di scene per La morte di Ellenai (dal

1883), in cui Malczewski inizia le sue meditazioni sulla morte e sul sogno prendendo spunto da molteplici

fonti, tra cui Andrea Mantegna. La sua evoluzione simbolista si avverte ancor più in dipinti come La

Melancolia (1894) e Il circolo vizioso (1895-1897) fino ad una seconda serie, non a caso intitolata Thanatos,

in cui il “figlio della notte”, gemello di Hypnos (il sogno) s’insinua nella realtà della vita quotidiana

assimilandola alla morte. La fonte questa volta è popolare, attinta ad un vasto repertorio di allegorie

medievali europee, dalle “danze macabre” ai “trionfi della morte”.

Il simbolismo tedesco, boemo e austriaco

Nel simbolismo tedesco e boemo, l’eros, la morte, il diavolo e il piacere affiorano nelle opere di Max Klinger.

Egli è a Parigi nel 1888, poi viaggia in Italia. Assorbe le esperienze di molti artisti, quali Goya, Chavannes, Rodin, ma

crea uno stile personale e un drammaturgia tragica sul tema della morte e sofferenza.

Nei suoi cicli di acquaforte rappresenta persona alienate, tra luci, ombre e fenomeni psichici.

Le serie eseguite dal 1879 al 1915 costituiscono una sorta di narrazione in capitoli tematici, come ad esempio quello

dedicato alla musica di Brahms, Amore e Psiche e quello che racconta di una donna vittimi “Una vita”. In “La morte

seconda parte” traduce temi sociali e analisi introspettive. In questo ciclo, “Il filosofo” rappresenta una donna ignuda

nel suo letto che sogna un uomo virile al suo capezzale che si guarda allo specchio allungando una mano. La figura

della donna sembra un cadavere e rappresenta il passaggio dalla vita alla morte, e quindi la resurrezione perché la vita

non è che apparenza e illusione.

In ambito boemo, Alfred Kubin si dedica alla realizzazione di disegni fantastici, mostruosi e demoniaci intrisi di

pessimismo filosofico.

Nel 1908 scrive il romanzo “L’altra parte”, viaggia a Venezia, in Ungheria, nei Balcani e a Parigi. Diventa amico di

Klee e Marc, poi Wilde, Hoffman, Poe. In “La fidanzata della morte” 1900, rappresenta una donna dal corpo allungato

che è come una satira, è una donna che aspetta il suo sposo che è la morte.

Tra i Boemi eccelle Kupka, con una formazione accademia, si interessa poi all’occulto, alla filosofia e astrologia, da qui

e inizierà un’avanguardia astrattiva.

un simbolismo inquietante, di una pittura altamente cromatica

l’opera “Oh Madre” dove appare il volto materno come meteora verticale sullo

E ancora Frantisek Bilek che realizza

sfondo lunare offuscato nel bosco tenebroso.

Il massimo esponente della Secessione viennese fu Gustav Klimt, che è tra i fondatori del movimento e della rivista

“Ver Sacrum” (primavera sacra). Klimt promuove un nuovo stile particolare dove la natura e il richiamo all’arte

bizantina con i suoi ori si mischiano gloriosamente e dove è imprescindibile la figura della donna sensuale (esempio è “I

pesci rossi”). Il dipinto nel 1903 “La speranza” (o l’attesa) fu rifiutato fu rifiutato definito strano e inconsueto che

C’è un contrasto tra il motivo acquatico in basso, che rappresenta

rappresenta, quasi religiosamente, una donna gravida.

il fluido embrionale, e la presenza dei teschi in alto che invece rappresentano la minaccia della morte. Lo stesso tema è

ripreso in “La speranza ii” dove il quadro si riempie di smalti e il corpo della donna è come un arazzo maiolicato.

Il gruppo dei XX e la Libre Esthetique

II.3 Il “Les XX” e la “Libre Esthétique”

Il movimento simbolista più precoce, anche rispetto al francese, stato il grupoo dei XX, fondato nel 1883 da Octave

Maus. Il movimento mirava all’abolizione della critica e all’uguaglianza per tutti gli artisti. Si iscrissero molti artisti, tra

Il gruppo si

cu anche Ensor e Van del Velde, Redon, Gaguin. Nel 1914 il gruppo fu rinominato la Libre Esthetique.

configura dunque con un carattere composito, trasversale ed internazionale, contribuendo non poco alla

centralità di Bruxelles nel dibattito sulle arti tra fine Otto e inizi Novecento. La sua trasversalità non consiste

solo nello sperimentare tutte le tematiche e le tecniche allora dibattute in Europa (dal pointillisme, al

cloisonnisme, al divisionismo), ma si estende ad una nuova concezione dello spazio umano, sociale,

abitativo, urbano. Al suo interno si affermeranno, pertanto, importantissime personalità quali Hanry van de

Velde, che tanta parte avrà nei processi di rinnovamento dell’architettura internazionale e del suo

arredamento d’interni, nella scomposizione e ridefinizione degli ambienti pubblici e privati,

nell’alleggerimento dei materiali costruttivi e della loro riqualificazione in funzione estetica, nella

ricomposizione semantica delle facciate e dei paramenti murari in una direzione proto razionalista.

James Ensor si forma all’accademia di belle arti di Bruxelles, inizierà dipingendo paesaggi marini, vedute di città e la

vita di strada che userà come denuncia alla condizione umana con la satira, la maschera e il grottesco.

Anche in lui è ricorrente il tema della donna. Realizza “ Les Masques Scandalisé” ma sono rifiutate, anche se i suoi

amici e il gruppo dei XX lo sostengono.

Si cimenta nella tecnica incisoria realizzando soggetti fantasma, gotici, macabri, infernali, ma anche religiosi.

Nel 1886, l’opera Satana e le sue fantastiche legione tormentano il Cristo crocefisso (rifatto poi all’acquaforte)

rappresenta degli scheletri frenetici ai piedi della croce.

Di diversissima indole è Khnopff, con un’eleganza e raffinatezza straordinaria.

Nel dipinto Georges Rodenbach: Bruges la Morte 1889, rappresenta na riflessione sul suo amico scrittore mediante la

raffigurazione di una ragazza androgina appoggiata che contempla un copricapo regalo sopra un plinto scolpito. Sullo

sfondo un silenzioso edificio fiammingo in un paesaggio che è simboli di morte e oblio.

Altro simbolista dimenticato è Leon Spilliaert, il quale voleva condurre una carriera marina, ma non poté per la sua

salute cagionevole, e per questo il mare è al centro delle sue composizioni. Autodidatta, riempie quaderni di schizzi.

Cammina di notte ad Ostenda come una sorta di sonnambulo. Le sue opere sono paesaggi notturne, nature morte, ritratti

angosciosi. Utilizza lo specchio per realizzare i suoi autoritratti.

Autoritratto allo specchio del 1908 ha un’espressività quasi cadaverica, decomposta.

Di madre giavanese, Jan Toorop si trasferisce prima nei paesi bassi e poi a Bruxelles, dove partecipa al gruppo dei XX.

Ha un’indole spirituale complessa, indaga nuove forme e religioni e si converte al catt9licesimo. Rimane affascinato dai

Preraffaelliti e dalle teorie di Morris. In “Le tre fidanzate” le donne sono illuminate nei veli verginali, circondate da

onde di cori di fanciulle con i gigli delle purezza. In Italia il movimento i cui esponenti furono Gaetano Previati,

Giuseppe Segantini (che fece l’ave maria a trasbordo) avevano legami con il movimento franco belga, inglese e la

secessione.

L’ESPRESSIONISMO

L’Espressionismo è la prima corrente d’avanguardia che si afferma in Francia e in Germania nel 1905, parallelamente al

cubismo, il cui scopo era creare immagini che arrivavano direttamente dall’interno del pittore, e non al contrario come

nell’impressionismo. Ma gli stati d’animo sono profondamente turbati perché il periodo è quello della guerra. Le città

fondamentali erano Parigi, Dresda, Berlino e Monaco.

