Aristotele e la filosofia
Aristotele segna una svolta nella filosofia, perché la sua filosofia è entrata a far parte del patrimonio linguistico occidentale. Caratteristiche del pensiero:
Caratteristiche del pensiero di Aristotele
Elabora un lessico filosofico che utilizziamo nel linguaggio ordinario (es. potenzialmente - potenza). Dal punto di vista storico, ci ha consegnato un’enciclopedia del sapere (=suddivisione del sapere in discipline che hanno una collocazione ordinata).
NB: ce l’ha consegnato grazie all’influsso esercitato dal suo pensiero. Il suo pensiero torna in occidente attraverso la mediazione degli arabi e venne a strutturare i curricula delle università medievali (danno valore metodologico all’enciclopedia del sapere).
Il contesto storico
Dobbiamo capire come mai fa una sistematizzazione del sapere:
Sfondo storico: crisi delle poleis greche (città stato) i conflitti interni fanno sì che la Macedonia (potenza emergente) venga a soggiogare le poleis conquistandole fino ad abbattere la loro libertà. In pochi anni l’orizzonte culturale e politico si allarga: si passa da un orizzonte contenuto (Poleis) a un orizzonte ampio che contiene 2 continenti (una parte di Europa e di Asia), quindi cittadino della polis diventa un suddito di grande impero. Ciò si ripercuote sulla filosofia: scompare gradualmente l’interesse della politica come mezzo di miglioramento dello Stato e di inserimento del filosofo nello stesso.
Adesso la politica per Aristotele è solo una delle componenti di studio del filosofo (visione di carattere orizzontale). Si sviluppa l’interesse generale che arriva a comprendere lo studio del mondo e del suo funzionamento.
Differenze tra Platone e Aristotele
- Visione di carattere gerarchico: per Platone, la filosofia è al vertice della piramide del sapere.
- Visione orizzontale: per Aristotele l’essere si suddivide in una serie di compartimenti (ambiti di studio) con pari dignità. Non c’è un sapere più elevato di altri. Ciascun ambito è oggetto di studio di una scienza specifica (abbiamo un sapere che si divide in scienze di pari dignità). Fisica, matematica, etica, politica.
Divisione netta tra mondo sensibile e intelligibile, in questo caso la filosofia è dialettica (=scienza che consente di conoscere le idee). La filosofia è il compimento del processo educativo.
Per Aristotele la filosofia ha uno statuto particolare: è il sapere primo, non perché sia caratterizzato da una dignità superiore alle altre, ma perché si occupa di questioni generali, e in particolare si occupa della questione dell’essere. La filosofia, in particolare quella che si occupa dell’essere, è chiamata prima perché si occupa di questioni comuni a tutte le scienze (=cioè l’essere) perché prende in oggetto tutti gli elementi che compongono la realtà (es. fisica si occupa di oggetti in movimento. Ma prima di essere in movimento sono cose/oggetti). Non c’è una concezione gerarchica, c’è un’enciclopedia del sapere con scienze con pari dignità.
Struttura dell'enciclopedia del sapere
Scienze teoretiche
- Metafisica: Studia l'essere in quanto tale
- Fisica: si occupa di tutto ciò che è destinato a divenire
- Matematica: si occupa di enti necessari
Scienze pratiche
- Etica: Studia il possibile, ossia ciò che può essere diversamente
- Politica: Orientamento dell’agire (regole che l’uomo deve seguire per capire cos’è meglio fare)
Scienze poietiche (o Arti belle)
- Scopo: Produzione di opere o manipolazione di oggetti (regole da seguire per manipolare la realtà)
La metafisica di Aristotele
La metafisica (il nome deriva da un’operazione editoriale da Andronico di Rodi nel 1º sec a.C. Egli raccoglie l’insieme delle sue opere e nel mettere insieme le opere riguardanti la filosofia prima attribuisce ad essi il titolo di metafisica perché questi scritti sono stati collocati dopo gli scritti della fisica. Poi è diventata un ambito disciplinare e riguarda le cose che va al di là del mondo fisico)
O filosofia prima (o scienza dell’ente in quanto ente) è una scienza teoretica che:
- Studia il necessario
- Usa un metodo dimostrativo
- Scopo: conoscenza disinteressata
Aristotele da 4 definizioni sugli oggetti di studio (affrontato nell’opera “Metafisica”):
- Le cause e i principi primi della realtà
- L’essere in quanto tale (per questo è definita ontologia)
- La sostanza (natura specifica in cui ogni essere si presenta es questo albero)
