Vita
Nel 343 fu chiamato da Filippo, re di Macedonia, come precettore del figlio Alessandro
Magno
Nel 335 tornò ad Atene, che era sotto il dominio macedone, e prese a lavorare presso il
ginnasio cittadino chiamato Liceo, luogo pubblico in cui ci si recava.
La scuola fu chiamata peripatetica, dal nome della passeggiata presente nel ginnasio
stesso (peripatos) Corpus Aristotelicum
Insieme dei trattati superstiti di Aristotele, costituito dagli appunti presi dal maestro per le
lezioni al Liceo (appunti editi dagli allievi)
Fu ordinato dal peripatetico Andronico di Rodi nel I secolo a.C. e prevedeva 2 gruppi:
scritti essoterici “esterni”, destinati agli esterni della scuola
scritti esoterici “interni”, trattazioni disciplinari tenute all’interno della scuola
Logica
6 opere dell’Organon che hanno come oggetto problematiche di logica (=strumento che
serve alle scienze), che Aristotele chiama analitica, ovvero arte di analizzare, di scomporre
il pensiero nei suoi elementi.
1. Categorie
2. De interpretazione
3. Analitici Primi
4. Analitici Secondi
5. Topici
6. Confutazioni sofistiche Fisica
Metafisica
Etica
Retorica
Politica
1. Categorie
L’opera verte sui rapporti di predicazione, su ciò che può essere predicato di un
determinato oggetto.
Vi è una distinzione tra:
le cose che vengono dette in una determinata connessione
1
le cose che vengono dette senza connessione, ovvero i termini , che hanno
significato a prescindere dalla combinazione in una proposizione
Le categorie sono i predicati e intorno a una cosa possiamo chiederci:
Che cos’è?
Quant’è? Quanto è grande?
Com’è? Che qualità possiede?
Che relazione ha con altre cose?
Dov’è?
Quando?
Come si trova?
Cosa ha o possiede?
Cosa fa? Che tipo di azione compie?
Cosa patisce? Che tipo di azione subisce?
A queste domande si risponde con predicati diversi, raggruppati in
Sostanza
Quantità
Qualità
Relazione
Dove (luogo)
Quanto (tempo)
Giacere
Avere/Possedere
Azione
Passione
Sostanza: ciò che sta sotto a tutto, mentre il resto giace in essa. Caratterizza la sostanza
come ciò che può esistere separatamente, mentre gli accidenti e le proprietà possono esistere
solo nella sostanza.
È una, sempre identica a sé e assume determinazioni opposte
Le categorie quindi:
I termini hanno 2 caratteristiche: l’estensione, cioè l’ampiezza, e la comprensione, cioè la
1
determinatezza. Quanto maggiore è l’estensione di un concetto, tanto minore è la sua comprensione:
la specie (UOMO) ha una maggiore comprensione e una minore estensione rispetto al genere cui
appartiene. Avere una maggiore estensione significa essere applicabile a più elementi.
Classifica i termini della predicazione e annota che alcuni termini possono fungere sia da soggetto
sia da predicato. Le realtà che corrispondono ai termini che possono fungere solo da soggetto, gli
individui, sono sostanze prime (si tratta delle realtà fondamentali, se non esistessero le quali
nient’altro esisterebbe). Le loro specie e i loro generi sono sostanze seconde, considerate al livello
dell’astrazione logica (uomo).
Tutti i termini delle predicazioni, siano esse sostanze, proprietà o accidenti, sono riconducibili a 10
generi supremi, massimi per ampiezza, detti categorie, cioè predicati. Le categorie possono
fungere solo da predicato: non sono semplici predicati, ma gruppi di predicati.
hanno una funzione o un significato logico-linguistico, non servono a definire le
differenti forme di attribuzione di un predicato a un soggetto
forniscono i diversi significati dell’essere, che non è una cosa singola, compatta,
con un solo significato, ma un predicabile che comprende una molteplicità di
significati.
Questi significati sono irriducibili tra loro, non possono essere riportati ad una sola
classe superiore
Non bisogna, in questo caso, commettere l’errore di Platone di considerare l’essere
come un unico genere supremo che si divide poi in 10 categorie l’essere è qualcosa che è
in sé irriducibilmente molteplice
Platone vuole riportare il molteplice all’unità, i particolari sensibili alle idee
Aristotele non è intimorito dalla molteplicità e ciò si manifesta nel rifiuto delle idee,
nella difesa dell’autonomia delle singole scienze e nella rivendicazione dell’irriducibile
molteplicità dei significati dell’essere
Le categorie non sono tutte sul medesimo piano la sostanza riveste una priorità
La sostanza dice il che cos’è di un ente, le altre categorie esprimono ciò che inerisce o
appartiene a quello stesso ente, ovvero ciò che accade o si aggiunge ad esso; le categorie
vengono dette accidenti, ovvero ciò che accade o s’aggiunge alla sostanza e inerisce ad
essa.
Le sostanze sono:
prime, gli individui concretamente esistenti
2
seconde , i concetti universali che permettono di collocare gli individui in classi
comuni e di definirli, cioè generi e/o specie
Socrate è sostanza prima 3
Animale/uomo è sostanza seconda
Le sostanze prime (individui) sono il fondamento delle sostanze seconde (concetti
universali). Non potremmo avere il concetto di “uomo” se non esistessero individui concreti
Platone Aristotele
L’universale è il fondamento degli individui Gli individui sono il fondamento
dell’universale
Il significato principale di essere è quello Il significato principale di essere è quello
che spetta alle idee, mentre gli individui che spetta agli individui, mentre i concetti
sensibili possiedono l’essere solo in forma hanno un essere derivato
derivata (per partecipazione)
2. de interpretazione
Si occupa dei termini connessi nella proposizione
Le parole sono simboli delle affezioni/modificazioni dell’anima (cioè dei concetti), a
loro volta immagini delle cose esterne.
Sono concetti universali che permettono di definire
2 Animale, indica il genere; uomo indica la specie
3
Il rapporto tra le affezioni dell’anima e le cose è naturale in presenza delle stesse
cose, gli uomini formano gli stessi concetti.
Il rapporto tra i concetti e le parole è convenzionale/storica per indicare la stessa
cosa si usano modi diversi.
Quando le parole sono connesse tra loro, in proposizioni, a livello del discorso, ha senso
porsi il problema della loro verità/falsità
Discorsi apofantici, dichiarativi, enunciativi, che descrivono stati di cose.
È dato dalla connessione tra soggetto e predicato.
Queste proposizioni sono vere; una proposizione è falsa quando:
congiunge ciò che nella realtà è disgiunto
disgiunge ciò che nella realtà è congiunto
Quantità delle proposizioni.
Un predicato può essere detto/negato di:
tutti i soggetti proposizioni universali
alcuni di essi proposizioni particolari
solo uno proposizioni singolari
Qualità (affermativa-negativa) delle proposizioni
Due giudizi aventi lo stesso soggetto e predicato si dicono
Contrari se differiscono per qualità Contraddittori se differiscono per
qualità/quantità
2 giudizi contrari possono essere entrambi Non possono essere entrambi falsi, ma
falsi devono essere uno falso e uno vero
Giudizi si differenziano per modalità, a seconda che esprimono
possibilità, ciò che non è ma può essere
impossibilità, ciò che non è e non può essere
contingenza, ciò che è ma può non essere
necessità, ciò che è e non può non essere
3. Analitici Primi
Le proposizioni possono essere connesse tra loro per dar