Il termine fu usato per la prima volta per descrivere un quadro di Pechstein da Cassier, nel 1910. I caratteri

fondamentali dell’espressionismo sono il colore violento e antinaturalistco, l’incuranza della gerarchia prospettica e per

le geometrie euclidee, forme geometriche irregolari perche partono da un processo psichico. La prospettiva non è più

posti nella tela secondo un ordine concettuale o un’esigenza psicologica.

quella rinascimentale, ma gli oggetti sono

Spesso si dipinge l’infanzia, quando ancora non è influenzata dall’adolescenza ed età adulta, si apre un interesse per

l’arte dell’Africa, e rinasce quello per il gotico che allunga I precedenti dell’espressionismo furono quegli

le siluette.

artisti che si separarono dall’impressionismo, cioè Seurat, Signac, Cezanne, Van Gogh, Gaugin, i Nabis.

provenivano dall’animo.

Gaugin disse che si doveva dare un taglio ai colori naturali e utilizzare i colori che

Tra espressionismo francese e tedesco si trovano delle differenze notevoli, i francesi hanno interesse per i valori

compositivi e rappresentano spesso soggetti urbani, invece i tedeschi raramente rappresentano soggetti urbani e

l’immagine fino al brutto. I movimenti finiscono con l’inizio della I guerra mondiale, sia perché molti artisti

deformano

muoiono sotto le bombe, sia perché si suicidano disperati per l’orrore.

I gruppi che si vanno formando, nascono dall’incontro di dei locali, quindi tra di loro sono amici e poi così anche quei

locali diventano famosi.

4 studenti si staccano dall’accademia di

Nel 1905 Dresda e decidono di formare un gruppo per dedicarsi compleatemnte

alla pittura. Il gruppo viene chiamato die Brucke, cioè il ponte gettato a riunire tutte le forza innovatrici della gioventù,

un ponte verso il nuovo secolo. Per iscriversi non si doveva per forza essere artisti, bastava pagare una modesta somma

che permetteva di partecipare alle riunioni e di ricevere a fine anno delle stampe. Tra i maggiori esponenti ricordiamo

Kirchner, Heckel, Nolde. In seguito si aggiunsero altre persone. Il ponte è tra l’800 realista e impressionista, verso il

900 espressionista e antinaturalista. Con l’uscita da

Nel 1911 si spostano a Berlino, intorno alla galleria der Sturm, anche se nel 1913 il gruppo si scioglie.

Dresda per loro possibile farsi conoscere anche in ambito internazionale. A Berlino è fondamentale il contatto con la

Nuova Secessione, staccatasi dalla Secessione per la voglia di aperture internazionali e per il carattere innovativo.

A Monaco un gruppo di tedeschi e russi crea il Der Blaue Reiter (Cavaliere Azzurro), un gruppo che cerca

collegamento con le altre correnti. tagliente e nervoso e la trasmissione immediata dell’impulso

La tecnica della xilografia è piegata per il suo segno

emotivo e le venatura del legno che permettono una maggiore deformazione.

L’ambiente urbano è visto come un luogo pieno di pericoli, come in Dresda, Scena di strada di Kirchner nel 1908, dove

prostitute e figure maschili sono segnate da solitudine e alienazione.

I disegni di Kirchner sono sempre pervasi da una profonda angoscia che si tramuta in vera e propria malattia. Kirchner

vuole esternare quello che ha dentro, ma prova allo stesso tempo difficoltà nel farlo. Le sue rappresentazioni sono

taglienti e spigolose. La sua arte trae spunto dalle rappresentazioni primitive, e dalle stampe giapponesi, dal gotico

tedesco e poi da Van Gogh e Gaugin. sul dato psicologico e il senso doloroso dell’esistenza e la sua

Heckel era molto vicino a Kirchner per la contrazione

pennelata era veloce e discontinua. Le sue prime rappresentazioni sono molto spigolose, ma poi gli angoli si vanno

ammorbidendo. Si ispira molto a Van Gogh per il colore e utilizza una semplificazione geometrica per le forme.

“Fratello e Sorella” (1911) è tra le immagini più suggestive sull’ambiguità del rapporto familiare. “Bambina in piedi”

xilografia a colori. Gli alberi scarni sono minacciosi e alludono quindi ad una natura ben diversa rispetto alla luminosa

“Giornata Cristallina”.

Schmidt-Rottluff usa una prospettiva scomposta, una mano che si avvicina talvolta a Van Gogh talvolta a Vlaminck, in

un deliberato disordine che frantuma la composizione in tutte le direzioni.

Pechstein ha una formazione pittorica solida e mantiene contatti con Parigi. È il primo a trasferirsi a Berlino, dove

diviene presidente della Nuova Secessione. Questa sua indipendenza è anche tra le cause della divisione del gruppo,

dell’espressione, come in Testa del pescatore I (1911).

anche se non si distacca dalle fondamenta

Nolde è meno incline ad accogliere le spigolosità gotiche ed è molto più vicino ai francesi nelle scelte dei colori caldi e

nella rappresentazione dei paesaggi e giardini fioriti. Anche lui è tra i fondatori della Nuova Secessione.

Sucessivamente viene attratto dall’arte primitiva ed esotica e si avvicina alla pittura di Munch. Dal 1912 realizza i

fortunati dipinti della serie “ Vita di Cristo” e e le storie di Maria Egiziaca che terminano con la rappresentazione della

sua morte pentita dopo una vita di peccato.

Dell’espressionismo austriaco vediamo esponente Oskar Kokoschka che affronta, oltre ai ritratti, temi religiosi e

fantastici e un’iconografia inedita. Il suo cromatismo è differente e sviluppa una pennellata che scioglie il colore in

lumeggiature biancastre.

Nel 1913 Cronaca di Brucke segnerà la fine del movimento.

Parigi 1905

Il critico Vauxcelles , durante il salone d’Automne (1905) definisce dei pittori fauves, cioè belve, per il modo in cui

utilizzavano i colori violentemente, d’istinto come le belve, e seppure aveva una valenza negativa, questi ne fecero il

loro nome.

Il gruppo dei fauves non fu mai un vero movimento, ma avevano in comune lo stesso modo di concepire il colore, non

come è nella realtà, ma per come lo si sente dentro. Siamo di fronte alla prima rottura con l’impressionismo.

per

I primi fauves si conoscono prima della data ufficiale, ed erano la triade André Derain, Henri Matisse e Valmick, che

sviluppano caratteri nettamente delineati tra di loro e tuttavia con molti caratteri in comune. I fauves sono tra di loro

amici e spesso si dipingono a vicenda. l’istintivo e passionale e

Si può dire che Henri Matisse sia il classico, Maurice de Vlaminck André Derain lo

sperimentatore. I tre si conobbero per caso e divennero amici formando poi il gruppo.

Dal passaggio da “Lusso, calma e voluttà” a “La felicità di vivere” si vede il passaggio di Henri Matisse dal

pointillisme, fino all’uso di stesure cromatiche piatte e dalle tonalità calde.

In “La felicità di vivere” (1905-06) si vede la presenza di esseri in comunione con la natura, c’è la componente classico

simbolista: al centro del quadro, dietro le ninfe e i pastori, c’è il rondò. Il tema della danza.

Henri Matisse è amico di Signac, tanto che rappresenta sua moglie in kimono giapponese, e poi la terrazza di Signac a

Saint Tropez. Henri Matisse e compagni vedono il puntiglismo come una limitazione alla stesura di ampie zone di

colore piatto.