- Dio e la sostanza immobile (in riferimento è detta teologia). Aristotele sembra che lo assuma come fondamentale perché tutti gli altri oggetti di studio sembrano derivare da quello
I significati dell'essere
Introduce una rivoluzione filosofica: per capire la natura dell’essere si deve fare ricorso agli strumenti linguistici (es grammatica e struttura della lingua) perché sono fondamentali per indagare la struttura dell’essere (analogia tra strutture linguistiche e strutture della realtà). Gli scritti dedicati alla logica e dai principi del linguaggio sono stati raccolti da Andronico di Rodi sotto il titolo di organon (=strumento, è la disciplina strumentale che fornisce la base alle altre). Egli voleva far capire che dal punto di vista aristotelico lo studio della lingua e dei principi primi del linguaggio e del ragionamento sono lo strumento per studiare le strutture fondamentali dell’essere. Per l’analisi dell’essere in quanto tale, si conduce anche un’analisi di tipo linguistico: tutte le volte che si utilizza il verbo essere non lo si fa in modo univoco (si utilizza in molti sensi differenti) ma neanche equivoco (non è utilizzato a caso). In una stessa realtà (o frase) possiamo constatare l’essere in più modi, a seconda del significato che leggiamo:
- L’essere come accidente: quando esprimiamo l’essere di una cosa in modo accidentale, non sostanziale (cioè la qualità di un ente che non è essenziale per l’ente stesso). Essere come accidente: modo improprio per Aristotele perché non predico l’essenza dell’ente ma qualità che può essere così o diversa.
- Es. Marco è uno studente. Studente è un predicato solo in quanto “accidente” (qualità non essenziale di Marco). Marco è un senso proprio.
- Essere come categorie: quando esprimiamo l’essere in modo proprio secondo i modi di 10 categorie in cui sono catalogabili le cose di uno stesso tipo (o nomi o espressioni). Per Aristotele è valido per tutta la realtà (dottrina delle categorie). E sono:
- Sostanza (enti individuali concreti, specifici es albero) è la più importante intendendola per ciò che sussiste ed è soggetto di determinate proprietà
- Altre che non indicano una sostanza, ma degli accidenti (=caratteristiche) che può assumere una sostanza
- Qualità (bello, brutto)
- Quantità (indica le determinazioni relative al peso, alla misura es 2 kg)
- Relazione (comprende le determinazioni di carattere comparativo es più alto di)
- Agire (azione nella quale è impegnato un ente es a pranzo)
- Subire (ciò che un ente subisce es essere ammalato)
- Dove (luogo es piazza)
- Quando (determinazione di carattere cronologico es ieri)
- Avere (ciò che l’ente possiede es porta le scarpe)
- Giacere (la posizione assunta da un ente es sta a riposo)
Rappresentano i “Sommi predicabili” = punto più alto a cui si può arrivare costruendo “l’albero genealogico” di tutte le possibili affermazioni che si possono fare. Scopo: è possibile pensare alla realtà come un insieme di gruppi di cose o nomi (parallelismo tra realtà e lingua).
Quando si utilizza l’essere per esprimere una categoria a cui appartiene un ente si sta utilizzando: l’essere in senso proprio
- Es. Marco è un animale razionale. Animale razionale esprime l’essere in senso proprio, perché esprima l’essenza di Marco (essere è usato secondo il modo della categoria sostanza).
- Marco è più alto di Luca. Più alto di Luca esprime l’essere in senso proprio perché esprime la relazione che li lega (l’essere è usato secondo il modo della categoria relazione).
Una categoria indica l’essenza, un’altra la qualità, un’altra la quantità... e l’essere assume significati corrispondenti a ciascuna di queste.
- Essere come atto o potenza: quando di un ente esprimiamo l’essere in base alle sue potenzialità, realizzate o meno.
- Es. questo è un campo di grano.
Si può utilizzare per esprimere:
- Un campo appena seminato, in cui le piante non sono spuntate ma spunteranno perché è stato seminato a grano (e dunque ha la potenzialità, la possibilità di diventare un campo di grano pienamente sviluppato: sarà dunque un campo di grano in potenza).
- Un campo pieno di spighe mature, che ha espresso la sua potenzialità (sarà dunque un campo di grano in atto).
- Essere come vero o falso: quando la mente congiunge o disgiunge le cose o le parole così come sono o non sono effettivamente congiunte o disgiunte nella realtà.
- Es. 7 è un multiplo di 2. L'essere è usato per esprimere un valore falso. In questo caso l’essere si usa per unire le cose che non si legano nella realtà.