Henri Matisse è il teorico di maggior peso nel movimento, passa da visioni equilibrate a sperimentazioni dissonanti,

rasentando una pittura informe e priva di grazia.

scrive che per lui l’espressione è la posizione che occupano i cori, i vuoti attorno ad essi, le proporzioni,

Henri Matisse

e poi dice che sogna una composizione con creature ed elementi che possano fungere da calmante per chi lo guarda. Usa

spesso l’espediente del quadro del quadro.

Al polo opposto c’è Maurice de Vlaminck, di origine fiamminga, che utilizza la violenza dei gesti ricordando Van

Gogh. Le sue opere sono composizioni dal ritmo vorticoso, rotatorio, prospettive sghembe, incandescenti rossi e colori

a volte sulla tela direttamente dal tubetto. Per lui il fauvismo è il modo di ribellarsi, rifiutare la scuola, è l’uso dei

gettati

colori puri senza mescolante di toni.

André Derain crea delle opere che si possono definire premonitrici del cubismo, è innamorato della luce. Nei quadri

londinesi che rappresentano a vista di volo d’uccello il Tamigi acceso di colori, con i raggi solari, che lasciano

intravedere il Big Ben, ricordando le immagini di Turner e Monet. E’ lui l’artista più interessato all’arte negra.

dei colori dei fauves si calma con il cubismo

La vecchia concezione che l’esplosione è errate, perché la loro influenza

continuerà per anni.

Dufy, Friesz e Marquet introducono tematiche diverse, interessandosi alla scena urbana.

Le festa del 14 luglio offre spunto per riempire il disegno di striscioni e bandiere tricolore, ma anche la realtà

quotidiana, come in I manifesti di Dufy presenta nuovi richiami cromatici più consoni alla scena urbana.

Monaco 1911 posizione di Monaco sia perché è luogo d’incontro.

Il gruppo del Blau Reiter è il più complesso sia per la

I massimo esponenti sono Vasilij Kandinskij (teorico) e Franz Marc (organizzatore attivo) e assime curano la prima

mostra del 1911 e la creazione di un almanacco. Troviamo arte oceanica, disegni infantili, rapidi schizzi giapponesi,

prodotti gotici, figure del teatro di ombre egiziane, arte precolombiana, russa ecc, quindi c’è un unione di opere diverse

nello spazio e nel tempo. La danza e la musica sono viste come luogo di sintesi delle arti. Nel gruppo non è corretto dire

ci sia un’aspirazione all’arte astratta, intensa come non oggettiva. Questa esigenza è per esempio di Kandinskij ma non

di Javlenskij, Macke e Marc.

Le prime opere del gruppo si ispirano inizialmente a quelle dei fauves, con colori caldi che però spesso sono accostati a

colori caldi. Ad ogni coloreè attribuito una emozione, ad esempio per Kandisnkij il bluè un colore spirituale, il giallo

invece terrestre. La composizione deve immediatamente far capire le emozioni dell’artista a chi guarda.

In Kansinskij le tematiche sono sulla riconciliazione con Dio, in Marc la fusione tra le creature innocenti e la natura nel

Cosmo.

Un punto di riferimento per il gruppo monachese sono le opere di Delaunay, soprattutto verso il 1913 14 si vede un

in Marc e Klee alla serie delle “Finestre” e in “Forme Circolari”.

riferimento

Kansinskij realizza Impressione, Improvvisazione e Composizione, titoli tratti dal mondo musicale e da cui trae una

scala ascendente verso l’abbandono del tratto naturalistico. In “Composizione – Battaglia” il dipinto è diviso in due

IV

parti dalle lance centrali, a sinistra c’è una maggiore inquietudine (movimento a punta) mentre a sinistra c’è la quiete

(movimento calmo). Al centro c’è un monte blu con sopra una cittadelle e le macchie rosse dei copricapi dei cosacchi, a

sinistra le lance, le sagome di un gruppo di cavalli, un arcobaleno (riconciliazione) e una coppia distesa, due torri e una

forma solare. Tutti gli elementi inconografici hanno significato della lotta tra bene e male.

Secondo Kandiskij tutte le forme geometriche euclidee bloccano la libertà creativa.

Lal poetica di Marc è invece legata alla riconciliazione di tutte le creature viventi, incontaminate dalla civiltà

occidentale, con il Tutto. orientali ed ha un cristianesimo tutto suo. Nel 1913 la sua pittura si fonda sull’utilizzo

Marc è affascinato dall religioni

dei colori primari, rifacendosi alla lezione dei fauves e dei simbolisti. La tematica animalista è abbandonata solo per

pochi dipinti astratti, ma la sua morte precoce in guerra non permette dic apire vers che cosa si stava spostando la sua

pittura.

Pittore russo che si avvicina anche ai fauves è Javlenskij, che si dedica al ritratto e alle forme femminili.

Suoi tratti distintivi sono una violenza cromatica e una deformazione che portano alla stilizzazione delle figure. Le sue

opere tarde hanno una tematica religiosa.

Macke è l’unico ad interessarsi alla tematica urbana, anche in lui l’esordio è fauves, ma non c’è la problematica

spirituale. La sua pittura è caratterizzata da figure allungate che si muovono per i parchi cittadini. Anche lui è colpito

come Klee dalla luce dopo il suo viaggio in Tunisia.

Klee non è espressionista, ma si forma all’interno del Blau Reiter. Nelle sue rappresentazione inserisce semplificazioni

tipiche del disegno infantile e un alfabeto antico e perduto. Piccole croci ed elementi architettonici e floreali si

affacciano nelle sue griglie di colori puri utilizzati nei modi più disparati.

Gli espressionisti tedeschi vivono un disagio maggiore rispetto ai fauves francesi in quanto hanno da poco raggiunto

l’unità nazionale e la rivoluzione industriale arriva in ritardo e proprio nei primi decenni del ventesimo secolo. L’altra

cosa da comprendere è che gli intenti degli artisti non sono di denuncia ma di ribellione e protesta. Si cerca, anche se in

modo utopistico, di cambiare la concezione del mondo.

CUBISMO

Fu Louis Vauxcelles a definire ironicamente alcuni paesaggi di Braques come composti da banali cubi. Da qui deriva il

nome cubismo, dalla tendenza degli artisti di scomporre l realtà in piani e volumi elementari.

Braque si può considerare il padre del cubismo per le sue opere del 1907 e 1908.

Esistono due forme di cubismo: quella del 1907 di Braque e di Picasso e quella del 1910 dei cosiddetti cubisti di

Montparnasse, ma entrambi hanno in comune la nuova costruzione dello spazio e della forma.

Lo spazio non è più un contenitore preesistente ma nasce insieme alla forma. Inoltra la prospettiva è diversa, in quanto

viene rappresentato l’oggetto contemporaneamente da più prospettive. Per i cubisti poi la realtà delle cose è diversa

dalla loro immediata apparenza, cosa in comune con tutte le avanguardie.

Non fu Picasso e le sue demoiselle d’Avignon a dare inizio al cubismo, ma nasce dall’evoluzione della pittura di

Braque. Nel 1907 Braque radicalizza alcune intuizioni di Cezanne che erano:

Cezanne voleva ridare la volumetria negata alle immagini dall’impressionismo,

1- ma Braque prende questo

come un invito all’esasperazione volumetrica dell’immagine.

Cezanne utilizzava il passaggio da un piano all’altro con la rottura dei contorni dell’immagine, quindi i piani

2- tendevano a compenetrarsi.

Cezanne infrangere l’unicità del punto di vista rappresentando le immagine da più punti di vista

3- contemporaneamente.

In Case all’Estaque trascura gli elementi immateriali (cioè cielo, luce e vegetazione) preferite degli impressionisti e

in un assedio di volumi, utilizza i colori caldi come ocra, grigi, terre e l’oggetto viene visto da più

stringe lo spazio

angoli.

La pittura di Pablo Picasso può essere divisa in due periodi: il periodo blu e quello rosa.

Il periodo blu va dal 1901 al 1904, quando immerge la pittura in un blu alcolico e severo, rappresentando emarginati,

mendicanti, figure malinconiche e silenziose enfatizzate dalla valenza simbolica del colore.

Negli anni che vanno dal 1904 al 1905 si parla di periodo rosa, dove alla monocromia del blu si sostituisce una

tavolozza più luminosa, con toni di rosa, argilla, grigi, e ocra. Il tema del circo e di scene quotidiane sono ripensate in

chiave simbolica, la plasticità aumenta fino ispirandosi alla Grecia classica.

Nel 1906 inizia le demoiselle d’Avignon, che prende il nome da una strada malfamata. Il quadro doveva rappresentare

l’interno di una casa e con cinque donne nude e due uomini, uno dei quali con un teschio in mano. L’opera trova

ispirazione dalle bagnanti di Cezanne, dal bagno turco di Ingres e dalle suggestioni greche. Il tema invece p la fugacità

della vita e si oppone alla Gioia di Vivere di Matisse.

Nella versione finale Picasso elimina i due uomini e si concentra sulle innovazioni formali. Innanzitutto notiamo che i

secondo canoni naturalistici. Per le due donne al centro si ispira all’arte iberica primitiva

corpi non sono rappresentati

(aveva visitato una mostra sull’arte primitiva) e in particolare riprende le fattezze asimmetriche delle statuette che aveva

acquistato.

Le figure ai margini invece vengono modificate dopo aver visto una mostra di arte negra, infatti vediamo i visi delle

donne coperte da maschere.

La prospettiva rinascimentale viene ribaltata, infatti la figura sulla destra seduta è vsita sia di profilo che di fronte e di

(i più punti di vista si riallacciano all’arte primitiva)). Lo spazio si appiattisce.

spalle

C’è un antirinascimento dove invece delle tre grazie abbiamo le donne sono delle prostitute e all’armonia del corpo

subentra il grottesco e la deformazione.

e Picasso si conoscono e già alla fine dell’anno si notano le reciproche influenze: Braques è colpito

Nel 1907 Braque

dalla violenza delle demoiselle, mentre Picasso attenua l’espressionismo dell’arte africana.

Il cubismo iniziale è una pittura anti impressionista e volumetrica. Braque e Picasso si concentrano su oggetti concreti,

come bicchieri, frutta ecc, ma li dipingono secondo le loro leggi e in uno spazio proprio.

Il cubismo analitico mimesi dell’oggetto, quindi non staccarsi

Nel cubismo si parla di autonomia per intendere la volontà di staccarsi dalla

dalla natura ma dal modo imitativo di interpretarla. Dal 1909 al 1910 si parla di cubismo analitico.

Si assiste ad uno scucirsi dei volumi, come in Violino e tavolozza o Brocca e violino di Braque, o nei ritratti di Picasso

Vollard e Uhde, i primi ritratti cubisti. Era come sei i due artisti girassero attorno all’oggetto per rappresentarlo in tutte

le sue parti. I semplici oggetti dell’esperienza quotidiana sono ruotati, incastrati, sovrapposti, distesi e ricomposti sulla

tela, Loro alludono agli oggetti solo attraverso particolari. In violino e brocca il chiodo sta ad indicare che la pittura è un

artificio e non la verità. Braque introduce la tela ovale (forma prediletta del cubismo) e la pittura cubista diventa sempre

più astratta. Le opere di Picasso riducono al minimo la leggibilità del soggetto, tanto che alcuni lo chiamano il “cubismo

ermetico”.

Nel 1911 ritorna la decifrabilità del progetto. L’Indipendant semplicemente scrivendone sulla

Braque e Picasso trovano altre innovazioni, raffigurano il quotidiano

tela una parte del titolo (Picasso Natura Morta su ventaglio e Braque il Candeliere) dove la scritta non rappresenta il

giornale ma serve solo ad evocarlo, Nel “Portoghese” Braque utilizza anche degli stampi per rendere la scritta ancora

più meccanica e impersonale.Nell’opera è raffigurato un migrante con una chitarra su un ponte e le scritte con i numeri

servono ad indicare i sacchi delle merci che vengono scaricate e le lettera DBAL sono quelle di un manifesto

pubblicitario di un ballo appeso nel caffè. Le scritta hanno 2 scopi: quello di esprimere bidimensionalità e quello di

usare segni che indicano ma non rappresentano il soggetto come nella scrittura, una cosa innovativa nella pittura.

Cubismo sintetico

Dal 1912 si parla si cubismo sintetico per il minor frazionamento della superficie e per il maggior inserimento di oggetti

reali. Nascono le sculture bidimensionali e i primi collages, cioè l’applicazione di elementi extrapittorici sulla tela. Nel

1911 Braque realizza le prime scultura in cartoncino. Nel 1912 realizza il primo papier collé, Fruttiera e bicchiere dove

aggiunge carta da parati finto legno. Nel cubismo sintetico si pone attenzione ai colori che prima erano ridotti a pochi

colori sobri. Nel 1912 Picasso realizza una natura morta con la tecnica del collage. Invece di dipingere i vimine della

sedia inserisce un frammento di tela cerata con motivo ad intrecci e per sottolineare la forma ovale della tela aggiunge

la scritta jou di journal la tela cerata danno l’idea precisa di un tavolino, anche

attorno della corda. Il limone, il coltello,

se i segni non lo imitano. Non è però astrazione infatti Picasso dice che l’astratto non esiste perché parti sempre da

rappresentati nell’arte cubista, che sono pochi e a cui inserisce

qualcosa. Braque pone molta attenzione agli oggetti

oggetti musicali.

Il cubismo di Montparnasse

I cubisti di Montparnasse prendono il nome dalla collina dove la maggior parte di loro abitava (Picasso e Braque

stavano a Montmarte) e venivano anche chiamati cubisti dei Salons (perché andavano alle espozioni. Le loro

caratteristiche sono il vitalismo, cioè esaltazione della forza vitale e che si traduce nell’attenzione per il colore, la luce,

il movimento e nella scelta di soggetti dalle valenze simboliche incentrati sulla vita moderna. E la seconda caratteristica

è il richiamo alla classicità, non però gli artisti del Rinascimento, ma quelli francesi che vanno dai medievali al 1700.

Questi artisti non usano l’arte negra. Il recupero degli antichi per i cubisti significa tornare a studiare la matematica non

euclidea e la scienza e non nell’imitazione dell’antico. Questo gruppo si forma nel 1909 quando Gleizes incontra Le

Fauconnier e l’anno dopo si aggiungo agli incontri altri artisti. È nel 1910 al salon D’Automn che gli artisti sentono

precise affinità nel loro lavoro e nasce l’idea di esporre in gruppo.

Così nel 1911 espngono nella sala 41 del Salon des Indipendants e così il termine cubismo diventa di uso comune per

riferirsi a loro. Apollinaire conia poi la parola orfismo, per definire il cubismo di Delaunay, Leger, Duchamp e Picabia,

riferendosi ad Orfeo, il poeta che aveva calmato gli animali con il canto, e in cui luce e forma, pittura e musica tendono

a identificarsi.

Gli artisti di Montparnasse

Nell’artista spagnolo Juan Gris si mischiano elementi picassiani (come l’utilizzo del collage) e montparnassiani, anche

perché lui è uno dei pochi ad aver rapporti con l’artista. Nella sua pittura si nota un interesse per la struttura geometrica

della composizione, infatti lui non vuole annullare l’oggetto, ma rivelarne l’armonia e l’ordine nascosti.

Per Delaunay il cubismo non è il superamento dell’impressionismo ma il suo compimento. Per lui la pittura si basa sul

colore, nelle sue opere infatti accosta tasselli di colore che sanno creare forma (perché il colore è in realtà una forma-

colore), profondità (perché il colore chiaro sembra più vicino di quello scuro) e movimento (perché i colori vibrano in

maniera diversa).

Vediamo l’accostamento di diverse forme colore in Finestre e Primo disco simultaneo.

Fernand Leger prende spunto dalle teroire dei colori complementari di Seurat ma aggiunge il contrasto delle forme,

oltre dei colori. come è il tema stesso, cioè la lotta tra l’uomo

In nudi della fortesta, forme poliedriche e cilindriche contrastano tra loro,

eroe che si fa strada nella natura.

I suoi temi sono vitalistici: la macchina, la città, il lavoro, il circo, la vita moderna.

In Marcel Duchamp si vede l’interesse per il movimento, per l’esoterico e la completa incongruenza tra tela e titolo.

e la sua unica azione sta solo nel considerarla un’opera d’arte.

Nel 1913 fissa una bicicletta sulla sedia (Ready-made)

Il principio di inserire degli oggetti reali qui è capovolto perché è la realtà a diventare opera.

Picabia si avvicina al cubismo nel 1911 grazie a Duchamp. Egli era interessato soprattutto al rapporto tra pittura e

musica (la musica è come pittura 1913) e infatti esprime un dinamismo musicale nelle sue opere, con forme soffuse di

colore che lo fanno rientrare nei cubisti orfici. Anche lui inserisce delle scritte nelle sue opere, ma non in chiave

informativa, ma come componente ironica e ludica che trasforma parole in giochi di parole.

La scultura cubista

Le prima scultura arrivano con qualche anno di ritardo rispetto alla pittura. Le caratteristiche sono 3:

- Il ribaltamento della nozione di tutto tondo, infatti si tende a mischiare pieno e vuoto. Si pensa infatti che sia

importante che i vuoti abbiano la stessa valenza dei pieni.

- Si aggiungono nuovi materiali ai classici bronzo e marmo, come ferro, legno ecc che spesso vengono tra loro

assemblati e colorati, in modo tale che non sia più la luce a creare ombre e volumi, ma che l’opera abbia una

luce fissa propria che coincida con il proprio colore.

Il tema dominante non è più la figura umana, ma la natura morta e l’animale che spesso sfociano nell’astratto.

-

I primi a cimentarsi nella scultura sono Picasso e Braque. Nel 1909 Picasso realizza Testa di donna, dove un volto

è l’insieme di rientranze e sporgenze che creano giochi di luce ed ombre.

femminile

Innovative sono le sculture di cartine di Braque del 1911, frutto dell’intersecarsi di piani, andate però perdute e di cui è

rimasta solo la testimonianza fotografica.

risolse la collocazione dell’opera dello spazio, infatti è appesa alla parete come un

Chitarra, opera di Picasso del 1912

quadro, ma non ha le solite forme arrotondate dello strumento, infatti è un insieme di lastre accostate.

ad esempio in Bicchiere d’assenzio aggiunge un cucchiaio vero e in Natura

Braque invece sperimenta i nuovi materiali,

morta introduce accanto al legno la passamaneria.

Alexander Archipenko teorizza la scultura come pure vuoto, infatti in Donna che cammina, vediamo solo il contorno

con il vuoto all’interno.

Nella scultura fa varie sperimentazioni, tra cui Medrano che rappresenta una piccola giocoliera a cui aggiunge una

molla per farle alzare a abbassare il braccio.

Raymond Duchamp Villon realizza il suo capolavoro nel 1914 che sarebbe Cavallo, fusione in bronzo, dove la massa

del cavallo ha un moto spiraliforme e dove il tema classico della macchina si identifica con quello equestre.

Julio Gonzales invece realizza delle maschere di metallo intagliato, tra arcaismo e arte negra che si collocano però in

ambito surrealista.

Il cubismo tardo

Dal 1914 il movimento si disperde perché molti degli artisti sono chiamati alle armi. Alcuni rimangono feriti, altri si

disperdono in giro per il mondo. Picasso continua a dipingere, ma le sue opere non sono cubiste ma realiste, come il

pittore e la modella. Il cubismo sembra finito, molti gli si scagliano contro chiedendo un’arte che ripristini l’integrità del

soggetto, ma in realtà il cubismo non è finito, continua, anche se scompaiono i temi di vita moderna, del rapporto con la

natura, del movimento, perché la guerra ha cancellato le posizioni vitalistiche con il suo strazio, così ci sono nature

morte e maschere che simboleggiano una vita vissuta come non propria, come una recita.

Il cubismo, come le altre avanguardie, è un insieme di esperienze intrecciate.

FUTURISMO

Con il Manifesto del Futurismo di Marinetti pubblicato sul quotidiano Le Figaro si da il via nel 1909 alla stagione del

dell’arte e che influenzerà con le sue idee anche le

futurismo, un movimento tutto italiano che si estende a tutti i campi

industrie. Fu un movimento longevo che durò dal 1909 al 1944, cioè la morte di Marinetti.

Il suo scopo era reinventare ogni aspetto della realtà del vissuto quotidiano, sociale e individuale, secondo un manifesto

pubblicato da Balla e Depero “ricostruzione futurista dell’universo” attraverso il sapiente uso di vecchi e nuovi media,

di manifesti e di serate nei più famosi locali notturni italiani e non. Esempio di manifesto è il manifesto del vestito

antineutrale di Balla, dove si dettano le leggi per un nuovo vestiario, fatto di asimmetrie e contro il grigiore e la rigidità

della borghesia. E’ da notare che alcuni stilisti giapponesi, come Yssey MIyaki realizzano abiti ispirandosi proprio alle

tematiche del futurismo.

È un movimento che si legherà anche con il fascismo.

Questo movimento è molto lungo e così vasto che ci saranno diversi movimenti di futurismo per il cinema, letteratura

(con Marinetti), per l’arte, finale era ricostruire l’universo.

per la moda e anche nel cibo. Il suo obbiettivo

Molte industrie sono state influenzate dal futurismo. Ad esempio l’Alfa e la Ferrari sono rosse perché era il colore del

immettere di nuova l’arte

dinamismo e della velocità. Il futurismo ha caratterizzato il proprio operare con la volontà di

italiana sulla sena delle avanguardie, un’arte espressione del dinamismo intrinseco alla vita moderna, industrializzat,

velocizzata e metropolitana.

Il movimento nasce da istanze letterarie, infatti Marinetti pubblica il manifesto prima su Le Figaro, poi sulla rivista

milanese Poesia e poi in tante altre riviste. È un movimento particolare, che ha un andamento sinusoidale, infatti tornerà

periodicamente. Il manifesto del futurismo, pubblicato dopo Le Figaro, su Poesia, è sottoscritto dai futuri futuristi Carrà,

Boccioni, Balla, Severini, Soffici e Sironi. Nel manifesto si manifesta la volontà di rompere con la tradizione, con la

mimesi della natura, dell’abolizione dei critici, dell’esalazione a qualunque tipo di originalità, abolire i soggetti già

rappresentati. Al primo manifesto teorico, segue un manifesto con le soluzioni tecniche da adottare, nel 1910 “La pittura

futurista, manifesto tecnico”. I manifesti venivano pubblicati su riviste varie, ma la prima rivista puramente futurista è

“Lacerba”. Strategia del Futurismo che si ispira a quella del Der Blaue Reiter è quella di organizzare mostre in tutta

Europa, così i futuristi entrano in contatto con i colleghi europei.

Si può dire che ci sono due generazioni di futuristi.

I primi futuristi che vanno dal 1909 al 1918/19 e i secondi futuristi.

La prima generazione di divide in due periodi. Il periodo analitico 1910-1914 e sintetico 1914-1915. I primi futuristi

sono in stretto dialogo con le avanguardie europee, soprattutto con i cubisti di Montparnasse. Nel periodo analitico si

vede l’operare di Boccioni a Milano e di Balla a Roma. Nel peirodo dintetico invece domina ancora Balla, ma anche i

giovani Depero e Prampolini.

Il secondo futurismo è anche diviso in due: la fase “meccanica” che accompagna gli anni venti, il primo fascismo della

detta “aerea”.

crisi del 29, presa di Roma ecc e a seconda che va dal 1930 fino alla morte di Marinetti nel 1944

Intorno al 1920 nuove tecnologie come le auto, le moto, le bici, il cinema e il telegrafo entrano nella vita dei borghesi

possono non influenzarne le mode. S’inneggia l’uomo veloce, al volante. Il design industriale è

metropolitani e non

anche in veloce ascesa. Le parole per esprime il futurismo sono energia, ribellione allo status quo, movimento violento,

la bellezza nuova, quella della felicità.

Il futurismo è anche un movimento antifemminista, nel senso che disprezza la donna rinchiusa tra le quattro mura di

casa, che non risponde in modo attivo alla società, lontana dalla cultura. Contro il femminismo goffo e impacciato delle

femministe dell’epoca. (Il femminismo ha uno slancio durante la guerra, quando le fabbriche e i campi, lasciati vuoti

dagli uomini morti in guerra o mutilati, hanno bisogno del lavoro delle donne).

Tra le due guerre l’Italia, potenza industriale, perde forza con le leggi antisemitiche, che tolgono i beni agli ebrei che

erano detentori di grandi ricchezze, e ad alcune leggi che non permettevano di ricevere o spedire materie fuori dai

confini, così si blocca l’industria. (In Italia si progetta l’aereo a reazione, ma non viene commercializzato perché non si

poteva vendere fuori dai confini).

Tutti i padri del futurismo derivano dall’esperienza pittorica del divisionismo. Il dinamosmo italiano non era fondato

però sulla scomposizione del puntinismo, ma su una tavolozza che estremizza i colori tradizionali. Per i futuristi la

figura è sempre dinamica, sempre in movimento, tutto si muove. Il cavallo non ha 4 ma 20 zampe (come si vede dai

l’opera d’arte non deve avere niente a che fare con il soggetto

fotogrammi che rappresentato un intero trotto),

Sono contro il nudo, gli accademismi, l’arcaicismo. I futuristi utilizzano i nuovi materiali tecnologici. Altro

(cubismo).

manifesto è “Pittura e scultura futuriste e dinamismo plastico”.

Luigi Russo nel 1910 realizza un quadro dove non ha ancora completamene assimilato la lezione futurista ancora agli

albori e non è in grado di trasformare in pittura le parole di Marinetti. Boccioni ne 1910 realizza un’officina con

con un forte valore simbolico (l’edificio in costruzione è l’ascesa della società) e richiamo ai

pennellata divisionista,

primitivi che vanno da Giotto a Piero della Francesca dal medioevo al rinascimento.

La “Rissa in Galleria” di Boccioni del 1910 vede lo spostarsi verso una fase analitica. C’è coerenza tra forma e moto,

ancora una pittura divisionista, tutte le forze vanno verso il centro. È la prima volta che viene usata la luce elettrica in

una galleria e la gente che va verso l’interno, quindi verso la luce, ha valore simbolico della società che va verso la luce

delle nuove tecnologie.

Balla realizza una simile idea con Lampada ad arco, dove è presente la lezione di Seurat con le pennellate a V che

permettono di dare movimento, segno di energia. Anche qui la luce è artificiale.

Carrà in “La stazione a Milano” ha una pennellata divisionista. Se in Monet le forme si dissolvono nell’aria vaporosa,

qui invece sono circondate dalla luce. È un viaggio verso l’espressionismo e una citazione a Munch.

Con un bagaglio culturale eterogeneo i futuristi cominciano ad esporre in Europa. Nel 1912 sono a Parigi nella mostra

che si chiama I pittori futuristi italiani”. Nel 1912 poi vengono risolti alcuni nodi, si abbandona il simbolismo e ci si

avvicina al cubismo. Questo caratterizza il passaggio alla seconda fase analitica.

Di ispirazione cubista è la Ballerina in blu di Severini.

Attraverso la tecnica dei cubisti i dipinti raccontano le dinamiche del movimento.

Umbero Boccioni nel 1912-13 usa lo strumento cubista per trascrivere i modi interiori ed esteriori della persona e dei

paesaggi. Cerca di cogliere le dinamiche del deforme, realizza un volto antigrazioso.

Un trittico di Boccioni è “Stati d’animo” del 1911, dove ogni quadri rappresenta uno stato d’animo: Gli addii, dove in

due amanti si abbracciano per l’ultima volta, Quelli che restano, dove c’è colei che rimane alla stazione, e

una stazione

Quelli che vanno, dove si rappresenta colui che parte e s può notare il movimento del treno dallo scorrere delle figure

che evidenziano il passaggio delle due fasi dell’analitico.

riflesse nel finestrino. Questo trittico ha due versioni

Nel dinamismo plastico di cerca di rappresentare il movimento.

Boccioni in Forme uniche della continuità nello spazio del 1913 rappresenta il movimento.

Il futurismo di Milano, della città in ascesa, è diverso da quello romano, della città eterna che ancora è ancorata

all’antico.

I futuristici cercano n modo analogico per rappresentare l’energia. Non si vuole rappresentare il movimento con le

anatomie ma con forme astratte che per analogia possano esprimere forza, movimento, velocità.

Balla trova alcune soluzioni.

Da questa ricerca si passerà dalla fase analitica a quella sintetica e astratta.

Per rappresentare queste analogie si servono di fili metallici, plastica, cotone, lamine, stagnole, colori sgargianti, carte

veline ecc, cioè le basi dell’arte povera. (Nella mostra su piazza del popolo, anche se siamo negli anni 60, vediamo

riferimenti al cubismo).

Abbandonata la pittura ad olio, l’incisione su piastra o su materiali quali marmo ecc, l’uomo può produrre arte da

qualsiasi e su qualunque cosa. È libero.

Nel 1915 viene firmato il manifesto Ricostuzione futurista dell’universo.

Secondo Futurismo

Durante il secondo futurismo si ritorna ad una sorta di naturalismo. Anche le donne fanno parte a questo periodo come

Benedetta Cappa, che realizza Movimento sull’acqua, In questo periodo si crea un meccanicismo, come se ci fosse un

unione tra opera d’arte e committenza. Non sono più i primi futuristi ossessionati dall’ansia inventiva, hanno già alle

spalle una tradizione.

La macchina non è più esaltato per essere strumento di velocità ma per la sua logica strutturale.

Il futurismo “meccanico” viene teorizzato in un manifesto “l’arte meccanica” di Prampolini, Paladini e Pannaggi nel

1922.

Dei vecchi futuristi, solo Prampolini aderisce al nuovo. Il movimento di afferma con mostre nelle più importanti gallerie

italiane ed europee.

Cresce l’interesse per l’interior e industrial design.

All’Expo di Parigi i futuristi danno vita al Deco, unione tra liberty e avanguardie prima del dopoguerra.

Sintesi del linguaggio Deco è l’Olimpica di Palladini, che rappresenta una desnuda.

Famose sono le porcellane futuriste.

I più importanti artisti di questo periodo sono:

Thayaht, dalle cui iniziali del suo pseudonimo prende il nome il nuovo indumento (una tuta). Calzino e asola sono

parole futuriste.

Munari nasce in questo periodo. Da nord a sud Italia troviamo futuristi.

Il futurismo, in stretto contatto con l’editoria e la pubblicità, sforna nuovi caratteri tipografici, molti ancora in uso. Oltre

al futurismo meccanico si ha l’aeropittura, scultura e architettura dall’interesse per la vita aerea e per l’uomo aviatore

chek è visto come un eroe. Abbiamo due diverse interpretazioni: una fortemente immaginativa e surreale, definita

idealismo cosmico, e l’altra illustrativa con visioni aeree e macchine volanti. Tra la guerra di Spagna, d’Africa e il

secondo conflitto mondiale, la pittura ha rappresentazioni belliche.

adesso distrutto, di cui aveva progettato la sala d’attesa ispirandosi al volo aereo.

Dottori realizza Idroscalo di Ostia,

L’architettura del futurismo si fonda sulla costruzione di edifici in armonia con il contesto della città, come in San’Elia,

per rendere la città vivibile, una specie di preurbanistica, mentre negli stati uniti si costruivano grattacieli senza tenere

con i principi del futurismo. All’interno delle case troviamo il

conto di ciò. La pervasività urbanistica è in linea

futurismo anche negli oggetti domestici. Il made in Italy nasce nel periodo del futurismo.

La città di San’Elia è piena di colori (importante per l’Olanda e il neoplasticismo) sia all’interno che all’esterno.

Balla realizza la sua casa romana come un prototipo da estendere a tutte le case futuriste.

Nel padiglione del libro di Depero vediamo come le stesse parole formano il muro e non sono solo scritte su di esso.

Depero realizza anche i manifesti della Campari e alcuni sue innovazioni vengono ancora utilizzate.

Il lungo dibattito finisce con l’imposizione di un’architettura di regime. Molta dell’architettura e dei progetti rimangono

inespressi, ma li ritroviamo nelle carte.

Piccola storia di Ferragamo.

Ferragamo va in America e realizza le scarpe per gli attori di Hollywood, prendendo la forma del piede e facendosela

firmare. Ne ha diverse a distanza di anni perché la forma del piede cambia. Quando torna in Italia, con le nuove leggi,

non può più ricevere merci dall’estero, così inizia a lavorare con cose locali, con materiali poveri che però riesce ad

usare per creare scarpe incredibilmente belle. Lui inventa anche la lamina dentro la scarpa e così nasce la decollete.

Sempre legato all’artigianato made in Italy c’è Casa Depero che diventa una vera e propria officina.

Le idee del futurismo vengono divulgate attraverso i ritrovi serali. Qui nasce anche un nuovo tipo di interpretazione

teatrale, basata sul largo uso di onomatopee e poi del monologo, come fa Petrolini.

Anche la musica è un altro campo sperimentale, in cui spiccano Russolo e Barilla, che realizzano degli strumenti per

imitare i brusii della vita metropolitana.

Anche nella fotografia ci sono innovazioni. Di solito si decide di creare delle composizioni dove è visibile tutto un

tende ad mitare il surrealismo come “io più

movimento con la sovrapposizione (come i fratelli Bragaglia) oppure si

gatto” di Wanda Wulse.

Altro interesse è verso il servizio postale, dove i futuristi prestano la loro vena per caratteri o marchi.

Bauhaus

Il Bauhaus, letteralmente casa della costruzione, un po’ scuola, un po’ bottega artistica e un po’ laboratorio

artigiano, è istituito nel 1919 da Walter Gropius a Weimar. Negli anni che intercorrono tra le due guerre

mondiali incarnò il simbolo stesso di rinascita umana e morale della Germania provata dalla sconfitta della

guerra, dove il restauro dell’economia non poteva essere staccato da quello delle coscienze.

La scuola viene fondata unendo le due preesistenti Accademia Granducale di belle arti e la scuola delle arti

di presenze femminili (raro per l’epoca), è

applicate. La scuola è pubblica, conta un notevole numero

democratica, apolitica e nella quale allievi e docenti studiano, vivono e lavoro assieme come nelle scuole

greche o nelle botteghe rinascimentali. Gropius esprime persino la volontà che tra allievi e docenti si

instaurino rapporti al di fuori dell’ambito scolastico. All’interno del Bauhaus vengono rappresentate tutte le

tendenza della moderna ricerca artistica e si spazia in tutti i campi, come pittura, scultura, cartellonistica,

industrial design. Molti allievi della scuola divennero poi insegnanti.

Gropius aspirava ad un’arte che non dovesse più essere godimento di pochi, ma di massa. L’obbiettivo era la

fusione delle arti nell’architettura.

Nei suoi quattordici anni, la scuola è espressione degli orientamenti dei primi due direttori Gropius e

Meyer.Il Bauhaus tendeva a preparare i giovani dotatai di talento alla professione di artisti dell’industria e

maestri in arti manuali come scultore, pittore e architetto, e li preparava per quanto si sarebbero trovati, una

volta fuori, a confronto con l’era meccanizzata. Artista e artigiano erano sullo stesso livello.

La moglie di Gropius consiglia Itten come insegnante della pittura murale e della pittura sul vetro. Itten era

poi l’unico, insieme ad altri quattro insegnanti, che aveva esperienza nella didattica. L’artista svizzero

tendeva a fondere vita e arte e aderiva a dottrine esoterica orientali. Il suo guru era Hanish, che aveva fatto

il salutismo, l’alimentazione

aderire Itten alla dottrina Mazdan, legata alle mitologie persiane. Le basi erano

vegetariana e una particolare tecnica di respirazione, in più Itten e alcuni dei suoi allievi indossavano vestiti

particolari, malvisti dalla borghesia conservatrice.

Al di là di questo, il suo modo di insegnare era eccellente. Itten andava contro una borghesia incentrata

sull’utile e la vita metropolitana che non permetteva la contemplazione e la trascendenza.

Itten viene allontanato da Gropius, sia perché il direttore lo vede in contrasto con le sue ideologie e forse a

causa di sua moglie con cui Gropius era in crisi.

Il suo posto fu preso da Lazlo Moholy Nagy, aveva aderito al De Stijl e praticava un astrattismo costruttivo

perfettamente nello stile della scuola.

Nel suo Programma del Bauhaus statale di Weimar, del 1919, Gropius indicava la necessità di tornare

all’artigianato, ed è della convinzione che artista e architetto siano sullo stesso piano, però l’artista è un

artigiano a livello superiore. Comunque l’artigianato sta

Al Bauhaus non ci sono studenti e insegnanti, ma maestri, lavoranti e apprendisti.

alla base della formazione del Bauhaus.

Il successo della scuola richiamò artisti anche internazionali, indispettendo gli ambienti accademici locali.

Aspre furono le critiche, alcune avanzanti anche la teoria che all’interno della scuola si stesse creando un

gruppo comunista e che gli aizzarono contro la piccola borghesia.

Così la scuola fu costretta a chiudere nel 1924 e riaperta nel 1925 a Desseu. In attesa del trasferimento le

lezioni erano state tenute nella locale scuola per artigiani. Gropius si occupò della particolare architettura

della nuova sede, che non aveva decorazione che non avessero importanza strutturale, e che aveva la forma

di due elle unite. Era possibile da fuori comprendere quale zona fosse adibita ai laboratori e quale alla parte

teorica, c’era poi un dormitorio e una zona per gli incontri.

Un ponte coperto di calcestruzzo collegava i due settori e conteneva gli uffici. Sotto questo ponte passava la

strada, e fu in un certo senso le architetture sospese degli autogrill. Sempre grazie al calcestruzzo, che

permetteva di indietreggiare i pilastri e di non far gravare l’intero peso della struttura sulla pareti, era

possibile realizzare le vetrata ad angolo, grande innovazione. Le grandi vetrate hanno poi due significati, uno

funzionale, cioè la maggior luce, e quello ideologico perché il vetro e il cristallo indica la trasparenza.

Con il trasferimento a Dessau non erano cambiate molte cose, a parte che fu effettivamente aperta la facoltà

di architettura nel 1927 che era stata istituita nel 1924.

Anche a Dessau però non ci fu vita tranquilla, infatti non mancarono gli oppositori conservatori e che

vedevano nella scuola un regime comunista. Nel 1928 Gropius decide di ritirasi a Berlino per fare il libero

e nomina suo successore Hannes Meyers, il quale sarà in gran parte l’artefice della chiusura

professionista

della scuola.

Se Gropius non aveva mia espresso il qualsivoglia orientamento politico, Meyer non esita a dichiararsi

di un partito all’interno della scuola. Per Meyer la scuola non è un

comunista e permettere la creazione

fenomeno artistico ma sociale, il suo scopo era dare una forma armoniosa alla società attraverso il lavoro

della scuola. Meyers voleva trasformare una scuola d’arte in una sociologica, invece della realizzazione di

pezzi costosi, voleva la creazione di oggetti per le masse. Vengono chiamati a lavorare insegnanti marxisti.

Il sindaco socialdemocratico licenzia Meyer nel 1932 e lui, offeso, si reca a Mosca con alcuni suoi studenti.

il periodo a Dessau l’architettura si avvicinò al neoclassicismo, fu dato estremo risalto al cubo,

Durante

all’angolo retto, ai colori fondamentali e lo stile della scuola fu reso popolare dalla pubblicità e dalle

imitazioni.

Dopo Meyer fu chiamato a dirigere l’architetto Mies van der Rohe.

Dopo le elezioni che videro la vincita dei naziolsocialisti nel 1931, la scuola viene chiusa e riapre in un

sobborgo berlinese, in una fabbrica di telefoni dismessa senza però essere finanziata dallo stato, ma andando

avanti dalle vendite di alcuni mobili. Fra denunce, arresti e restrizioni, la scuola dura fino al 1933.

Tutte le innovazioni apportate furono cancellate e riportate indietro dal terzo Reich conservatore e retrogate.

Gli insegnanti fuggono, alcuni non tornano più, altri vanno negli USA dove potranno dare espressione di

quello che hanno imparato e i cui grattacieli sono modello tutt’oggi.

Metafisica

La metafisica è quella corrente artistica italiana che, insieme al futurismo, che darà importanti contributi all’arte

europea, soprattutto al surrealismo.

La corrente nasce dall’incontro a Ferrara nel 1917 di Giorgio de Chirico, suo fratello Alberto Savino e Carlo Carrà (al

cui gruppo si aggiungerà l’anno dopo Giorgio Morandi). Questa pittura era stata però autonoma invenzione di de

Chirico che la praticava già dal 1909. Il termine metafisica deriva dal greco, da una teoria aristotelica, e allude ad una

realtà diversa, che va oltre ciò che vediamo. Gli oggetti collocati al di fuori del loro naturale contesto assumono diversi

significati.

De Chirico scopre la metafisica per caso, e la rappresenta con il quadro “Enigma di un pomeriggio d’autunno” e spiega

che trovandosi nella piazza S Croce a Firenze per la prima volta dopo una dolorosa malattia, gli sembrò di vederla di

nuovo per la prima volta. Questa rivelazione non è improvvisata, ma frutto di uno studio sia artistico che letterario.

De Chirico nasce in Grecia, dove suo padre faceva l’ingegnere delle ferrovie, dopo l a sua morte si trasferisce con la

a Monaco di Baviera dove frequenta l’Accademia di belle arti. Qui ha

madre e il fratello Andrea (Alberto Savinio)

modo di approfondire gli studi su Nietsche e su Schopenhauer, nonché la pittura di Bocklin. Nietsche diceva che l’arte è

la vera attività metafisica dell’uomo. Dopo essere andato a Firenze, approda a Parigi dove rimane fino al 1915 finché

non viene arruolato e destinato a Ferrara. Il primo a definire metafisiche le sue opere fu Apollinaire. Lui aveva una

rivista, Le soireés de Paris, dove il fratello Savinio pubblica un testo definendo la sua musica metafisica e un altro

dove l’uomo senza voce e senza volto una delle fonte per de Chirico e i suoi

chiamato Les chants de la mi-mort dell’avanguardia

manichini. Grazie ad Apollinaire i due fratelli entrano in contato con il vibrante ambiente

internazionale. De Chirico espone al Salone d’Automne e al Salon des Indipendants, stipula anche un contratto con Paul

Guillaume che esponeva nella sua Galleria opere di artisti come Picasso, Derain, Picabia ecc.

La pittura metafisica di questo periodo è caratterizzata da spazi deserti, contrasto tra ombre e luce, solitarie architettura

porticate, sospensione temporale, presenza immobile e silenziosa, personaggi soli, statue, ombre di figure misteriose e

sullo sfondo delle piazze o dietro i muri, le vele di una nave, il profilo di un trenino sbuffante. Il tutto è dato per rendere

la scena misteriosa e inquietante, l’enigma sull’identità dell’uomo, dalle prime rappresentazioni di piazze, con una

prospettiva definita, si cercano espedienti più complicati come in Viaggio inquietante dove ci sono più piani spezzati

labirintici l’unione di oggetti opposti come una statua e delle banane e con la presenza di quadri nel quadro e finestre. Ij

questi dipinti si nota la presenza dell’esperienza cubista ma in modo del tutto nuovo. Il mondo è in una misteriosa attesa

inquietante.

Nei dipinti parigini e ferraresi troviamo anche la presenza di inquietanti manichini, armature, figurini per sartoria,

maschere che spesso sono assemblati in maniera affascinante, come in: Ettore e Andromaca, Il trovatore, Il Grande

metafisico, Il Filosofo e il poeta, Il Ritornante e le Muse inquietanti. Questo quadro in particolare è uno dei più famosi,

del 1917 e rappresenta state bianche classiche con teste di manichino e presenze paradossali che nella scena

pomeridiana occupano la scena che ha sullo sfondo il castello di Ferrara e una fabbrica.

Per De Chirico le città metafisiche sono Torino e Ferrara. Torino per le sue piazze, portici e perché era la città amata da

Nietsche e Ferrara perché è dove è di stazza come caporale dal 1915 al 1918. Qui diventano amici di de Pisis e

mantengono corrispondenza con Parigi. A Ferrara de Chirico e Savinio incontrano Carrà. De Chirico e Carrà resteranno

molto uniti finché il primo non farà nemmeno riferimento nella sua autobiografia al sodalizio con de Chirico, che quindi

si separerà offeso. Dal 1918 al 1922 parteciperà alla vita di Valori Plastici e nel 1924 è di nuovo a Parigi dove frequenta

i surrealisti. La prima mostra personale in Italia è nel 1920 a Roma, ma viene stroncata dalla critica di Longhi dove la

sua pittura viene giudicata atroce e strambo illustrazionismo, con effetti scenografici dove non c’è nulla di classico e

con riferimenti tardo romantici. Per De Chirico il ritorno alla classicità è eccentrico, realizza quadri con autoritratti in

posa classica, però con enigma e ironia metafisica. Nel 1925 torna a Parigi perché la città di interessa alla sua arte,

partecipa a tante mostre e comincia la sua seconda fase metafisica. I temi sono manichini archeologi e filosofi,

gladiatori, trofei, cavalle e mitiche piaggiate greche, templi e paesaggi dentro le stanze. La tensione metafisica si allenta

ma aumenta a qualità pittorica e la dimensione letteraria, fantastica, velata di ironia. Il Ciclo dei mobili nella valle il più

affascinante, con poltrone armadi e letti collocati su piattaforme in legno, simili a palcoscenici, dislocati nel silenzio

irreale di paesaggi solitari. Nelle sue memorie de Chirico da un giudizio negativo su Bretone e sui surrealisti anche se i

rapporti erano buoni dal 1919 al 1925, e l’anno successivo questi hanno boicottato una mostra.

Filippo Tiberelli de Pisis vive a Ferrara in un appartamento eccentrico. Studiava lettera a Bologna, scriveva ma non

ancora in quel periodo. Dedica dei testi ai fratelli de Chirico, per cui nutriva profonda stima, ma nell’ambito

dipingeva


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Corso di laurea: Corso di laurea in Graphic Design
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